Diretto da Pierluigi Montalbano

Ogni giorno un nuovo articolo divulgativo, a fondo pagina i 10 più visitati e la liberatoria per testi e immagini.

Directed by Pierluigi Montalbano
Every day a new article at the bottom of the 10 most visited and disclaimer for text and graphics.
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Associazione Culturale Honebu

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sabato 11 luglio 2020

Archeologia della Sardegna. Videoconferenza Honebu con gli archeologi Giorgio Murru e Valentina Leonelli. Conduce Pierluigi Montalbano.

Archeologia della Sardegna. 
Videoconferenza Honebu con gli archeologi Giorgio Murru e Valentina Leonelli.
Conduce Pierluigi Montalbano.
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Prosegue la rassegna archeologica "i venerdi Honebu", organizzata dall'Associazione Culturale Honebu di Cagliari e dedicata alla divulgazione scientifica del patrimonio culturale della Sardegna.
Oggi, Venerdi 10 Luglio, alle ore 19, in diretta facebook, un altro appuntamento con due studiosi:

L'archeologo Giorgio Murru, direttore del Museo delle statue menhir di Laconi, illustra la statuaria preistorica della Sardegna e analizza i menhir antropomorfi offrendo un'interpretazione dei simboli scolpiti a rilievo.

L'archeologa Valentina Leonelli, responsabile del parco archeologico del Nuraghe Adoni di Villanovatulo, parla del nuraghe quadrilobato Adoni, del villaggio adiacente e chiude con alcune considerazioni sulla figura dell'archeologo.

Organizza Honebu, nell'ambito della rassegna archeologica "i venerdi Honebu"

E' visibile anche su facebook al link:

https://www.facebook.com/pierluigi.montalbano/videos/3252216211510556/

Menhir:
Esistono legami fra nuraghi e menhir?
A Seui, fra le pietre che componevano la parete di un vano del nuraghe Ardasai, è stato trovato un grosso frammento di una statua menhir lavorato a martellina che presenta profilo ogivale, sopracciglia,

sabato 4 luglio 2020

Archeologia della Sardegna. Videoconferenza Honebu con gli archeologi Michele Guirguis e Augusto Mulas. Conduce Pierluigi Montalbano.

Archeologia della Sardegna. 
Videoconferenza Honebu con gli archeologi Michele Guirguis e Augusto Mulas. 
Conduce Pierluigi Montalbano.
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Prosegue la rassegna archeologica "i venerdi Honebu", organizzata dall'Associazione Culturale Honebu di Cagliari e dedicata alla divulgazione scientifica del patrimonio culturale della Sardegna.
Oggi, Venerdi 3 Luglio, alle ore 19, in diretta facebook, un altro appuntamento con due studiosi:

L'archeologo Michele Guirguis racconta gli scavi che ha diretto gli scorsi mesi nel sito di Cuccureddu, a Villasimius, ed espone l'argomento che riguarda i rapporti tra i sardi di tradizione nuragica e i fenici, con riferimento a Sulky, Monte Sirai e altri siti. Chi erano i fenici? Quando arrivarono in Sardegna? Che relazioni crearono con i sardi di tradizione nuragica? Quale fu il ruolo di Cartagine nello scacchiere politico ed economico del Mediterraneo Occidentale e centrale?

Con l'archeologo Augusto Mulas parliamo del villaggio Santuario Abini, a Teti, dove sono stati trovati la maggior parte dei bronzetti sardi. Oltre all'approfondimento sulla bronzistica e sul ruolo dei Santuari Federali nella Sardegna nuragica approfondiamo la questione "pasti rituali" nei siti nuragici.

Organizza Honebu, nell'ambito della rassegna archeologica "i venerdi Honebu"

E' visibile anche su facebook al link:

https://www.facebook.com/100001666287370/videos/3233549960043848/

Ogni cultura ha delle tradizioni legate ai pasti, e adotta norme per apparecchiare, assegnare il posto ai commensali, disporre l’ordine delle pietanze, presentare i cibi abbinandoli fra loro, o anche ciò che si può

mercoledì 1 luglio 2020

Archeologia. Il nuraghe Domu Beccia di Uras. Articolo di Pierluigi Montalbano


Archeologia. Il nuraghe Domu Beccia di Uras
Articolo di Pierluigi Montalbano

Il Nuraghe Domu Beccia si trova a un km da Uras, nei pressi del cimitero, nella piana del Campidano, alla base di Monte Arci. Il territorio fu frequentato fin dal neolitico per l’ossidiana, come testimoniano un’officina di lavorazione e due menhir vicini al nuraghe. Di epoca nuragica sono alcune tombe di giganti e un villaggio con 150 capanne posto di fronte al nuraghe, al di là di Via Eleonora, la strada asfaltata dove si trova il cancello d’ingresso di Domu Beccia. Nel primo Ferro, come accade nel resto della Sardegna, Uras mostra tracce delle relazioni fra sardi e commercianti fenici che dalle coste si spingono verso l’entroterra. Rilevanti testimonianze di cultura materiale attestano la frequentazione del nuraghe anche in età punica, romana e bizantina. Gli archeologi hanno

sabato 20 giugno 2020

Archeologia. Videoconferenza Honebu con gli archeologi Momo Zucca e Giacomo Paglietti. Conduce Pierluigi Montalbano.

Archeologia. Videoconferenza Honebu con gli archeologi Momo Zucca e Giacomo Paglietti. Conduce Pierluigi Montalbano.
(Invito i lettori a iscriversi al canale you tube per ricevere gli aggiornamenti dei video).



Arcieri, spadaccini, gladiatori e altre statue di pietra portate alla luce a Mont'e Prama hanno riscritto la storia del Mediterraneo. Con la loro imponenza, le lunghe trecce, il gonnellino a V, le armi e i volti enigmatici, dopo un oblio di 2800 anni, affiorano nell'oristanese decine di guerrieri alti più di due metri. All’inizio dell’età del Ferro i sardi erano ricchi e potenti e realizzarono un monumento funerario legato al culto di uno o più eroi. Nel 1974 gli archeologi trovarono una decina di tombe, scoprirono i primi giganti e individuarono un viale adiacente le statue. Poi gli scavi del 1976 e un lungo restauro hanno restituito la bellezza a 16 guerrieri armati di pugnale e scudo tenuto sulla testa; 6 spadaccini con elmo con le corna e sei arcieri, con l'arco e la faretra in spalla. Dallo scavo emersero anche 13 betili e alcuni modelli di nuraghe. Nel 2014 sono ripresi gli scavi, condotti dell'archeologo Momo Zucca, e sono state scoperte due statue gemelle ben conservate. Alla ricerca, oltre a Gaetano Ranieri con il georadar, ha partecipato uno staff di bioarcheologi, diretto da Salvatore Rubino, che ha esaminato le tracce organiche e ha estratto il DNA dalle ossa e dai denti dei cadaveri. Queste sculture nuragiche a tutto tondo, le più antiche dell'Occidente Mediterraneo, rafforzano l’immagine di un antico popolo sardo detentore di cultura e capace di rappresentare una forte identità. Parliamo di questa scoperta, e di altro, con gli archeologi Momo Zucca e Giacomo Paglietti, in diretta.

Gli altri incontri Honebu del venerdì:

12 Giugno,  Angela Antona e Nicola Dessì

5 Giugno, Giovanna Tanda e Riccardo Cicilloni



giovedì 18 giugno 2020

Archeologia della Sardegna. Mont'e Prama, uno scavo straordinario.

Archeologia della Sardegna. 
Mont'e Prama, uno scavo straordinario.

Arcieri, spadaccini, gladiatori e altre statue di pietra portate alla luce a Mont'e Prama hanno riscritto la storia del Mediterraneo. Con la loro imponenza, le lunghe trecce, il gonnellino a V, le armi e i volti enigmatici, dopo un oblio di 2800 anni, affiorano nell'oristanese decine di guerrieri alti più di due metri. All’inizio dell’età del Ferro i sardi erano ricchi e potenti e realizzarono un monumento funerario legato al culto di uno o più eroi. Nel 1974 gli archeologi trovarono

venerdì 12 giugno 2020

Conferenze di archeologia della Sardegna. In diretta Facebook, parliamo con gli archeologi Angela Antona e Nicola Dessì.

Conferenze di archeologia della Sardegna. In diretta Facebook, parliamo con gli archeologi Angela Antona e Nicola Dessì.


Venerdi 12 giugno, in diretta Facebook, si è svolto il secondo dei 5 appuntamenti programmati: ospiti gli archeologi Angela Antona e Nicola Dessì.
Angela Antona parla del nuraghe Majori di Tempio, del nuraghe La Prisjona di Arzachena, e fa un accenno alle peculiarità neolitiche con la necropoli Li Muri e i dolmen, a fronte dell’assenza delle domus de janas.
Nicola Dessì racconta due siti dei quali ha seguito lo scavo: il sito nuragico di Camboni a Perdaxius e il tempio punico romano di Demetra e Kore a Terraseo.
La rassegna, organizzata dall'Associazione Honebu, è organizzata su 5 serate dedicate alla Sardegna antica.

mercoledì 10 giugno 2020

Archeologia della Sardegna. Modelli insediativi, organizzazione di villaggio ed evoluzione della società nuragica tra il Bronzo Finale e il Primo Ferro alla luce delle ricerche nel villaggio nuragico La Prisgiona, in località Capichera (Arzachena). Articolo di Angela Antona, Maria Dolores Marina Corro, Sara Puggioni

Archeologia della Sardegna. Modelli insediativi, organizzazione di villaggio ed evoluzione della società nuragica tra il Bronzo Finale e il Primo Ferro alla luce delle ricerche nel villaggio nuragico La Prisgiona, in località Capichera (Arzachena)
Articolo di Angela Antona, Maria Dolores Marina Corro, Sara Puggioni

Il superamento del luogo comune che poneva la Gallura in uno stato recesso rispetto al resto della Sardegna sta consentendo la ricomposizione di fasi di sviluppo della civiltà nuragica perfettamente allineate nell’ambito del grande fenomeno isolano. In particolare, gli esiti della ricerca in corso stanno offrendo nuovi elementi di conoscenza in relazione ai modelli insediativi, all’organizzazione del villaggio, all’evoluzione della società tra il Bronzo Finale e il Primo Ferro.
In generale è noto come, durante il Bronzo Recente, l’assetto rigido che caratterizzava l’organizzazione dell’insediamento in tutta l’isola, quasi geometricamente definito per ampi ambiti territoriali, ciascuno dotato di costruzioni poderose, abbia spesso indotto nell’interpretazione in senso militare del modello insediativo. E altresì noto come la dinamicità economica e sociale dei secoli XI-X a. C. abbia portato, in un certo senso, a scardinare l’assetto insediativo suddetto. Sfuggono ancora alla conoscenza gli eventi responsabili di questo cambiamento sostanziale che sembra aver determinato l’esaurirsi dell’istanza marcatamente difensiva e fortificatoria dell’epoca precedente. Di questo importante mutamento è un chiaro indicatore l’abbattimento delle cortine degli antemurali che costituivano una linea di difesa primaria dei nuraghi complessi. Gli scavi in corso nella

venerdì 5 giugno 2020

Conferenze di archeologia della Sardegna. Intervengono Giovanna Tanda e Riccardo Cicilloni.

Conferenze di archeologia della Sardegna.
In diretta Facebook, parliamo con Giovanna Tanda, responsabile dei siti Nuraghe Palmavera e della Necropoli Anghelo Ruju di Alghero, e con l'archeologo e docente di preistoria Riccardo Cicilloni che racconterà i suoi ultimi scavi a Nuxis e Gonnostramatza.


L'Associazione Honebu è lieta di invitarvi a 5 serate dedicate alla Sardegna antica.
Gli appuntamenti sono programmati per 5 venerdì consecutivi, alle ore 19, in diretta Facebook.
Parteciperanno dieci studiosi, due per ogni serata:
Angela Antona, Riccardo Cicilloni, Nicola Dessì, Michele Guirguis, Augusto Mulas, Giacomo Paglietti, Giovanna Tanda, Carlo Tronchetti, Emina Usai, e Raimondo Zucca.

Programma degli eventi:

Venerdì 5 Giugno, ore 19,
Giovanna Tanda e Riccardo Cicilloni.

Venerdì 12 Giugno, ore 19
Nicola Dessi e Angela Antona.

Venerdì 19 Giugno, ore 19
Momo Zucca e Giacomo Paglietti.

Venerdì 26 Giugno, ore 19
Carlo Tronchetti e Emina Usai

Venerdì 3 Luglio, ore 19
Augusto Mulas e Michele Guirguis.


Il nucleo degli interventi sarà la divulgazione.
Ogni archeologo parlerà dei siti nei quali ha scavato.

Altri argomenti di discussione riguarderanno:
- la promozione dei siti archeologici (intesa come tutela e valorizzazione);
- gli elementi di continuità fra età del Rame, del Bronzo e del Ferro;
- la Civiltà Nuragica (dalle origini alla romanizzazione);
- le architetture dei vivi e dei morti;
- i musei (dallo scavo alla musealizzazione);
- i rapporti fra i sardi e i popoli d’oltremare nelle varie epoche;
- i culti e i rituali.

Tutta la rassegna sarà fruibile liberamente collegandosi al profilo facebook di Pierluigi Montalbano, con inizio puntuale ogni Venerdì alle ore 19.

L'appuntamento di questa settimana sarà con l'archeologo Riccardo Cicilloni che racconterà i suoi ultimi scavi a Nuxis e Gonnostramatza, e con Giovanna Tanda, responsabile dei siti Nuraghe Palmavera e Necropoli Anghelo Ruju.

Buona Visione.

mercoledì 3 giugno 2020

Linguistica. L’articolo Latino che ufficialmente non esiste, ma che c’è ed è quello sardo. Riflessioni di Bartolomeo Porcheddu


Linguistica. L’articolo Latino che ufficialmente non esiste, ma che c’è ed è quello sardo.
Riflessioni di Bartolomeo Porcheddu


Se dovessimo consultare un qualsiasi manuale di grammatica latina e andassimo a cercare il capitolo dedicato all’articolo latino, rimarremmo delusi, poiché nell’indice dei libri adottati dalle scuole italiane, nella parte che riguarda la morfologia, non c’è l’articolo e si passa direttamente al nome. Quindi ci viene spontaneo chiedere: che fine ha fatto l’articolo latino?
Nel mio libro “Il latino è lingua dei Sardi” dedico all’articolo latino ben sette pagine, poiché l’articolo in latino esiste, eccome, ma è stato occultato. Come? Lo vedremo tra poco.
I grammatici latini moderni hanno sempre negato l’esistenza dell’articolo latino. Questa loro posizione è dovuta principalmente al fatto che nella lingua latina, strutturata nei morfemi nominali con i “casi”, l’articolo molto spesso non è essenziale al fine della costruzione e comprensione della

domenica 31 maggio 2020

Archeologia. Dalla Luna alla Dea Madre, l'altare rupestre di Santo Stefano a Oschiri. Articolo di Antonio D’Agostino


Archeologia. Dalla Luna alla Dea Madre, l'altare rupestre di Santo Stefano a Oschiri.
Articolo di Antonio D’Agostino

Il Patrimonio archeologico sardo ha, nella sua originalità, modelli architettonici che si propongono a noi con la loro complessità ed enigmi propri, a prescindere dal periodo storico o preistorico che lo determinano. Quando approfondisco una serie di documentazioni, o esamino il mio lavoro davanti ad uno scavo archeologico, applico costantemente la mia regola delle 4 R:
Rispetto, Ricerca, Recupero, Riflessione.
Ritengo, infatti, che l’approccio debba essere guidato, prima di tutto, da una posizione di Rispetto, inteso come cautela verso una serie di elementi che attirano l’attenzione, e ogni considerazione deve tenere in conto una certa sensibilità e logica professionale. La curiosità è quella che stimola e spinge

Archeologia della Sardegna. La Sardegna e la Navigazione nella Preistoria. Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. La Sardegna e la Navigazione nella Preistoria
Videoconferenza di Pierluigi Montalbano


Video in diretta registrato nella sala conferenze Honebu il 29 Maggio 2020
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La storia della navigazione antica è legata al trasporto di uomini e materiali attraverso corsi fluviali, laghi e piccolo cabotaggio sotto costa. Le prime esplorazioni avvennero con l’utilizzo di grossi tronchi di quercia svuotati dello spazio utile agli individui per remare. Più tardi

giovedì 28 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. Giganti di Mont'e Prama Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Giganti di Mont'e Prama
Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Giganti di Mont'e Prama.
Video in diretta registrato nella sala conferenze Honebu il 22 Maggio 2020
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Altre videoconferenze registrate nella sala Honebu:

domenica 24 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. Da Lascaux alla civiltà Nuragica Articolo di Antonio d’Agostino

Archeologia della Sardegna. Da Lascaux alla civiltà Nuragica 
Articolo di Antonio d’Agostino

Qualche tempo fa durante una visita a scopo culturale legata al mio lavoro d’archeologo ho avuto l’occasione di visitare la caratteristica Grotta di Lascaux, una caverna frequentata nel paleolitico, molto conosciuta a livello mondiale. Le caratteristiche di questa grotta fanno sì che sia considerata la cappella Sistina del Paleolitico. La visione di questo gioiello ha lasciato in me un ricordo indelebile. Ritengo di essere stato un privilegiato perché ho potuto osservare con i miei occhi la bellezza di questo modello d’arte parietale. Oggi per questioni di conservazione del monumento, le visite sono limitate ai professionisti, anche perché esistono due copie conformi realizzate per permettere ai turisti di contemplare questo capolavoro in tutto il suo splendore, anche se, ammirare l’originale è ben altra

mercoledì 20 maggio 2020

Archeologia. L’Arciere di Teti. Articolo di Antonio D’Agostino


Archeologia. L’Arciere di Teti
Articolo di Antonio D’Agostino

Sono un’archeologo sardo che lavora  a  INRAP (Istituto nazionale di ricerca archeologica preventive) per lo Stato Francese, da oltre 27 anni. risiedo in Francia.
Nonostante la mia esperienza lavorativa realizzata in questo arco di tempo, sia sul territorio nazionale francese sia nei dipartimenti d’oltremare, non sono per questo meno indifferente e curioso rispetto alla realtà archeologica della Sardegna, che seguo, purtroppo, a distanza in modo nostalgico ma forse

lunedì 18 maggio 2020

Archeologia e linguistica. La Stele di Nora, il più antico documento del Mediterraneo. Articolo di Salvatore Dedola


Archeologia e linguistica. La Stele di Nora, il più antico documento del Mediterraneo.

Articolo di Salvatore Dedola

 

Abusando degli strumenti dialettici, sono in troppi ad utilizzare l’ossimoro “silenzio fragoroso” nonché il suo contrario “fragore muto”. Perdonate se proseguo nell’abuso del luogo comune, ma su questa Stele si è sempre prodotto un “fragore muto”, nel senso che si è strimpellato così tanto, da indurre nei vari intellettuali, ancora disposti a comprendere, soltanto sordità e mutezza.
Per essere chiari, in Sardegna ci troviamo nel medesimo fracasso festivo evocato dalla vecchia canzone napoletana, che narra della “banda di Pignataro che suonava il Parsifallo… in mezzo a tutta quella gente, nel finale travolgente, si fumarono a Zazà… Dove sta Zazà, o Madonna mia, dove sta Zazà senza Isaia…”.
Chiunque è in grado di percepire che sono proprio le grandi baldorie popolari a creare l’atmosfera ideale per i delitti. L’assassinio perfetto è perpetrato durante le rumorose affollatissime mascherate carnevalesche, tipo la Ratantìra cagliaritana. Nel buio incombente, tra la scia d’immondezza lasciata

domenica 17 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. I “NoveArchi”, all'ombra dei Nuraghi. Articolo di Gustavo Bernardino


Archeologia della Sardegna. I “NoveArchi”, all'ombra dei Nuraghi
Articolo di Gustavo Bernardino

L'ultimo lavoro di Bartolomeo Porcheddu “ROMA COLONIA SARDA” auto pubblicato, contiene delle assolute “novità” che potrebbero aprire ulteriori nuovi orizzonti alla millenaria storia della nostra terra. Già dal titolo si capisce che la materia trattata è come usare la dinamite in un laboratorio di articoli di cristallo, o come leggere il cartello affisso nei tralicci dell'alta tensione “Chi tocca i fili muore”. Ma Bèrtolu Porcheddu, infischiandosi della pericolosità del tema, entra negli argomenti, li elabora con assoluta padronanza e offre soluzioni innovative e coraggiose. L'autore spadroneggia nell'uso di citazioni di autori classici greci e latini e

venerdì 15 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. Bronzetti Nuragici. Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Bronzetti Nuragici
Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Bronzetti nuragici, video in diretta registrato nella sala conferenze Honebu il 15 Maggio 2020
Per vedere il video caricato su You Tube cliccare nell'immagine sotto.


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mercoledì 13 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. Akhet,segno liminale in Sardegna. Articolo di Uliana Schirru ©


Archeologia della Sardegna. Akhet,segno liminale in Sardegna
Articolo di Uliana Schirru ©
Immagini e testo sono di proprietà dell'autore. ©


Le attività costruttive protostoriche  in Sardegna  hanno segnato profondamente il territorio,lasciando tracce che ancora suscitano stupore e ammirazione.
I Nuraghi,grandi cattedrali legate al cielo,hanno dimostrato d'essere meravigliosi laboratori di interazione tra caratteristiche paesaggistiche ed eventi astronomici. Costruiti per eternizzare imponenti ierofanie,questi edifici accompagnano l'umanità sarda fin dalla sua protostoria. Narratori muti di un enigmatico mondo religioso,in quelle strutture si nasconde ancora l'impatto emotivo primordiale che principiò la necessità di un contatto intimo e misterico con la divinità.
Ma per quanto si scavi fra gli strati più profondi dei “relitti”,ancora non possiamo penetrare il significato profondo che ha animato il pensiero dei nostri antichi architetti.
L'architettura è per prima cosa un'opera,come ogni altra opera artistica esprime e manifesta

domenica 3 maggio 2020

Lo chiamavano Giorgino. Perché l'attuale chiesa di Giorgino di proprietà degli eredi Ballero, conosciuta anche questa come la chiesa di S. Giorgio delle saline, riporta lo stesso nome della chiesa S. Giorgio delle saline di Capoterra? Articolo di Cinzia Arrais

Lo chiamavano Giorgino. Perché l'attuale chiesa di Giorgino di proprietà degli eredi Ballero, conosciuta anche questa  come la chiesa di S. Giorgio delle saline, riporta lo stesso nome della chiesa S. Giorgio delle saline di Capoterra? 
Articolo di Cinzia Arrais

Questo elaborato doveva essere proiettato sulla parete della Hall della casa di Maramura, il giorno dell'inaugurazione e la benedizione della cappella in occasione della festa di S. Efisio. La processione quest'anno doveva fare una tappa proprio li, a Maramura, come ai vecchi tempi. La gente non aveva capito perché la processione facesse una sosta anche a Maramura e il motivo si spiegherebbe con l'esistenza dell'antica chiesa proprio in quel punto. Nel 2016 ho contattato personalmente i proprietari del vecchio rudere che si vede nelle foto; il rudere allora era in vendita e i proprietari ( quando hanno saputo che nella loro proprietà un tempo vi sorgeva un'antichissima chiesa) hanno deciso di ripristinarla. Il ripristino è stato curato dalla soprintendenza che ha censito/ riconosciuto la presenza della chiesa di S. Maria Maddalena nello stabile degli eredi Scalas.


Era il 18 gennaio del 1777 quando il console Giorgio Vallacca, noto Giorgino, figlio di Francesco e
originario di Carloforte ottenne dal re Vittorio Amedeo III la concessione per realizzare una salina
artificiale nello stagno nei pressi della Maddalena di Capoterra. Nella Carta Reale si leggeva:
«(...)Sarà facoltativo al progettante e suoi d’occupare nelle sponde ed in attinenza di

venerdì 1 maggio 2020

Archeologia. L'età del Bronzo in Sardegna: Nuraghe a corridoio e a tholos, videoconferenza registrata dal vivo. Relatore Pierluigi Montalbano

Archeologia. L'età del Bronzo in Sardegna:  Nuraghe a corridoio e a tholos, videoconferenza registrata dal vivo.
Relatore Pierluigi Montalbano



Sardegna, l'età del Bronzo.

E' il terzo dei 4 appuntamenti del venerdì con Honebu. 
Seguirà la serata dedicata ai Pozzi Sacri, venerdì 8 maggio,  e l'età del Ferro Venerdì 15 maggio, tutti in diretta alle ore 19.
I video sono caricati su You Tube e su Facebook. Scegliete quello che preferite.



Versione  in  Inglese:



Per vedere su facebook la serata cliccare sotto su "registrazione conferenza"
Sotto troverete anche la conferenza sull'Età della Pietra.
Buona visione.

Registrazione videoconferenza età del Bronzo

Registrazione videoconferenza età del Rame

Registrazione videoconferenza età della Pietra.

martedì 28 aprile 2020

Archeologia della Sardegna. "The Copper Age in Sardinia and the Bell Beaker Culture".L'età del Rame, relatore Pierluigi Montalbano. Videoconferenza tradotta in inglese da Luana Montalbano

Archeologia della Sardegna.  "The Copper Age in Sardinia and the Bell Beaker Culture". L'età del Rame, relatore Pierluigi Montalbano
Videoconferenza tradotta in inglese da Luana Montalbano

Buona visione e ascolto.
Cliccare nel link sotto per aprire
https://www.facebook.com/pierluigi.montalbano/videos/3062815037117342/




La traduzione è di Luana Montalbano

domenica 26 aprile 2020

Archeologia. La Brocca di Villanova Strisaili. Articolo di Salvatore Dedola


La Brocca di Villanova Strisaili
Articolo di Salvatore Dedola


Mancandomi notizie preliminari, tali da informarmi sugli scavi relativi a quel vaso, posso soltanto dire che quella scoperta non ha nemmeno vent’anni, e di essa si riesce a sapere qualcosa soltanto da una breve scritta in Internet, posta accanto alla foto dei cocci, dove si legge: «DURANTE LA RICOSTRUZIONE: il testo in caratteri filistei e fenici inciso sulla spalla dell’anfora cananea (IX-VIII sec. a.C) rinvenuta a S’Arcu ‘e is Forros nella capanna 2 (insula 2). È il documento più antico lasciato da genti del Levante nelle zone più interne della Sardegna. Purtroppo si tratta di un tipo di scrittura ancora indecifrato».
Un articolo di giornale di qualche anno fa non ha fatto evolvere la discussione. Da esso sappiamo che

venerdì 24 aprile 2020

Archeologia. L'età del Rame in Sardegna, videoconferenza registrata dal vivo. Relatore Pierluigi Montalbano

Archeologia. L'età del Rame in Sardegna, videoconferenza registrata dal vivo.
Relatore Pierluigi Montalbano

Sardegna, l'età del Rame.

E' il secondo dei 4 appuntamenti del venerdì con Honebu. 
Seguirà la serata dedicata all'età del Bronzo, venerdì 8 maggio,  e l'età del Ferro Venerdì 15 maggio, tutti in diretta alle ore 19.
Per vedere la serata cliccare sotto su "registrazione conferenza"
Sotto troverete anche la conferenza sull'Età della Pietra.
Buona visione.

Registrazione videoconferenza età del Rame

Registrazione videoconferenza età della Pietra.

venerdì 17 aprile 2020

Archeologia. L'età della Pietra in Sardegna, videoconferenza registrata dal vivo. Relatore Pierluigi Montalbano

Archeologia. L'età della Pietra in Sardegna, videoconferenza registrata dal vivo.
Relatore Pierluigi Montalbano

Sardegna, l'età della Pietra.
E' il primo dei 4 appuntamenti del venerdì con Honebu. 
Seguiranno l'età del rame il 24 aprile, l'età del Bronzo il 8 maggio e l'età del Ferro il 15 maggio, tutti in diretta alle ore 19.
Per vedere la serata cliccare sotto su "registrazione conferenza"
Buona visione.

Registrazione videoconferenza

mercoledì 15 aprile 2020

Serate di archeologia della Sardegna con Pierluigi Montalbano e Honebu.

Serate di archeologia della Sardegna con Pierluigi Montalbano e Honebu.


Un regalo per tutti gli amici di Facebook e di Honebu. 

Viste le restrizioni per la pandemia che ci costringe all'isolamento domiciliare, ho pensato di organizzare una serie di appuntamenti dedicati all'archeologia della Sardegna. 

Ogni venerdì alle 19, orario delle tradizionali serate Honebu, farò delle dirette sul mio profilo alle quali siete tutti invitati. Età della pietra, del rame, del bronzo e del Ferro saranno l'oggetto dei primi 4 appuntamenti. 

Partecipate e spargete la voce.

Questo è il link di presentazione:

https://www.facebook.com/885199948217318/videos/663493604218898/

Questa è la pagina Facebok:

https://www.facebook.com/pierluigi.montalbano

giovedì 9 aprile 2020

Attualità. Nuovo Decameron, l'epidemia di peste nera raccontata dal Boccaccio è oggi sostituita dalla pandemia di Coronavirus, Covid 19. Articolo di Riccardo Laria


Attualità. Nuovo  Decamerone, l'epidemia di peste nera raccontata dal Boccaccio è oggi sostituita dalla pandemia di Coronavirus, Covid 19
Articolo  di  Riccardo  Laria

E se stessimo assistendo in diretta alla “fine del mondo”? Certamente stiamo tutti
partecipando ad un evento epocale che, in diversa misura, con conseguenze diverse
per ciascuno di noi, ci coinvolge senza possibilità di sottrarci. Potremmo considerarlo
un privilegio, al netto di tutti i disagi grandi e piccoli che ce ne potranno derivare,
esclusa ovviamente la nostra fine individuale: in questo caso infatti non avremmo la
possibilità di conoscere la conclusione della tragedia che si va rappresentando sul
grande palco, costituito dall’intero pianeta! Rivolgiamo per un attimo il nostro
pensiero a quanti, tra i nostri amici ed affetti più cari, ci siano eventualmente venuti
a mancare nei mesi precedenti, lasciandoci un vuoto incolmabile ed un profondo
dolore. Possiamo a tal riguardo esprimere una riflessione dicotomica, a seconda
della nostra visione della vita: potremmo consolarci pensando che nella disgrazia si

sabato 28 marzo 2020

L'albero cosmico, asse del mondo nella mitologia europea Articolo di Greta Fogliani

L'albero cosmico, asse del mondo nella mitologia europea
Articolo di Greta Fogliani

Uno degli elementi più presenti nei miti e nel folklore delle popolazioni antiche è l’albero. Questo elemento naturale assume una grande varietà di funzioni, ma una più di tutte le altre rende evidente l’importanza che l’albero ha sempre rivestito nell’antichità: quella di centro e asse dell’universo.
Di per sé, l’albero non è propriamente un motivo cosmologico, perché è innanzi tutto un elemento naturale che, per i suoi attributi, ha assunto una funzione simbolica. L’albero, in quanto tale, si rigenera sempre con il passare delle stagioni: perde le foglie, secca, sembra morire, ma poi ogni volta rinasce e recupera il suo splendore. Per queste sue caratteristiche, esso diventa non solo un elemento sacro, ma addirittura un

mercoledì 18 marzo 2020

Storia, cartografia e navigazione. La scoperta del Brasile. Articolo di Rolando Berretta


Storia, cartografia e navigazione. La scoperta del Brasile.
Articolo di Rolando Berretta

Vorrei dire la mia sulla scoperta del Brasile e sul periodo interessato.
Come è riconosciuto globalmente, a Lisbona operava una spia del Duca Ercole 1 d’Este. Nulla da dire! La nostra abilissima spia era riuscita a corrompere un grande cartografo portoghese (chi sarebbe? che rischiava la vita) e a far pervenire una copia di una carta geografica che riporta tutte le scoperte dei loro grandi navigatori. Premesso che, in quel periodo, tutti erano affamati di notizie e TUTTI cercarono di informare i loro “paesani”. I mercanti che operavano a Lisbona, Siviglia (etc) ne avranno recapitato di posta. Se andate sulla wikipedia, alla voce: Planisfero di Alberto Cantino, potete capire meglio questo preambolo. Ci sono due lettere che provano questo misfatto.
Vediamo il contenuto della prima; si parla del ritorno di Miguel Corte Real; il fratello Gaspar aveva

mercoledì 11 marzo 2020

Archeologia. Età del rame, l'Italia era al centro di una rete di diffusione del metallo. Articolo di Francesca Buoninconti


Archeologia. Età del rame, l'Italia era al centro di una rete di diffusione del metallo
Articolo di Francesca Buoninconti

Tra il 4° e il 3° millennio a.C., nell’età del rame, l’Italia era crocevia di una complessa rete di diffusione e scambio di questo metallo sviluppatasi prima di quanto si immagini. A svelarlo sulle pagine della rivista Plos One è uno studio condotto da Andrea Dolfini dell’università di Newcastle, Gilberto Artioli e Ivana Angelini dell’università di Padova. Nell’ultimo decennio, nuove ricerche hanno dimostrato che l’estrazione di minerali cupriferi e la lavorazione del rame nell’Italia preistorica sono cominciate prima e con tecnologie più complesse di quanto ritenuto in precedenza. Ma si conoscono ancora troppi pochi dettagli sulle vie di diffusione e le modalità di scambio di questo metallo a sud delle Alpi. Ecco perché il gruppo di lavoro patavino si è messo all’opera con l’intento

sabato 7 marzo 2020

Archeologia: Shardana=Nuragici e Tartesso=Caralis, vogliamo prenderne atto? Articolo di Giuseppe Mura


Archeologia: Shardana=Nuragici e Tartesso=Caralis, vogliamo prenderne atto?
Articolo di Giuseppe Mura

In Sardegna l'evoluzione degli studi sulla civiltà nuragica, praticati sia dagli appassionati che dai veri e propri professionisti, si caratterizza per un contrasto che definirei perlomeno  "curioso". Mi riferisco al grado di accettazione delle nuove ipotesi, di carattere storico e archeologico, attinenti alla cultura insulare dell'Età del Bronzo che, nell'arco di questi ultimi decenni, è passato dal "troppo" al "troppo poco", ma sarà il caso di esprimere ancora meglio il concetto con alcuni semplici esempi.
    Al nuraghe, cioè alla manifestazione più eclatante della Civiltà nuragica sia in termini numerici che architettonici, è stata attribuita sin dall'inizio degli studi veri e propri, cioè ormai da alcuni secoli, la funzione di fortezza. L'ipotesi, presumibilmente basata su una forma mentis del periodo che spiegava tutte le antiche vicende tramite i conflitti e su alcune similitudini tra l'edificio nuragico e i castelli medievali, diventò in breve tempo una sorta di assioma accettato pressoché da tutti e scarsamente messo in discussione. Il trascorrere del

martedì 3 marzo 2020

Archeologia. Adolf Erman e gli Shardana. Articolo di Gustavo Bernardino


Archeologia. Adolf Erman e gli Shardana
Articolo di Gustavo Bernardino


A coloro che hanno ancora dubbi sulle vicende degli Shardana e sulla loro origine sarda, consiglio la lettura di un libro dal titolo “Il mondo del Nilo: civiltà e religione dell'antico Egitto” che Adolf Erman scrisse nel 1905. In Italia il volume edito da Laterza nel 1950 è stato tradotto da Gualtiero Frangini e si può acquistare online. Adolf Erman (1854-1937) è stato il più prestigioso egittologo tedesco, autore di numerosi trattati e studi accademici che gli valsero alte onorificenze. Tra le sue opere ha un particolare valore il “Wörtebuch” dizionario della lingua egizia.
Nel “Il mondo del Nilo” l'autore tedesco riesce a dare una immagine complessiva della gloriosa civiltà egizia, conducendo il lettore attraverso 28 capitoli e 264 pagine lungo un percorso che consente di prendere cognizione della complessa società nilotica e delle varie componenti che ne costituivano l'architettura.
Ai fini di questo lavoro però sono significativi alcuni passaggi che propongo al lettore con la speranza di

lunedì 2 marzo 2020

Sardegna. Cattedrale di Ales. Articolo di Pierluigi Montalbano


Sardegna. Cattedrale di Ales.
Articolo di Pierluigi Montalbano

La cattedrale di Ales, dedicata ai santi apostoli Pietro e Paolo, fu edificata nel 1708 su progetto dell'architetto genovese Domenico Spotorno, morto ad Ales il 17 giugno 1702 e sepolto nella Cattedrale. Collaborò alla conversione in stile barocco della cattedrale di Cagliari che fu modello per il duomo di Ales. Fu costruita nel 1507 sui resti di una chiesa voluta da Donna Violante Carroz, Marchesa di Quirra al tempo del trasferimento della diocesi da Usellus ad Ales. Il primo impianto è del XIII  in stile romanico a navata unica, con tetto a capriate e un piccolo campanile a vela, tre cappelle (del Carmine, del Rosario, del Crocifisso) e una sacrestia, poi sostituita nel 1647. Nel 1682 viene ampliata con l’aggiunta di quattro cappelle in grossi blocchi di pietra bianca con volta a botte. Anche la navata, l'abside e il transetto sono voltati a

mercoledì 19 febbraio 2020

Archeologia. La preistoria della Sardegna: Cardiale, Bonu Ighinu, San Ciriaco, Ozieri, Campaniforme, Monte Claro, Bonnannaro e Sant'Iroxi. Articolo di Pierluigi Montalbano


Archeologia. La preistoria della Sardegna: Cardiale, Bonu Ighinu, San Ciriaco, Ozieri, Campaniforme, Monte Claro, Bonnannaro e Sant'Iroxi.
Articolo di Pierluigi Montalbano ©

La prima fase di antropizzazione stabile della Sardegna risale all’inizio del Neolitico, intorno al VII Millennio, quando piccoli gruppi di pescatori e cacciatori decisero di insediarsi lungo le coste del Sulcis e della Nurra, nei pressi di grotte che consentivano un riparo per la notte. Prima di questo periodo si hanno tracce di frequentazione stagionale, forse per battute di caccia e pesca nei periodi favorevoli. La cultura della Ceramica Cardiale è una fase del Neolitico antico che compare intorno al 6000 a.C. anche nelle altre coste mediterranee. E’ caratterizzata dallo stile delle decorazioni impresse nei vasi con una conchiglia denominata Cardium. Le sue tracce più antiche sono state individuate sulle coste adriatiche in piccoli villaggi presso grotte occupate da genti che praticavano la