Diretto da Pierluigi Montalbano

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sabato 2 marzo 2024

Cartografia nautica, Juan De la Cosa. Articolo di Rolando Berretta

 Cartografia nautica, Juan De la Cosa.

Articolo di Rolando Berretta



Questa volta sono andato a controllare, sulla Wikipedia, la celebre Mappa di Juan De la Cosa.

Le cose, per De la Cosa, non vanno affatto bene. Anzi…

Come è risaputo, da sempre, Juan De la Cosa accompagnò Cristoforo Colombo nei primi due viaggi. Figura tra i firmatari del famoso documento dove si certificava che l’Isola di Giovanna (leggasi CUBA) parzialmente misurata in un solo lato, sarebbe risultata più grande dell’Isola di Giava Major … la più

mercoledì 28 febbraio 2024

Sardegna. Romani a Bannari, l’attuale Villa Verde (Pau) Articolo di Vitale Scanu

Sardegna. Romani a Bannari, l’attuale  Villa Verde (Pau)

Articolo di Vitale Scanu

 


I romani non hanno mai apprezzato la nostra Sardegna millenaria al di là dell’aspetto utilitaristico, di sfruttamento senza limite o di deportazione per condannati “ad minas”, cioè ai lavori forzati in miniera. Roma non ha lasciato in Sardegna neanche uno straccetto di monumento all'altezza del suo nome.

E’ quell’isola che il signor Cicerone Marco Tullio (sospettato numero uno dell’assassinio di Cesare), mai messo piede in Sardegna,  definiva “mala insula”. Quell’isola che perfino il grande san Girolamo definiva “insula excerpta”, regione  dimenticata e desolata, che neanche Gesù Cristo si è degnato di considerare. Mai la nostra isola è stata vista come un deposito singolare, non clonabile, di una cultura da millenni antecedente a Roma, alla quale aveva parecchie cose da insegnare e raccontare. Una civiltà ricca di grandi valori, “endemica”, nata ed evolutasi nella solitudine dei millenni senza prestarsi niente da nessuno. L’unico prestigioso periodo storico che ancora oggi riempie la Sardegna di fierezza e di

venerdì 16 febbraio 2024

Bronzetti sardi, un popolo rappresentato con piccole sculture realizzate 3000 anni fa. Articolo di Pierluigi Montalbano

Bronzetti sardi, un popolo rappresentato con piccole sculture realizzate 3000 anni fa.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Eccoli i nostri avi, fieri e decisi sembrano osservarci, convinti di aver lasciato una traccia indelebile nel tempo, un forte segnale che, attraversando i millenni, sarebbe arrivato forte e chiaro a illuminare la nostra ricerca, e noi li studiamo, li esponiamo nei musei, sappiamo che sono preziosi ma abbiamo perduto la memoria storica e non riusciamo più a capirli. Sono lì, a dimostrare con tutte le loro forze che parteciparono attivamente ad una società complessa e meravigliosa, in grado di produrre le più maestose architetture occidentali dell’epoca, e in grado di navigare in tutto il Mediterraneo per relazionarsi alle altre grandi civiltà del passato.

Osserviamo con attenzione i copricapo, gli occhi, la morfologia dei visi, sono tutti differenti, forse appartengono a popoli diversi, lontani fra loro. Devoti nell’atto dell'offerta o impavidi guerrieri rappresentati nell’istante della sfilata dopo il trionfo. La Sardegna era un luogo dove le genti arrivavano in segno di devozione, una terra nella quale le comunità si mescolavano fino a perdere l’identità originaria per diventare sardi.

venerdì 9 febbraio 2024

Come in cielo...così in terra, l'architettura sacra. Articolo di Pierluigi Montalbano

Come in cielo...così in terra, l'architettura sacra.

Articolo di Pierluigi Montalbano



In tutte le architetture antiche esisteva una sub struttura del progetto, ed era basata su geometria e matematica, e queste erano il fondamento delle due culture più importanti del passato: quella sumerica e quella mesopotamica, sorgenti originarie di altre culture come quella egizia. Quegli ingegneri erano portatori di civiltà, menti eccelse cui si devono i più importanti sistemi di regimazione delle acque. Leonardo da Vinci, nel suo Trattato della Pittura, scrisse che per questi architetti la città e il territorio erano uno spazio mentale, e ricercavano il progetto della forma nella sua struttura matematica. Erano mondi ricchissimi di geometria e di

martedì 6 febbraio 2024

La carta di Piri Reis, la Carta nautica più famosa del mondo. Articolo di Rolando Berretta

 La carta di Piri Reis, la Carta nautica più famosa del mondo

Articolo di Rolando Berretta 

 



Ripropongo un vecchio articolo, del 2012, con qualche aggiornamento, riguardante la Celeberrima carta di Piri Reis.  C’è molto materiale in rete. Spesso frutto, solo, di copia e incolla.

          Spero di aiutare quanti si occupano dello studio delle Antiche Carte.

Basta che digitiate su Internet la parola “Piri Reis”  e vi ritrovate con il PC bloccato per l’enorme mole di risultati selezionati. Evito di riportare tutto quello che circola. Non vale la pena. Partiamo da zero: spero che abbiate tentato di riprodurre la schema RoBer a base 34 con giro di compasso da 26 unità. Basta un po’ di pratica con questo schema.

Ho misurato la Carta di Reis con il classico giro di

martedì 16 gennaio 2024

Nostra Signora di Bonaria a Cagliari. Sardegna, anima prigioniera. Articolo di Pierfrancesco Lostia

 Nostra Signora di Bonaria a Cagliari.  Sardegna, anima prigioniera

Articolo di Pierfrancesco  Lostia

 

La Madonna di Bonaria (a sinistra) e la nave (a destra), che rassomiglia alla scultura presente nella piazza davanti alla Basilica

Sardegna, Anno del Signore 1370.

Una folla di donne, uomini, bimbi e soldati male armati fanno capannello su un colle sferzato dal vento, dalla cui cima si vede il mare. I volti segnati dalla malnutrizione, i presenti osservano una statua lignea.  Una madonna con un bimbo in braccio e un cero acceso è stata deposta di fronte agli astanti. Il frate mercedario che dirige la cerimonia, in tono solenne, racconta la storia miracolosa del simulacro scampato alla tempesta, per giungere in soccorso, dono del cielo, della stremata città di Cagliari. La piccola folla non pare particolarmente impressionata dal discorso del religioso. Tutti gli sguardi corrono continuamente al mare. Lungi dall’essere una via di salvezza, forse diventerà la loro tomba.

Considerata una delle più belle città del Mediterraneo, Cagliari non vanta monumenti dimensionalmente paragonabili a quelli di altre città europee. Tuttavia, gli edifici non difettano in

lunedì 15 gennaio 2024

Sardegna. Bànnari, Villa Verde. Bastare a se stessi. Articolo di Vitale Scanu

Sardegna. Bànnari, Villa Verde. Bastare a se stessi

Articolo di Vitale Scanu

 


Il paesino di Bànnari (dial. Bàini, Villa Verde), l’antica frazione di Usellus, è un mini centro abitativo che trae origine da un popolo nuragico abitante sulla montagna a Su Brunk’e s’Omu nel periodo finale della civiltà del bronzo (2500-1000 a.C.): unico “villaggio” nuragico nella Marmilla centrale e quindi forse un piccolo regno preistorico. La ricostruzione più verosimile, quasi logica, delle sue vicende esistenziali è che, nel corso dei millenni, quella popolazione della montagna, alla ricerca di una esistenza più agevole, sia “slittata” dalla montagna a valle e abbia preso consistenza attorno a una fonte d’acqua perenne ancora oggi esistente chiamata Funtan’e Sùsu. Dalla pastorizia, dalla caccia e dalla

lunedì 8 gennaio 2024

Tito Manlio Torquato, console suffetto in Sardegna. Cosa raccontano Livio e Polibio? Articolo di Rolando Berretta

 Tito Manlio Torquato, console suffetto in Sardegna. Cosa raccontano Livio e Polibio?

Articolo di Rolando Berretta



Abbiamo visto che, prima della Battaglia di Talamone, Roma fece una Leva generale in tutt’Italia.

Una fonte, sicura, dovrebbe essere Fabio Pittore che partecipò alla battaglia: sicuramente era nell’esercito del console Papo ( Lucio Emilio Papirio o Pappo o Papo), altrimenti ci avrebbe spiegato perché, l’altro console, G.A. Regolo era passato in Sardegna.

Seguiamo la consistenza delle forze di parte romana:

( Il testo è di Polibio mentre la traduzione è di Carla Schick.)

“…Con ciascuno dei Consoli scesero in campo 4 legioni romane, comprendenti  ognuna cinquemiladuecento fanti e trecento cavalieri. Entrambi disponevano poi di trentamila fanti e di duemila cavalieri alleati”.

Non credo che G.A. Regolo se li portò prima in Sardegna e, poi, li schierò nella battaglia di Talamone. Molti autori moderni fanno operare G.A. Regolo con tutte queste forze: 50.800 fanti e 3.200 cavalieri … più i cavalli. Ricorderei che Roma deve affrontare solo i Galli. Tutto il resto era stato rimandato; anche un’eventuale ribellione in Sardegna sarebbe stata rimandata. Escluderei anche l’altra ipotesi riguardante il controllo sui Cartaginesi in Spagna.  Una flotta sarebbe stata più idonea. Leggo pure di un

mercoledì 3 gennaio 2024

I Feniciardi: un fenomeno di meticciato in Sardegna. Autopsia di una idea, di Sandro Angei

I Feniciardi: un fenomeno di meticciato in Sardegna.  

Autopsia di una idea, di Sandro Angei



Questo lavoro nasce sotto l'impulso di un articoletto del Prof. Gigi Sanna, comparso qualche giorno fa su Facebook, circa l'ipotesi di un archeologo che vuole il mutamento della società sarda ad iniziare dall'VIII sec. a.C. ad opera di un intreccio culturale e materiale che portò a quello che lo studioso definisce "paesaggio meticcio"; sostenendo la tesi con una serie di dati, tutti in centrati sul "fenomeno fenicio", tra i quali ve ne sono di piuttosto discutibili.

Con questo contributo si vuole rigettare l'idea che vuole la Sardegna sipario di stravolgimenti culturali dovuti a inserimenti di genti aliene alla cultura sarda a partire dall'VIII sec. a.C. ad opera dei cosiddetti fenici.

Lo faremo analizzando passo passo l'articolo dell'archeologo in questione. Inserendo delle note in quei

giovedì 28 dicembre 2023

M. Valerio, Primo pretore in Sardegna. Articolo di Rolando Berretta

 M. Valerio, Primo pretore in Sardegna.

Articolo di Rolando Berretta

 


Tito Livio, nel sommario del XX libro, ci ha ricordato che il numero dei Pretori fu portato a 4 (quattro). Solino 5.1: … primo quod utraque insula in Romanum arbitratum redacta iisdem temporibus facta provincia est, cum eodem anno Sardiniam M.Valerius, alteram C. Flaminius pretor sortiti sunt …

Nel 227 in Sardegna arrivò il primo Pretore: M.Valerio mentre in Sicilia arrivò C.Flaminio.

Se prendiamo un qualsiasi testo di Storia, e cerchiamo il primo Pretore che arrivò in Sardegna, leggiamo Marco Valerio Levino (uno dei più abili condottieri romani; tipo G.Cesare e Scipione l’Africano: peccato che fosse troppo giovane essendo nato nel 260). Se, invece si approfondisce la