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venerdì 9 aprile 2021

Archeologia della Sardegna. I bronzetti. Relatore Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. I bronzetti. 

Relatore Pierluigi Montalbano


Buona Visione

La lavorazione dei metalli è una delle attività più note della Civiltà Nuragica.

La raffinata capacità di lavorare il bronzo, ossia la lega fra 9 parti di rame e una di stagno, consentì di la produzione di una notevole varietà di manufatti: spade, pugnali, asce, spilloni, anelli, bracciali e altri oggetti. Altrettanto importante era la produzione di preziosi manufatti artistici legati al mondo del sacro: i bronzetti.
Si tratta di statuette ottenute con la tecnica detta ''a cera persa'', un metodo di fusione che prevedeva la realizzazione in cera dell'oggetto che si intendeva realizzare. Successivamente si creava un guscio in argilla che lo rivestiva e infine si colava il bronzo fuso che prendeva il posto della cera.
Queste statuine raffigurano una vasta gamma di personaggi realmente vissuti 3000 anni fa: guerrieri, sacerdoti, offerenti e oggetti vari. Sono manufatti che costituiscono oggi una preziosa fonte iconografica che ci restituisce un suggestivo spaccato del mondo nuragico.

mercoledì 31 marzo 2021

Archeologia. Isola di Eubea nel racconto di Omero. Articolo di Lydia Schropp

Archeologia. Isola di Eubea nel racconto di Omero.

Articolo di Lydia Schropp

L’isola è citata due volte in Omero, una volta da Nestore nel suo colloquio con Telemaco (Canto III, v. 175), una volta da Alcinoo nel suo discorso con Ulisse. Il re feace si gloria  delle sue navi che  solcano il mare velocissime ed arrivano sin oltre l’isola Eubea, un bel percorso, se condividiamo l’opinione che la terra dei Feaci corrisponda alla Campania.

L’isola Eubea si trova a ridosso della Beozia e vanta  due città molto famose nell’antichità : Eretria e Calcide che si sono distinte per la loro attività colonizzatrice  verso la Sicilia e la Campania alla metà dell’ VIII sec. a.C. (1)

Mentre fino al 1980 non si sono trovati sull’isola reperti rilevanti, così che ancora l’archeologo inglese Snodgrass poteva affermare che sull’isola si trovavano solo piccoli insediamenti greci, dopo quella data si trovò a Lefkandi un sepolcro principesco “con abside e deambulatorio a pilastri, certamente risalente ad un periodo fra il 1000 ed il 950” (2) L’edificio comprendeva due tombe, in una era sepolta  una

lunedì 22 marzo 2021

Archeologia della Sardegna.Villagrande Strisaili: S’ARCU ‘E IS FORROS. Nuragici, Filistei e Fenici fra i monti della Sardegna Articolo di Maria Ausilia Fadda

Archeologia della Sardegna.Villagrande Strisaili: S’ARCU ‘E IS FORROS.

Nuragici, Filistei e Fenici fra i monti della Sardegna
Articolo di Maria Ausilia Fadda
(Per gentile concessione della fonte: Archeologia Viva).



L’antico villaggio alle falde del Gennargentu ha restituito una grande quantità di oggetti di bronzo e di ferro che lo attestano come il centro metallurgico più importante della Sardegna nuragica, in stretto rapporto di scambi con l’Etruria e il Levante tanto da riservarci la straordinaria scoperta di un’iscrizione in caratteri filistei e fenici graffita su un’anfora arrivata nell’isola insieme ad altri prodotti dell’Oriente mediterraneo.
Nel villaggio santuario di S’Arcu ‘e is Forros (Villanova Strisàili), risorge il più grande centro metallurgico della Sardegna nuragica, gestito da principi sacerdoti che coniugavano autorità religiosa, tecnologia e potere economico. Il sito era già noto dal 1986, e la campagna di scavo del 2010 si concluse con l’esplorazione di un tempio a megaron con altare interno e di un ambiente con forno per la lavorazione dei metalli inserito in un isolato abitativo composto da quindici vani che si affacciano su un grande cortile circolare con un focolare al centro. Nella parte più scoscesa di questo agglomerato si accedeva a un vano quadrangolare, un’officina, con l’ingresso ricavato da un varco aperto nel grande muro che delimitava esternamente tutti gli ambienti dell’isolato. Sul lato destro dell’officina si conserva un piano sopraelevato in muratura, sopra al quale sono i resti di quattro forni a fossetta a basso fuoco che fino al

giovedì 18 marzo 2021

Archeologia della Sardegna. La barca di pietra di Seth. Articolo di Gustavo Bernardino

 Archeologia della Sardegna. La barca di pietra di Seth

Articolo di Gustavo Bernardino

 


In un vecchio articolo del febbraio 2018, tra i vari argomenti trattati, in una postilla a pag. 2, avanzavo l'ipotesi che la stele centrale dell'esedra delle domus de janas per esempio quella di “Coddu Vecchiu” di Arzachena, poteva intendersi come una barca. La mia interpretazione si basava sulla conoscenza delle usanze in materia funeraria in capo agli egizi e a noi pervenute attraverso i vari documenti ritrovati. Per esempio, nei “Testi religiosi egizi “ curati da Sergio Donadoni e pubblicati da Garzanti nel 1997 su licenza della UTET, ho trovato una possibile  conferma della mia tesi, in un racconto intitolato “Il giudizio di Horo e Seth” a pag. 246, di cui ho trattato nell'ultimo articolo del 8 marzo. Ad un certo

lunedì 8 marzo 2021

Archeologia. Iside e i misteri del Sinis. Articolo di Gustavo Bernardino

 Archeologia. Iside e i misteri del Sinis. 

Articolo di Gustavo Bernardino

  


Tiziana Fenu, autrice di numerosi articoli densi di cultura alchemica che ti trasportano in un mondo misterico, affascinante e intrigante, nonché fondatrice di diversi blog molto seguiti, per esempio JanaSophia, ha anche il pregio di condurre il lettore lungo un percorso di conoscenza, che consente di entrare a contatto con  i diversi problemi che riguardano la storia antica della nostra amatissima terra sarda e, attraverso le sue intuizioni straordinarie, riesce a dare le risposte attese.  

In un recente articolo dal titolo “I Grandi Architetti Costruttori della Perfezione: I Giganti di Mont'e Prama” (di cui consiglio la lettura) l'autrice ritiene che la località che ospita i Giganti, il Sinis, possa

sabato 6 marzo 2021

Archeologia della Sardegna. Il Castello del Conte Ugolino della Gherardesca raccontato da Giorgio Murru in videoconferenza.

Archeologia della Sardegna. Il Castello del Conte Ugolino della Gherardesca raccontato da Giorgio Murru in videoconferenza.

Per la rassegna "I Venerdì Honebu", dialoghiamo in diretta con l'archeologo Giorgio Murru, direttore del Museo dei Menhir di Laconi.



Argomento della discussione sarà il Castello di Siliqua, sede del controverso personaggio che Dante, nel cantico dell'Inferno, incolpò di essersi mangiato la prole durante la prigionia. Il nobile della Gherardesca raggiunse il culmine del suo potere quando, insieme a Pisa, cancellò di fatto e di diritto il Giudicato di Cagliari diventando signore della terza parte del cagliaritano.
Con l'archeologo si parla dei Giudicati, dei conflitti fra Sardi, Pisani e Genovesi, di nobiltà e di castelli, di guelfi e ghibellini, di papi e di imperatori, sarà un viaggio nella storia medievale della Sardegna che chiarirà alcune dinamiche sui motivi che portarono Santa Igia (l'antica Cagliari) a cedere le armi alla Cagliari pisana. Personaggio centrale del dibattito sarà il Conte Ugolino della Gherardesca.

mercoledì 3 marzo 2021

Archeologia della Sardegna. Civiltà Nuragica: Edificio con bacile a Oliena. Sa sedda 'e sos Carros. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Civiltà Nuragica: Edificio con bacile a Oliena. Sa sedda 'e sos Carros.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Edificio sacro per le purificazioni, costruito 3000 anni fa nella incantevole valle di Lanaitto, in territorio di Oliena. L'abbagliante calcare bianco di Sa Sedda 'e sos Carros, sapientemente contrastato con roccia basaltica scura che amplifica il suggestivo riferimento a luce e buio in un gioco di colori che rappresenta le divinità del bene e del male, mostra un sistema di alta ingegneria idraulica che capta l'acqua da una vena sorgiva, la incanala nella struttura, ne aumenta la pressione con una elegante vasca che sfrutta l'energia cinetica, la riscalda con un forno e la versa sui

giovedì 25 febbraio 2021

Archeologia della Sardegna, Civiltà Nuragica. Pozzo Sacro Is Pirois di Villaputzu e Pozzo Sacro Funtana Coberta di Ballao.

 Archeologia della Sardegna, Civiltà Nuragica. Pozzo Sacro Is Pirois di Villaputzu e Pozzo Sacro Funtana Coberta di Ballao.

Is Pirois - Villaputzu

Da Cagliari, si percorre la s.s.125 verso Tertenia e al km. 88,4 dopo aver superato il rio S. Giorgio si trova il cartello del Pozzo Sacro. Seguendo le indicazioni si prende una strada sterrata sulla destra e dopo 750 m si supera il fiume e si continua per altri 300 m fino ad arrivare al parcheggio che dista circa 150 m. Il pozzo sacro, ralizzato in scisto, fu edificato intorno al 1200 a.C. nel Sarrabus, al confine tra Villaputzu e Tertenia. Fu scoperto alla fine degli anni Settanta e furono realizzate due campagne di

martedì 23 febbraio 2021

Archeologia della Sardegna. La clessidra nuragica. Articolo di Gustavo Bernardino

 Archeologia della Sardegna. La clessidra nuragica.

Articolo di Gustavo Bernardino



Tra le diverse tipologie di manufatti lasciati in eredità dai nostri antenati nuragici, troviamo le così dette “Capanne delle riunioni” di cui esistono molteplici esemplari sparsi sul territorio isolano.

 Di tali numerosi monumenti archeologici, gli studiosi e gli addetti ai lavori hanno scritto e detto molto, sulle origini e sulle funzioni, come ad esempio ha fatto il fondatore e direttore di questa rivista, Pierluigi Montalbano, con un articolo del 18 maggio 2012 dal titolo “Capanne delle riunioni: architettura dei

lunedì 22 febbraio 2021

Est unu becu e non unu boe s'iscultura de Sant'Andria Priu . È un caprone e non un bue la scultura di Sant'Andra Priu. Articolo di Bartolomeo Porcheddu

Est unu becu e non unu boe s'iscultura de Sant'Andria Priu.  

È un caprone e non un bue la scultura di Sant'Andra Priu.

Articolo di Bartolomeo Porcheddu

(Testo in italiano dopo quello in sardo)

 


Su campu suta Bonorva de Santa Lughia, chi sa festa che ru[gh]et su 13 de Nadale/Idas, die de idillos de luna prena ispigrados in sa terra cando bortat in su chircu de s’annu, est unu de sos logos prus ispantosos de sa Sardigna. In custos terrinos, surcados dae deghinas de ri[v]os chi falant a totu coddu dae su cùcuru de Campeda ispinghende su Riu Mannu deretu a su Coghinas, sos Sardos de su Brunzu ant fra[b]igadu sa règia nuràgica de Santu Antine e, sèculos innantis, in sos montigros de trachite ruja de su matessi colore de sa pedde bestida dae su prìntzipe, ant iscavadu sa tumba de su Re, oje mutida de Sant’Andria Priu, posta a pagu tretu dae sa bena de abba gasada naturale, cussiderada “meraculosa” in