Diretto da Pierluigi Montalbano

Ogni giorno un nuovo articolo divulgativo, a fondo pagina i 10 più visitati e la liberatoria per testi e immagini.

Directed by Pierluigi Montalbano
Every day a new article at the bottom of the 10 most visited and disclaimer for text and graphics.
History Archaeology Art Literature Events

Storia Archeologia Arte Letteratura Eventi

Associazione Culturale Honebu

Translate - Traduzione - Select Language

sabato 11 luglio 2020

Archeologia della Sardegna. Videoconferenza Honebu con gli archeologi Giorgio Murru e Valentina Leonelli. Conduce Pierluigi Montalbano.

Archeologia della Sardegna. 
Videoconferenza Honebu con gli archeologi Giorgio Murru e Valentina Leonelli.
Conduce Pierluigi Montalbano.
(Invito i lettori a iscriversi al canale you tube per ricevere gli aggiornamenti dei video)




Prosegue la rassegna archeologica "i venerdi Honebu", organizzata dall'Associazione Culturale Honebu di Cagliari e dedicata alla divulgazione scientifica del patrimonio culturale della Sardegna.
Oggi, Venerdi 10 Luglio, alle ore 19, in diretta facebook, un altro appuntamento con due studiosi:

L'archeologo Giorgio Murru, direttore del Museo delle statue menhir di Laconi, illustra la statuaria preistorica della Sardegna e analizza i menhir antropomorfi offrendo un'interpretazione dei simboli scolpiti a rilievo.

L'archeologa Valentina Leonelli, responsabile del parco archeologico del Nuraghe Adoni di Villanovatulo, parla del nuraghe quadrilobato Adoni, del villaggio adiacente e chiude con alcune considerazioni sulla figura dell'archeologo.

Organizza Honebu, nell'ambito della rassegna archeologica "i venerdi Honebu"

E' visibile anche su facebook al link:

https://www.facebook.com/pierluigi.montalbano/videos/3252216211510556/

Menhir:
Esistono legami fra nuraghi e menhir?
A Seui, fra le pietre che componevano la parete di un vano del nuraghe Ardasai, è stato trovato un grosso frammento di una statua menhir lavorato a martellina che presenta profilo ogivale, sopracciglia,

occhi e naso a pilastrino. Altri menhir utilizzati in edifici nuragici si conoscono nella tomba di giganti di Aiodda a Nurallao, nelle tombe di giganti di Paule Luturru di Samugheo e di Perdas Doladas di Silanus e nel sepolcro di Murisiddi di Isili, con menhir spezzati volontariamente e murati all’interno della camera tombale in prossimità dell’abside. Il riutilizzo, in questi casi, è legato alla sfera funeraria e alcuni studiosi propongono che i frammenti di menhir siano stati caricati di significati legati alla sfera del sacro, in continuità con fasi prenuragiche. Nel nuraghe Rodas di Bulzi, un menhir lungo oltre 3 metri è utilizzato come architrave, parte nobile di tutti gli edifici, e ciò suggerisce la volontà di rimarcare la sacralità della fondazione dell’edificio o il legame con gli antenati. Altri tre frammenti di statue menhir sono stati utilizzati come fondamenta del nuraghe Orrubiu di Laconi, forse per sacralizzare la costruzione con elementi simbolici o sacri. Anche nel nuraghe Aressada di Allai ci sono frammenti messi in opera nelle strutture murarie, e altri si trovavano nelle immediate vicinanze.

Nuraghe Adoni:
Posizionato a oltre 800 metri d’altezza, immerso nel verde, a pochi km da Villanovatulo, sorge il poderoso nuraghe Adoni che domina il Sarcidano e offre un panorama che comprende il Gennargentu a nord e le montagne dei Sette Fratelli a sud. Costruito dai sardi 3500 anni fa, questo maestoso edificio in calcare fu frequentato fino a epoca bizantina. La torre centrale, costruita con grandi blocchi sbozzati, è circondata da 4 torri raccordate da un bastione che racchiude 2 cortili. Il villaggio di capanne circolari adiacente il nuraghe fu realizzato fra Bronzo Recente e Finale e ha restituito vani adibiti alla cottura del cibo, alla conservazione del cibo e all’attività di filatura e tessitura. Fra i materiali portati alla luce dagli archeologi abbiamo una quarantina di frammenti di bronzo come punte di giavellotto e di lance, punteruoli, asce e lamine. Spiccano due lamine d’argento, una delle quali a forma di piuma. La cultura materiale offre anche denti di falcetto in ossidiana, aghi in osso, ciotole, vasi con collo alto, olle e un frammento di ansa di oinochoe in bronzo proveniente dall’Etruria, un unicum nel panorama sardo, prezioso corredo di tombe principesche dell’area italica. Dell’età del Ferro è una frammento a forma di palmetta con 7 foglie che presenta due serpenti attorcigliati, mentre le monete rinvenute sono di età punica e romana.

Nessun commento:

Posta un commento