Diretto da Pierluigi Montalbano

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martedì 15 settembre 2026

La Madonna di Bonaria di Cagliari e Buenos Aires capitale dell'Argentina Articolo di Pierluigi Montalbano

La Madonna di Bonaria di Cagliari e Buenos Aires capitale dell'Argentina

Articolo di Pierluigi Montalbano



Il santuario della Madonna di Bonaria è molto conosciuto e venerato a Cagliari e in tutta la Sardegna.

Tutti i Cagliaritani e tutti i Sardi, escluso qualcuno che sia fornito di una certa cultura storica, sono convinti che il relativo toponimo significhi Buona Aria; si tratta però di una convinzione sbagliata, effetto di una vecchia etimologia popolare e di una conseguente errata traduzione nel catalano Bon Aire.

In realtà l'antica denominazione del luogo era Bagnaria, che era un adattamento pisano dell'originario appellativo latino balnearia “bagni, bagni pubblici”. E infatti nel relativo sito di Cagliari sono stati

lunedì 14 settembre 2026

Le chiese bizantine e romaniche al tempo dei Giudicati Articolo di Pierluigi Montalbano

Le chiese bizantine e romaniche al tempo dei Giudicati

Articolo di Pierluigi Montalbano



I luoghi di culto rappresentano una delle testimonianze più significative del periodo che precedette l’epoca dei Giudicati, una delle fasi più importanti della storia sarda. I Giudicati erano delle realtà politiche avanzate per il loro tempo: le loro corti potevano essere paragonate, per livello culturale e istituzionale, a quelle dei contemporanei regni europei.

Col tempo, i Giudicati si trasformarono in veri e propri regni, ciascuno retto da un sovrano chiamato Judike. Il territorio era suddiviso in curatorie, e i villaggi (biddas) erano amministrati da un Maiore. Il potere era esercitato collettivamente attraverso assemblee chiamate Corona de Logu, che includevano il

venerdì 11 settembre 2026

La necropoli punica di Tuvixeddu, a Cagliari Articolo di Pierluigi Montalbano

La necropoli punica di Tuvixeddu, a Cagliari

Articolo di Pierluigi Montalbano


E’ la più grande necropoli di età punica ancora esistente. Si trova all’interno della città di Cagliari, su tutto il colle omonimo, che si estende tra il rione cresciuto lungo il viale Sant’Avendrace e quello di via Is Maglias. Il nome Tuvixeddu significa “colle dei piccoli fori” in sardo, derivato dal termine "tuvu" che indica "cavità", in riferimento alle numerose tombe scavate nella roccia calcarea.

Tra il VI e il III secolo a.C., i sardi scelsero questo colle come luogo di sepoltura per i loro morti. Le tombe erano raggiungibili attraverso pozzi scavati nella roccia, profondi dai due metri e mezzo fino a undici metri. All’interno di questi pozzi si apriva una piccola apertura che conduceva a una camera funeraria o cella sepolcrale, spesso finemente decorata. All’interno sono state trovate anche anfore decorate e ampolle usate per contenere essenze profumate.

Alle pendici di Tuvixeddu si trova anche una necropoli romana, che si affacciava sulla strada che, all’uscita dalla città, diventava la via Karalibus Turrem (oggi viale Sant’Avendrace). Questa necropoli romana è composta principalmente da tombe ad arcosolio e colombari. Tra le tombe di particolare interesse ci sono la Tomba dell’Ureo e la Tomba del Guerriero Sid, entrambe decorate con palme e

giovedì 3 settembre 2026

Sardi ed Etruschi, quali legami li uniscono? Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardi ed Etruschi, quali legami li uniscono?

Articolo di Pierluigi Montalbano



Nel cuore del Mediterraneo antico, due civiltà svilupparono culture originali e raffinate lasciando tracce profonde nella storia italiana: gli Etruschi e i Nuragici. Pur separati dal mare Tirreno (i primi stanziati soprattutto nell’Italia centrale, i secondi in Sardegna) questi popoli condivisero commerci, contatti culturali e probabilmente anche relazioni politiche. Ma erano società molto diverse per organizzazione, arte e visione del mondo. Confrontarle significa osservare due modi distinti di vivere il Mediterraneo tra

sabato 29 agosto 2026

La birra, un liquido divino Articolo di Pierluigi Montalbano

 La birra, un liquido divino

Articolo di Pierluigi Montalbano



La storia della birra è antichissima e si perde nelle nebbie dei tempi, con testimonianze provenienti da molte culture diverse. Iscrizioni sumere, papiri egizi e tradizioni azteche e cinesi indicano che questa bevanda veniva prodotta già migliaia di anni fa, spesso a partire da cereali come orzo, mais e riso. In Mesopotamia, una stele di circa 6000 anni fa descrive diverse varietà di birra e attribuisce la sua invenzione alla dea Ninkasi, celebrata in uno dei più antichi inni conosciuti. La birra aveva un ruolo centrale anche nel codice di Hammurabi, dove si regolamentava il commercio, e nelle cerimonie funebri, dove era offerta in onore dei defunti, rafforzando il legame tra questa bevanda e le divinità. Anche gli egizi consideravano la birra un dono delle divinità Iside e Osiride, utilizzandola non solo nei

sabato 8 agosto 2026

La necropoli punica di Tuvixeddu a Cagliari

La necropoli punica di Tuvixeddu a Cagliari

Articolo di Pierluigi Montalbano



E’ la più grande necropoli di età punica ancora esistente. Si trova all’interno della città di Cagliari, su tutto il colle omonimo, che si estende tra il rione cresciuto lungo il viale Sant’Avendrace e quello di via Is Maglias. Il nome Tuvixeddu significa “colle dei piccoli fori” in sardo, derivato dal termine "tuvu" che indica "cavità", in riferimento alle numerose tombe scavate nella roccia calcarea.

Tra il VI e il III secolo a.C., i sardi scelsero questo colle come luogo di sepoltura per i loro morti. Le tombe erano raggiungibili attraverso pozzi scavati nella roccia, profondi dai due metri e mezzo fino a

martedì 4 agosto 2026

La chiesetta e il pozzo di San Salvatore di Sinis

 La chiesetta e il pozzo di San Salvatore di Sinis

Articolo di Pierluigi Montalbano



Il Pozzo sacro nuragico di San Salvatore di Cabras si trova nella penisola del Sinis, sulla costa occidentale della Sardegna, vicino alle rovine di Tharros e in una suggestiva pianura lagunare. Il nome deriva da una piccola chiesa circondata da casupole, che ogni settembre attira pellegrini come pastori, pescatori e contadini dei territori vicini in occasione della festa del Santo. Dal pavimento della chiesetta una scalinata scende in un antico ipogeo con tre ambienti, raggruppati intorno a un atrio rotondo. L’edificio è scavato nella roccia nella parte inferiore, mentre sopra è costruito con filari di mattoni alternati a blocchetti di arenaria. Il corridoio e la cella hanno volta a botte, mentre l’atrio circolare è sormontato da una cupola bassa, con un pozzo al centro, elemento centrale della struttura. Le pareti e i

sabato 1 agosto 2026

Sardi ed Etruschi, quali legami li uniscono?

 Sardi ed Etruschi, quali legami li uniscono?

Articolo di Pierluigi Montalbano



Nel cuore del Mediterraneo antico, due civiltà svilupparono culture originali e raffinate lasciando tracce profonde nella storia italiana: gli Etruschi e i Nuragici. Pur separati dal mare Tirreno (i primi stanziati soprattutto nell’Italia centrale, i secondi in Sardegna) questi popoli condivisero commerci, contatti culturali e probabilmente anche relazioni politiche. Ma erano società molto diverse per organizzazione, arte e visione del mondo. Confrontarle significa osservare due modi distinti di vivere il Mediterraneo tra l’età del Bronzo e quella del Ferro.

La civiltà nuragica nacque in Sardegna intorno al XVIII secolo a.C. e si sviluppò fino alla conquista romana. Deve il suo nome ai nuraghi, le celebri torri in pietra disseminate nell’isola: oltre settemila costruzioni megalitiche che ancora oggi caratterizzano il paesaggio sardo. Gli Etruschi, invece, emersero più tardi, tra il IX e l’VIII secolo a.C., nell’area dell’attuale Toscana, parte dell’Umbria e del

mercoledì 29 luglio 2026

Trapanazione del cranio: un’antica pratica di chirurgia e rituale

Trapanazione del cranio: un’antica pratica di chirurgia e rituale

Articolo di Pierluigi Montalbano



Al Museo Sanna di Sassari è esposto uno dei reperti che mostrano fori nella calotta cranica, risalenti a migliaia di anni fa. In Sardegna, le tracce di trapanazioni craniche su persone vive risalgono a studi sui resti umani trovati nella tomba di Scaba e Sarriu di Siddi, datati tra il Neolitico e l’Età del Rame.

Precedentemente, questa pratica si riferiva alla cultura Bonnannaro e poteva essere semplice o multipla, con l’asportazione di rondelle ossee. In un caso, un cranio mostra che l’individuo ha subito quattro interventi in vita, riuscendo a sopravvivere anche dopo i primi tre. La formazione di un callo osseo attorno ai fori dimostra che queste operazioni chirurgiche erano eseguite con notevole abilità, e che le

venerdì 3 luglio 2026

L'antico poeta Virgilio, discendente degli etruschi, era contrario all'abbandono dei campi? Tutela dell'ambiente. Articolo di Lydia Schopp

L'antico poeta Virgilio, discendente degli etruschi, era contrario all'abbandono dei campi? 

Tutela dell'ambiente. 

Articolo di Lydia Schopp 


Quando si parla di Virgilio, quasi tutti ricordano l'Eneide. Pochi, però, si soffermano sulle sue origini e sul mondo in cui è cresciuto. Eppure proprio lì potrebbe trovarsi una chiave di lettura molto interessante.

Virgilio nacque nei pressi di Mantova, una terra che, prima della conquista romana, era stata abitata da Etruschi e Galli. Anche dopo l'espansione di Roma, il ricordo di quelle antiche popolazioni era ancora vivo. Mi domando quindi se parte della sensibilità del poeta non affondi le sue radici proprio in quel patrimonio culturale.
La sua famiglia conobbe direttamente il dramma delle confische agrarie. Dopo le guerre civili, molti terreni furono sottratti ai proprietari e assegnati ai veterani dell'esercito romano come ricompensa per il servizio prestato. Per migliaia di famiglie significò perdere la casa, il lavoro e il futuro.
Il paradosso era evidente: molti veterani non avevano esperienza di agricoltura e spesso vendevano i