Diretto da Pierluigi Montalbano

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mercoledì 8 gennaio 2020

Archeologia. Recensione di Felice di Maro del libro: «Popoli del Mare - Minoici, Micenei, Shardana» Origine, materie prime, traffici marittimi preistorici. Autore: Pierluigi Montalbano, 2019 Capone Editore.


Archeologia. Recensione di Felice di Maro del libro: «Popoli del Mare - Minoici, Micenei, Shardana» Origine, materie prime, traffici marittimi preistorici.
Autore: Pierluigi Montalbano, 2019 Capone Editore.


L’alba della globalizzazione delle merci e delle idee è nata nel Mediterraneo ma fino a qualche decennio fa non era un dato storico acquisito. Oggi c’è larga convergenza perché per la fase nota come Età del Bronzo, caratterizzata dalla nascita di nuove tecniche per la lavorazione dei metalli, sono documentati nuovi traffici, con scambi di merci rispetto alla preistoria e protostoria che investirono tutto il Mediterraneo. inoltre, è attestato l'utilizzo di nuove tipologie di navi.
Questo libro di Pierluigi Montalbano offre il quadro degli itinerari marittimi e terrestri, e un elenco delle merci e dei relativi scambi che evidenziano il ruolo che i “Popoli del Mare” hanno avuto nelle guerre e nei commerci. Come è noto, i “Popoli del Mare” sono documentati dalle

lunedì 6 gennaio 2020

Le terapie magiche in Sardegna, un fenomeno che accomuna malocchio, brebus e altri rituali. Articolo di Nando Cossu

Le terapie magiche in Sardegna, un fenomeno che accomuna malocchio, brebus e altri rituali.
Articolo di Nando Cossu

Occhi che si incontrano, pupille contro pupille, chi ha il sangue “più forte” colpisce inevitabilmente il più debole. Lo scatenarsi della crisi è un atto istantaneo e immediato e, quindi, impossibile da controllare. L’aggressione dell’occhio può essere inconsapevole e involontaria e chiunque, potenzialmente, può causarla. Può essere dovuta anche al troppo affetto, al troppo amore ed allora diventa ancora più difficile da guarire. I sintomi che la rivelano sono improvvisi e tra essi vi sono spossatezza e forte mal di testa, ma anche nausea, inappetenza, febbre alta e malinconia.
Secondo importanti studi di antropologia medica ("A luna calante", Nando Cossu, ed. Argo), in Sardegna sono oltre 36.000 le persone che si recano dai guaritori per curare questi segnali, poiché si

venerdì 3 gennaio 2020

Uccelli urlatori, gli Angeli della Preistoria scolpiti nella pietra. Articolo di Salvatore Craba

Uccelli urlatori, gli Angeli della Preistoria scolpiti nella pietra. Un caso di sincretismo religioso.
Articolo di Salvatore Craba

Sono innumerevoli pietre intagliate, modellate a figura di uccello, che si trovano in tutti i territori della Sardegna, scolpite dal Neolitico e utilizzate fino ai primi secoli dell’era cristiana. Si tratta di forme che rivelano appassionanti riti arcaici creati dai preistorici per trovare un contatto trascendentale con i loro dei. Le pietre hanno forme che ben rappresentano la mansione di traghettatori, di postini che trasportano le invocazioni terrene. Un orientamento religioso insomma, con simboli considerati determinanti per relazionarsi con gli dei. Queste pietre modellate, che ho chiamato uccelli urlatori, hanno sempre il becco spalancato al fine di trasmettere un messaggio: urlare agli dei invocazioni e desideri. Bocca e occhi, che io evidenzio con il colore, caratterizzano l’unicità di ciascun modello. Gli antichi sardi cercavano di intuire le indicazioni degli dei attraverso l’analisi del volo e delle posture degli uccelli. Essi scrutavano il cielo alla ricerca di segnali trasmessi dagli

domenica 29 dicembre 2019

Archeologia. Sardegna, la Civiltà Nuragica: Nuraghi a corridoio e Nuraghi a Tholos. Articolo di Pierluigi Montalbano


Archeologia. Sardegna, la Civiltà Nuragica: Nuraghi a corridoio e Nuraghi a Tholos. 
Articolo di Pierluigi Montalbano
(tratto dal libro: "Popoli del Mare", Capone Editore, 2019)

Nuraghi a Corridoio
La Civiltà Nuragica, quella dei costruttori di nuraghi, si sviluppò in Sardegna durante tutta l’età del Bronzo, dal XVII al X a.C., e continuò poi per altri 5 secoli, attuando una serie di profondi cambiamenti sociali, in un periodo in cui i sardi non costruivano più torri. Il substrato che consentì il suo sviluppo si andò formando sul finire del III Millennio a.C., quando la cultura locale, conosciuta come facies Monte Claro, fu fortemente influenzata dalle genti del Vaso Campaniforme, portatori d’innovazioni importanti quali l’architettura dolmenica, nuove tecnologie per la fusione dei metalli e una forte specializzazione nell’uso delle armi.

venerdì 27 dicembre 2019

Archeologia. Le origini degli ulivi e la nascita della produzione dell'olio in Sardegna. Articolo di Giandomenico Scanu

Archeologia. Le origini degli ulivi e la nascita della produzione dell'olio in Sardegna.
Articolo di Giandomenico Scanu




S’ignora l’epoca esatta della prima apparizione di Olea europaea in Sardegna ma le analisi sui pollini provano la sua presenza nell’isola già in età post glaciale. Dai reperti di carboni prelevati in siti del Neolitico è difficile stabilire se si tratti di legno di Olea europaea sylvestris (Miller), o anche oleaster (Hoffm. et Link) oppure di Olea europaea sativa. Numerose informazioni testimoniano, invece, la presenza nell’isola dell’olivastro, la cui presenza è tutt’ora visibile. Le immense aree olivastrate estese per di migliaia di ettari, costituiscono, oggi come allora, parte integrante del paesaggio sardo. Alcuni ritengono che l’olivo poteva essere già presente nell’isola, in forme selvatiche spontanee, quando i sardi vennero a contatto con le civiltà dei Fenici e dei Greci.

giovedì 19 dicembre 2019

Navigazione e Carte Nautiche: Vespucci e il Planisfero di Pesaro. Articolo di Rolando Berretta


Navigazione e Carte Nautiche: Vespucci e il Planisfero di Pesaro.
Articolo di Rolando Berretta

Questo racconta Vespucci nel Mundus Novus:

Il 14 maggio 1501 partimmo felicemente con tre navi da Lisbona, su incarico del suddetto re, per cercare nuove terre verso l’Austro e navigammo ininterrottamente per venti mesi verso sud, e la nostra navigazione si è svolta così….
….(alla fine) …Queste sono le cose più notevoli che ho visto durante questo mio ultimo viaggio, che io chiamo Terza giornata, poiché altre due sono le due spedizioni che ho compiuto verso occidente per incarico del serenissimo re di Spagna. Durante le quali io ho preso nota delle meraviglie compiute dal sublime Creatore di tutte le cose, nostro Dio; delle principali, ho scritto

mercoledì 18 dicembre 2019

Archeologia. L'età del Ferro in Sardegna: arte e religiosità s'incontrano. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. L'età del Ferro in Sardegna: arte e religiosità s'incontrano
Articolo di Pierluigi Montalbano
(Tratto dal libro Popoli del Mare, di Pierluigi Montalbano, Capone Editore, Novembre 2019)  ©


© Durante la Civiltà Nuragica è evidente un cambio sociale avvenuto intorno al X secolo a.C., con una serie di tracce archeologiche che vedono la trasformazione del rituale funerario. La realizzazione di una nuova tipologia tombale, con pozzetto a ipogeo singolo che sostituisce le Tombe di Giganti, suggerisce la volontà di distinguere i defunti all’interno della comunità. Forse siamo in presenza di gruppi familiari con ruoli di prestigio o di personaggi degni di essere ricordati per le loro qualità sociali, economiche, politiche o militari. Con l’abbandono dell’attività edilizia dedicata alla costruzione di nuovi nuraghi, i sardi nuragici avviano un piano urbanistico che elabora nuove strutture, realizzate smontando gli edifici in disuso. Già da due secoli, nei villaggi si realizzavano monumentali strutture pubbliche dedicate alla religiosità e ai rituali comunitari. Le tradizionali architetture civili e le abitazioni, erano affiancate dai templi a pozzo, raffinati edifici in cui l’acqua

giovedì 12 dicembre 2019

Archeologia. Shardana, guardia reale del faraone Ramesse II. Tratto dal libro Popoli del Mare, di Pierluigi Montalbano, Capone Editore, Novembre 2019

Archeologia. Shardana, guardia reale del faraone Ramesse II
(Tratto dal libro Popoli del Mare, di Pierluigi Montalbano, Capone Editore, Novembre 2019) ©  

©
Gli Shardana furono scelti per diventare la guardia scelta del faraone Ramesse II, invogliati con concessione di privilegi, terre fertili lungo le sponde del Nilo, diritto di matrimonio, successione ereditaria dei campi. Già dal XV a.C., all’epoca della regina Hatshepsut e di Tuthmosis III, l’esercito egizio si ampliò con l’immissione di truppe formate da guerrieri professionisti, con corpi d’armata, divisioni di fanteria, carristi e ufficiali, con la conseguente specializzazione delle tecniche di combattimento. A tutto ciò, si univa l’apparato di supporto costituito da personale di servizio, flotta e carri di supporto per i viveri e vettovaglie, carpentieri, cuochi, addestratori di cavalli e maestri d’armamenti che insegnavano le tecniche con la spada, l’arco, la lancia e le

venerdì 6 dicembre 2019

I nostri antenati illuminati dalla luce del toro per 2000 anni. Riflessioni di Gustavo Bernardino


I nostri antenati illuminati dalla luce del toro per 2000 anni.
Riflessioni di Gustavo  Bernardino


Il ricco e superbo patrimonio di costruzioni monumentali ricevuti in eredità dai nostri antenati, è capace di offrire non solo grandi emozioni nell'ammirare lo splendore della loro esecuzione ma consente di immergersi nella storia più antica della nostra terra rendendoci partecipi delle usanze, abitudini,  e  culti religiosi. Mi riferisco in particolare alla bellezza e alla solennità delle Domus de Janas ed in particolare a quelle della necropoli di Museddu a Cheremule (vedi foto A e B). In questo complesso, appartenente probabilmente al periodo eneolitico (3.900/3.500) a.C., si trovano due “domus” che si differenziano dalle restanti costruzioni per delle particolari rifiniture che di seguito descrivo.
Nella “domo” indicata dalla lettera (A) sono riprodotte nella parte alta dell'ingresso due corna in modo che tutta l'apertura, nel suo insieme, assuma le sembianze di una protome taurina. Nella seconda immagine (lettera B) invece la protome è mancante del corno sinistro. Considerato che i nostri antenati costruivano i loro

lunedì 25 novembre 2019

Archeologia. Cagliari in epoca medievale fra Castrum, Castellum, Civitas, Urbes e altri termini descrittivi della città. Articolo tratto dagli studi di Rossana Martorelli e riassunto da Pierluigi Montalbano.


Archeologia. Cagliari in epoca medievale fra Castrum, Castellum, Civitas, Urbes e altri termini descrittivi della città. Articolo tratto dagli studi di Rossana Martorelli e riassunto da Pierluigi Montalbano.

La Giudicessa Benedetta di Lacon nel 1217 inviò una lettera a papa Onorio III in cui si disperava per l’errore di aver donato la rocca di Castello ai Pisani. Questi avevano fortificato il quartiere. Dall’altura minacciavano la città e pretendevano le entrate del porto. I Pisani, in realtà, già disponevano di un approdo idoneo allo svolgimento delle loro attività commerciali perché un nucleo di privati cittadini preferì risiedere sul colle di Bonaria e non entro le mura della cittadella giudicale. Nei documenti di poco successivi alla donazione, questo nuovo insediamento su Bonaria, che i Pisani si adoperarono per trasformare in un vero centro urbano, imitando il modello urbanistico delle città italiche del XIII secolo, non si chiamava Caralis (castrum munitissimum) bensì Castrum Novum. Nel 1259 i Pisani usavano il termine Castello Castri fino all’avvento dei catalano aragonesi che lo trasformarono in Castelli Calleri. Dionigi Scano vedeva nella presenza di reperti antichi nelle cortine dell’antico castello la testimonianza che Carales fin dall’inizio era stanziata sulla «sommità di questa