Visualizzazione post con etichetta Corso di archeologia. Mostra tutti i post
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lunedì 30 gennaio 2017
Corso di archeologia sulla Sardegna Romana, con Carlo Tronchetti.
Corso di archeologia sulla Sardegna Romana, con Carlo
Tronchetti.
Buongiorno a tutti gli amici del quotidiano di storia e archeologia.
Sono lieto di comunicarvi che l'Associazione Culturale Honebu ha
organizzato per il mese di Marzo 2017 un corso di storia e archeologia dedicato
alla "Sardegna Romana".
Relatore per i 4 appuntamenti previsti sarà l'archeologo Carlo Tronchetti, già direttore
della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, poi alla guida del
Museo Archeologico cagliaritano. Fu lui a dirigere gli scavi archeologici
nell'area di Mont’e Prama tra il 1977 e il 1979 portando alla luce le sculture
a tutto tondo più antiche dell'area mediterranea occidentale.
Le serate si svolgeranno il giovedì alle ore 19 nei giorni 2, 9, 16 e
23.
Con l'ausilio di immagini proiettate, lo studioso racconterà le vicende
dei romani in Sardegna, con approfondimenti per le città di Karalis/Cagliari,
Nora, Bithia/Chia, Sulky/Sant'Antioco, Tharros e Fordongianus.
Costo del corso 60 Euro (soci Honebu 50 euro).
Per le iscrizioni tel. 3382070515 o con una mail a pierlu.mont@libero.it.
giovedì 29 dicembre 2016
Archeologia della Sardegna: a Cagliari un ciclo di seminari dedicati alla Civiltà Nuragica.
Archeologia della Sardegna: a Cagliari un ciclo di seminari dedicati alla Civiltà Nuragica.
Buongiorno a tutti gli amici e lettori del quotidiano di storia e archeologia.
L'associazione culturale Honebu organizza per Gennaio un seminario di archeologia della Sardegna dedicato alla Civiltà Nuragica in 5 incontri serali il giovedì alle 19.
Domenica 1 Gennaio, gli iscritti sono invitati a partecipare a una visita guidata al Museo Archeologico di Cagliari.
Il costo del corso è di 60 euro in totale, compresa la visita guidata.
I soci Honebu avranno uno sconto del 20%. Le lezioni si svolgeranno nella sala conferenze di Cagliari / Pirri in Via Fratelli Bandiera 100 con inizio il 5 gennaio 2017.
Temi trattati:
1 nuraghi,
2 tombe di giganti,
3 bronzetti,
4 giganti di Monte Prama,
5 pozzi sacri e religiosità.
Per iscriversi mandare un messaggio a pierlu.mont@libero.it o chiamare il 3382070515.
L'evento è anche su facebook al link: https://www.facebook.com/events/1812309709031741/?notif_t=plan_user_associated¬if_id=1483027443358219
Buongiorno a tutti gli amici e lettori del quotidiano di storia e archeologia.
L'associazione culturale Honebu organizza per Gennaio un seminario di archeologia della Sardegna dedicato alla Civiltà Nuragica in 5 incontri serali il giovedì alle 19.
Domenica 1 Gennaio, gli iscritti sono invitati a partecipare a una visita guidata al Museo Archeologico di Cagliari.
Il costo del corso è di 60 euro in totale, compresa la visita guidata.
I soci Honebu avranno uno sconto del 20%. Le lezioni si svolgeranno nella sala conferenze di Cagliari / Pirri in Via Fratelli Bandiera 100 con inizio il 5 gennaio 2017.
Temi trattati:
1 nuraghi,
2 tombe di giganti,
3 bronzetti,
4 giganti di Monte Prama,
5 pozzi sacri e religiosità.
Per iscriversi mandare un messaggio a pierlu.mont@libero.it o chiamare il 3382070515.
L'evento è anche su facebook al link: https://www.facebook.com/events/1812309709031741/?notif_t=plan_user_associated¬if_id=1483027443358219
giovedì 14 maggio 2015
Fenici in Sardegna. Videocorso di archeologia, ventiduesima lezione.
Videocorso di archeologia, ventiduesima lezione: Fenici in Sardegna
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano
Buon ascolto e buona visione.
22° Lezione: Fenici in Sardegna
21° Lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
20° Lezione: I Giganti di Monte Prama
19° Lezione: Le Navicelle Bronzee
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
10° Lezione: Le antiche ceramiche sarde
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
6° Lezione: L'alba della Civiltà Nuragica
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
4° Lezione: Dall'età della pietra all'età dei metalli
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
L'età fenicia costituisce un nodo cruciale per la comprensione degli avvenimenti che dall'età del Bronzo portarono all'età del Ferro. In questo video si illustrano una serie di avvenimenti che testimoniano la frequentazione fra nuragici e commercianti levantini.
Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, ogni martedì alle ore 17.00, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito.
I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche.
Se qualcuno fosse interessato a collaborare, ad esempio inserendo i sottotitoli in inglese, sarebbe il benvenuto. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sui link sotto.22° Lezione: Fenici in Sardegna
21° Lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
20° Lezione: I Giganti di Monte Prama
19° Lezione: Le Navicelle Bronzee
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
giovedì 7 maggio 2015
Videocorso di archeologia, ventunesima lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
Videocorso di archeologia, ventunesima lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano
Buon ascolto e buona visione.
21° Lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
20° Lezione: I Giganti di Monte Prama
19° Lezione: Le Navicelle Bronzee
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
10° Lezione: Le antiche ceramiche sarde
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
6° Lezione: L'alba della Civiltà Nuragica
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
4° Lezione: Dall'età della pietra all'età dei metalli
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
L'età fenicia costituisce un nodo cruciale per la comprensione degli avvenimenti che dall'età del Bronzo portarono all'età del Ferro. In questo video si illustrano una serie di avvenimenti che coinvolgono le città stato del Vicino Oriente e aiutano alla interpretazione del periodo.
Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, ogni martedì alle ore 17.00, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito.
I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche.
Se qualcuno fosse interessato a collaborare, ad esempio inserendo i sottotitoli in inglese, sarebbe il benvenuto. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sui link sotto.21° Lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
20° Lezione: I Giganti di Monte Prama
19° Lezione: Le Navicelle Bronzee
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
domenica 3 maggio 2015
Associazione Culturale Honebu - Inizio corsi Archeologia - Fotografia - Inglese
Associazione Culturale Honebu - Inizio corsi Archeologia - Fotografia - Inglese
L'Associazione Culturale Honebu è lieta di comunicare l'inizio dei corsi presso la sede di Via Fratelli Bandiera 100, Cagliari - Pirri.
I corsi sono aperti anche a chi non è ancora associato a Honebu.
Il costo per ogni corso è di 30 Euro.
Il costo per ogni corso è di 30 Euro.
I soci sono invitati a comunicare la scelta così da consentire la formazione dei gruppi.
Chi non è socio è invitato a comunicare il corso che intende frequentare attraverso una mail a honebu@tiscali.it, indicando nome, cognome e recapito telefonico.
Corsi di Archeologia I e II
(inizia il 6 Maggio)
(inizia il 6 Maggio)
I partecipanti, durante le 10 ore
del I corso, acquisiranno gli strumenti didattici di base per la comprensione
di un testo di archeologia e delle metodologie di ricerca.
Archeologia I
(Le lezioni, di due ore ciascuna, si svolgeranno dalle ore 17 alle ore
19 il Mercoledì. Inizio il 6 Maggio)
Sarà approfondita la storia della
Sardegna dal Neolitico fino all’età del Bronzo.
Il programma del primo modulo
tratterà i seguenti temi :
1. Metodologia
della ricerca archeologica e primi abitanti stabili in Sardegna
2. Il
Neolitico: le facies Bonu Ighinu e San Michele di Ozieri
3. Arte
e religiosità nell’architettura funeraria
4. Dolmen,
Menhir e Tombe di Giganti
5. L’età
del Rame e l’alba della civiltà nuragica
Archeologia II
(Le lezioni, di due ore ciascuna, si svolgeranno dalle ore 17 alle ore
19 il Martedì. Inizia il 9 Giugno)
Nel II modulo, durante le 10 ore
del I corso, sarà approfondita la storia della Sardegna dall’inizio della
Civiltà Nuragica fino all’incontro con i fenici.
Saranno trattati i seguenti temi:
1. Il
Sistema Onnis e l’evoluzione dei nuraghi: dal corridoio alla tholos
2. Dai
nuraghi all’urbanizzazione: Mercati, villaggi e pozzi sacri.
3. Arte
e religiosità: Bronzetti e Navicelle
4. I
giganti di Monte Prama e la nuova società
5. Porti
e approdi della Sardegna nuragica
Corso base di fotografia
(23 e 24 Maggio)
(23 e 24 Maggio)
Ideato per chi vuole imparare da zero e migliorare le potenzialità della
propria macchina fotografica. Teoria e
pratica si fondono per trovare il proprio stile. La didattica è improntata all’interattività
tra corsisti e docente, che insegnerà a leggere le immagini sperimentando la
fotografia in relazione ai contenuti ricercati.
Il corso ha la durata di 10 ore, 5 in aula e 5 in esterna, con fornitura
di materiale didattico cartaceo o digitale. I corsisti sono invitati a portare una
pennina USB.
Per chi non possiede una fotocamera reflex digitale il corso prevede
l’orientamento per l'acquisto.
Programma del modulo di I livello:
(si svolgerà in un week end, dalle ore 16 del sabato alle ore 18.00
della Domenica)
1. Che cosa è una fotografia?
• Scrivere con la luce e i colori
2. Conoscenza della fotocamera
2. Conoscenza della fotocamera
• Che cos’è e come funziona una macchina
fotografica
• Le compatte, le semi-reflex, le reflex
• Il diaframma, l’otturatore, il sensore, la corretta esposizione
• Il diaframma, l’otturatore, il sensore, la corretta esposizione
3. Uso degli obiettivi e loro caratteristiche.
• Caratteristiche tecniche, tipi e funzioni di obiettivi, teleobiettivi e
grandangoli
• La luminosità degli obiettivi e la messa a fuoco manuale e automatica
• La luminosità degli obiettivi e la messa a fuoco manuale e automatica
4. La profondità di campo, la messa a fuoco, gli accessori
• Cosa è la profondità di campo e a cosa serve regolarla
• Il cavalletto e lo stabilizzatore
5. Il corpo macchina e le sue impostazioni
• Le impostazioni della fotocamera: quando usare program, manuale e
gli altri automatismi
• Priorità di diaframmi
• Consigli per gli acquisti
• Priorità di diaframmi
• Consigli per gli acquisti
6. Esercitazione pratica
Programma del modulo di II livello.
(si svolgerà in un week end, dalle ore 16 del sabato alle ore 18.00
della Domenica)
La fotografia come espressione artistica.
1. Che cosa si intende per fotografia artistica
• Tra fotografia e poesia
2. Allestimento di un set fotografico in studio
• Cos'è un ritratto fotografico
• Tagli, angoli e relazione tra soggetto e sfondo.
3. Esercitazione su ritratto
4. I diversi generi fotografici
• Paesaggio, Macro, Reportage,
Bianco e Nero, Macro, Urban Life
5. Esercitazione pratica
First level (primo livello) – 10 hours (10 ore)
I partecipanti, durante le 10 ore del corso, saranno coinvolti in attività didattiche interattive.
Verrà fornito del materiale su cui esercitarsi singolarmente, in coppie e in
gruppi, potendo rivedere tali esercizi in seguito per consolidarne
l’apprendimento.
Il programma svolto tratterà i seguenti punti :
Il programma svolto tratterà i seguenti punti :
·
Presente, passato e futuro del verbo essere
·
Presente, passato e futuro del verbo avere
·
Vocabolario : numeri, stati d’essere (affamato,
stanco, assetato… )
·
Vocabolario : famiglia, colori
·
Dialoghi quotidiani
·
Aggettivi possessivi
Second level (secondo livello) – 10
hours (10 ore)
·
Verbi : like, feel, want
·
Verbi collegati ai viaggi
·
Vocabolario : turismo e ristorazione
·
Vocabolario : giorni, mesi, anni
·
Come formulare le domande
·
Verbo potere
·
Presente continuo (I am writing )
Third level (terzo livello) – 10
hours (10 ore)
·
Preposizioni di luogo
·
Preposizioni di tempo
·
Incontrare le persone e descriverle
·
Vocabolario : hobbies
·
Vocabolario : parti della casa
·
Vocabolario : mezzi di trasporto
·
Dialoghi
·
Comparativi
giovedì 30 aprile 2015
Videocorso di archeologia, ventesima lezione: I Giganti di Monte Prama
Videocorso di archeologia, ventesima lezione: I Giganti di Monte Prama

Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano
Buon ascolto e buona visione.
20° Lezione: I Giganti di Monte Prama
19° Lezione: Le Navicelle Bronzee
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
10° Lezione: Le antiche ceramiche sarde
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
6° Lezione: L'alba della Civiltà Nuragica
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
4° Lezione: Dall'età della pietra all'età dei metalli
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali

Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Quaranta anni fa, nell’oristanese, l'aratro di un contadino urtò contro una pietra sotto la quale era sepolto l'esercito dei Giganti di Monte Prama. Gli scavi portarono alla luce una trentina di statue di guerrieri in pietra d'arenaria che, oggi, hanno cambiato le certezze degli studiosi sull'arte e l’ideologia nuragica. Gli scavi nelle campagne di Cabras, sono ripresi lo scorso settembre 2014, e dal sito archeologico sono riemersi altri due guerrieri giganti, ma non si è trovata l’ipotizzata terza statua interrata sotto le precedenti. Sono più integri, e differenti per postura, rispetto ai precedenti. A differenza dei precedenti guerrieri con guanto armato e scudo sulla testa, questo ha la mano destra e lo scudo stretti sul petto e sul fianco, come il celebre bronzetto nuragico dell’850 a.C. ritrovato nella tomba etrusca di Vulci, a Viterbo, epoca in cui la grande statuaria greca era ancora da venire. Questo ritrovamento di eccezionale valore storico e culturale ha richiamato in Sardegna studiosi da tutto il mondo perché cambia notevolmente l’immagine dei sardi nuragici ipotizzata fino a oggi. Verosimilmente sarà riscritta parte dell'epopea umana nel Mediterraneo, nella quale i nuragici occupano una posizione privilegiata sotto vari punti di vista: la centralità dell’isola lungo le rotte mediterranee, la perizia artistica e architettonica, l’ideologia religiosa legata al mondo dei defunti, all’acqua, al sole e alla luna.
I Giganti sono l'esempio più antico di colossi a tutto tondo nella grande statuaria classica dell'area Mediterranea. Oltre i due guerrieri, sono stati portati alla luce altri frammenti in buone condizioni. Ricordiamo che negli anni Settanta erano stati trovati 27 busti, 15 teste, 176 frammenti di braccia, 143 frammenti di gambe, 784 frammenti di scudo e altri indefinibili che ricomposti diedero forma ai guerrieri.
I Giganti potrebbero rappresentare gli antenati nuragici, figure legate a un rito ancestrale il cui relitto è ancora presente in quella tradizione che anima i comuni sardi nei giorni delle ricorrenze in cui si conservano la memoria della caccia, della pesca e dell’allevamento, la lotta tra uomo e forze della natura, il rapporto fra individui e destino. Dallo stato di abbandono, oggi i guerrieri nuragici viaggiano prepotentemente verso la ribalta internazionale.
Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, ogni martedì alle ore 17.00, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito.
I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche.
Se qualcuno fosse interessato a collaborare, ad esempio inserendo i sottotitoli in inglese, sarebbe il benvenuto. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sui link sotto.20° Lezione: I Giganti di Monte Prama
19° Lezione: Le Navicelle Bronzee
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
giovedì 23 aprile 2015
Videocorso di archeologia, diciannovesima lezione: Le Navicelle Bronzee
Videocorso di archeologia, diciannovesima lezione: Le Navicelle Bronzee
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano
Buon ascolto e buona visione.
19° Lezione: Le Navicelle Bronzee
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
10° Lezione: Le antiche ceramiche sarde
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
6° Lezione: L'alba della Civiltà Nuragica
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
4° Lezione: Dall'età della pietra all'età dei metalli
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Già nel 1840 il Lamarmora classificava le navicelle nuragiche come
“oggetti votivi d'origine orientale con una colomba in cima all'albero, animale
dedicato a Venere”. Poiché, secondo Tacito, Iside era adorata attraverso il
simbolo della barchetta (per la sua forma lunata), il Lamarmora avanzò
l'ipotesi che le navicelle fossero dedicate ad Astarte, che riuniva in sé i
caratteri di Iside e di Artemide. Nel 1884 il Crespi rifiutò l'opinione di
coloro che vedono in questi bronzi delle lucerne. La protome, comune a tutte le navi antiche,
rappresenta per il Crespi una "divinità tutelare, sotto la cui protezione
si mettevano le navi. Le barchette erano per il Crespi modelli di navi reali, e
a suo avviso potevano essere appese, in qualità di ex voto, nell’ambiente
domestico della casa per la scampata avventura o per il felice arrivo nella
nuova terra.
Nel 1884 il Pais si sofferma sull'uso, comune tra le popolazioni antiche, di ornare la prora e la poppa delle navi con un'immagine animale. In quelle sarde, il toro sostituisce nella decorazione prodiera il cavallo, animale che caratterizza la protome della hippos fenicia. La protome ritenuta di antilope dimostrerebbe per il Pais e il Crespi che queste navicelle appartenevano a un popolo che aveva navigato fuori dalle coste di Sardegna. Poteva anche trattarsi di ex-voti dei soldati sardi che militavano presso potenze d’oltremare. L'idea che le barchette nuragiche fossero un oggetto in qualche modo legato all'uso funerario e votivo, accreditato dai luoghi e dal contesto dei rinvenimenti (tombe o templi), nonché dall'immediato confronto con le navicelle dell'antichità orientale ed egizia, è condiviso anche dal Taramelli nel 1913. Lo Zervos considera non diversamente le navicelle come barche simbolico-funerarie. Nel 1962 Lilliu, propone un uso non solo votivo, ma anche quotidiano di questi oggetti, nei quali riconosce delle lucerne. Egli distingue tra un tipo lungo esplicitamente paragonato alla hippos fenicia e un tipo corto simile alla gôlah. Sostenendo l'uso sia pratico, come lampada, che votivo funerario dell'oggetto, Lilliu vede nelle barchette sarde una prova dell'esistenza di una marineria nuragica di cabotaggio e d'alto mare.
La cronologia delle navicelle viene fatta concordare con quella degli altri bronzi, con inizio nel IX a.C. Lo scafo può assumere svariate forme stabilite dalle leggi dell'idrodinamica e dalle diverse esigenze di navigazione o di carico. Scafi di foggia circolare erano in uso presso le antiche civiltà fluviali della Mesopotamia. Scafi allungati sono comuni a tutte le marinerie antiche, da quella egizia fino all'etrusca e alla fenicia. Le tecniche di costruzione di uno scafo variano secondo i materiali utilizzati: si va dai fasci di papiro legati tra loro, a zattere di tavole sovrapposte fino alle strutture con chiglia, coste e bagli.
Quest'ultima è la più perfezionata perché consente la realizzazione di scafi di grandi dimensioni con ottime caratteristiche di resistenza e leggerezza. Le navicelle nuragiche mostrano generalmente uno scafo aperto, privo di ponte di coperta, e il fondo a volte piatto. Lo scafo aperto è sinonimo di navi non superiori a 8 metri di lunghezza in quanto la mancanza di elementi trasversali di rinforzo comprometterebbe, in strutture di maggiori dimensioni, le necessarie doti di resistenza alle sollecitazioni laterali, longitudinali e torsionali. Barche più grandi dovrebbero mostrare, anche nel modello, efficaci strutture trasversali di rinforzo delle quali sono rarissimi gli esempi offerti sulle navicelle sarde. La maggior parte delle navicelle sarde mostra uno scafo ellittico-convesso con il fondo più o meno appiattito. Abbiamo due possibilità:
a) lo scafo delle navicelle, convesso nelle barche reali di cui esse sono il modello, è stato volutamente appiattito al fine di posare meglio in piano l'oggetto, per usarlo come lucerna;
b) lo scafo delle navicelle è la non fedele riproduzione di quello di imbarcazioni osservate in fase di navigazione, quando la chiglia (opera viva) è sommersa e la parte emersa (opera morta) è la sola che appaia chiara alla vista.
Nel 1884 il Pais si sofferma sull'uso, comune tra le popolazioni antiche, di ornare la prora e la poppa delle navi con un'immagine animale. In quelle sarde, il toro sostituisce nella decorazione prodiera il cavallo, animale che caratterizza la protome della hippos fenicia. La protome ritenuta di antilope dimostrerebbe per il Pais e il Crespi che queste navicelle appartenevano a un popolo che aveva navigato fuori dalle coste di Sardegna. Poteva anche trattarsi di ex-voti dei soldati sardi che militavano presso potenze d’oltremare. L'idea che le barchette nuragiche fossero un oggetto in qualche modo legato all'uso funerario e votivo, accreditato dai luoghi e dal contesto dei rinvenimenti (tombe o templi), nonché dall'immediato confronto con le navicelle dell'antichità orientale ed egizia, è condiviso anche dal Taramelli nel 1913. Lo Zervos considera non diversamente le navicelle come barche simbolico-funerarie. Nel 1962 Lilliu, propone un uso non solo votivo, ma anche quotidiano di questi oggetti, nei quali riconosce delle lucerne. Egli distingue tra un tipo lungo esplicitamente paragonato alla hippos fenicia e un tipo corto simile alla gôlah. Sostenendo l'uso sia pratico, come lampada, che votivo funerario dell'oggetto, Lilliu vede nelle barchette sarde una prova dell'esistenza di una marineria nuragica di cabotaggio e d'alto mare.
La cronologia delle navicelle viene fatta concordare con quella degli altri bronzi, con inizio nel IX a.C. Lo scafo può assumere svariate forme stabilite dalle leggi dell'idrodinamica e dalle diverse esigenze di navigazione o di carico. Scafi di foggia circolare erano in uso presso le antiche civiltà fluviali della Mesopotamia. Scafi allungati sono comuni a tutte le marinerie antiche, da quella egizia fino all'etrusca e alla fenicia. Le tecniche di costruzione di uno scafo variano secondo i materiali utilizzati: si va dai fasci di papiro legati tra loro, a zattere di tavole sovrapposte fino alle strutture con chiglia, coste e bagli.
Quest'ultima è la più perfezionata perché consente la realizzazione di scafi di grandi dimensioni con ottime caratteristiche di resistenza e leggerezza. Le navicelle nuragiche mostrano generalmente uno scafo aperto, privo di ponte di coperta, e il fondo a volte piatto. Lo scafo aperto è sinonimo di navi non superiori a 8 metri di lunghezza in quanto la mancanza di elementi trasversali di rinforzo comprometterebbe, in strutture di maggiori dimensioni, le necessarie doti di resistenza alle sollecitazioni laterali, longitudinali e torsionali. Barche più grandi dovrebbero mostrare, anche nel modello, efficaci strutture trasversali di rinforzo delle quali sono rarissimi gli esempi offerti sulle navicelle sarde. La maggior parte delle navicelle sarde mostra uno scafo ellittico-convesso con il fondo più o meno appiattito. Abbiamo due possibilità:
a) lo scafo delle navicelle, convesso nelle barche reali di cui esse sono il modello, è stato volutamente appiattito al fine di posare meglio in piano l'oggetto, per usarlo come lucerna;
b) lo scafo delle navicelle è la non fedele riproduzione di quello di imbarcazioni osservate in fase di navigazione, quando la chiglia (opera viva) è sommersa e la parte emersa (opera morta) è la sola che appaia chiara alla vista.
Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, ogni martedì alle ore 17.00, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito.
I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche.
Se qualcuno fosse interessato a collaborare, ad esempio inserendo i sottotitoli in inglese, sarebbe il benvenuto. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sui link sotto.19° Lezione: Le Navicelle Bronzee
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
giovedì 16 aprile 2015
Videocorso di archeologia, diciottesima lezione: I Bronzetti Nuragici
Videocorso di archeologia, diciottesima lezione: I Bronzetti Nuragici
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano
La lavorazione dei metalli era un’attività praticata già dal III millennio a.C. , ma con l'affermarsi della civiltà nuragica, a partire dalla metà del II millennio a.C., la metallurgia si afferma come risorsa economica e culturale. I metalli estratti e lavorati in Sardegna erano il rame, l’argento e il piombo. La capacità di lavorare il rame in lega con lo stagno (9 parti di rame e 1 di stagno formano la lega di bronzo) consentì la produzione di una notevole varietà di manufatti metallici: spade, pugnali, asce, spilloni, fibule, anelli, bracciali, pettini, rasoi, martelli, molle da fonditore, palette da carbone e prodotti artistici, fra i quali i bronzetti.
Questi ultimi sono piccole sculture in bronzo ottenute con la tecnica a cera persa, una tecnica che prevedeva una prima fase di realizzazione in cera della scultura, e nella seconda fase si rivestiva l'oggetto in cera con argilla refrattaria. Infine si colava il bronzo fuso nella forma e si lasciava raffreddare. Queste statuine raffigurano una vasta gamma di personaggi: arcieri, spadaccini, pugilatori, lottatori, figure femminili, animali, oggetti di uso comune, modellini di nuraghe, navicelle e altro ancora. Queste statuette costituiscono una preziosa fonte iconografica che restituisce uno spaccato del mondo nuragico.
Buon ascolto e buona visione.
18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
10° Lezione: Le antiche ceramiche sarde
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
6° Lezione: L'alba della Civiltà Nuragica
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
4° Lezione: Dall'età della pietra all'età dei metalli
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
La lavorazione dei metalli era un’attività praticata già dal III millennio a.C. , ma con l'affermarsi della civiltà nuragica, a partire dalla metà del II millennio a.C., la metallurgia si afferma come risorsa economica e culturale. I metalli estratti e lavorati in Sardegna erano il rame, l’argento e il piombo. La capacità di lavorare il rame in lega con lo stagno (9 parti di rame e 1 di stagno formano la lega di bronzo) consentì la produzione di una notevole varietà di manufatti metallici: spade, pugnali, asce, spilloni, fibule, anelli, bracciali, pettini, rasoi, martelli, molle da fonditore, palette da carbone e prodotti artistici, fra i quali i bronzetti.
Questi ultimi sono piccole sculture in bronzo ottenute con la tecnica a cera persa, una tecnica che prevedeva una prima fase di realizzazione in cera della scultura, e nella seconda fase si rivestiva l'oggetto in cera con argilla refrattaria. Infine si colava il bronzo fuso nella forma e si lasciava raffreddare. Queste statuine raffigurano una vasta gamma di personaggi: arcieri, spadaccini, pugilatori, lottatori, figure femminili, animali, oggetti di uso comune, modellini di nuraghe, navicelle e altro ancora. Queste statuette costituiscono una preziosa fonte iconografica che restituisce uno spaccato del mondo nuragico.
Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, ogni martedì alle ore 17.00, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito.
I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche.
Se qualcuno fosse interessato a collaborare, ad esempio inserendo i sottotitoli in inglese, sarebbe il benvenuto. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sui link sotto.18° Lezione: I Bronzetti Nuragici
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
giovedì 9 aprile 2015
Videocorso di archeologia, diciassettesima lezione: L'Antica Metallurgia in Sardegna
Videocorso di archeologia, diciassettesima lezione: L'Antica Metallurgia in Sardegna
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano
Buon ascolto e buona visione.
17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
10° Lezione: Le antiche ceramiche sarde
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
6° Lezione: L'alba della Civiltà Nuragica
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
4° Lezione: Dall'età della pietra all'età dei metalli
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali
Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Il metallo fa la sua prima apparizione in Sardegna nella cultura di Ozieri: un pugnale e alcune verghe di rame dai fondi di capanna del settore F da Cuccuru Arrius di Cabras e un paio di anelli d'argento dalla tomba V della necropoli di Pranu Muttedu di Goni. La comparsa del metallo e l'inizio della metallurgia si verifica contemporaneamente in Sardegna, in Corsica ed in Sicilia dove le prime scorie di rame, ancora aderenti alla parete di un crogiuolo, sono state raccolte nello strato di Diana sull'Acropoli di Lipari. Nelle isole si verificò un radicale cambiamento degli equilibri sociali consolidati e causò una diminuzione di interesse nei confronti dello sfruttamento e della circolazione dell’ossidiana. Una ripresa economica si nota a partire dalla cultura di Monte Claro, con il primo caso conosciuto nell'isola di riparazione antica di un vaso con grappe di piombo. L’eccezionale fioritura di Monte Claro è spiegabile con un incremento delle attività pastorali e agricole e con l’avvio allo sfruttamento delle risorse minerarie dell'isola che inseriscono a pieno titolo la Sardegna nelle rotte di prospezione mediterranea, innescando un processo economico ed evolutivo di vasta portata. Nella media età del Bronzo il collegamento fra la nascente civiltà micenea ed il Mediterraneo occidentale pone basi stabili e si intesse una rete di rapporti organizzati che ripercorrono le precedenti vie commerciali, soprattutto per la necessità di approvvigionamento di rame, argento e stagno.
In Sardegna questo periodo vede l’edificazione dei nuraghi, le tombe di giganti con stele centinata e le ceramiche a decorazione metopale e a nervature. In quest'epoca si collocano le prime grandi asce a margini rialzati e a profilo ellitico, e alcune daghe a base semplice, simili alle forme del Bronzo Medio peninsulare nonché la produzione di forme analoghe ai pugnali di tipo Arreton Down di Wessex. i possono far risalire a questo periodo anche i primi lingotti ox-hide che in tutto il bacino del Mediterraneo costituiscono una delle forme più antiche di accumulo di metallo sia ai fini di tesaurizzazione che di scambio. La struttura economica e sociale delle comunità che eressero i primi nuraghi, per l'evidente ed ingente meccanismo di accantonamento di risorse, di organizzazione operativa e di investimento di forza-lavoro necessario a compiere tali opere, fu certamente in grado di intraprendere lo sfruttamento sistematico delle miniere.
In Sardegna questo periodo vede l’edificazione dei nuraghi, le tombe di giganti con stele centinata e le ceramiche a decorazione metopale e a nervature. In quest'epoca si collocano le prime grandi asce a margini rialzati e a profilo ellitico, e alcune daghe a base semplice, simili alle forme del Bronzo Medio peninsulare nonché la produzione di forme analoghe ai pugnali di tipo Arreton Down di Wessex. i possono far risalire a questo periodo anche i primi lingotti ox-hide che in tutto il bacino del Mediterraneo costituiscono una delle forme più antiche di accumulo di metallo sia ai fini di tesaurizzazione che di scambio. La struttura economica e sociale delle comunità che eressero i primi nuraghi, per l'evidente ed ingente meccanismo di accantonamento di risorse, di organizzazione operativa e di investimento di forza-lavoro necessario a compiere tali opere, fu certamente in grado di intraprendere lo sfruttamento sistematico delle miniere.
Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, ogni martedì alle ore 17.00, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito.
I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche.
Se qualcuno fosse interessato a collaborare, ad esempio inserendo i sottotitoli in inglese, sarebbe il benvenuto. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sui link sotto.17° Lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
16° Lezione: I Pozzi Sacri
15° Lezione: Le Capanne delle Riunioni
14° Lezione: Dai Nuraghi a Tholos all'urbanizzazione
13° Lezione: Le guerre dei Popoli del mare
12° Lezione: I micenei nel Mediterraneo
11° Lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
9° Lezione: I Nuraghi a Tholos
8° Lezione: Architetture funerarie, le Tombe di Giganti
7° Lezione: I nuraghi a corridoio e il Sistema Onnis
5° Lezione: Le Domus de Janas e il culto dei defunti
3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo
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