Archeologia. Tomba di Giganti Madau.
A Fonni, al centro della Sardegna, si può ammirare questo affascinante monumento montano dedicato ai morti. La tomba di giganti Madau presenta lunghi filari di pietre disposte con cura certosina, aggettanti verso l'alto. Le linee orizzontali conducono verso il confine terreno, verso l’aldilà, laddove solo lo spirito può arrivare. Se osserviamo il sepolcro dalla lastra di chiusura verso l'ingresso notiamo il contrasto fra il buio dell'Ade e la luce della vita, e lo sguardo è accompagnato dalle linee di luce che forse simulano i raggi solari. All'interno tutto è buio, tetro ma austero ed elegante, avvolto dal mistero della morte. All'esterno c'è un'ampia area circolare funzionale ad accogliere la comunità in preghiera. I sardi rispettavano i defunti, li onoravano e, secondo Aristotele, si radunavano al loro cospetto per guarire dai loro mali, fisici e psicologici.sabato 30 settembre 2023
Eventi culturali a Cagliari.
Eventi culturali a Cagliari.
Un caro saluto a tutti gli amici dell'Associazione Culturale Honebu.
sabato 9 settembre 2023
La Torre di Chia, nella Sardegna sud-Occidentale. Articolo di Elisabetta Sanna
La Torre di Chia, nella Sardegna sud-Occidentale.
Articolo di Elisabetta Sanna
La torre di Chia si trova nel territorio comunale di Domus de Maria (CA), nella costa sud‐occidentale della Sardegna, quasi sulla punta estrema del Golfo di Cagliari. È localizzata sul promontorio che domina la spiaggia di Chia, e fu realizzata in un’area interessata da preesistenze archeologiche e da una lunga frequentazione umana. Nella collina in cui sorge si scorgono, infatti, i resti della città punico‐romana di Bithia, interpretabili come ruderi di abitazioni private e di fortificazioni. Al momento della sua edificazione l’area rientrava nella Baronia di Pula, appartenente al Conte di Quirra. È sotto tutela della Soprintendenza di Cagliari dagli anni Cinquanta, quando fu dismessa dalla Guardia di Finanza, che la deteneva per il controllo del contrabbando sin dal 1842, anno della fine della Reale Amministrazione delle torri, ente preposto alla costruzione, al restauro e alla gestione delle torri. Una torre a Chia fu ipotizzata sin dal 1572 dal capitano di Iglesias, Don Marco Antonio Camos, nella relazione successiva al periplo della Sardegna da lui compiuto al fine di verificare i punti in cui realizzare i presidi per la difesa costiera, secondo quanto richiesto dal Viceré Don Juan Coloma. Gli anni in cui il Camos compiva il suo viaggio erano abbastanza travagliati: nel 1453, con la presa di
venerdì 11 agosto 2023
Sardegna. Organizzazione di villaggio in epoca nuragica. Articolo di Pierluigi Montalbano
Sardegna. Organizzazione di villaggio in epoca nuragica.
Articolo di Pierluigi Montalbano
giovedì 13 luglio 2023
Archeologia della Sardegna. Le tombe di giganti. Articolo di Pierluigi Montalbano
Archeologia della Sardegna. Le tombe di giganti.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Le tombe di giganti sono monumenti in pietra costruiti nell'età del Bronzo, oltre 3500 anni fa. Contemporanei ai nuraghi, luoghi dei vivi, sono caratterizzati da forme che evocano la testa del toro, già divinizzato nelle domus de janas, e il ventre materno, generatore della vita e, in questo caso, custode del defunto. L'unione fra la forza generatrice del toro e la fertilità della Dea Madre avrebbe propiziato la rinascita dei defunti o il loro viaggio verso la vita nell'aldilà. Per tutta l'età del bronzo, il mondo dei nuragici pare non mostrare particolare attenzione alla rappresentazione di simboli, come avveniva in precedenza nel Neolitico con spirali, cerchi concentrici, zig-zag, triangoli, onde e altri. A un esame più attento, invece, sono proprio i monumenti a rivelare simboli potenti che evocano la
Archeologia della Sardegna. Romanzesu di Bitti. Articolo di Pierluigi Montalbano
Archeologia della Sardegna. Romanzesu di Bitti.
Articolo di Pierluigi Montalbano
A Bitti, al confine nord della Barbagia, là dove nasce il fiume Tirso, immerso in un fitto bosco di sugherete che dona un'aura magica al luogo, sorge l'incantevole parco archeologico Romanzesu, interamente costruito in granito locale. Il villaggio comprende un centinaio di capanne, un tempio a pozzo che alimenta una piscina a gradoni, due templi a megaron in cui è stata trovata ambra proveniente dal Mar Baltico e un affascinante labirinto realizzato con una spirale di pietre. Dalle fenditure del pozzo sgorga l’acqua sorgiva che percorre un corridoio con spalti a gradoni lungo 40 metri e riempie una vasca ovoidale lastricata e conformata ad anfiteatro. È il luogo ideale dove svolgere funzioni sciamanico-religiose legate alla purificazione. La quantità di materiali pregiati trovati dagli archeologi suggerisce la frequentazione di genti che arrivavano anche da lontano per celebrare rituali iniziatici e cerimonie. Il parco è in leggera discesa e i monumenti si susseguono con un ordine che fa
giovedì 6 luglio 2023
Ötzi, svelati i misteri dell'Uomo di Similaun: aveva 45 anni, il padre era sardo, soffriva di varie patologie e aveva 61 tatuaggi.
Ötzi, svelati i misteri dell'Uomo di Similaun: aveva 45 anni, il padre era sardo, soffriva di varie patologie e aveva 61 tatuaggi.
mercoledì 5 luglio 2023
In memoria di Carlo Lugliè, di Emina Usai
In memoria di Carlo Lugliè,
di Emina Usai
Le perdite premature sono sempre dolorose e lo strazio che esse procurano è ancora maggiore quando giungono inaspettate. Con Carlo Lugliè, professore ordinario di preistoria e protostoria all’Università di Cagliari, ieri è mancato improvvisamente, e in circostanze tragiche, un uomo di grande bellezza morale e fisica, di grande cultura e onestà; un uomo cordiale, riservato, così discreto da poter apparire talora distante, e invece sempre attento alle esigenze degli altri. La sua generosità mi ha sempre colpito. E davvero non sorprende che proprio in nome dell’altruismo, questa volta, abbia salvato la vita di un bambino sacrificando la propria, nel pieno della maturità e in un momento in cui aveva ancora tanti progetti da
lunedì 3 luglio 2023
Archeologia della Sardegna. Le coperture a cupola dei Nuraghi. Articolo di Pierluigi Montalbano
Archeologia della Sardegna. Le coperture a cupola dei Nuraghi.
Articolo di Pierluigi Montalbano
La cupola nuragica è una tessitura muraria sarda inventata 3500 anni fa per arredare (per alcuni decorare) con eleganza gli edifici più importanti e per risolvere la necessità di ampliare il più possibile il volume dei vani interni. Si ottiene sovrapponendo ogni pietra con un giusto angolo di aggetto. Il baricentro di ogni pietra rimane ben all'interno e la stabilità, unita alla solidità, consente di costruire uno o due torri sopra la volta. I sardi furono gli unici sul pianeta a costruire torri sovrapposte, e le loro abilità architettoniche furono esportate per la realizzazione degli edifici più eleganti del mondo Mediterraneo, da Micene a Tirinto, da Corinto a Cipro e fino ad Hattusa, capitale del regno ittita.
Archeologia della Sardegna. Su Tempiesu di Orune. Articolo di Pierluigi Montalbano
Archeologia della Sardegna. Su Tempiesu di Orune.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Ai piedi di una parete in scisto, a 5 km dal paese, c'è una sorgente intorno alla quale 3200 anni fa fu realizzato, e si conserva quasi integro, un monumento straordinario che all'alba del solstizio d'estate celebra nella roccia il matrimonio divino fra sole e acqua. Su Tempiesu è realizzato con blocchi di trachite e basalto, non presenti nel territorio e quindi trasportati da lontano, perfettamente lavorati e uniti con grappe di piombo. Il complesso offre un teatrale effetto multicolore che ne esalta la bellezza. Il pavimento è in leggera pendenza, e mostra una canaletta che conduce l'acqua sorgiva verso una seconda fonte antistante. Il tetto è ripido, a doppio spiovente, e all'apice (nell'acroterio) sosteneva venti spade in bronzo infisse nella roccia. Tutta l'architettura è votata all'eleganza, con due raffinati archi monolitici a tutto sesto, gronde scolpite nella roccia vulcanica, due altari a bancone ai lati dell'ingresso e due nicchie rettangolari per le offerte incassate nelle pareti. Quattro gradini portano alla vena sorgiva, inglobata in un piccolo vano circolare chiuso con volta a cupola. Al centro del pozzetto c'è una fossetta di decantazione dove sono state rinvenute offerte votive in bronzo: bronzetti, spilloni, pendagli, bracciali, anelli, aghi, elementi di collana in ambra e altri oggetti preziosi.








