Siti archeologici della Sardegna.
Selezione di monumenti sardi: Nuraghe, Tomba di Giganti, Domus de Janas, Pozzo sacro, Dolmen, Menhir
A seguire altri siti.
Storia dei popoli: seminiamo il seme della cultura nei nostri figli perché il futuro è ancora da costruire.
Siti archeologici della Sardegna.
Selezione di monumenti sardi: Nuraghe, Tomba di Giganti, Domus de Janas, Pozzo sacro, Dolmen, Menhir
Archeologia della Sardegna.
Il celebre pozzo di Santa Cristina, a Paulilatino, è originale?
Articolo di Pierluigi Montalbano
Archeologia della Sardegna.
Videoconferenze Honebu, in diretta: Sigismondo Arquer, Ugolino della Gherardesca, Roma e la Sardegna, La grotta Benatzu.
Sigismondo Arquer. Relatore Riccardo Laria
Visibile al link: https://youtu.be/xlO-3Tv9nEA
Ugolino della Gherardesca, Conte dei Donoratico. Relatore Giorgio Murru
Visibile al link: https://youtu.be/nb8SgfIIK-E
Come Roma immaginava la Sardegna. Relatore Nicola Dessì
Visibile al link: https://youtu.be/va372GhvxQ8
La scoperta della grotta Benatzu di Santadi. Relatore Angelo Pani
Visibile al link: https://youtu.be/NyQdVMfzqa0
Archeologia. Polibio e Diodoro raccontano vicende di Sardi, Cartaginesi e Romani. Tante cose non quadrano. 2° parte
Articolo di Rolando Berretta.
Cercherò di concludere, con questa seconda parte, il discorso aperto nel precedente articolo.Inizio dalla mia svista a proposito del console Lucio Cornelio (Scipione anno 259) che combatté con esito fortunato contro i Sardi, i Corsi e Annone comandante dei Cartaginesi. Su questo episodio, comprensivo della presa di Olbia, gli storici danno pareri discordi. Zonara conferma le imprese che
Archeologia. Polibio e Diodoro raccontano vicende di Sardi, Cartaginesi e Romani. Tante cose non quadrano
Articolo di Rolando Berretta.
Nel
cinquantennio dal 480 al 430 a.C. Cartagine è assente, militarmente, dalla scena
internazionale. Dopo la disfatta di Imera fu fatto un trattato con Gelone di
Siracusa; una clausola doveva contenere questa imposizione. Passati questi 50
anni Cartagine si precipita a Sant’Antioco e la fortifica. L’Archeologia
dovrebbe testimoniarlo.
Nel 442 a.C. Diodoro ci
ricorda la pace che regnava ovunque, Sicilia compresa. Cartagine rispetta il
trattato fatto con Gelone, e qui abbiamo la conferma della lunga pausa ricordata
da Giustino che è seguita alla morte di Amilcare.
Ricordiamoci dell’anno memorabile, di Tito Livio, il 429 a.C.: -Cartagine, destinata a diventare il maggior pericolo per Roma, per la
Sardegna antica. Riflessioni sull'etimologia del termine nuraghe
Articolo di Zoltan Ludwig Kruse
Nell'immagine il nuraghe Ponte di Dualchi.
La meravigliosa terra di Sardegna che ebbi occasione
di conoscere, ammirare e amare è ricchissima di monumenti megalitici: tombe di
giganti, nuraghi, pozzi sacri, dolmen, menhir e, come unicum nell’Europa
occidentale, una torre a gradoni assai similare alla famosa ziqqurratu mesopotamica. Tra tutti questi
prevalgono in maniera netta i nuraghi. Dopo aver
presentato i messaggi che i nomi parlanti “Domus de Janas/Bajanas” e “Monte
d’Accodi” rivelano, in questo studio intendo indagare sull’etimologia del
termine archeologico nuraghe.
Il nuraghe è una imponente costruzione in pietra, evidentemente megalitica, realizzata in muratura a secco di forma tronco conica della civiltà nuraghica del II mill. a.C. Il nuraghe costituisce effettivamente l’emblema della Sardegna. Secondo il parere della maggioranza degli studiosi il termine sardo nuraghe/nuraghes con le varianti dialettali nuràke, nuràxi, nuràcci, nuràgi, naràcu deriverebbe dalla
Archeologia della Sardegna. Il nome e l’origine del nuraghe nella letteratura antica.
Articolo di Giovanni Ugas.
Archeologia. La produzione e il commercio dell'olio nella Sardegna di epoca romana.
Articolo di Attilio Mastino
L'economia della Sardegna in età romana.
Dopo la conquista romana, la situazione relativa alla produzione, al commercio ed al consumo dell'olio non dové modificarsi di molto, almeno per l'età tardo-repubblicana, anche perché i Romani preferirono mantenere gli orientamenti adottati dalla colonizzazione cartaginese ed inizialmente limitarono l'introduzione di alberi da frutto. Sulle terre dichiarate ager publicus populi Romani e lasciate in precario possesso ai vecchi proprietari si preferì mantenere la produzione di grano, anziché impiantare colture specializzate di olivo e vite. L'agricoltura sarda era finalizzata a partire dall'età cartaginese ad assicurare l'approvvigionamento granario degli eserciti impegnati nei diversi teatri di operazioni; per l'età romana, questa caratteristica fu mantenuta e il «sottosviluppo» dell'economia della Sardegna si andò caratterizzando con la progressiva estensione sul territorio della monocoltura cerealicola, che richiedeva l'impiego di mano d'opera servile. Nascevano delicati problemi giuridici sulla proprietà della terra, che coinvolgevano le popolazioni rurali, con violenze, occupazioni illegali di terre pubbliche, contrasti tra contadini e pastori, immediate esigenze di ripristinare l'ordine con interventi repressivi. Il protezionismo italico limitava enormemente la produzione di olio e di vino nell'Isola; lo stesso Cicerone richiama l'ostilità dei Romani (iustissimi homines) nei confronti della produzione di olio e di olivo nelle province, e ciò già dalla metà del II secolo a.C. L'estensione dei campi abbandonati alla fine del I secolo a.C. raggiungeva in Sardegna secondo Varrone una dimensione notevole in alcune località (forse vicine ad Olbia), anche a causa del brigantaggio. Strabone sostiene che le razzie dei popoli montani (gli
Archeologia. La produzione e il commercio dell'olio nella Sardegna punica.
Articolo di Attilio Mastino
1. L'olio in età punica.
Per l'epoca punica si hanno notizie precise dalle fonti letterarie: secondo l'autore anonimo del De mirabilibus auscultationibus, che risale evidentemente a Timeo, i Cartaginesi avrebbero proibito la coltivazione in Sardegna degli alberi da frutto ed avrebbero obbligato i Sardi a tagliare tutte le piante, imponendo il divieto di piantarle nuovamente, sotto pena di morte; e ciò probabilmente allo scopo di potenziare la produzione di grano nell'isola e di impedire la concorrenza agli oliveti ed ai vigneti africani. Del resto anche Diodoro Siculo, seguendo ugualmente Timeo, addebita ai Cartaginesi la fine di quella che era derivata dalla splendida operosità di Iolao, il compagno di Eracle, il quale aveva coltivato la terra e piantato alberi da frutto. La notizia del taglio degli alberi da frutto, che pure sembrerebbe sostenuta da analoghi provvedimenti protezionistici adottati successivamente dai Romani nella Gallia Narbonense, va sicuramente ridimensionata, dal momento che si tratta con tutta probabilità di un luogo comune di origine siceliota nell'ambito della polemica sulla barbarie punica? Già Arnaldo Momigliano, con riferimento ad analoghe arcaiche «leggi. puniche, ha parlato di intrinseca assurdità» della disposizione che riguardava non la devastazione di piantagioni nemiche, bensì «un
Archeologia. La produzione e il commercio dell'olio nella Sardegna antica: origini mitiche ed epoca nuragica.
Articolo di Attilio Mastino
Le fonti classiche attribuiscono l'introduzione della coltivazione degli alberi di olivo in Sardegna all'eroe Ariste o, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, genero di Cadmo, il fondatore di Tebe: secondo Pausania, Aristeo avrebbe raggiunto la Sardegna su consiglio della madre, con un gruppo di Greci della Beozia, dopo esser fuggito da Tebe, sconvolto per la morte del figlio Atteone, trasformato in cervo e sbranato dai cani per aver visto Artemide mentre si bagnava alla fonte Partenia; con lui forse giunse anche Dedalo, il costruttore dei nuraghi. Diodoro Siculo conosce la tradizione dell'arrivo di Aristeo in Sardegna: lasciati i figli a Ceo nelle Cicladi, l'eroe si sarebbe recato in Libia, dalla madre Cirene, che avrebbe consigliato la colonizzazione della Sardegna, isola allora bellissima ma
Le nostre attività in presenza si svolgono nella sala conferenze Honebu, in Via Fratelli Bandiera 100, e in modalità registrata per consentire a tutti i soci che non possono raggiungere la sala conferenze di seguire le serate che organizziamo ogni venerdì alle ore 19, sulla pagina facebook:
https://www.facebook.com/pierluigi.montalbano
Il nostro programma prevede conferenze su temi di storia, archeologia, antropologia e presentazione libri con gli autori in presenza. Organizza l'associazione culturale HonebuVenerdì 10 Aprile 2026, Pierluigi Montalbano è relatore su : "Pozzi Sacri, monumenti della Sardegna in epoca nuragica". Organizza l'associazione culturale Honebu Venerdì 17 Aprile, Bartolomeo Porcheddu presenta: "Divinità mitologiche in Sardegna". Organizza l'associazione culturale Honebu Venerdì 24 Aprile 2026, Stefania Cuccu presenta il suo ultimo libro: "Desaparecidos sardi in Argentina". Organizza l'associazione culturale Honebu Le serate Honebu riprenderanno Venerdì 18 Settembre con un evento legato allo sciamanesimo Le serate culturali sono in corso, ogni venerdì alle 19.00. Organizza l'associazione culturale Honebu Le attività sociali Honebu sono affiancate da lezioni sul campo, passeggiate culturali, visite ai musei, serate conviviali in pizzeria e ristorante Le iscrizioni all'Associazione Honebu si ricevono tutti i giorni con mail a pierlu.mont@tiscali.it o telefonando in segreteria al 3382070515, o direttamente in sala durante le conferenze.
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Conferenza: La Navigazione nella Preistoria
Conferenza: I Giganti di Mont'e Prama
Conferenza: Bronzetti Sardi Nuragici
Conferenza: Sardegna, L'età della Pietra
Conferenza: Sardegna, L'età del Rame
Conferenza: Sardegna, L'età del Bronzo
Gobekli Tepe: il tempio più antico del mondo
Le città più antiche del mondo: Gerico, Catal Hoyuk, Coreli Navi e Cayonu
Videoconferenza: I Nuraghi, nascita ed evoluzione
Videoconferenza: Civiltà nuragica e Nuraghi 1.
Videoconferenza: Civiltà nuragica e Nuraghi 2.
CORSO DI ARCHEOLOGIA :
Video 3° lezione Le prime civiltà
Video 4° lezione Dal Neolitico all'età del Rame
Video 5° lezione Domus de janas
Video 6° lezione L'alba della civiltà nuragica
Video 7° lezione Nuraghi a corridoio e Sistema Onnis
Video 8° lezione: Le Tombe di Giganti
Video 9° lezione: I nuraghi a tholos
Video 10° lezione: Le antiche ceramiche sarde
Video 11° lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
Video 12° lezione: I Micenei nel Mediterraneo
Video 13° lezione: Le guerre dei Popoli del Mare
Video 14° lezione: Dai nuraghi ai villaggi
Video 15° lezione: Le capanne delle riunioni
Video 16° lezione: I Pozzi Sacri
Video 17° lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
Video 18° lezione: I Bronzetti Nuragici
Video 19° lezione: Le navicelle nuragiche
Video 20° lezione: I Giganti di Monte Prama
Video 21° lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
Video 22° lezione: Fenici in Sardegna