Sardegna. Organizzazione di villaggio in epoca nuragica.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Storia dei popoli: seminiamo il seme della cultura nei nostri figli perché il futuro è ancora da costruire.
Sardegna. Organizzazione di villaggio in epoca nuragica.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Archeologia della Sardegna. Le tombe di giganti.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Le tombe di giganti sono monumenti in pietra costruiti nell'età del Bronzo, oltre 3500 anni fa. Contemporanei ai nuraghi, luoghi dei vivi, sono caratterizzati da forme che evocano la testa del toro, già divinizzato nelle domus de janas, e il ventre materno, generatore della vita e, in questo caso, custode del defunto. L'unione fra la forza generatrice del toro e la fertilità della Dea Madre avrebbe propiziato la rinascita dei defunti o il loro viaggio verso la vita nell'aldilà. Per tutta l'età del bronzo, il mondo dei nuragici pare non mostrare particolare attenzione alla rappresentazione di simboli, come avveniva in precedenza nel Neolitico con spirali, cerchi concentrici, zig-zag, triangoli, onde e altri. A un esame più attento, invece, sono proprio i monumenti a rivelare simboli potenti che evocano la
Archeologia della Sardegna. Romanzesu di Bitti.
Articolo di Pierluigi Montalbano
A Bitti, al confine nord della Barbagia, là dove nasce il fiume Tirso, immerso in un fitto bosco di sugherete che dona un'aura magica al luogo, sorge l'incantevole parco archeologico Romanzesu, interamente costruito in granito locale. Il villaggio comprende un centinaio di capanne, un tempio a pozzo che alimenta una piscina a gradoni, due templi a megaron in cui è stata trovata ambra proveniente dal Mar Baltico e un affascinante labirinto realizzato con una spirale di pietre. Dalle fenditure del pozzo sgorga l’acqua sorgiva che percorre un corridoio con spalti a gradoni lungo 40 metri e riempie una vasca ovoidale lastricata e conformata ad anfiteatro. È il luogo ideale dove svolgere funzioni sciamanico-religiose legate alla purificazione. La quantità di materiali pregiati trovati dagli archeologi suggerisce la frequentazione di genti che arrivavano anche da lontano per celebrare rituali iniziatici e cerimonie. Il parco è in leggera discesa e i monumenti si susseguono con un ordine che fa
Ötzi, svelati i misteri dell'Uomo di Similaun: aveva 45 anni, il padre era sardo, soffriva di varie patologie e aveva 61 tatuaggi.
In memoria di Carlo Lugliè,
di Emina Usai
Le perdite premature sono sempre dolorose e lo strazio che esse procurano è ancora maggiore quando giungono inaspettate. Con Carlo Lugliè, professore ordinario di preistoria e protostoria all’Università di Cagliari, ieri è mancato improvvisamente, e in circostanze tragiche, un uomo di grande bellezza morale e fisica, di grande cultura e onestà; un uomo cordiale, riservato, così discreto da poter apparire talora distante, e invece sempre attento alle esigenze degli altri. La sua generosità mi ha sempre colpito. E davvero non sorprende che proprio in nome dell’altruismo, questa volta, abbia salvato la vita di un bambino sacrificando la propria, nel pieno della maturità e in un momento in cui aveva ancora tanti progetti da
Archeologia della Sardegna. Le coperture a cupola dei Nuraghi.
Articolo di Pierluigi Montalbano
La cupola nuragica è una tessitura muraria sarda inventata 3500 anni fa per arredare (per alcuni decorare) con eleganza gli edifici più importanti e per risolvere la necessità di ampliare il più possibile il volume dei vani interni. Si ottiene sovrapponendo ogni pietra con un giusto angolo di aggetto. Il baricentro di ogni pietra rimane ben all'interno e la stabilità, unita alla solidità, consente di costruire uno o due torri sopra la volta. I sardi furono gli unici sul pianeta a costruire torri sovrapposte, e le loro abilità architettoniche furono esportate per la realizzazione degli edifici più eleganti del mondo Mediterraneo, da Micene a Tirinto, da Corinto a Cipro e fino ad Hattusa, capitale del regno ittita.
Archeologia della Sardegna. Su Tempiesu di Orune.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Ai piedi di una parete in scisto, a 5 km dal paese, c'è una sorgente intorno alla quale 3200 anni fa fu realizzato, e si conserva quasi integro, un monumento straordinario che all'alba del solstizio d'estate celebra nella roccia il matrimonio divino fra sole e acqua. Su Tempiesu è realizzato con blocchi di trachite e basalto, non presenti nel territorio e quindi trasportati da lontano, perfettamente lavorati e uniti con grappe di piombo. Il complesso offre un teatrale effetto multicolore che ne esalta la bellezza. Il pavimento è in leggera pendenza, e mostra una canaletta che conduce l'acqua sorgiva verso una seconda fonte antistante. Il tetto è ripido, a doppio spiovente, e all'apice (nell'acroterio) sosteneva venti spade in bronzo infisse nella roccia. Tutta l'architettura è votata all'eleganza, con due raffinati archi monolitici a tutto sesto, gronde scolpite nella roccia vulcanica, due altari a bancone ai lati dell'ingresso e due nicchie rettangolari per le offerte incassate nelle pareti. Quattro gradini portano alla vena sorgiva, inglobata in un piccolo vano circolare chiuso con volta a cupola. Al centro del pozzetto c'è una fossetta di decantazione dove sono state rinvenute offerte votive in bronzo: bronzetti, spilloni, pendagli, bracciali, anelli, aghi, elementi di collana in ambra e altri oggetti preziosi.PROCIDA: una mostra fotografica
Articolo di Felice di Maro
Verrà
inaugurata il 21 giugno, ore 17,30 presso il Palazzo della cultura dell’ex
Conservatorio delle Orfane e sarà visitabile fino al 21 luglio e sarà accompagnata
da un catalogo, edito da Giannini, con una raccolta di 40 foto di Vittorio
Pandolfi con schizzi e disegni di Procida con testi di Leonardo di Mauro, Maria
Antonella Fusco, Barbara Bergaglio, Giovannangelo De Angelis.
Le foto, che, come il titolo della mostra e del catalogo propongono «Procida nello sguardo di Vittorio Pandolfi» mostrano angoli reconditi di un’isola che nel 2022 Procida è stata la Capitale italiana della cultura per l’anno 2022. Com’è noto Procida ha sempre avuto una tradizione marinara molto importante ma è anche un museo aperto e la ricerca storiografica è sempre attiva con studiosi e cultori locali e presenta continuamenti non solo inediti d’immagini passate, ma anche quadri di notizie varie che
I misteri eleusini: agricoltura, iniziazione, anima e morte.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Nella mitologia greca, Demetra è figlia di Crono e di Rea, e quindi sorella di Zeus, ed è per i greci la dea delle piante e dei cereali, patrona della fertilità del suolo e della fecondità femminile. Ebbe due figli: Persefone dal fratello Zeus e Pluto (dio delle ricchezze) dal mortale Iasione. Nella mitologia latina è Cerere, dea della vegetazione, il cui culto veniva festeggiato nelle feste chiamate cerialia, nelle quali venivano sacrificate delle scrofe, a lei sacre, e si offrivano le primizie dei campi. Un giorno Persefone, mentre coglieva dei fiori con altre compagne si allontanò dal gruppo ma all'improvviso la terra si aprì e dal profondo degli abissi apparve Ade, dio dell'oltretomba e signore dei morti che la rapì perché da tempo innamorato di lei. Secondo la tradizione, ciò avvenne con il consenso di Zeus. Demetra, accortasi che Persefone era scomparsa, corse invano per tutto il mondo per 9 giorni alla ricerca della figlia. All'alba del decimo giorno venne in suo aiuto Ecate, che aveva udito le urla disperate della fanciulla ma non riuscì a vedere il volto del rapitore. Suggerì a Demetra di chiedere ad
Vivara tra archeologia e Riserva naturale*
Articolo di Felice
di Maro
Vivara Aspetti della Ricerca Scientifica degli Ultimi Anni, in Bollettino
di Archeologia on line Direzione Generale Archeologia, Belle Arti E Paesaggio
XI, 2020/1-4, p.58, fig.54, a p.57 la presentazione con descrizione,
a:
frammento di minerale metallico, dallo scavo subacqueo, inv. V00S11M/1;
b: diffrattogramma della mineralizzazione ferrosa inv. V00S11M/ p.58 fig.54;
(https://bollettinodiarcheologiaonline.beniculturali.it/numeri-1-4-2020-anno-xi/).
ABSTRACT - Vivara. Islet connected with the island of Procida (Italy, in Campania, Gulf of Naples) by a pier that can only be traveled on foot. Archaeological excavations have documented Mycenaean and pre-Mycenaean presences dating from the 16th to the 13th century. B.C., highlighting stable population phases documented by a hut village, Punta d'Alaca, already from the beginning of the 17th century B.C.
It
presents important naturalistic features such as flora and fauna and a part
that has remained intact of the Mediterranean forest in the north-eastern
section. The finds of the archaeological excavations begun in 1976 are kept in
the Civic Museum of Procida. In this article some archaeological finds are
presented and some naturalistic assets that characterize this islet are
outlined.
Dopo anni di lotte ambientaliste l’isolotto di Vivara è oggi «Riserva Naturale Statale Isola di Vivara» grazie al Decreto del 24 giugno 2002: Istituzione della riserva naturale statale dell'isola di Vivara, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale italiana n. 225 del 25 settembre 2002.
Questo atto istituzionale è stato molto importante perché all’archeologia e alla storia con pari dignità scientifica, i vari aspetti naturali come la flora e la fauna sono stati maggiormente indagati e costituiscono con l’archeologia un unicum culturale in quanto Vivara è oggi è uno dei siti più importanti per lo studio dei rapporti tra il mondo miceneo e le culture del Mediterraneo occidentale dell'età del
Le nostre attività in presenza si svolgono nella sala conferenze Honebu, in Via Fratelli Bandiera 100, e in modalità registrata per consentire a tutti i soci che non possono raggiungere la sala conferenze di seguire le serate che organizziamo ogni venerdì alle ore 19, sulla pagina facebook:
https://www.facebook.com/pierluigi.montalbano
Il nostro programma prevede conferenze su temi di storia, archeologia, antropologia e presentazione libri con gli autori in presenza. Organizza l'associazione culturale HonebuVenerdì 10 Aprile 2026, Pierluigi Montalbano è relatore su : "Pozzi Sacri, monumenti della Sardegna in epoca nuragica". Organizza l'associazione culturale Honebu Venerdì 17 Aprile, Bartolomeo Porcheddu presenta: "Divinità mitologiche in Sardegna". Organizza l'associazione culturale Honebu Venerdì 24 Aprile 2026, Stefania Cuccu presenta il suo ultimo libro: "Desaparecidos sardi in Argentina". Organizza l'associazione culturale Honebu Le serate Honebu riprenderanno Venerdì 18 Settembre con un evento legato allo sciamanesimo Le serate culturali sono in corso, ogni venerdì alle 19.00. Organizza l'associazione culturale Honebu Le attività sociali Honebu sono affiancate da lezioni sul campo, passeggiate culturali, visite ai musei, serate conviviali in pizzeria e ristorante Le iscrizioni all'Associazione Honebu si ricevono tutti i giorni con mail a pierlu.mont@tiscali.it o telefonando in segreteria al 3382070515, o direttamente in sala durante le conferenze.
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Conferenza: La Navigazione nella Preistoria
Conferenza: I Giganti di Mont'e Prama
Conferenza: Bronzetti Sardi Nuragici
Conferenza: Sardegna, L'età della Pietra
Conferenza: Sardegna, L'età del Rame
Conferenza: Sardegna, L'età del Bronzo
Gobekli Tepe: il tempio più antico del mondo
Le città più antiche del mondo: Gerico, Catal Hoyuk, Coreli Navi e Cayonu
Videoconferenza: I Nuraghi, nascita ed evoluzione
Videoconferenza: Civiltà nuragica e Nuraghi 1.
Videoconferenza: Civiltà nuragica e Nuraghi 2.
CORSO DI ARCHEOLOGIA :
Video 3° lezione Le prime civiltà
Video 4° lezione Dal Neolitico all'età del Rame
Video 5° lezione Domus de janas
Video 6° lezione L'alba della civiltà nuragica
Video 7° lezione Nuraghi a corridoio e Sistema Onnis
Video 8° lezione: Le Tombe di Giganti
Video 9° lezione: I nuraghi a tholos
Video 10° lezione: Le antiche ceramiche sarde
Video 11° lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
Video 12° lezione: I Micenei nel Mediterraneo
Video 13° lezione: Le guerre dei Popoli del Mare
Video 14° lezione: Dai nuraghi ai villaggi
Video 15° lezione: Le capanne delle riunioni
Video 16° lezione: I Pozzi Sacri
Video 17° lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
Video 18° lezione: I Bronzetti Nuragici
Video 19° lezione: Le navicelle nuragiche
Video 20° lezione: I Giganti di Monte Prama
Video 21° lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
Video 22° lezione: Fenici in Sardegna