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lunedì 17 febbraio 2014

Sensazionale scoperta: un tunnel di epoca punica unisce la Sicilia e la Calabria nello Stretto di Messina?

Sensazionale scoperta: un tunnel di epoca punica unisce la Sicilia e la Calabria nello Stretto di Messina?

A riferirlo nei giorni scorsi sono stati diversi siti d’informazione calabresi e siciliani, ma la notizia non ha ancora trovato conferma, sarà mia cura nei prossimi giorni verificarne l'attendibilità. Personalmente ritengo improbabile che un tunnel sotterraneo possa congiungere le due estremità in quanto la profondità del mare in quella zona supera i 500 metri, tuttavia ho deciso di divulgare l'informazione.

Un vero e proprio tunnel sotterraneo riconducibile al periodo romano è stato scoperto nello Stretto di Messina, da un gruppo di operai che stavano effettuando una serie di carotaggi sul tratto autostradale che collega Villa San Giovanni a Scilla. Secondo i primi rilievi fatti da un team di archeologi e geologi incaricati dalla Soprintendenza il tunnel, profondo tra gli 80 metri e i 200 metri e lungo più di tre chilometri, dovrebbe collegare le due sponde dello Stretto. L'entrata si trova sotto la Torre Cavalloe l'uscita nelle vicinanze del Pilone a Messina.
Il ponte sullo Stretto che tanto ha diviso l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari, avrebbe quindi un autorevole antenato: un tunnel sotterraneo che passerebbe proprio nel bel mezzo dello Stretto di Messina. Il sottopassaggio segreto risalirebbe al periodo delle guerre puniche e sarebbe stato scoperto alcuni giorni fa dagli operai impegnati nei lavori di consolidamento autostradale della Salerno-Reggio Calabria, precisamente all’altezza di Villa San Giovanni.
Il tunnel sarebbe un vero e proprio passaggio di collegamento fra la terraferma e l’isola del Mediterraneo, i cui “imbocchi” sarebbero situati a Torre Cavallo (Calabria) e al Pilone (Sicilia). La larghezza del tunnel sarebbe particolarmente limitata, perché non supererebbe i 175 cm, con la conseguenza che al suo interno – riferiscono le fonti giornalistiche – può entrare soltanto una persona per volta.
Il lungo corridoio sarebbe intervallato da camere più ampie, in cui si trovano anche sedili in pietra e secondo gli archeologi citati nell’articolo, sarebbe servito per far passare le truppe romane. La Sicilia fu, infatti, teatro di sanguinose battaglie per la supremazia nel Mediterraneo che si combatterono nell’ambito delle guerre romano-puniche, fra il 264 e il 241 a.C e che videro contrapposti gli eserciti di Roma e di Cartagine.
La stampa riporta poi la notizia secondo cui non sarebbe il solo presente in Sicilia. Nell’Isola, infatti, ci sarebbero molti sottopassaggi simili a quello scoperto, alcuni dei quali sarebbero collegati a questo da una rete di cunicoli. Un tunnel di collegamento sarebbe stato rilevato, ad esempio, a Ganzirri, nel Messinese.
Dai primi rilevamenti al carbonio si può dire con certezza che è stato costruito nel periodo delle guerre puniche (264 - 241 a.C.) e probabilmente sarà servito anche come riparo dai fenomeni naturali e dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Secondo gli esperti, questa rete di tunnel si estende in tutta la Sicilia, da Messina fino a Sciacca.
L’archeologo Marco Manti spiega, parlando al Daily Mail, che “Solo a Villa San Giovanni abbiamo trovato 700 metri di questa rete di tunnel sotterranei. A Ganzirri ne abbiamo trovati altri 350 metri.. Si tratta di cavità ampie solo 170 centimetri, appena sufficienti a permettere il passaggio di una persona. I tunnel sono intervallati da piccole camere di stoccaggio e posti a sedere”.
Dopo la messa in sicurezza del tunnel, a giorni sarà organizzata una spedizione di speleologi che da Torre Cavallo arriverà fino a Ganzirri

21 commenti:

  1. Come ho scritto nel cappello introduttivo, nutro forti dubbi sulla possibilità che questo tunnel (che esiste realmente, pur se ancora non conosciamo il suo percorso) colleghi le due sponde. Il mare è profondo e per oltrepassarlo servirebbe scendere sotto il suo livello per oltre 500 metri.

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  2. non è possibile, prima di poter entrare dovrebbero superare il custode del passaggio, un dragone verde alto 5 metri!

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  3. Nessuna struttura antica raggiunge la profondità necessaria per un passaggio sotto lo Stretto!
    Per quanto arditissima per l'epoca, la Fonte Perseia di Micene - con i suoi 99 gradini - non raggiunge affatto forse neppure un ventesimo di quella profondità.
    E si tenga bene conto di un fatto ingegneristicamente fondamentale: l'accesso alla Fonte Perseia, sita a 360 metri di distanza, doveva essere portato all'interno delle mura della fortezza di Micene, partendo a ritroso, dalla fonte alla fortezza (e quindi lavorando in tutta sicurezza e tranquillità, anche con le conoscenze di allora!).
    Invece, sbagliare con un tunnel sotto lo stretto avrebbe significato sicura morte per tutti i lavoranti: non è un lavoro in cui si possa procedere per tentativi, trascurando gli errori!
    E anche se esiste un notevole lasso di tempo, tra l'esempio che io porto (Perseia è del 1200/1300 a.C.) e le guerre Puniche, quali sistemi di rilevamento avrebbero potuto avere i progettisti, anche allora?

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  4. l'archeologo Marco Manti... esiste solo in questo articolo?
    Pierluigi... per favore! cerca quest'archeologo e lascia stare il tunnel.
    immagino i Romani intenti allo scavo.

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  5. alcune costruzioni del passato , fra le quali le piramidi per esempio stanno a dimostrare che le conoscenze dei nostri antenati non erano poi cosi' scarse . alcune autostrade , ponti e palazzi costruiti negli anni 60 devono essere demoliti perche' considerati inagibili , le piramidi stanno ancora in piedi dopo almeno 4000 anni . Non mi meraviglierei che il popolo romano possa aver portato a termine un'impresa cosi' ardita dopo aver costruito migliaia di km di strade , acquedotti e templi

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    1. Non mi meraviglierei che tu credessi nel dragone verde di 5 metri.
      Le conoscenze dei nostri antenati non c'entrano alcunché: anche oggi non siamo affatto in grado di realizzare un tunnel sotto lo Stretto di Messina!
      E non t'azzardare a tirare fuori il tunnel sotto la Manica: si tratta di un tunnel sotto un fondo sedimentario stabile di marne, gessi ed argille! Non supera la profondità di cento metri e non è a rischio terremoto, Si tratta di un'opera costosissima e all'avanguardia nel mondo, che ha richiesto l'impiego di 15.000 lavoratori per ben 7 anni (con la moderna tecnologia, non con i picconi dei romani antichi).
      - Hai presente il rischio sismico ELEVATISSIMO della zona dello Stretto?
      - Hai presente la profondità del fondale, che SUPERA i 500 metri?
      Usa il cervello e ragiona.

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    2. L'osservazione non è poi tanto peregrina! C'è i problema dell'aereazione de cunicolo sia per lo scavo che per il passaggio delle persone, soprattutto queste ultime hanno bisogno di tanto ossigeno per respirare. Ma la matematica non l'abbiamo inventata noi.

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    3. hai ragione l' uomo poteva fare cose che oggi potrebbero essere impensabili

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    4. Emilio Masucci29 agosto 2015 13:11

      Vorrei fare notare, agli anonimi in primis, che OGGI il fondale arriva a 500 metri, ma 2000 anni fa ..... ? �� è una zona sismica, come sappiamo, e sappiamo benissimo che basterebbe una scossa di 6 o 7 grado di 5-8 secondi per far sprofondare un fondale da 60 metri a 500 metri ......
      Avete mai sentito parlare del Marsili ....... ? E sapete dove sta ?
      E l'etna ? Sarei molto più cauto ad escludere con assoluta certezza ......
      Non possiamo affermare o escludere nulla allo stato, ma certo è che un tunnel , e non è l'unico, esiste davvero : non sappiamo ancora dove porta, ma esiste !!!!

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  6. La Storia insegna che, un'opera simile, non è mai esistita. Avrebbe avuto una risonanza mondiale. (Considerazioni tecniche a parte)

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  7. La storia insegna che , sappiamo poco della storia !!!

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  8. tutto finto e già smentito....

    http://rmk.italiabit.net/?p=10679

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  9. E' un notizia burfala .Pierluigi mi stupisci che pubblichi materiale senza verificare la veridicità !!

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  10. Ho scritto sia nell'articolo che nel primo commento che si trattava di una notizia che proponevo pur nutrendo fortissimi dubbi sulla possibilità vista la profondità del mare in quel punto. Non è mio compito smentirla, posso solo suggerire ai lettori che si tratta di una probabile bufala.

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    1. Emilio Masucci29 agosto 2015 13:17

      Nessuna bufala, notizia con base di verità ma riportata in modo inesatto ed improprio ..... un tunnel esiste, anzi sono diversi ...... non sappiamo però ancora niente di più .
      Oggi il fondale dello stretto non è come 2000 anni fa ......

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  11. "La Storia insegna che, un'opera simile, non è mai esistita. Avrebbe avuto una risonanza mondiale. (Considerazioni tecniche a parte)"

    Che frase stupida...

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    1. Emilio Masucci29 agosto 2015 13:14

      Sei proprio sicuro ? Metteresti la mano sul fuoco ? Occhio a non bruciarti ......

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  12. Emilio Masucci29 agosto 2015 13:19

    Condivido la stupidità della frase ......

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  13. Emilio Masucci29 agosto 2015 13:22

    Pure Atlantide non è mai stata trovata ...... forse ..... ma chi osa affermare che non è mai esistita ??

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  14. Per continuare ho notato che in nessun articolo ho trovato un cenno al fatto che il Monte d'accodi . dal punto di vista linguistico potrebbe essere tranquillamente "a' Kodesh" che in ebraico significa, grosso modo, il sacrario o semplicemente "il luogo sacro".
    Sarebbe un riferimento ulteriore alla Mesopotamia e alle zigurrath,
    Grazie per l'eventuale pubblicazione!

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