Con grande piacere condivido con voi il mio ultimo libro e ve lo regalo
giovedì 5 novembre 2026
Prima delle città? I centri protourbani della civiltà nuragica Libro di Pierluigi Montalbano
giovedì 29 ottobre 2026
Muraglie megalitiche in Sardegna Articolo di Pierluigi Montalbano
Muraglie megalitiche in Sardegna
Articolo di Pierluigi Montalbano
Le muraglie megalitiche e i nuraghi rappresentano uno dei
patrimoni più affascinanti e misteriosi della Sardegna, testimoni di un passato
ricco di innovazioni e di capacità costruttive straordinarie. A metà del III millennio
a.C., si assiste a un fenomeno nuovo che si mescola e si integra con le culture
già presenti sull’isola, dando origine a un panorama archeologico di grande
rilevanza.
Le genti di Monte Claro, già da alcuni secoli, avevano raggiunto un livello di ricchezza diffusa grazie alla specializzazione metallurgica. Questa fase di prosperità fu favorita dall’invenzione di tecniche avanzate di separazione dell’argento dal piombo, resa possibile anche dai ricchi giacimenti di galena argentifera presenti in Sardegna. Tale benessere attirò l’attenzione di leader provenienti da diverse aree del Mediterraneo, sia orientali che occidentali, settentrionali e meridionali, che rimasero affascinati dalle capacità costruttive e organizzative delle comunità sarde. È importante sottolineare che queste
mercoledì 7 ottobre 2026
Cos’è un nuraghe? 7 domande che agitano il mondo degli studiosi Articolo di Pierluigi Montalbano
Cos’è un nuraghe? 7 domande che agitano il mondo degli studiosi
Articolo di Pierluigi Montalbano
Intorno all’inizio del secondo millennio a.C., in Sardegna
compaiono le torri nuragiche. Si tratta di edifici caratterizzati da ambienti
interni e da un ballatoio alla sommità, generalmente accessibile tramite una
scala interna. Gli spazi interni sono realizzati con la tecnica della falsa
cupola, sovrapponendo a secco conci sbozzati. Attualmente si contano circa
8.000 nuraghi, inclusi i protonuraghi (quelli senza torri), ma si stima che il
numero totale possa avvicinarsi ai 10.000 edifici. Di seguito alcune domande
alle quali rispondo con dati oggettivi provenienti dalle stratigrafie:
1.La comparsa delle torri corrisponde all’arrivo di
importanti apporti culturali esterni?
No: si osserva una graduale e certificabile evoluzione delle
tecniche costruttive precedenti, come muraglie e recinti megalitici.
2.L’edificazione avviene in un breve arco di tempo?
No: si registra un processo di progressiva occupazione territoriale, con attività edilizia distribuita su
mercoledì 30 settembre 2026
Risorse e attività nella Sardegna preistorica Articolo di Pierluigi Montalbano
Risorse e attività nella Sardegna preistorica
Articolo di Pierluigi Montalbano
L'antica Sardegna era caratterizzata da un'abbondanza di risorse e da un clima mite, elementi che gli scrittori classici descrivevano come fondamentali per la vita sull'isola. Le fonti letterarie dedicate alla divinità protosarda Aristeo narrano che, ai tempi dei nuraghi, la Sardegna era ricca di olio, latte e miele, oltre a una vasta gamma di alberi da frutta presenti nelle campagne, nei boschi e nella macchia mediterranea.
Per quanto riguarda la viticoltura, ci sono attestazioni di vinificazione già dal I Ferro, ma già nel Bronzo Recente circolavano brocchette per il vino, e forse da allora si faceva uso di bevande inebrianti. Gli abitanti dell’isola potevano contare anche su un vasto patrimonio di animali da allevamento e su una
giovedì 24 settembre 2026
Bronzetti con la maschera? Articolo di Pierluigi Montalbano
Bronzetti con la maschera?
Articolo di Pierluigi Montalbano
Circa 3000 anni fa, durante la Prima età del Ferro in Sardegna, si svilupparono due fenomeni che avrebbero lasciato un segno indelebile nella storia dell’isola: la scultura figurata in pietra a grandezza naturale, nota come Monti Prama, e la creazione di piccoli personaggi in bronzo, forse autorappresentazioni di una società in trasformazione. Questi capolavori hanno attirato l’attenzione di molti studiosi, ma le interpretazioni sono ancora molteplici e spesso divergenti.
Alcuni archeologi ritengono che si tratti di divinità, altri li vedono come eroi o sacerdoti, mentre altri ancora preferiscono lasciare il mistero aperto, senza una spiegazione definitiva. I siti di ritrovamento sono vari e, purtroppo, molte statuette sono state trovate fuori dal loro contesto originale, cioè non nel
mercoledì 23 settembre 2026
I vecchi più vecchi dell'Atlantide Sardegna
I vecchi più vecchi dell'Atlantide Sardegna
Scritto di Antonio Usai
Concludo il mio scritto “Le colonne d'Ercole nell'ecumene di Aristotele” con una ricerca in cui tratterò, a mio parere, i punti che secondo me sono i più rilevanti nella teoria di Sergio Frau.
1°) Sergio Frau dice che il dubbio che le prime colonne d’Ercole fossero nel canale di Sicilia gli sia venuto guardando una cartina tratta dal libro di Vittorio Castellani Quando il mare sommerse l’Europa della Ananke Edizioni. Il giornalista, nel suo libro a pagina 32, dice: «Il Professore, pubblica altre due cartine, stavolta togliendo 200 metri di acqua. A pagina 48 lo stretto di Gibilterra. A pagina 49, fronteggiante il Canale di Sicilia com’era, senza tutto il mare di oggi». Ma Vittorio Castellani, alle pagine 48 e 49, oltre a mostrare le cartine suddette, dice: «Risulta di grande interesse esplorare con grande dettaglio l’aspetto dell’Europa al tempo dei paleolitici (periodo che inizia 2 milioni di anni fa circa e termina con la fine dell’ultima glaciazione, quella di Wurm, circa 10.000 anni fa; NdA), per comprendere quali antiche, e talora inattese libertà di movimento avessero questi nostri antenati. Nel far ciò noi assumeremo un dislivello di -200 metri come limite superiore per l’abbassamento del livello delle acque. In tal modo potremo con sicurezza identificare ciò che anche durante la glaciazione restò certamente inaccessibile se non tramite navigazione». Cioè, la cartina a pagina 49 del libro di Castellani, che si trova anche a pagina 33 del libro di Sergio Frau, mostra come sarebbe stato, più di
martedì 15 settembre 2026
La Madonna di Bonaria di Cagliari e Buenos Aires capitale dell'Argentina Articolo di Pierluigi Montalbano
La Madonna di Bonaria di Cagliari e Buenos Aires capitale dell'Argentina
Articolo di Pierluigi Montalbano
Il santuario della Madonna di Bonaria è molto conosciuto e
venerato a Cagliari e in tutta la Sardegna.
Tutti i Cagliaritani e tutti i Sardi, escluso qualcuno che
sia fornito di una certa cultura storica, sono convinti che il relativo
toponimo significhi Buona Aria; si tratta però di una convinzione sbagliata,
effetto di una vecchia etimologia popolare e di una conseguente errata
traduzione nel catalano Bon Aire.
In realtà l'antica denominazione del luogo era Bagnaria, che era un adattamento pisano dell'originario appellativo latino balnearia “bagni, bagni pubblici”. E infatti nel relativo sito di Cagliari sono stati
lunedì 14 settembre 2026
Le chiese bizantine e romaniche al tempo dei Giudicati Articolo di Pierluigi Montalbano
Le chiese bizantine e romaniche al tempo dei Giudicati
Articolo di Pierluigi Montalbano
I luoghi di culto rappresentano una delle testimonianze più
significative del periodo che precedette l’epoca dei Giudicati, una delle fasi
più importanti della storia sarda. I Giudicati erano delle realtà politiche
avanzate per il loro tempo: le loro corti potevano essere paragonate, per
livello culturale e istituzionale, a quelle dei contemporanei regni europei.
Col tempo, i Giudicati si trasformarono in veri e propri regni, ciascuno retto da un sovrano chiamato Judike. Il territorio era suddiviso in curatorie, e i villaggi (biddas) erano amministrati da un Maiore. Il potere era esercitato collettivamente attraverso assemblee chiamate Corona de Logu, che includevano il
venerdì 11 settembre 2026
La necropoli punica di Tuvixeddu, a Cagliari Articolo di Pierluigi Montalbano
La necropoli punica di Tuvixeddu, a Cagliari
Articolo di Pierluigi Montalbano
E’ la più grande necropoli di età punica ancora esistente. Si trova all’interno della città di Cagliari, su tutto il colle omonimo, che si estende tra il rione cresciuto lungo il viale Sant’Avendrace e quello di via Is Maglias. Il nome Tuvixeddu significa “colle dei piccoli fori” in sardo, derivato dal termine "tuvu" che indica "cavità", in riferimento alle numerose tombe scavate nella roccia calcarea.
Tra il VI e il III secolo a.C., i sardi scelsero questo
colle come luogo di sepoltura per i loro morti. Le tombe erano raggiungibili
attraverso pozzi scavati nella roccia, profondi dai due metri e mezzo fino a
undici metri. All’interno di questi pozzi si apriva una piccola apertura che
conduceva a una camera funeraria o cella sepolcrale, spesso finemente decorata.
All’interno sono state trovate anche anfore decorate e ampolle usate per
contenere essenze profumate.
Alle pendici di Tuvixeddu si trova anche una necropoli romana, che si affacciava sulla strada che, all’uscita dalla città, diventava la via Karalibus Turrem (oggi viale Sant’Avendrace). Questa necropoli romana è composta principalmente da tombe ad arcosolio e colombari. Tra le tombe di particolare interesse ci sono la Tomba dell’Ureo e la Tomba del Guerriero Sid, entrambe decorate con palme e
giovedì 3 settembre 2026
Sardi ed Etruschi, quali legami li uniscono? Articolo di Pierluigi Montalbano
Sardi ed Etruschi, quali legami li uniscono?
Articolo di Pierluigi Montalbano
Nel cuore del Mediterraneo antico, due civiltà svilupparono culture originali e raffinate lasciando tracce profonde nella storia italiana: gli Etruschi e i Nuragici. Pur separati dal mare Tirreno (i primi stanziati soprattutto nell’Italia centrale, i secondi in Sardegna) questi popoli condivisero commerci, contatti culturali e probabilmente anche relazioni politiche. Ma erano società molto diverse per organizzazione, arte e visione del mondo. Confrontarle significa osservare due modi distinti di vivere il Mediterraneo tra



