Diretto da Pierluigi Montalbano

Ogni giorno un nuovo articolo divulgativo, a fondo pagina i 10 più visitati e la liberatoria per testi e immagini.

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Associazione Culturale Honebu

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lunedì 21 novembre 2022

I segreti dell’etimologia del termine Nuraghe. Articolo di Zoltan Ludwig Kruse

 I segreti dell’etimologia del termine Nuraghe
Articolo di Zoltan Ludwig Kruse

 


La meravigliosa terra di Sardegna che ebbi occasione di conoscere, ammirare e amare è ricchissima di monumenti megalitici: tombe di giganti, nuraghi, pozzi sacri, dolmen, menhir e, come unicum nell’Europa occidentale, una torre a gradoni assai similare alla famosa ziqqurratu mesopotamica. Tra tutti questi prevalgono in maniera netta i nuraghi. Dopo aver presentato i messaggi che i nomi parlanti “Domus de Janas/Bajanas” e “Monte d’Accodi” rivelano, in questo studio intendo indagare sull’etimologia del termine archeologico nuraghe.

Il nuraghe è una imponente costruzione in pietra, evidentemente megalitica, realizzata in muratura a secco di forma tronco conica della civiltà nuraghica del II mill. a.C. Il nuraghe costituisce effettivamente l’emblema della Sardegna. Secondo il parere della maggioranza degli studiosi il termine sardo nuraghe/nuraghes con le

sabato 19 novembre 2022

Archeologia. La tomba dei bronzetti sardi a Cavalupo di Vulci. Articolo di Maria Letizia Arancio, Anna Maria Moretti Sgubini, Enrico Pellegrini

Archeologia. La tomba dei bronzetti sardi a Cavalupo di Vulci.

Articolo di Maria Letizia Arancio, Anna Maria Moretti Sgubini, Enrico Pellegrini 

A oltre mezzo secolo dalla scoperta nella necropoli di Cavalupo, il contributo che può offrire la Tomba dei Bronzetti sardi resta un punto di riferimento per gli studi sull’età del ferro di Vulci, e non solo. La rilettura dei contesti villanoviani provenienti dal grande centro protourbano, conservati per la maggior parte nei depositi della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, come pure la revisione dei dati d’archivio e di quelli bibliografici, oggi notevolmente accresciuti, permette di avanzare nuove osservazioni su questo famoso contesto, come anche sui culti e sui rituali funerari relativi a sepolture femminili di rango.

Nel 2008, avevamo dato notizia dei primi risultati del lavoro di riordinamento dei contesti e dei ritrovamenti sporadici della prima età del ferro di Vulci, lavoro che ha permesso di recuperare, come già per i materiali di età storica, una serie di dati utili a colmare, almeno in parte, le lacune di una documentazione notoriamente assai frammentaria . In quella stessa occasione si era ribadito come, in assenza di nuovi scavi sistematici , le uniche informazioni relative all’assetto topografico dei

sabato 5 novembre 2022

Sardegna, Oliena, Sa Sedda 'e Sos Carros, un edificio sacro per i rituali di 3000 anni fa. Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardegna, Oliena, Sa Sedda 'e Sos Carros, un edificio sacro per i rituali di 3000 anni fa.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Oggi affrontiamo un monumento dotato di un sofisticato sistema idraulico che garantiva la fuoriuscita d'acqua da bocche realizzate lavorando a rilievo dei blocchi di pietra a forma di testa d'ariete. La vasca al centro è forata per consentire all'acqua di defluire verso i piedi di chi aveva il privilegio di partecipare ai rituali. Fu costruito tra il bronzo finale e il Primo Ferro, circa 3000 anni fa.

Nel settembre 1977 gli archeologi iniziarono lo scavo del sito nel cuore della valle del Lanaitho, vicino alla grotta di Sa Oche, in territorio di Oliena. Per arrivarci bisogna prendere la S.S.129 per Orosei, svoltare per Oliena, e girare poi per Dorgali. Dopo poco meno di 6 km si svolta per le sorgenti de Su Gologone e si giunge nel piazzale delle sorgenti. Da qui si va a destra in una strada in cemento per la

martedì 11 ottobre 2022

Rassegna di archeologia organizzata dall'Associazione Honebu

Rassegna di archeologia organizzata dall'Associazione Honebu

Una rassegna di storia e archeologia della Sardegna, con i massimi esperti che si avvicenderanno in una lezione settimanale in diretta sui social. L’Associazione Culturale Honebu, vero motore identitario dell’Isola guidato dai cagliaritani Pierluigi e Rita Montalbano,  presenta la sua nuova stagione culturale: inizierà venerdì 7 ottobre e vedrà la partecipazione di archeologi, storici e ricercatori che racconteranno i loro studi sui beni del patrimonio culturale sardo. “La divulgazione della cultura conta un pubblico sempre più interessato a conoscere il passato, e deve avvenire attraverso canali che seguono percorsi affidabili, nel solco degli insegnamenti universitari e del metodo scientifico. Saranno incontri tematici dedicati ai monumenti (nuraghi, tombe di giganti, pozzi e fonti, templi a megaron), all’arte sacra (bronzetti e statuaria) e al mondo economico antico (viaggi, relazioni, mercati, materie prime). Gli incontri saranno tutti in diretta, ogni venerdì alle ore 19 su Facebook, Youtube e sulla piattaforma Streamyard, e vedranno la presenza di uno studioso per ogni puntata. L’obiettivo è accompagnare gli ascoltatori in un percorso scientifico verso la comprensione dei nostri preziosi beni archeologici”, è scritto in una nota dell’associazione.

Per venerdì 7 ottobre (diretta Facebook e Youtube dalle 18.30) è prevista l’inaugurazione della rassegna. A seguire Gaetano Ranieri racconterà le indagini geofisiche condotte nel sottosuolo della chiesa e dell’ipogeo di San Salvatore di Sinis. Le ricerche di Ranieri fanno chiarezza sui miti e sulle antiche storie che riguardano questo importante monumento sacro.
Per collegarsi cliccare
oppure:
La stagione degli eventi Honebu continuerà, sempre in diretta, sempre il venerdì, sempre alle ore 19, con questo calendario:
Venerdì 14 Ottobre – Gerolamo  Exana
Venerdì 21 Ottobre – Gioele  Sasso
Venerdì 28 Ottobre – Michele Guirguis
Venerdì 4 Novembre – Mario Cabiddu e Antonia Pintori
Venerdì 11 Novembre – Carlo Tronchetti
Venerdì 18 Novembre – Gianfranca Salis
Venerdì 25 Novembre – Chiara Pilo
Venerdì 2 Dicembre – Daniele Vacca
Venerdì 9 Dicembre – Giorgio Murru
Venerdì 16 Dicembre – Natalia Guiso (Naty Guì)
Venerdì 23 Dicembre – Angela Antona
Venerdì 13 Gennaio – Nicola Dessì
Venerdì 20 Gennaio – Valentina Leonelli
Venerdì 27 Gennaio – Valeria Putzu
Venerdì 3 Febbraio – Giovanna Fundoni
Venerdì 10 Febbraio – Augusto Mulas
Venerdì 17 Febbraio – Nadia Canu
Venerdì 24 Febbraio – Ilaria Montis
Venerdi 2 Marzo – Emina Usai
L’iscrizione al canale Youtube è gratuita e consente di ricevere un avviso quando saranno pubblicati altri video Honebu.
Per altre informazioni, per collaborazioni e per partecipare alle attività Honebu è raggiungibile al 3382070515

martedì 4 ottobre 2022

La rivolta delle janas curdo-iraniane. Articolo di Andrea Deplano.

La rivolta delle janas curdo-iraniane.

Articolo di Andrea Deplano.



"L’atroce uccisione della giovane curda Mahsa Jina Amini, in Iran nel mese di settembre 2022, ha imposto all’attenzione del mondo intero la condizione femminile in quel Paese.
Le manifestazioni di migliaia di ragazze e donne, contro un sistema che annulla l’essere femminile negandogli, di fatto, la partecipazione attiva alla vita politica, economica e sociale, suscitano scarsa attenzione fra gli europei.
Lo slogan che incita ‘vita e libertà’ per le zan (donna, moglie) diffonde il termine curdo-persiano zan [’dzan] nel mondo occidentale e si pone come pendant con il sardo jana.
Le basi etimologiche di quella parola si ritrovano nel dizionario di accadico CAD.
L’accadico ḫannāmu [dzan’namu] ‘femme très fertile / donna molto fertile’, indica con tutta evidenza un soggetto di genere femminile giunto all’età della fertilità e perciò in grado di procreare. Nella gran

mercoledì 28 settembre 2022

Libri. Le favole di Esopo, Rusconi editore. Recensione di Felice di Maro.

Libri. Le favole di Esopo, Rusconi Editore.

Recensione di Felice di Maro.


E’ uscita in libreria una splendida novità per la collana dei "Classici greci e latini" di Rusconi. Sotto il nome di Esopo l’antichità ha trasmesso numerose favole, per lo più unite in raccolte anonime. Quest’opera fornisce al lettore un quadro della complessità, della fluidità e dell’ampiezza del materiale greco che va sotto il nome di questo antico autore.

La favolistica greca diversamente dalle commedie greche e dalle opere di storia di Erodoto, Tucidide, Senofonte, non ha ricevuto molta attenzione, forse perché non presenta quelle vicende cruciali come la guerra con i persiani o quelle tra Atene e Sparta, eppure è importante non solo perché ha un posto secondo me di rilievo nella letteratura greca ma proprio perché presenta il lessico della lingua greca con leggerezza, lessico, inteso come complesso delle parole e delle locuzioni che costituiscono le articolazioni della lingua greca che è stata come sappiamo un insieme di dialetti al servizio della comunicazione, tra e nelle città Stato della Grecia.

Questa pubblicazione, finalmente, copre un vuoto che è stato nel tempo illuminato a intermittenza sia sul fronte dei testi greci e sia esclusivamente soltanto sulle traduzioni, ma mai complessivamente sull’insieme. Come è noto, sotto il nome di Esopo abbiamo numerose favole, e i protagonisti sono gli

martedì 27 settembre 2022

Archeologia della Sardegna. Dal nuraghe al villaggio.

Archeologia della Sardegna. Dal nuraghe al villaggio.

In epoca prenuragica, le attività economiche prevalenti erano la pastorizia e l'agricoltura. Con l'intensificazione dello sfruttamento delle miniere, si svilupparono commerci a largo raggio e le comunità dovettero organizzarsi per proteggere in qualche modo i territori di residenza e dimostrarne la proprietà. L'uomo era legato alla sua terra e la vocazione naturale dei luoghi di residenza determinò un'organizzazione specifica, con architetture solide e funzionali alle necessità specifiche dei gruppi umani. Il ruralismo, fondamento economico-sociale del passato, fu sostituito dalla vita di villaggio. È in quel momento che inizia la proliferazione di torri e altri edifici attigui, ognuno con la sua funzione ma tutti destinati alle espressioni della vita di comunità. Ben distinti, invece, erano i luoghi di sepoltura perché nei nuraghi si trovano solo elementi destinati ai vivi: anfore per derrate alimentari, macine e pestelli, ceramiche da mensa, pesi da telaio e focolari. Questi edifici eleganti e al contempo grandiosi, erano i simboli della proprietà territoriale di una comunità, i luoghi rappresentativi del potere tribale, le architetture che testimoniavano le capacità produttive e i legami religiosi di una tribù.

Nella foto aerea di Bibi Pinna il nuraghe Majori di Tempio.

lunedì 26 settembre 2022

Archeologia. La donna nella Preistoria: non solo figli. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. La donna nella Preistoria: non solo figli.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Una nuova scoperta archeologica rivoluziona il modello di vita delle società preistoriche. In particolare, è emerso che le donne vissute 6000 anni fa, viaggiavano e si spostavano di continuo per scambiare oggetti e idee. Una serie di scavi archeologici condotti nella regione tedesca del Lechtal, nella parte meridionale della Baviera, ha infatti rivelato particolari inaspettati della struttura delle società umane nel periodo a cavallo tra l’Età della pietra e l’Età del bronzo, in particolare sugli spostamenti delle persone, e quindi degli oggetti e delle idee che portavano con sé. L’analisi dei resti di alcuni individui sepolti in insediamenti dell’epoca, mostra che mentre gli uomini erano originari della zona, le donne venivano da altre località, probabilmente dalla Boemia o dalla Germania centrale, secondo una struttura sociale detta patrilocale. Sulla base delle prove raccolte, gli autori sono convinti che la mobilità femminile non fosse un fenomeno temporaneo, perché durò per

giovedì 8 settembre 2022

Archeologia della Sardegna. Sulla funzione dei nuraghi. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Sulla funzione dei nuraghi.   

Articolo di Pierluigi Montalbano

Per capire l'utilizzo dei nuraghi, ogni monumento andrebbe analizzato singolarmente, e l'attenzione dovrebbe essere posta nei materiali e nelle tracce trovate all'interno e nelle immediate vicinanze. La comparsa del primo nuraghe, il Numero Uno, agli albori del II millennio a.C., è strettamente legata a una classe emergente all'interno di una comunità. La formazione di una "classe elevata" determina una differenziazione nella società, e l'edificazione di un edificio che si distingue dalle capanne diventa un segno di prestigio. Le comunità vicine sono in competizione e "imitano" il simbolo provando a renderlo più importante. Dopo pochi secoli, in cui le strutture si evolvono architettonicamente con la creazione di spazi interni più grandi, intorno al 1500/1600 a.C. fu

venerdì 2 settembre 2022

Archeologia. Campagne di scavo a Su Angiu (Is Bangius) nel comune di Mandas. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Campagne di scavo a Su Angiu (Is Bangius) nel comune di Mandas.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Negli ultimi anni, in Sardegna, una serie di campagne di scavo hanno delineato le fasi nuragiche tra il Bronzo Finale e la Prima Età del Ferro (XII-VIII a.C.) e messo in luce il rapporto tra le popolazioni locali e nuove genti che frequentano le coste sarde dal IX a.C. I ritrovamenti  archeologici testimoniano relazioni tra i sardi e genti oltremare con numerosi insediamenti distribuiti nell’isola. I manufatti nuragici presenti a Lipari e in altre coste italiche sono il frutto di una serie di fitti contatti commerciali, etnici e culturali con diverse altre compagini mediterranee, fra cui Ciprioti, genti della costa siro-palestinese, Greci ed Etruschi. E’ proprio in quest’epoca che aumenta la frequentazione delle coste sarde e dell’interno da parte di personaggi che si integrano nel tessuto locale e collaborano con i locali per lo sfruttamento dei giacimenti minerari. La produzione alimentare si intensifica e i villaggi vengono attrezzati con magazzini, mercati e nuove abitazioni che ospitano i nuovi arrivati, come documentano i materiali d’importazione presenti nei contesti nuragici. A Mandas, nel sito di Su Angiu, le indagini mostrano una

Sardegna, località Tinnura, città d'arte a pochi km da Bosa. Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardegna, località Tinnura, città d'arte a pochi km da Bosa.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Passeggiando per Tinnura, piccolissimo centro della Planargia che conta 250 abitanti, scopro di essere immerso in un museo a cielo aperto, famoso per murales, arte e cestini di asfodelo, canna e salice. Dai suoi vigneti proviene un'ottima malvasia, ma ciò che emoziona sono le suggestive vie e piazzette lastricate di trachite rosa e marmo bianco, arredate con monumenti e statue di Simplicio Derosas e Pinuccio Sciola, e i pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case, raffiguranti momenti di vita rurale e del borgo. Per far macerare l’asfodelo, sino a poco tempo fa, si usava l’acqua delle fontane del

mercoledì 17 agosto 2022

4 milioni di grazie, a 4 milioni di visitatori del nostro blog Honebu di archeologia nato nel 2010.

4 milioni di grazie, a 4 milioni di visitatori del nostro blog Honebu di archeologia nato nel 2010.


3 mila articoli, mille lettori ogni giorno, una diffusione che supera i confini nazionali e conta in migliaia di partecipanti in tutto il mondo.

Mai un'inserzione pubblicitaria, tutto e sempre...di libera fruizione.
Sono questi i dati emersi dalle statistiche degli accessi al sito www. pierluigimontalbano.blogspot.com
Quando, con il nostro staff, nel settembre del 2010, iniziammo a pubblicare notizie e opinioni su questo sito web, sapevamo di esserci assunti delle grosse responsabilità.
La prima era quella di essere all’altezza delle aspettative delle migliaia di appassionati di archeologia che desideravano ricevere in tempo reale più informazioni di quante ne avessero ricevute fino ad allora. C’era nell’aria il bisogno di maggiore trasparenza, per poter conoscere tutti i fatti che accadono negli scavi, nei musei, nei siti archeologici e commentarli senza filtri dall’alto se non quelli della buona educazione.
La seconda era quella di essere all’altezza dei tanti studiosi che volevano uno strumento di facile consultazione per comunicare le loro ricerche alla vasta platea appassionati alla disciplina.
Ma non solo questo, sentivamo, anche, l’obbligo di investire tempo e risorse su questo nuovo strumento senza, però, nulla togliere agli altri canali di informazione che volevamo, anzi, integrare e valorizzare con l’unico comune obiettivo di informare al meglio più persone possibile.
Siamo da sempre convinti, infatti, che l'archeologia sia una materia che consente di capire il mondo che ci circonda attraverso lo studio di chi eravamo e da dove arriviamo.
Oggi, dopo questi 12 anni di attività, siamo qui a ringraziarvi per la stima e la credibilità che ci avete voluto accordare. Lo testimoniano le statistiche del sito che hanno fotografato dei dati eccezionali.
Vi presentiamo questi dati come ringraziamento per la fiducia che ci avete mostrato e con l’impegno a fare sempre meglio per informarvi.

domenica 14 agosto 2022

Archeologia. Gremanu, il più antico acquedotto della Sardegna si trova a Fonni ed è datato al 1500 a.C. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia.

Gremanu, il più antico acquedotto della Sardegna si trova a Fonni ed è datato al 1500 a.C.

Articolo di Pierluigi Montalbano


Il parco archeologico di Gremanu, a Fonni, si estende per oltre sette ettari su un declivio a oltre 1100 metri di altezza, in prossimità del passo di Caravai, nel versante nord-est del Gennargentu.

E' composto da due parti: a monte ci sono una serie di fonti e pozzi per la raccolta dell'acqua, inseriti in uno spazio delimitato da una parete semicircolare; a valle troviamo il villaggio e l'area sacra.
Da una prima sorgente, attraverso una canaletta, le acque arrivano nel complesso templare e

sabato 13 agosto 2022

Archeologia della Sardegna. Bronzetto demone eroe, un oggetto dell'arte sarda di epoca nuragica. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Bronzetto demone eroe, un oggetto dell'arte sarda di epoca nuragica.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardegna centrale, una scoperta straordinaria.

Nel 1865 in località Abini (Teti) un pastore scopri i resti di un villaggio di epoca nuragica. Da un ripostiglio formato da lastre in pietra provengono 15 bronzetti di offerenti e 3 guerrieri dotati di 4 occhi e 4 braccia, definiti da Lilliu "demoni-eroi". Nello stesso contenitore erano conservati 40 pugnali, alcune navicelle in bronzo, animali, asce, spilloni e frammenti di vasi in bronzo. Tutto il materiale fu acquistato da Efisio Timon e donato al Museo di Cagliari, attuale sede del materiale. Un nuovo scavo del 1878 portò alla luce un vaso-ripostiglio contenente 108 kg di preziosi manufatti metallici tra cui bronzetti guerrieri e personaggi del popolo. Il demone-eroe nella foto è il più

martedì 9 agosto 2022

Archeologia. Domus de Janas

Archeologia. Domus de Janas

Le domus de janas sono sepolcri del Neolitico scavati nella roccia utilizzando picconi in pietra che, a volte, sono stati trovati all'interno, forse per sottolineare il loro carattere di utensili sacri. I simboli più diffusi sono quelli della faccia del toro e delle corna bovine, segni del principio maschile, partner della Dea Madre, associata alla terra e all'acqua. Il bue è anche il mezzo di trasporto per eccellenza, quindi può assumere anche la caratteristica di traghettatore del defunto nel suo viaggio verso il mondo dell'aldilà. Questi simboli, scolpiti o incisi, forse sono la riproduzione di analoghi oggetti appesi alle pareti delle case dei vivi, con la stessa funzione di protezione magica dei vivi e dei defunti.

domenica 7 agosto 2022

Archeologia. I bottoni sardi di epoca nuragica. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. I bottoni sardi di epoca nuragica.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Fra i bronzetti meno conosciuti ci sono dei raffinati oggetti di lusso decorati nella base con rigature sovrapposte a spirale e motivi a treccia. La parte conica fa da altare a rappresentazioni di uccelli, cervi, sfere e, spesso, modellini di nuraghe a più torri. Per alcuni studiosi questi oggetti potrebbero essere borchie terminali di elmi o guarnizioni di cinturone. La diffusione dei bottoni nuragici conici nelle sepolture dell'area Tirrenica, ad esempio nella necropoli di Pontecagnano (Sa), avvenne in seguito a una lunga conservazione di questi oggetti, quindi la loro produzione iniziò in Sardegna in periodi ben

giovedì 4 agosto 2022

Archeologia. La Caccia Sacra, un rituale arcaico. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. La Caccia Sacra, un rituale arcaico.

Articolo di Pierluigi Montalbano

In Sardegna si conoscono una serie di bronzetti di epoca nuragica che manifestano la volontà delle comunità di partecipare ad attività legate alla caccia e all'offerta di sacrifici alle divinità. È il cervo l'animale più rappresentato, spesso associato a spade votive e al fedele cane che con le sue doti di cacciatore naturale aiutava l'uomo a catturare le prede. Gli antichi si cibavano di ciò che trovavano: frutta, vegetali, carne, molluschi e pesci. Stagionalmente si spostavano alla ricerca di terre in grado di garantire cibo, e si aggregavano in tribù, dove ognuno aveva un ruolo e preparava utensili, armi e

mercoledì 3 agosto 2022

Archeologia. Falsi bronzetti d'autore. Articolo di Pierluigi Montalbano.

Archeologia. Falsi bronzetti d'autore.

Articolo di Pierluigi Montalbano.

Carlo Alberto, re d'Italia (re di Sardegna), era un grande appassionato di archeologia e decise di verificare di persona la qualità di una serie di bronzetti che gli furono proposti da una banda di falsari sardi, tra i quali Gaetano Cara, direttore del Regio Museo di Cagliari.

Il sovrano ci cascò  come un pollo e comprò buona parte della collezione per una cifra che oggi si aggirerebbe intorno ai 150 mila euro. Erano personaggi maschili e femminili ricchi di elementi come corna, forconi, spade e oggetti appuntiti. Questa collezione viene presentata ciclicamente nei musei archeologici italiani. Assai diversi dalle sculture sarde, questi bronzetti ingannarono anche autorevoli studiosi come il conte Della Marmora, che nel 1840 pubblicò il catalogo dei 180 bronzetti del Museo di Cagliari. La loro falsità fu svelata solo nel 1876 dal canonico Giovanni Spano, commissario governativo per le antichità e i musei della Sardegna. Alcuni di questi «idoli falsi e bugiardi», come li definì Ettore Pais, furono esposti qualche anno fa in una vetrina del Museo archeologico di Cagliari. Nell'Ottocento l'occhio dei visitatori non era esperto come quello contemporaneo, e certamente oggi non sarebbe attuabile una simile truffa, ma la consapevolezza che quella dei falsari è un'attività ancora praticata...ci suggerisce di mantenere sempre vigile l'attenzione sulle opere d'arte e su ciò che le case d'asta propongono sul web.


martedì 2 agosto 2022

Sardegna, Menhir e lastre istoriate. La stele di Boeli. Articolo di Pierluigi Montalbano.

Sardegna, Menhir e lastre istoriate. La stele di Boeli.

Articolo di Pierluigi Montalbano.

A Mamoiada c'è una grande lastra di granito finemente lavorata oltre 5 mila anni fa, chiamata Sa Perda Pintà, o Stele di Boeli. Alta tre metri, larga due e spessa 60 cm, è decorata con una serie di cerchi concentrici incisi a basso rilievo intorno a una coppella e tagliati da un’incisione rettilinea che termina con un’appendice arcuata. Altre 23 coppelle di varie dimensioni, scavate, completano il simbolismo. Le incisioni donano al monumento una valenza sacra e magica, collegabile a culti legati alla fertilità e al

Archeologia, Sardegna. Edifici funerari e rituali: Domus de Janas e Tombe di Giganti. Articolo di Pierluigi Montalbano.

Archeologia, Sardegna. Edifici funerari e rituali: Domus de Janas e Tombe di Giganti.

Articolo di Pierluigi Montalbano.

In Sardegna abbiamo oltre 3500 domus de janas e un migliaio di Tombe di Giganti, tutti monumenti realizzati migliaia di anni fa per custodire i defunti, al riparo dagli animali e dagli eventi atmosferici. All'esterno e all'interno si nota un ricco e complesso sistema di simboli, colori, forme e ideologie. Nella preistoria, la morte fisica non appariva come definitiva, era il passaggio ad una nuova condizione, regolato da rituali che aiutavano l’individuo a staccarsi dal mondo dei vivi per aggregarsi a quello dei morti. La presenza di un'area specifica per il culto e per le deposizioni dei defunti era il

venerdì 22 luglio 2022

Archeologia. Tεττίαι Kάσται tra Demetra Thesmophoros e la πρóσκλητος-βουλή-σύνκλητος della Neapolis del I secolo d. Cr. Articolo di Felice di Maro

Archeologia.   Tεττίαι Kάσται tra Demetra Thesmophoros e la πρóσκλητος-βουλή-σύνκλητος

della Neapolis del I secolo d. Cr.

Articolo di Felice di Maro

 


 

Abstract:

Naples I century after Christ. Tεττίαι Kάσται, a lifelong priestess of the women's house, was she also a clerk in the Demeter Thesmophoros cult? The scholars analyzed all available data. For Tεττίαι Kάσται, what was the Roman Neapolis approved three decrees for her, known to us from an epigraph found in 1612. The reasons presented by scholars are also presented on the theme that the institutional bodies of the city were two. So βουλή and σύνκλητος could be synonymous?

 

A Napoli, nel cuore del quartiere di Forcella, non lontano dal corso Umberto dove oggi c’è l’Ospedale Ascalesi c’era un antico monastero, parte di un complesso più ampio che includeva anche l’attuale Chiesa di Santa Maria Egiziaca all’Olmo. Nel 1612 proprio tra i ruderi di questo monastero fu rinvenuta una lapide marmorea, oggi, corrosa purtroppo e fratta a destra ed in basso, di un’epigrafe, fig. 1, in lingua greca che grazie ai nomi dei consoli citati, Domiziano Cesare figlio dell’Augusto e Gaio Valerio Festo, e, Lucio Flavio Fimbria e Atilio Barbaro, è stato possibile datarla tra maggio e agosto del

mercoledì 22 giugno 2022

Solstizio d'estate, storia e tradizioni. Articolo di Pierluigi Montalbano

Solstizio d'estate, storia e tradizioni.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Il solstizio d'estate (dal latino sol stetit, ossia sole si ferma) racchiude il giorno più lungo e la notte più breve dell'anno e avviene quando l’asse terrestre raggiunge il massimo grado di inclinazione rispetto al Sole. Il 21 giugno quando il Polo Nord punta verso l’astro solare, gli abitanti dell’emisfero boreale vivono il punto di svolta nel viaggio che il Sole compie sul nostro orizzonte per iniziare il suo giro di ritorno verso l’inverno.

Le grandi feste stagionali erano importanti nelle religioni pagane e l’alternarsi delle stagioni veniva celebrata con riti esoterici. Tuttavia, perché le tradizioni legate al Solstizio d’inverno persistono mascherate da festeggiamenti di Natale e Capodanno mentre gli antichi riti del Solstizio d’estate sono praticamente scomparsi dalla cultura moderna? Una spiegazione è che il Solstizio invernale è

mercoledì 8 giugno 2022

Archeologia della Sardegna. Santuario di Romanzesu, a Bitti. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Santuario di Romanzesu, a Bitti.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Sull’altopiano in granito che si estende a Bitti, ai limiti settentrionali del territorio nuorese, sorge un villaggio nuragico con affascinanti edifici conservati per millenni nel fitto bosco di sughere. Il toponimo è dovuto alle testimonianze lasciate dai romani che nei primi secoli d.C. si insediarono e realizzarono alcuni insediamenti produttivi e realizzarono una strada che dalle sorgenti del Tirso raggiungeva l’avamposto militare di Sorabile, nei pressi di Fonni, per il controllo dell'area del Gennargentu. Nel 1919 l'archeologo Antonio Taramelli nel 1919 diede notizia della fonte nuragica, purtroppo distrutta durante gli scavi. Recentemente è stato portato alla luce un villaggio nuragico di sette ettari, con un centinaio di capanne, un tempio a pozzo, due templi a megaron e un vasto spazio cerimoniale con recinto. La sorgente (Poddi Arvu) è monumentalizzata da una struttura circolare coperta a cupola, di cui rimangono 19 filari in blocchi di granito. Il pozzo presenta una

domenica 5 giugno 2022

Archeologia. I Giochi Isolimpici di Neapolis tra archeologia e storia* Articolo di Felice di Maro.

 Archeologia. I Giochi Isolimpici di Neapolis tra archeologia e storia*

 Articolo di Felice di Maro


Fig. 1, primo piano di una lastra delle iscrizioni dei Sebastà, Piazza Nicola Amore - Napoli. Pubblicata: “su concessione del Ministero della Cultura - Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli”.  

Abstract

Lists of the athletes, winners of the Isolympic Games, the Sebastà of Neapolis, of the editions of the years 74, 78, 82, 86, 90, 946. In the city of Naples, the recent underground works in Piazza Nicola Amore have brought to light about 850 fragments of inscriptions in Greek language which allowed the recomposition of 19 plates, none intact. In the second century after Christ, it is documented that in the middle of the imperial area, Greek was still spoken, and, in this article, the historical reasons are analyzed.

Negli anni Novanta, a Napoli, sono iniziati i lavori della metropolitana, le prime indagini sul territorio sono iniziate nel 1999. L’archeologia preventiva ne ha seguito le varie fasi eseguendo scavi sui siti interessati.

Con le nuove documentazioni archeologiche, la storia antica di Napoli, sta ricevendo una rinnovata attenzione e si stanno dinamizzando nuovi studi. Quello che qui si presenta in forma preliminare e con una bibliografia essenziale e purtroppo per certi aspetti incompleta, è stato pensato da me già nel 2003, quando i media diedero notizia che in Piazza Nicola Amore, in prossimità di quella che sarebbe stata (ma oggi è documentata) la costa in età romana, era stato scoperto un complesso monumentale che è stato identificato come un santuario dei Giochi Isolimpici di Neapolis.

L’area archeologica si trova oltre le mura greche della città verso il mare. Lo scavo ha restituito insieme a numerosissimi reperti di varie epoche strutture murarie che documentano che nel centro del versante sud-occidentale della città sorgeva un quartiere agonistico. Davvero importante sono i resti di un tempio su podio con colonne in marmo databile alla prima metà del I sec. secolo d. C. Sul lato sud dell’area, per il II secolo a. C., è stato individuato un edificio porticato sul quale era stato costruito all’inizio dell’età imperiale, un nuovo portico. In questo complesso monumentale è stato riconosciuto anche un

mercoledì 11 maggio 2022

Indagine e riflessioni sul termine Hallec, una parola che già nell'antica Mesopotamia era riferita ai pesci, 2° parte Hal > Hajó “Pesce” – “Nave”. Articolo di © Zoltán Ludwig Kruse

Indagine e riflessioni sul termine Hallec, una parola che già nell'antica Mesopotamia era riferita ai pesci, 2° parte

Hal > Hajó  “Pesce” – “Nave”

Articolo di © Zoltán Ludwig Kruse

 


La rappresentazione iconografica del “pesce” hal, ben noto simbolo ichthys del cristianesimo, è costituito da due linee arcuate opposte in posizione orizzontale che sul lato destro si intersecano formando la coda: 

 


È praticamente l’immagine girata del šumero-gramma PEŠ presentato in apertura. La forma senza coda e ruotata di novanta gradi di questo simbolo è nota come vesica piscis (cfr. lat. vīs “forza, potere”, vesica “vescica”, vescī, vescor “nutrirsi, vivere di qc.”, s. tras. “godere”), la cosiddetta “mandorla” , che proviene dall’intersezione di due cerchi :

Nelle due linee arcuate di queste immagini di forma ogivale si manifesta la peculiarità essenziale del

giovedì 28 aprile 2022

Indagine e riflessioni sul termine Hallec, una parola che già nell'antica Mesopotamia era riferita ai pesci. Prima parte. Articolo di © Zoltán Ludwig Kruse

Indagine e riflessioni sul termine Hallec, una parola che già nell'antica Mesopotamia era riferita ai pesci  1°  parte

Articolo di © Zoltán Ludwig Kruse

 


Anni fa visitai il bel Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Davanti a una delle varie vetrine un reperto poco appariscente ha attirato la mia attenzione. Esso  recava la seguente didascalia:

 «Frammento di anfora con iscrizione dipinta in rosso relativa al contenuto hallec = “salsa di pesce”, ricavato nell’area archeologica di Poggio Moscini, Bolsena / Volsinii; I sec. a.C. – I sec. d.C. ».

 Rimasi sorpreso di ritrovare nel termine hallec relativo al significato “salsa di pesce” le due parole-seme magyar/(h)ungheresi hal e lé / lötty – peraltro corrispondenti a finn. kala e liemi/litku – significanti “pesce” e “sugo, succo, salsa, brodo” /  “fluido”, invece dei vocaboli piscis, sucus/liquidus o ichthýs, chymós/ygró che in fondo sarebbe stato da aspettarselo poiché sono quelli propri dei lessici latino e greco. Questa circostanza enigmatica ebbe un effetto stuzzicante su di me inducendomi a

mercoledì 27 aprile 2022

Archeologia della Sardegna. Le domus de janas e il ciclo della vita. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Archeologia della Sardegna. Le domus de janas e il ciclo della vita.

Articolo di Pierluigi Montalbano

I monumenti funebri più antichi in Sardegna, e in molte parti del mondo, sono costituiti da camere ovoidali scavate nella roccia. La forma dell'uovo evoca il grembo materno a cui ogni essere ritorna, facendo così coincidere la vita con la morte, e creando come frutto una rinascita. Le pareti sono decorate con simboli come spirali, mezzelune, corna, cerchi, serpenti e altri simboli. In varie culture, l'uovo è donato come offerta ai defunti per stimolare una nuova vita, ad esempio nel sito di Monte d'Accoddi c'è un uovo (omphalos) riccamente decorato con coppelle, anch'esse legate alla rinascita. Inoltre, ci sono culture in cui la forma ovoidale è connessa ad alcuni animali sacri alla Dea Madre, come il toro, con cerchi e ovali incisi sulle natiche nell’arte magdaleiana, e l’uccello, che trasporta nel

lunedì 25 aprile 2022

Archeologia della Sardegna. Nuraghe Genna Maria di Villanovaforru. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Nuraghe Genna Maria di Villanovaforru

Articolo di Pierluigi Montalbano

Villanovaforru ospita il complesso nuragico di Genna Maria, realizzato in pietra marna e calcare, sorge a oltre 400 metri di altitudine in un parco alberato profumato da essenze mediterranee, e domina l’intera Marmilla e gran parte del Campidano. È un nuraghe realizzato nel XV a.C., composto da una torre centrale alta 10 metri con camera interna, circondato da tre torri unite da spesse mura, che racchiudono un cortile con pozzo, in parte scavato nella roccia. Nel Bronzo Recente, la torre fu

Archeologia della Sardegna. Pozzo Sacro Sant'Anastasia di Sardara. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Pozzo Sacro Sant'Anastasia di Sardara.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Il santuario di Sant’Anastasia si trova nella parte alta di Sardara, ai piedi del costone che sale verso il colle di Pran'e Cuaddus, nel Medio Campidano, e prende nome dalla chiesetta vicina. E’ caratterizzato da un pozzo sacro detto funtana de is dolus (fonte dei dolori), alimentato da falde sotterranee. Realizzato con blocchi di basalto e calcare nel Bronzo finale, orientato secondo l’asse nord/est - sud/ovest, ha una camera circolare alta 5 metri conformata a tholos, cui si accede da una scala di 12 gradini, coperta da lastroni poggiati orizzontalmente. L’atrio presenta dei sedili ed è