venerdì 14 ottobre 2016
Honebu. Stasera a Cagliari conferenza sulla Civiltà Nuragica. Relatore Pierluigi Montalbano.
Honebu. Stasera a Cagliari conferenza sulla Civiltà Nuragica. Relatore Pierluigi Montalbano.
Si svolgerà questa sera, alle 19, nella sala Honebu in Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari / Pirri, la prima del ciclo di 5 conferenze di Pierluigi Montalbano sulla Civiltà Nuragica che lo studioso sardo replicherà nelle prossime settimane a Quartu Sant'Elena il 18 Ottobre alle 18 nell'aula magna dell'Unitre in Viale Colombo 169; a Soleminis il 26 Ottobre alle 17.30 al Centro Polifunzionale; a Portoscuso il 27 Ottobre alle 16.30 nella Sala Alcoa della Biblioteca in Via Fermi; a Cagliari il 29 Ottobre al tramonto nel corso di Invitas al Molo Ichnusa e il 3 Novembre a Gairo nella Sala Polifunzionale in Piazza Melis alle 16.
Tutte le serate sono a ingresso libero.
Si svolgerà questa sera, alle 19, nella sala Honebu in Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari / Pirri, la prima del ciclo di 5 conferenze di Pierluigi Montalbano sulla Civiltà Nuragica che lo studioso sardo replicherà nelle prossime settimane a Quartu Sant'Elena il 18 Ottobre alle 18 nell'aula magna dell'Unitre in Viale Colombo 169; a Soleminis il 26 Ottobre alle 17.30 al Centro Polifunzionale; a Portoscuso il 27 Ottobre alle 16.30 nella Sala Alcoa della Biblioteca in Via Fermi; a Cagliari il 29 Ottobre al tramonto nel corso di Invitas al Molo Ichnusa e il 3 Novembre a Gairo nella Sala Polifunzionale in Piazza Melis alle 16.
Tutte le serate sono a ingresso libero.
mercoledì 12 ottobre 2016
CNR: 14 mila anni fa, la fusione della calotta glaciale causò il brusco innalzamento del livello dei mari.
CNR:
14 mila anni fa, la fusione della calotta glaciale causò il brusco innalzamento
del livello dei mari.
Cnr,
Ogs e Ingv sono i protagonisti nella ricerca di frontiera in Artico con il
progetto Arca, finalizzato a comprendere meglio il sistema climatico e i suoi
cambiamenti investigando gli eventi estremi del passato e i processi che li
hanno generati.
Risale
a circa 14mila anni fa l’ultima grande fusione della calotta glaciale artica
che causò l’immissione negli oceani di grandi volumi di acque fredde e dolci,
alterando la circolazione oceanica e innescando uno sconvolgimento climatico e
ambientale fino alle zone tropicali. La conferma arriva dalle ricerche nell’ambito
del Progetto Arca, i cui risultati sono stati presentati presso la sede del
lunedì 10 ottobre 2016
Archeologia in Sardegna. L'acqua nelle architetture religiose della Civiltà Nuragica: edifici, riti e culti in pozzi sacri e fonti sacre. di Pierluigi Montalbano
Archeologia in Sardegna. L'acqua nelle architetture religiose della Civiltà Nuragica: edifici, riti e culti in pozzi sacri e fonti sacre.
di Pierluigi Montalbano
In assenza di fonti scritte, l’ideologia religiosa dei
nuragici è rilevabile dagli elementi materiali portati alla luce dagli
archeologi durante le campagne di scavo. Valori religiosi, gesti e formule alla
base dei culti e dei rituali sono ipotizzabili attraverso l’indagine di
architetture e manufatti che rivelano una netta distinzione dalle categorie
legate all’utile e alla quotidianità. Attraverso la comparazione degli elementi
di trasformazione e di conservazione, dei reperti di culto, dell’utilizzo degli
spazi e della variazione degli edifici (dei vivi e dei morti) si può
individuare il processo evolutivo di una comunità. Nell’arco cronologico che si
decide di esaminare, si possono notare le modifiche interne e le sollecitazioni
provenienti dall’esterno, così da avere un preciso quadro d’insieme della vita
di un
giovedì 6 ottobre 2016
Archeologia. Bronzetti nuragici e falsi d'autore
Archeologia. Bronzetti nuragici e falsi d'autore
di Pierluigi Montalbano

Tra le sculture bronzee realizzate 3000 anni fa (nel periodo di passaggio fra età del bronzo ed età del ferro) dai maestri artigiani sardi, troviamo guerrieri, sacerdoti, animali, oggetti miniaturizzati, e figure doppie come quelle delle immagini che vedete in questo articolo. La madre con bimbo in braccio, della quale esistono 4 versioni differenti, è una di queste caratteristiche realizzazioni. Rappresenta una Dea Madre, seduta in trono, che presenta alla comunità il futuro sovrano, come si evince dal pugnaletto a elsa gammata ben in evidenza nel petto. Si tratta di una figura già presente nella tradizione egizia con Iside che tiene in
di Pierluigi Montalbano

Tra le sculture bronzee realizzate 3000 anni fa (nel periodo di passaggio fra età del bronzo ed età del ferro) dai maestri artigiani sardi, troviamo guerrieri, sacerdoti, animali, oggetti miniaturizzati, e figure doppie come quelle delle immagini che vedete in questo articolo. La madre con bimbo in braccio, della quale esistono 4 versioni differenti, è una di queste caratteristiche realizzazioni. Rappresenta una Dea Madre, seduta in trono, che presenta alla comunità il futuro sovrano, come si evince dal pugnaletto a elsa gammata ben in evidenza nel petto. Si tratta di una figura già presente nella tradizione egizia con Iside che tiene in
lunedì 3 ottobre 2016
Archeologia. L’Isola del continente: L’Atlantide tra fantasia e storia, di Giovanni Ugas
Archeologia. L’Isola del continente: L’Atlantide
tra fantasia e storia.
di Giovanni Ugas
Atlantide: dall’Oceano al
Continente
1. Nel Timeo (24e-25a) Platone afferma: «…Narrano le scritture egizie che una volta i vostri cittadini di Atene posero freno a questa spaventosa ostilità (d’Atlantide) che invadeva tutta l’Europa e l’Asia, provenendo dal mare Atlantico. Allora infatti quel mare era navigabile e davanti a quell’imboccatura che voi chiamate colonne d’Ercole, aveva un’isola e quest’isola era più grande della Lybia e dell’Asia messe insieme; partendo da essa era possibile raggiungere le altre isole, e dalle isole tutto il continente opposto che si trovava intorno a quel Vero mare. Infatti, tutto ciò che è compreso nell’imboccatura di cui vi ho parlato appare come un porto caratterizzato da una stretta entrata. Quell’altro mare invece, puoi effettivamente chiamarlo Vero mare e quella terra che
1. Nel Timeo (24e-25a) Platone afferma: «…Narrano le scritture egizie che una volta i vostri cittadini di Atene posero freno a questa spaventosa ostilità (d’Atlantide) che invadeva tutta l’Europa e l’Asia, provenendo dal mare Atlantico. Allora infatti quel mare era navigabile e davanti a quell’imboccatura che voi chiamate colonne d’Ercole, aveva un’isola e quest’isola era più grande della Lybia e dell’Asia messe insieme; partendo da essa era possibile raggiungere le altre isole, e dalle isole tutto il continente opposto che si trovava intorno a quel Vero mare. Infatti, tutto ciò che è compreso nell’imboccatura di cui vi ho parlato appare come un porto caratterizzato da una stretta entrata. Quell’altro mare invece, puoi effettivamente chiamarlo Vero mare e quella terra che
giovedì 29 settembre 2016
Dracula, Vampiri, Zombie e altri casi. L'archeologia dei non morti: storia delle più strane precauzioni e delle sepolture anomale adottate, nei secoli, per evitare che i morti risorgessero dalle tombe.
Dracula, Vampiri, Zombie e altri casi. L'archeologia dei non morti: storia delle più strane precauzioni e delle sepolture anomale adottate, nei secoli, per evitare che i morti risorgessero dalle tombe.
Negli
anni '80, in un sito dell'Età della Pietra di Dolní Věstonice, nella Repubblica
Ceca, vennero alla luce tre corpi sepolti, in una modalità inquietante, 27 mila
anni fa. Una donna con il volto sfigurato da una qualche anomalia congenita e
il ventre dipinto di ocra giaceva tra un uomo interrato a pancia in giù e un
altro inchiodato al suolo da uno spesso palo di legno. Le tre salme erano
ricoperte da rami di abete rosso bruciati. Per molti anni, gli storici non
hanno dedicato particolare attenzione alle sepolture anomale come
questa, ritenute frutto di superstizioni locali o un trattamento riservato a
criminali e reietti. Ma le cose stanno cambiando, come spiega un articolo pubblicato su The Atlantic.
Studi
sistematici hanno dimostrato che alcune delle modalità di inumazione osservate
a Dolní Věstonice non sono affatto un caso isolato, ma trovano riscontro in
molte altre aree del mondo e in
lunedì 26 settembre 2016
Archeologia. Ötzi, l'uomo dei ghiacci vissuto 5000 anni fa, soffriva di aterosclerosi e fu ucciso in un vile agguato
Archeologia. Ötzi, l'uomo dei ghiacci vissuto 5000 anni fa, soffriva di aterosclerosi
e fu ucciso in un vile agguato
Usava armi toscane, soffriva di aterosclerosi ed è stato
ucciso in un vile agguato, l’uomo scoperto da due alpinisti nel 1991
sul ghiacciaio della Val Senales, con tutti i suoi indumenti e l’equipaggiamento. I risultati scientifici che ricercatori di tutto il
mondo presenteranno in questi giorni al Congresso internazionale sulle mummie a
Bolzano testimoniano che il rame con cui è stata costruita l'ascia di Ötzi
potrebbe non provenire dalle Alpi, come ritenuto finora, ma dai giacimenti della Toscana meridionale.
Ötzi è una mummia che si è conservata fino a oggi grazie a circostanze
straordinarie e che rivela ogni giorno che passa autentici tesori di conoscenza. da due
alpinisti nel 1991 sul ghiacciaio della Val Senales, con tutti i suoi indumenti
e l’equipaggiamento
Ötzi non si dedicava alla
lavorazione del rame, come invece avevano fatto pensare le tracce di
sabato 24 settembre 2016
Cartografia: viaggi di Cristoforo Colombo, meridiani, carte nautiche, equatore, tropico, Piri Reis...insomma...una questione da chiarire con Luís Teixeira.
Cartografia: viaggi di Cristoforo Colombo, meridiani, carte nautiche, equatore, tropico, Piri Reis...insomma...una questione da chiarire con Luís Teixeira.
di Rolando Berretta
Con il
ritorno di Colombo dal I viaggio fu compito di Papa Alessandro VI assegnare le
zone da evangelizzare alla Spagna e al Portogallo. Il meridiano prescelto è
conosciuto come Raya. I Portoghesi non furono d’accordo e, per evitare una
guerra, la Raya fu spostata ancora. I nostri storici hanno difficoltà a
determinare dove cade questo meridiano. Da 100 leghe da Capo Verde
fu
portata a 370 leghe. Visto che la Terra è una sfera, le due potenze cercarono
di stabilire, anche, dove dovesse cadere l’antimeridiano a 180 gradi. Non si
misero mai d’accordo.
Come ho
sempre sostenuto la Raya cade a 17 settori da 4,5 gradi ad ovest di
venerdì 23 settembre 2016
Cagliari: Liceo Artistico e Musicale. Formazione scolastica, diritto allo studio e discriminazioni. Riflessioni sul tema.
Cagliari: Liceo Artistico e Musicale. Formazione scolastica, diritto allo studio e discriminazioni. Riflessioni sul tema.
Ricevo, e volentieri condivido con voi, la nota di Mimmo di Caterino, docente del Liceo Artistico e Musicale di Cagliari "Foiso Fois":
"Il nostro istituto nasce negli anni Sessanta. Precedentemente Cagliari era priva di un’istruzione artistica di base (incredibile a dirsi ma vero). Alla fine del secolo scorso crescono e si sviluppano due sedi distaccate: a Quartu e Iglesias, oggi accorpate al Liceo Scientifico “Brotzu” di Quartu Sant’Elena e allo Scientifico Asproni d’Iglesias. Recentemente, a Sant’Antioco, è nato un altro istituto che fa capo al polo Liceale dello scientifico “Emilio Lussu” di Sant’Antioco. Gli studenti del Liceo Artistico e Musicale di Cagliari sono in continua crescita perché la richiesta di formazione in questa disciplina è sempre alta, e al momento quello cagliaritano è l’unico Liceo ad indirizzo artistico e musicale nell’isola non accorpato ad altri Licei. Nell'ultima assemblea è emerso che alcuni studenti sono costretti da anni a fare i
Ricevo, e volentieri condivido con voi, la nota di Mimmo di Caterino, docente del Liceo Artistico e Musicale di Cagliari "Foiso Fois":
"Il nostro istituto nasce negli anni Sessanta. Precedentemente Cagliari era priva di un’istruzione artistica di base (incredibile a dirsi ma vero). Alla fine del secolo scorso crescono e si sviluppano due sedi distaccate: a Quartu e Iglesias, oggi accorpate al Liceo Scientifico “Brotzu” di Quartu Sant’Elena e allo Scientifico Asproni d’Iglesias. Recentemente, a Sant’Antioco, è nato un altro istituto che fa capo al polo Liceale dello scientifico “Emilio Lussu” di Sant’Antioco. Gli studenti del Liceo Artistico e Musicale di Cagliari sono in continua crescita perché la richiesta di formazione in questa disciplina è sempre alta, e al momento quello cagliaritano è l’unico Liceo ad indirizzo artistico e musicale nell’isola non accorpato ad altri Licei. Nell'ultima assemblea è emerso che alcuni studenti sono costretti da anni a fare i
mercoledì 21 settembre 2016
Archeologia. I sommelier del Neolitico: Trovate le tracce del vino più antico d'Europa, e non era una bevanda per ricchi
Archeologia. I sommelier del Neolitico: Trovate le
tracce del vino più antico d'Europa, e non era una bevanda per ricchi
Quando pensiamo al vino in
epoca antica, ci vengono in mente scene di festini, con calici ricolmi e
sontuosi banchetti. Insomma, sembra sia stato un prodotto d'élite. Da un articolo pubblicato
sul Journal of Archaeological Science risulterebbe invece che
l'inebriante bevanda è sempre stata democratica, fin dal Neolitico.
Negli anni Novanta, l'archeobotanica Soultana Valamoti ha cominciato a studiare le rovine di Dikili Tash, un villaggio neolitico scoperto nel nord della Grecia all'inizio del secolo scorso. La ricercatrice ha individuato tracce del cibo consumato dagli abitanti del villaggio, una pratica comune tra gli archeobotanici, che studiano appunto le interazioni tra popolazione e piante nel corso della storia. Tra il materiale recuperato nello scavo di un'abitazione, ha trovato diverse migliaia di semi d'uva, segno che l'uva veniva spremuta, un evidente presupposto della vinificazione. "La ricchezza del materiale ritrovato nell'abitazione ci imponeva di andare avanti", racconta la studiosa, che si è procurata nuovi
Negli anni Novanta, l'archeobotanica Soultana Valamoti ha cominciato a studiare le rovine di Dikili Tash, un villaggio neolitico scoperto nel nord della Grecia all'inizio del secolo scorso. La ricercatrice ha individuato tracce del cibo consumato dagli abitanti del villaggio, una pratica comune tra gli archeobotanici, che studiano appunto le interazioni tra popolazione e piante nel corso della storia. Tra il materiale recuperato nello scavo di un'abitazione, ha trovato diverse migliaia di semi d'uva, segno che l'uva veniva spremuta, un evidente presupposto della vinificazione. "La ricchezza del materiale ritrovato nell'abitazione ci imponeva di andare avanti", racconta la studiosa, che si è procurata nuovi
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