venerdì 6 novembre 2015
Archeologia. L'Isis e lo scempio delle antiche città assire. Ninive, Nimrud, Hatra: non si ferma l'ondata di devastazione delle milizie del Califfato nei siti archeologici iracheni
L'Isis e lo scempio delle antiche città assire. Ninive, Nimrud, Hatra: non si ferma l'ondata di devastazione delle milizie del Califfato nei siti archeologici iracheni
I curatori museali iracheni stanno cercando di far fronte alla furia devastatrice dell'Isis che sta ormai da giorni prendendo di mira il patrimonio artistico e archeologico del paese. Dopo i libri bruciati nella biblioteca pubblica di Mosul (l'antica Ninive sulla sponda orientale del Tigri) e le statue prese a picconate nel museo della città, i bulldozer hanno raso al suolo la città assira di Nimrud fondata nel tredicesimo secolo prima di Cristo. Gli ultimi bersagli secondo fonti locali sono Hatra e Dur Sharrukin, sito assiro fondato nel 717 a.C.. Dur Sarrukin, l'odierna Khorsabad, si trova circa 20 chilometri a nord di Mosul. Un funzionario della sovrintendenza ai beni culturali della provincia di Ninive, Jumaa Abdullah, ha riferito alla Deutsche Press che gli jihadisti avrebbero rubato gran
I curatori museali iracheni stanno cercando di far fronte alla furia devastatrice dell'Isis che sta ormai da giorni prendendo di mira il patrimonio artistico e archeologico del paese. Dopo i libri bruciati nella biblioteca pubblica di Mosul (l'antica Ninive sulla sponda orientale del Tigri) e le statue prese a picconate nel museo della città, i bulldozer hanno raso al suolo la città assira di Nimrud fondata nel tredicesimo secolo prima di Cristo. Gli ultimi bersagli secondo fonti locali sono Hatra e Dur Sharrukin, sito assiro fondato nel 717 a.C.. Dur Sarrukin, l'odierna Khorsabad, si trova circa 20 chilometri a nord di Mosul. Un funzionario della sovrintendenza ai beni culturali della provincia di Ninive, Jumaa Abdullah, ha riferito alla Deutsche Press che gli jihadisti avrebbero rubato gran
giovedì 5 novembre 2015
Honebu. Conferenza su: "Le Torri Costiere in Sardegna". Venerdì 6 Novembre, ore 19
Associazione Culturale Honebu. Conferenza sulle Torri Costiere in Sardegna
Buongiorno a tutti i lettori del quotidiano on line,
http://www.cagliariturismo.it/it/eventi/le-torri-costiere-in-sardegna-7037
https://www.facebook.com/events/126351661058666
Buongiorno a tutti i lettori del quotidiano on line,
sono lieto di comunicare che Venerdì 6 Novembre, con inizio alle ore 19.00, nella sala conferenze dell'Associazione Culturale Honebu, in Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari - Pirri, si svolgerà un incontro sul tema: "Le Torri Costiere in Sardegna".
Relatore sarà l'ingegnere Massimo Rassu, scrittore del libro "Sentinelle del mare: le torri della difesa costiera della Sardegna".
Con l'ausilio di immagini, lo studioso illustrerà il complesso di strutture fortificate che dall’alto medioevo
sino alla metà del diciannovesimo secolo, hanno costituito il sistema
difensivo, di avvistamento e di comunicazione della fascia costiera dell'isola.
Le incursioni corsare e piratesche contro
la Sardegna ebbero inizio nell'ottavo secolo. Il primo attacco documentato
risale al 705, periodo della amministrazione bizantina, nel quale vi furono due incursioni degli arabi ai quali il
presidio bizantino, poco numeroso e piuttosto improvvisato non poté in nessun
modo opporsi. Oltre che seminare il terrore tra la popolazione inerme e
impreparata, la razzia fruttò un consistente bottino in beni ma anche di vite
umane, infatti decine di uomini e donne furono rapiti per essere ridotti a
schiavi. Durante i successivi cinquant'anni gli attacchi seguirono con
intensità sempre maggiore: a questo periodo risale la costruzione delle prime
torri e castelli lungo le coste della Sardegna.
Sotto i link dell'evento (cliccare per aprire)
Sotto i link dell'evento (cliccare per aprire)
https://www.facebook.com/events/126351661058666
L'ingresso alle serate è libero, con l'invito ai soci di portare amici e parenti per far conoscere la nostra associazione.
Con i migliori saluti, e preghiera di condivisione degli eventi.
mercoledì 4 novembre 2015
Mamuthones e Issohadores, due celebri figure della tradizione sarda.
Mamuthones e Issohadores, due celebri figure della tradizione sarda.
di Luigi Ladu
Fra le manifestazioni degli usi e costumi popolari della Sardegna la più significativa e la più ricca di ricordi arcaici è quella che i pastori e i contadini della Barbagia chiamano "SOS MAMUTHONES" e "SOS ISSOHADORES" di Mamoiada, due figure che si esibiscono insieme ma sono ben distinte, caratterizzate sia dal diverso abbigliamento che dal modo di muoversi.
L'abbigliamento del Mamuthone comprende ora l'abito in velluto scuro, la mastruca nera (casacca di pelle ovina caratteristica dei pastori sardi) chiamata sas peddes, le scarpe in pelle conciate a mano dette sos hòsinzos; sul volto porta sa visera, una maschera nera antropomorfa, sul capo il berretto sardo (coppola) ed il fazzoletto del vestiario femminile (su mucadore) che avvolge visera e
di Luigi Ladu
Fra le manifestazioni degli usi e costumi popolari della Sardegna la più significativa e la più ricca di ricordi arcaici è quella che i pastori e i contadini della Barbagia chiamano "SOS MAMUTHONES" e "SOS ISSOHADORES" di Mamoiada, due figure che si esibiscono insieme ma sono ben distinte, caratterizzate sia dal diverso abbigliamento che dal modo di muoversi.
L'abbigliamento del Mamuthone comprende ora l'abito in velluto scuro, la mastruca nera (casacca di pelle ovina caratteristica dei pastori sardi) chiamata sas peddes, le scarpe in pelle conciate a mano dette sos hòsinzos; sul volto porta sa visera, una maschera nera antropomorfa, sul capo il berretto sardo (coppola) ed il fazzoletto del vestiario femminile (su mucadore) che avvolge visera e
martedì 3 novembre 2015
Archeologia. Scoperto al largo di Haiti il relitto della Santa Maria? 500 anni dopo il naufragio, un team di subacquei guidato da Barry Clifford ha annunciato di aver rinvenuto i resti dell'ammiraglia di Cristoforo Colombo.
Archeologia. Scoperto al largo di Haiti il
relitto della Santa Maria? 500 anni dopo il naufragio, un team di subacquei guidato
da Barry Clifford ha annunciato di aver rinvenuto i resti dell'ammiraglia di
Cristoforo Colombo.
Un team di esploratori subacquei americani ha annunciato di aver ritrovato al largo della costa di Haiti quello che potrebbe essere il relitto della Santa Maria, la più grande delle tre navi con le quali Cristoforo Colombo attraversò l'Atlantico per la prima volta, nel 1492. Lo stesso anno, il 25 dicembre, la caravella si incagliò nella barriera corallina e naufragò. Cinque secoli dopo, gli esploratori stanno prendendo accordi con il governo haitiano per organizzare gli scavi archeologici all'interno del relitto, ma altri esperti di archeologia subacquea sembrano quantomeno cauti sull'identità dei resti rinvenuti. L'americano Barry Clifford, a capo del team che ha
lunedì 2 novembre 2015
Göbekli Tepe. Alla scoperta in Turchia di un tempio del 9.600 a.C., il più antico del mondo, che sta sconvolgendo tutte le certezze sulle origini della civiltà.
Göbekli Tepe. Alla scoperta in Turchia di un tempio del 9.600
a.C., il più antico del mondo, che sta sconvolgendo tutte le certezze sulle
origini della civiltà.
Eretti 11600 anni fa e alti fino a cinque metri e mezzo, i
pilastri del tempio di Göbekli Tepe, nel sud della Turchia, rappresentano forse
danzatori sacri che si esibiscono nel corso di un raduno religioso. Sulla
figura in primo piano sono scolpite due mani sopra una cintura drappeggiata a
mo’ di perizoma.
Il
sito, detto Göbekli Tepe, ricorda vagamente Stonehenge, ma fu costruito molto
prima, e non con blocchi di pietra tagliata grossolanamente ma con pilastri di
calcare finemente scolpiti a bassorilievo: una sfilata di gazzelle, serpenti,
volpi, scorpioni, cinghiali selvatici. Il complesso risale a sette millenni
prima della Grande Piramide di Giza, e ospita il più antico tempio conosciuto.
Di più: è il più antico esempio noto di architettura monumentale. Gli
archeologi continuano a
domenica 1 novembre 2015
La Civiltà Nuragica sbarca a Quartu Sant’Elena. Conferenza il 4 Novembre alle 18
La Civiltà Nuragica sbarca a Quartu Sant’Elena.
Mercoledì 04 Novembre, alle ore 18, presso la
sala conferenze dell’Associazione culturale Terra Sarda, a Quartu S. Elena in
Vico Lamarmora, 38 (zona mercato civico), si svolgerà una conferenza
sulla Civiltà Nuragica, con la presentazione del libro “Sardegna, L’Isola dei
Nuraghi”, Capone Editore Lecce. Relatore dell’incontro sarà lo studioso
Pierluigi Montalbano, direttore del quotidiano di Storia e Archeologia e
presidente dell’Associazione Culturale Honebu.
L’autore esporrà il frutto dei suoi studi e
integrerà la conferenza con un dibattito nel quale risponderà alle domande del
pubblico. Il libro è composto di due sezioni: preistoria della Sardegna e
schede tecniche dei nuraghi più importanti.
Questo un breve abstract del libro:
Il nuraghe, originale
costruzione megalitica, è il simbolo della Sardegna arcaica. Edificio
suggestivo, che conserva tuttora il fascino dell’umanità più antica, non ha
precedenti sulla faccia della terra. Alti, possenti, costruiti con grandi
blocchi poligonali, a più piani, con corridoi e coperture a ogiva, e, molti, con coronamento sulla parte sommitale, i nuraghi impressionano quanti li
osservano. Sono circa ottomila, alcuni in stato di conservazione sorprendente,
altri, e sono purtroppo la maggior parte, in stato di desolante abbandono. I
primi, i più antichi, risalgono al XVII sec. a.C., mentre i più recenti, furono edificati nel Bronzo Finale, con un cambio di funzione all’inizio dell’Età del Ferro, X sec. a.C. quando divennero templi, probabilmente per il culto delle divinità legate all'acqua, al fuoco e alla terra. L’imponenza e la tecnica costruttiva
delle strutture ci ricordano le fortificazioni megalitiche di Tirinto, di
Micene, di Hattusa, in Asia Minore, così come le grandi tombe a tholos
dell’area egea e mediorientale. Furono gli architetti e le maestranze sarde a
“esportare” la tecnica costruttiva megalitica o ci furono intrecci culturali
tra le diverse civiltà che, influenzandosi vicendevolmente, diedero vita alle
monumentali costruzioni presenti in tutti i paesi che affacciano sul
Mediterraneo?
A queste domande l’autore
risponderà con l’ausilio di immagini e schemi, e proporrà una interpretazione
scientifica riguardo quanti sono, chi li costruì, come, dove, quando e perché,
così da offrire una serie di approfondimenti utili alla comprensione di questa
grande civiltà del passato.
L'evento è illustrato anche su facebook al link:
Ingresso libero. Sono gradite
le condivisioni.
sabato 31 ottobre 2015
Recensione e riflessioni di Massimo Pittau su un’opera storica di Maria Antonietta Piga Martini: Quando eravamo Indios – I Sardi e la nuova evangelizzazione dell'isola nel XVI secolo, al tempo di Carlo V e Filippo II di Spagna
Recensione e
riflessioni di Massimo Pittau su un’opera storica di Maria Antonietta Piga
Martini:
Quando eravamo
Indios – I Sardi e la nuova evangelizzazione dell'isola nel XVI secolo, al
tempo di Carlo V e Filippo II di Spagna
(Cagliari 2014,
www.Arkadiaeditore.it)
Secondo
il mio modesto parere, si tratta di un'opera importante, molto originale, che
si legge tutta di un fiato. L'Autrice, laureata in Lettere classiche, ha
insegnato negli Istituti Superiori di Nùoro, dove è nata e vive. Attiva nei
circoli culturali della propria città, ha organizzato e tenuto conferenze e
letture pubbliche della Divina Commedia. È autrice di articoli, collaboratrice
di riviste di critica letteraria. Ha pubblicato il saggio “Il mondo lirico
di Lucia Pinna” e l'altro “Grazia Deledda. Un singolare romanzo (quasi)
d'amore”.
Io
la conoscevo per l'appunto come studiosa e critica di letteratura, mentre non
sapevo nulla dei suoi interessi per la storia della Sardegna e tanto meno per
la sua storia moderna. Mi piace presentare quest'opera di M. Antonietta Piga
iniziando col mettere in risalto il suo modo e stile di scrivere: è quello di
una
venerdì 30 ottobre 2015
Archeologia. Scoperta la tomba di un guerriero miceneo sepolto col suo tesoro 3500 anni fa
Archeologia. Scoperta la
tomba di un guerriero miceneo sepolto col suo tesoro 3500 anni fa
di Andrew Lawler
A Pilo gli archeologi hanno
portato alla luce una tomba rimasta intatta per 3.500 anni con un corredo
funerario composto da oltre 1.400 manufatti e gioielli. È forse la scoperta più
importante avvenuta in Grecia negli ultimi decenni.
Il
messaggio inviato agli archeologi Jack Davis e Sharon Stocker dall'addetto allo scavo era succinto: "Venite subito. C'è del
bronzo". Quella scoperta durante lo scavo di un piccolo passaggio in
pietra su un promontorio roccioso in Grecia è la tomba di un antico guerriero.
La sepoltura, risalente a circa 3.500 anni fa e per molti versi insolita,
potrebbe rivelare indizi importanti sull'origine della civiltà greca. Assieme
allo scheletro ben conservato di un uomo attorno alla trentina, la tomba
contiene oltre 1.400 manufatti disposti attorno al corpo, tra cui anelli d'oro,
coppe d'argento, e un'elaborata spada in bronzo dall'elsa in avorio. Ma la vera
sorpresa è rappresentata da una cinquantina di sigilli in pietra incisa con
figure di divinità, leoni e tori, oltre a sei pettini in avorio, uno specchio
in bronzo e un migliaio fra perle di ametista, diaspro e corniola che un tempo componevano delle
giovedì 29 ottobre 2015
Honebu, il salotto della cultura. Calendario appuntamenti di Novembre
Appuntamenti culturali da Honebu
Honebu, il salotto della cultura, Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari - Pirri è lieto di invitarvi alle serate organizzate in collaborazione con il quotidiano on line di storia e archeologia.
Per il mese di Novembre abbiamo stabilito questo calendario:
Honebu, il salotto della cultura, Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari - Pirri è lieto di invitarvi alle serate organizzate in collaborazione con il quotidiano on line di storia e archeologia.
Per il mese di Novembre abbiamo stabilito questo calendario:
Venerdì 30
Ottobre, Ruben Fais: Cristo e Buddah,
vite parallele
Martedì 3 Novembre, Alberto Mua: Micologia, riconoscere i
Funghi
Venerdì 6 Novembre, Massimo Rassu: Torri costiere in Sardegna
Venerdì 13 Novembre, Dante Olianas: Storia delle Launeddas
Venerdì 20 Novembre, Massimo Rassu: Rifugi antiaerei della II
Guerra mondiale
Venerdì 27 Novembre, Ruben Fais: La Via della Seta
Martedì 1 Dicembre, Carmen Salis e Ivan Murgana: Sa
Levadora
Venerdì 11 Dicembre, Sandro Mezzolani: Il sale, dall'antichità ai nostri giorni
Tutti gli incontri si svolgeranno nella sala conferenze alle ore 19.
L'ingresso è libero e sono gradite le condivisioni.
mercoledì 28 ottobre 2015
Grotta di Chauvet: Inaugurata una mostra con le pitture preistoriche più nuove del mondo
Le pitture preistoriche più
nuove del mondo
di Walter Chip
E' stata inaugurata nell'aprile
del 2015 la copia della grotta di Chauvet, nel sud della Francia: una
ricostruzione perfetta per permettere ai visitatori di ammirare le meravigliose
pitture rupestri di 36 mila anni fa senza rovinare gli originali.
Un pomeriggio di settembre del 2013, Gilles Tosello, bevendo
una tazza di caffè americano nel suo studio di Tolosa, meditava sul talento
degli artisti che, circa 36.000 anni fa, dipinsero le pareti della grotta di
Chauvet, nel sud della Francia. Tosello, con quegli uomini, aveva un
legame speciale, perché era stato scelto dal Ministero della Cultura e della
Comunicazione francese per riprodurre le loro opere più famose, testimonianza
di arte rupestre tra le più antiche e più belle, oltre che meglio conservate al
mondo: le pitture rupestri di Chauvet-Pont-d'Arc. Nel famosissimo Gruppo dei
Cavalli di questa grotta (nella foto) spiccano splendide teste di questi
animali, ruggenti leoni e rinoceronti lanuginosi che si fronteggiano,
disegnati a carboncino su 44 metri quadrati di parete rocciosa irregolare.
Forse ancor più popolare è un altra scena che Tosello era stato chiamato a
ricreare: lo spettacolare Gruppo dei Leoni, vale a dire 70 metri quadrati di
leoni a caccia, cuccioli di mammut e rinoceronti alla carica. Tosello si era
lasciato andare a un sospiro. Sulle sue spalle la responsabilità pesante
di quell'incarico. Il suo studio era affollato di
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