Trapanazione del cranio: un’antica pratica di chirurgia e rituale
Articolo di Pierluigi Montalbano
Al Museo Sanna di Sassari è esposto uno dei reperti che
mostrano fori nella calotta cranica, risalenti a migliaia di anni fa. In
Sardegna, le tracce di trapanazioni craniche su persone vive risalgono a studi
sui resti umani trovati nella tomba di Scaba e Sarriu di Siddi, datati tra il
Neolitico e l’Età del Rame.
Precedentemente, questa pratica si riferiva alla cultura Bonnannaro e poteva essere semplice o multipla, con l’asportazione di rondelle ossee. In un caso, un cranio mostra che l’individuo ha subito quattro interventi in vita, riuscendo a sopravvivere anche dopo i primi tre. La formazione di un callo osseo attorno ai fori dimostra che queste operazioni chirurgiche erano eseguite con notevole abilità, e che le
