Diretto da Pierluigi Montalbano

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martedì 4 ottobre 2022

La rivolta delle janas curdo-iraniane. Articolo di Andrea Deplano.

La rivolta delle janas curdo-iraniane.

Articolo di Andrea Deplano.



"L’atroce uccisione della giovane curda Mahsa Jina Amini, in Iran nel mese di settembre 2022, ha imposto all’attenzione del mondo intero la condizione femminile in quel Paese.
Le manifestazioni di migliaia di ragazze e donne, contro un sistema che annulla l’essere femminile negandogli, di fatto, la partecipazione attiva alla vita politica, economica e sociale, suscitano scarsa attenzione fra gli europei.
Lo slogan che incita ‘vita e libertà’ per le zan (donna, moglie) diffonde il termine curdo-persiano zan [’dzan] nel mondo occidentale e si pone come pendant con il sardo jana.
Le basi etimologiche di quella parola si ritrovano nel dizionario di accadico CAD.
L’accadico ḫannāmu [dzan’namu] ‘femme très fertile / donna molto fertile’, indica con tutta evidenza un soggetto di genere femminile giunto all’età della fertilità e perciò in grado di procreare. Nella gran

mercoledì 28 settembre 2022

Libri. Le favole di Esopo, Rusconi editore. Recensione di Felice di Maro.

Libri. Le favole di Esopo, Rusconi Editore.

Recensione di Felice di Maro.


E’ uscita in libreria una splendida novità per la collana dei "Classici greci e latini" di Rusconi. Sotto il nome di Esopo l’antichità ha trasmesso numerose favole, per lo più unite in raccolte anonime. Quest’opera fornisce al lettore un quadro della complessità, della fluidità e dell’ampiezza del materiale greco che va sotto il nome di questo antico autore.

La favolistica greca diversamente dalle commedie greche e dalle opere di storia di Erodoto, Tucidide, Senofonte, non ha ricevuto molta attenzione, forse perché non presenta quelle vicende cruciali come la guerra con i persiani o quelle tra Atene e Sparta, eppure è importante non solo perché ha un posto secondo me di rilievo nella letteratura greca ma proprio perché presenta il lessico della lingua greca con leggerezza, lessico, inteso come complesso delle parole e delle locuzioni che costituiscono le articolazioni della lingua greca che è stata come sappiamo un insieme di dialetti al servizio della comunicazione, tra e nelle città Stato della Grecia.

Questa pubblicazione, finalmente, copre un vuoto che è stato nel tempo illuminato a intermittenza sia sul fronte dei testi greci e sia esclusivamente soltanto sulle traduzioni, ma mai complessivamente sull’insieme. Come è noto, sotto il nome di Esopo abbiamo numerose favole, e i protagonisti sono gli

martedì 27 settembre 2022

Archeologia della Sardegna. Dal nuraghe al villaggio.

Archeologia della Sardegna. Dal nuraghe al villaggio.

In epoca prenuragica, le attività economiche prevalenti erano la pastorizia e l'agricoltura. Con l'intensificazione dello sfruttamento delle miniere, si svilupparono commerci a largo raggio e le comunità dovettero organizzarsi per proteggere in qualche modo i territori di residenza e dimostrarne la proprietà. L'uomo era legato alla sua terra e la vocazione naturale dei luoghi di residenza determinò un'organizzazione specifica, con architetture solide e funzionali alle necessità specifiche dei gruppi umani. Il ruralismo, fondamento economico-sociale del passato, fu sostituito dalla vita di villaggio. È in quel momento che inizia la proliferazione di torri e altri edifici attigui, ognuno con la sua funzione ma tutti destinati alle espressioni della vita di comunità. Ben distinti, invece, erano i luoghi di sepoltura perché nei nuraghi si trovano solo elementi destinati ai vivi: anfore per derrate alimentari, macine e pestelli, ceramiche da mensa, pesi da telaio e focolari. Questi edifici eleganti e al contempo grandiosi, erano i simboli della proprietà territoriale di una comunità, i luoghi rappresentativi del potere tribale, le architetture che testimoniavano le capacità produttive e i legami religiosi di una tribù.

Nella foto aerea di Bibi Pinna il nuraghe Majori di Tempio.

lunedì 26 settembre 2022

Archeologia. La donna nella Preistoria: non solo figli. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. La donna nella Preistoria: non solo figli.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Una nuova scoperta archeologica rivoluziona il modello di vita delle società preistoriche. In particolare, è emerso che le donne vissute 6000 anni fa, viaggiavano e si spostavano di continuo per scambiare oggetti e idee. Una serie di scavi archeologici condotti nella regione tedesca del Lechtal, nella parte meridionale della Baviera, ha infatti rivelato particolari inaspettati della struttura delle società umane nel periodo a cavallo tra l’Età della pietra e l’Età del bronzo, in particolare sugli spostamenti delle persone, e quindi degli oggetti e delle idee che portavano con sé. L’analisi dei resti di alcuni individui sepolti in insediamenti dell’epoca, mostra che mentre gli uomini erano originari della zona, le donne venivano da altre località, probabilmente dalla Boemia o dalla Germania centrale, secondo una struttura sociale detta patrilocale. Sulla base delle prove raccolte, gli autori sono convinti che la mobilità femminile non fosse un fenomeno temporaneo, perché durò per

giovedì 8 settembre 2022

Archeologia della Sardegna. Sulla funzione dei nuraghi. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Sulla funzione dei nuraghi.   

Articolo di Pierluigi Montalbano

Per capire l'utilizzo dei nuraghi, ogni monumento andrebbe analizzato singolarmente, e l'attenzione dovrebbe essere posta nei materiali e nelle tracce trovate all'interno e nelle immediate vicinanze. La comparsa del primo nuraghe, il Numero Uno, agli albori del II millennio a.C., è strettamente legata a una classe emergente all'interno di una comunità. La formazione di una "classe elevata" determina una differenziazione nella società, e l'edificazione di un edificio che si distingue dalle capanne diventa un segno di prestigio. Le comunità vicine sono in competizione e "imitano" il simbolo provando a renderlo più importante. Dopo pochi secoli, in cui le strutture si evolvono architettonicamente con la creazione di spazi interni più grandi, intorno al 1500/1600 a.C. fu

venerdì 2 settembre 2022

Archeologia. Campagne di scavo a Su Angiu (Is Bangius) nel comune di Mandas. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Campagne di scavo a Su Angiu (Is Bangius) nel comune di Mandas.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Negli ultimi anni, in Sardegna, una serie di campagne di scavo hanno delineato le fasi nuragiche tra il Bronzo Finale e la Prima Età del Ferro (XII-VIII a.C.) e messo in luce il rapporto tra le popolazioni locali e nuove genti che frequentano le coste sarde dal IX a.C. I ritrovamenti  archeologici testimoniano relazioni tra i sardi e genti oltremare con numerosi insediamenti distribuiti nell’isola. I manufatti nuragici presenti a Lipari e in altre coste italiche sono il frutto di una serie di fitti contatti commerciali, etnici e culturali con diverse altre compagini mediterranee, fra cui Ciprioti, genti della costa siro-palestinese, Greci ed Etruschi. E’ proprio in quest’epoca che aumenta la frequentazione delle coste sarde e dell’interno da parte di personaggi che si integrano nel tessuto locale e collaborano con i locali per lo sfruttamento dei giacimenti minerari. La produzione alimentare si intensifica e i villaggi vengono attrezzati con magazzini, mercati e nuove abitazioni che ospitano i nuovi arrivati, come documentano i materiali d’importazione presenti nei contesti nuragici. A Mandas, nel sito di Su Angiu, le indagini mostrano una

Sardegna, località Tinnura, città d'arte a pochi km da Bosa. Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardegna, località Tinnura, città d'arte a pochi km da Bosa.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Passeggiando per Tinnura, piccolissimo centro della Planargia che conta 250 abitanti, scopro di essere immerso in un museo a cielo aperto, famoso per murales, arte e cestini di asfodelo, canna e salice. Dai suoi vigneti proviene un'ottima malvasia, ma ciò che emoziona sono le suggestive vie e piazzette lastricate di trachite rosa e marmo bianco, arredate con monumenti e statue di Simplicio Derosas e Pinuccio Sciola, e i pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case, raffiguranti momenti di vita rurale e del borgo. Per far macerare l’asfodelo, sino a poco tempo fa, si usava l’acqua delle fontane del

mercoledì 17 agosto 2022

4 milioni di grazie, a 4 milioni di visitatori del nostro blog Honebu di archeologia nato nel 2010.

4 milioni di grazie, a 4 milioni di visitatori del nostro blog Honebu di archeologia nato nel 2010.


3 mila articoli, mille lettori ogni giorno, una diffusione che supera i confini nazionali e conta in migliaia di partecipanti in tutto il mondo.

Mai un'inserzione pubblicitaria, tutto e sempre...di libera fruizione.
Sono questi i dati emersi dalle statistiche degli accessi al sito www. pierluigimontalbano.blogspot.com
Quando, con il nostro staff, nel settembre del 2010, iniziammo a pubblicare notizie e opinioni su questo sito web, sapevamo di esserci assunti delle grosse responsabilità.
La prima era quella di essere all’altezza delle aspettative delle migliaia di appassionati di archeologia che desideravano ricevere in tempo reale più informazioni di quante ne avessero ricevute fino ad allora. C’era nell’aria il bisogno di maggiore trasparenza, per poter conoscere tutti i fatti che accadono negli scavi, nei musei, nei siti archeologici e commentarli senza filtri dall’alto se non quelli della buona educazione.
La seconda era quella di essere all’altezza dei tanti studiosi che volevano uno strumento di facile consultazione per comunicare le loro ricerche alla vasta platea appassionati alla disciplina.
Ma non solo questo, sentivamo, anche, l’obbligo di investire tempo e risorse su questo nuovo strumento senza, però, nulla togliere agli altri canali di informazione che volevamo, anzi, integrare e valorizzare con l’unico comune obiettivo di informare al meglio più persone possibile.
Siamo da sempre convinti, infatti, che l'archeologia sia una materia che consente di capire il mondo che ci circonda attraverso lo studio di chi eravamo e da dove arriviamo.
Oggi, dopo questi 12 anni di attività, siamo qui a ringraziarvi per la stima e la credibilità che ci avete voluto accordare. Lo testimoniano le statistiche del sito che hanno fotografato dei dati eccezionali.
Vi presentiamo questi dati come ringraziamento per la fiducia che ci avete mostrato e con l’impegno a fare sempre meglio per informarvi.

domenica 14 agosto 2022

Archeologia. Gremanu, il più antico acquedotto della Sardegna si trova a Fonni ed è datato al 1500 a.C. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia.

Gremanu, il più antico acquedotto della Sardegna si trova a Fonni ed è datato al 1500 a.C.

Articolo di Pierluigi Montalbano


Il parco archeologico di Gremanu, a Fonni, si estende per oltre sette ettari su un declivio a oltre 1100 metri di altezza, in prossimità del passo di Caravai, nel versante nord-est del Gennargentu.

E' composto da due parti: a monte ci sono una serie di fonti e pozzi per la raccolta dell'acqua, inseriti in uno spazio delimitato da una parete semicircolare; a valle troviamo il villaggio e l'area sacra.
Da una prima sorgente, attraverso una canaletta, le acque arrivano nel complesso templare e

sabato 13 agosto 2022

Archeologia della Sardegna. Bronzetto demone eroe, un oggetto dell'arte sarda di epoca nuragica. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Bronzetto demone eroe, un oggetto dell'arte sarda di epoca nuragica.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardegna centrale, una scoperta straordinaria.

Nel 1865 in località Abini (Teti) un pastore scopri i resti di un villaggio di epoca nuragica. Da un ripostiglio formato da lastre in pietra provengono 15 bronzetti di offerenti e 3 guerrieri dotati di 4 occhi e 4 braccia, definiti da Lilliu "demoni-eroi". Nello stesso contenitore erano conservati 40 pugnali, alcune navicelle in bronzo, animali, asce, spilloni e frammenti di vasi in bronzo. Tutto il materiale fu acquistato da Efisio Timon e donato al Museo di Cagliari, attuale sede del materiale. Un nuovo scavo del 1878 portò alla luce un vaso-ripostiglio contenente 108 kg di preziosi manufatti metallici tra cui bronzetti guerrieri e personaggi del popolo. Il demone-eroe nella foto è il più