Diretto da Pierluigi Montalbano

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giovedì 8 settembre 2022

Archeologia della Sardegna. Sulla funzione dei nuraghi. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Sulla funzione dei nuraghi.   

Articolo di Pierluigi Montalbano

Per capire l'utilizzo dei nuraghi, ogni monumento andrebbe analizzato singolarmente, e l'attenzione dovrebbe essere posta nei materiali e nelle tracce trovate all'interno e nelle immediate vicinanze. La comparsa del primo nuraghe, il Numero Uno, agli albori del II millennio a.C., è strettamente legata a una classe emergente all'interno di una comunità. La formazione di una "classe elevata" determina una differenziazione nella società, e l'edificazione di un edificio che si distingue dalle capanne diventa un segno di prestigio. Le comunità vicine sono in competizione e "imitano" il simbolo provando a renderlo più importante. Dopo pochi secoli, in cui le strutture si evolvono architettonicamente con la creazione di spazi interni più grandi, intorno al 1500/1600 a.C. fu

venerdì 2 settembre 2022

Archeologia. Campagne di scavo a Su Angiu (Is Bangius) nel comune di Mandas. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Campagne di scavo a Su Angiu (Is Bangius) nel comune di Mandas.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Negli ultimi anni, in Sardegna, una serie di campagne di scavo hanno delineato le fasi nuragiche tra il Bronzo Finale e la Prima Età del Ferro (XII-VIII a.C.) e messo in luce il rapporto tra le popolazioni locali e nuove genti che frequentano le coste sarde dal IX a.C. I ritrovamenti  archeologici testimoniano relazioni tra i sardi e genti oltremare con numerosi insediamenti distribuiti nell’isola. I manufatti nuragici presenti a Lipari e in altre coste italiche sono il frutto di una serie di fitti contatti commerciali, etnici e culturali con diverse altre compagini mediterranee, fra cui Ciprioti, genti della costa siro-palestinese, Greci ed Etruschi. E’ proprio in quest’epoca che aumenta la frequentazione delle coste sarde e dell’interno da parte di personaggi che si integrano nel tessuto locale e collaborano con i locali per lo sfruttamento dei giacimenti minerari. La produzione alimentare si intensifica e i villaggi vengono attrezzati con magazzini, mercati e nuove abitazioni che ospitano i nuovi arrivati, come documentano i materiali d’importazione presenti nei contesti nuragici. A Mandas, nel sito di Su Angiu, le indagini mostrano una

Sardegna, località Tinnura, città d'arte a pochi km da Bosa. Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardegna, località Tinnura, città d'arte a pochi km da Bosa.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Passeggiando per Tinnura, piccolissimo centro della Planargia che conta 250 abitanti, scopro di essere immerso in un museo a cielo aperto, famoso per murales, arte e cestini di asfodelo, canna e salice. Dai suoi vigneti proviene un'ottima malvasia, ma ciò che emoziona sono le suggestive vie e piazzette lastricate di trachite rosa e marmo bianco, arredate con monumenti e statue di Simplicio Derosas e Pinuccio Sciola, e i pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case, raffiguranti momenti di vita rurale e del borgo. Per far macerare l’asfodelo, sino a poco tempo fa, si usava l’acqua delle fontane del

mercoledì 17 agosto 2022

4 milioni di grazie, a 4 milioni di visitatori del nostro blog Honebu di archeologia nato nel 2010.

4 milioni di grazie, a 4 milioni di visitatori del nostro blog Honebu di archeologia nato nel 2010.


3 mila articoli, mille lettori ogni giorno, una diffusione che supera i confini nazionali e conta in migliaia di partecipanti in tutto il mondo.

Mai un'inserzione pubblicitaria, tutto e sempre...di libera fruizione.
Sono questi i dati emersi dalle statistiche degli accessi al sito www. pierluigimontalbano.blogspot.com
Quando, con il nostro staff, nel settembre del 2010, iniziammo a pubblicare notizie e opinioni su questo sito web, sapevamo di esserci assunti delle grosse responsabilità.
La prima era quella di essere all’altezza delle aspettative delle migliaia di appassionati di archeologia che desideravano ricevere in tempo reale più informazioni di quante ne avessero ricevute fino ad allora. C’era nell’aria il bisogno di maggiore trasparenza, per poter conoscere tutti i fatti che accadono negli scavi, nei musei, nei siti archeologici e commentarli senza filtri dall’alto se non quelli della buona educazione.
La seconda era quella di essere all’altezza dei tanti studiosi che volevano uno strumento di facile consultazione per comunicare le loro ricerche alla vasta platea appassionati alla disciplina.
Ma non solo questo, sentivamo, anche, l’obbligo di investire tempo e risorse su questo nuovo strumento senza, però, nulla togliere agli altri canali di informazione che volevamo, anzi, integrare e valorizzare con l’unico comune obiettivo di informare al meglio più persone possibile.
Siamo da sempre convinti, infatti, che l'archeologia sia una materia che consente di capire il mondo che ci circonda attraverso lo studio di chi eravamo e da dove arriviamo.
Oggi, dopo questi 12 anni di attività, siamo qui a ringraziarvi per la stima e la credibilità che ci avete voluto accordare. Lo testimoniano le statistiche del sito che hanno fotografato dei dati eccezionali.
Vi presentiamo questi dati come ringraziamento per la fiducia che ci avete mostrato e con l’impegno a fare sempre meglio per informarvi.

domenica 14 agosto 2022

Archeologia. Gremanu, il più antico acquedotto della Sardegna si trova a Fonni ed è datato al 1500 a.C. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia.

Gremanu, il più antico acquedotto della Sardegna si trova a Fonni ed è datato al 1500 a.C.

Articolo di Pierluigi Montalbano


Il parco archeologico di Gremanu, a Fonni, si estende per oltre sette ettari su un declivio a oltre 1100 metri di altezza, in prossimità del passo di Caravai, nel versante nord-est del Gennargentu.

E' composto da due parti: a monte ci sono una serie di fonti e pozzi per la raccolta dell'acqua, inseriti in uno spazio delimitato da una parete semicircolare; a valle troviamo il villaggio e l'area sacra.
Da una prima sorgente, attraverso una canaletta, le acque arrivano nel complesso templare e

sabato 13 agosto 2022

Archeologia della Sardegna. Bronzetto demone eroe, un oggetto dell'arte sarda di epoca nuragica. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Bronzetto demone eroe, un oggetto dell'arte sarda di epoca nuragica.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardegna centrale, una scoperta straordinaria.

Nel 1865 in località Abini (Teti) un pastore scopri i resti di un villaggio di epoca nuragica. Da un ripostiglio formato da lastre in pietra provengono 15 bronzetti di offerenti e 3 guerrieri dotati di 4 occhi e 4 braccia, definiti da Lilliu "demoni-eroi". Nello stesso contenitore erano conservati 40 pugnali, alcune navicelle in bronzo, animali, asce, spilloni e frammenti di vasi in bronzo. Tutto il materiale fu acquistato da Efisio Timon e donato al Museo di Cagliari, attuale sede del materiale. Un nuovo scavo del 1878 portò alla luce un vaso-ripostiglio contenente 108 kg di preziosi manufatti metallici tra cui bronzetti guerrieri e personaggi del popolo. Il demone-eroe nella foto è il più

martedì 9 agosto 2022

Archeologia. Domus de Janas

Archeologia. Domus de Janas

Le domus de janas sono sepolcri del Neolitico scavati nella roccia utilizzando picconi in pietra che, a volte, sono stati trovati all'interno, forse per sottolineare il loro carattere di utensili sacri. I simboli più diffusi sono quelli della faccia del toro e delle corna bovine, segni del principio maschile, partner della Dea Madre, associata alla terra e all'acqua. Il bue è anche il mezzo di trasporto per eccellenza, quindi può assumere anche la caratteristica di traghettatore del defunto nel suo viaggio verso il mondo dell'aldilà. Questi simboli, scolpiti o incisi, forse sono la riproduzione di analoghi oggetti appesi alle pareti delle case dei vivi, con la stessa funzione di protezione magica dei vivi e dei defunti.

domenica 7 agosto 2022

Archeologia. I bottoni sardi di epoca nuragica. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. I bottoni sardi di epoca nuragica.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Fra i bronzetti meno conosciuti ci sono dei raffinati oggetti di lusso decorati nella base con rigature sovrapposte a spirale e motivi a treccia. La parte conica fa da altare a rappresentazioni di uccelli, cervi, sfere e, spesso, modellini di nuraghe a più torri. Per alcuni studiosi questi oggetti potrebbero essere borchie terminali di elmi o guarnizioni di cinturone. La diffusione dei bottoni nuragici conici nelle sepolture dell'area Tirrenica, ad esempio nella necropoli di Pontecagnano (Sa), avvenne in seguito a una lunga conservazione di questi oggetti, quindi la loro produzione iniziò in Sardegna in periodi ben

giovedì 4 agosto 2022

Archeologia. La Caccia Sacra, un rituale arcaico. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. La Caccia Sacra, un rituale arcaico.

Articolo di Pierluigi Montalbano

In Sardegna si conoscono una serie di bronzetti di epoca nuragica che manifestano la volontà delle comunità di partecipare ad attività legate alla caccia e all'offerta di sacrifici alle divinità. È il cervo l'animale più rappresentato, spesso associato a spade votive e al fedele cane che con le sue doti di cacciatore naturale aiutava l'uomo a catturare le prede. Gli antichi si cibavano di ciò che trovavano: frutta, vegetali, carne, molluschi e pesci. Stagionalmente si spostavano alla ricerca di terre in grado di garantire cibo, e si aggregavano in tribù, dove ognuno aveva un ruolo e preparava utensili, armi e

mercoledì 3 agosto 2022

Archeologia. Falsi bronzetti d'autore. Articolo di Pierluigi Montalbano.

Archeologia. Falsi bronzetti d'autore.

Articolo di Pierluigi Montalbano.

Carlo Alberto, re d'Italia (re di Sardegna), era un grande appassionato di archeologia e decise di verificare di persona la qualità di una serie di bronzetti che gli furono proposti da una banda di falsari sardi, tra i quali Gaetano Cara, direttore del Regio Museo di Cagliari.

Il sovrano ci cascò  come un pollo e comprò buona parte della collezione per una cifra che oggi si aggirerebbe intorno ai 150 mila euro. Erano personaggi maschili e femminili ricchi di elementi come corna, forconi, spade e oggetti appuntiti. Questa collezione viene presentata ciclicamente nei musei archeologici italiani. Assai diversi dalle sculture sarde, questi bronzetti ingannarono anche autorevoli studiosi come il conte Della Marmora, che nel 1840 pubblicò il catalogo dei 180 bronzetti del Museo di Cagliari. La loro falsità fu svelata solo nel 1876 dal canonico Giovanni Spano, commissario governativo per le antichità e i musei della Sardegna. Alcuni di questi «idoli falsi e bugiardi», come li definì Ettore Pais, furono esposti qualche anno fa in una vetrina del Museo archeologico di Cagliari. Nell'Ottocento l'occhio dei visitatori non era esperto come quello contemporaneo, e certamente oggi non sarebbe attuabile una simile truffa, ma la consapevolezza che quella dei falsari è un'attività ancora praticata...ci suggerisce di mantenere sempre vigile l'attenzione sulle opere d'arte e su ciò che le case d'asta propongono sul web.