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lunedì 18 ottobre 2021

Archeologia. Sardegna, il segreto etimologico delle Domus De Janas. Etimologia degli appellativi Janas, Bajanas. Articolo di Zoltán Ludwig Kruse

Archeologia. Sardegna, il segreto etimologico delle Domus De Janas.

Etimologia degli appellativi Janas, Bajanas.

Articolo di Zoltán Ludwig Kruse



Com’è noto, le tombe ipogee della Sardegna, scolpite tutte quante nella pietra/roccia, vengono denominate in lingua sarda con il termine Domus de Janas/Gianas che in italiano è stato tradotto in “Case delle Fate”. In tempi passati queste “fate” janas/gianas venivano chiamate ancora bajanas. (“sventatella, cazzona”). Il glottologo Salvatore Dedola ritiene che: «la base etimologica di giàna è il sum. di ‘to shine, to be bright’ + an ‘sky, Dio del cielo’, col significato di ‘Dio del cielo brillante, splendente’. Penso che ai tempi sumerici questa miriade di esserini splendenti non fossero altro che le ‘stelle del firmamento’» (v. su linguasarda.com / Termini più conosciuti / Is Domus de Janas). S. Dedola ha preso la giusta strada della ricerca etimologica di questo termine e con di5 “risplendere” e an “dio, divinità, cielo” (Labat s. no. 86 e no. 13) è arrivato anche molto vicino alla fonte d’origine. A mio avviso però l’appellativo Jana/Giana risale in maniera primaria a šum. di6; in maniera secondaria anche a di5 (Lab. s. no. 86), indicata da S. Dedola. Il segno di6 (Labat, s. no. 206) comprende in

giovedì 14 ottobre 2021

La nebbia mitologica e la verità storica: studi sulle fonti letterarie della Sardegna antica. Miti ed eroi, da Norace all'accabadora, dai Tespiadi ai Cartaginesi.. Articolo di Emanuele Melis

La nebbia mitologica e la verità storica: studi sulle fonti letterarie della Sardegna antica. Da Norace all'accabadora, dai Tespiadi ai Cartaginesi.

Articolo di Emanuele Melis

Fonte: theologica & historica, annali della pontificia facoltà teologica della Sardegna, xxv, Cagliari 2016

Analisi dei lavori più importanti che, a partire dal 1881, sono stati dedicati all’analisi delle fonti letterarie greche e latine sulla Sardegna, con attenzione alle chiavi di lettura utilizzate e alle interpretazioni degli studiosi.

L’interesse degli studiosi per le fonti letterarie relative alla Sardegna è molto antico. Le prime citazioni degli autori classici si trovano già in pieno Rinascimento, nelle opere di Arquer e di Fara, i quali, nel descrivere i monumenti tipici dell’isola, accennano a Norace e identificano i nuraghi con gli edifici a «tholos» ricordati nello scritto pseudo-aristotelico De mirabilibus auscultationibus. Il primo studio scientifico compare solo nel 1881 ad opera di Ettore Pais. Per il futuro (e ipercritico) storico di Roma, l’attenzione alle fonti letterarie è un fondamentale ausilio per la ricostruzione dei fatti antichi, anche nel caso della Sardegna in cui, nonostante le fonti siano «scarse e vaghe», sono pur sempre da considerare nel novero degli elementi da cui gli studi devono di necessità prendere le mosse. Nelle ricerche archeologiche «è necessaria la minuta e paziente indagine ed il tener conto di tutti i fatti che si

giovedì 7 ottobre 2021

Archeologia. Si conferma la leggenda del Regno di Agamennone: tre spade danno ragione a Omero. A Micene ritrovate armi di 3.400 anni fa.

 Archeologia. Si conferma la leggenda del Regno di Agamennone: tre spade danno ragione a Omero

A Micene ritrovate armi di 3.400 anni fa


Una scoperta che potrebbe contribuire a  disegnare i confini del regno di Agamennone a Micene nel  Peloponneso della tarda età del bronzo, che risulterebbero parzialmente coincidenti proprio con quelli suggeriti da Omero nell'Iliade. Si tratta del rinvenimento di tre spade, di fogge caratteristiche delle produzioni micenee palaziali, databili nell'ambito del XIV secolo a.C., ovvero nel periodo di pieno fulgore  dei palazzi micenei di Micene, Tirinto e Pilo. I manufatti sono stati messi in luce dagli archeologi dell'Università di Udine, coordinati da Elisabetta Borgna, nello scorso mese di agosto, durante la decima campagna annuale di scavo della necropoli della Trapezà di Eghion in  Acaia, nel Peloponneso occidentale, dove il gruppo udinese collabora  dal 2010 a un più ampio progetto del Ministero greco della cultura. Rinvenute durante l'indagine di una delle tombe apparentemente più semplici e modeste, le spade molto probabilmente erano appartenute ad  altrettanti guerrieri residenti in

domenica 3 ottobre 2021

Archeologia. Il pendolo Corso – Sardo, che oscilla al centro dell’antico Oceano Mediterraneo, e Sorgono ne è il fulcro. Articolo di Cesare Crobu

Archeologia. Il pendolo Corso – Sardo, che oscilla al centro dell’antico Oceano Mediterraneo, e Sorgono ne è il fulcro.

Articolo di Cesare Crobu

Partendo dal piacere di scavare negli anfratti delle possibili Storie dell’Antichità Sarda, o Preistoria Sarda, è da tanto tempo che m’interrogo, specie oggi che si conoscono ulteriori informazioni, quante di queste, siano vere oppure c’è qualcosa che non viene detto o svelato in modo alterato. A parte alcune sporadiche nozioni scolastiche, legate soprattutto alle incursioni Punico-Cartaginesi e successivamente a quelle Romane, oltre questi avvenimenti, a mia conoscenza, vale a dire anni 70, non ho avuto nessun aggiornamento dei fatti, realmente accaduti in terra Sarda, antecedente quelle incursioni. A dire il vero, nel 1961, quando vivevo in via Gialeto ad Oristano, alcuni insegnanti, si erano impegnati ad aprire una