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lunedì 8 luglio 2013

Kurgan le origini della cultura europea, di Marija Gimbutas

Kurgan le origini della cultura europea
di Marija Gimbutas


L’anno scorso, un laboratorio di antropologia molecolare dell’Università di Strasburgo (1) ha pubblicato uno studio molto interessante sul DNA antico dei Kurgan, un’antica civiltà della Russia Centrale del V millennio a.C., poi espansa nell’Europa Orientale, Centrale e Settentrionale (4400-2800 a.C). Questa civiltà, ben nota ai linguisti per la teoria sull’origine delle lingue indoeuropee formulata da Marija Gimbutas (1970), prende il nome da kurgan, un vocabolo russo usato per indicare le tombe a tumulo caratteristiche di questa cultura.
In questo studio sono stati analizzati 32 reperti ossei trovati nei kurgan in un sito di Krasnoryarsk (Siberia) così distribuiti nel tempo:

10 Bronzo Medio (1800-1400 a.C), cultura Andronovo
4 Bronzo Tardo (1400-800 a.C.) cultura Karasuk
12 Eta’ del Ferro (800 a.C-100 d.C) cultura Tagar
6 Eta’ del Ferro (100-400 d.C) cultura Tachtyk

Da questi reperti è stato isolato sia il DNA mitocondriale (mtDNA) che quello cromosomico. Solo 6 reperti sono stati successivamente scartati per la bassa qualità del DNA. Un risultato notevole in questo campo, dovuto alle condizioni climatiche della Siberia, notoriamente caratterizzata da basse temperature che hanno preservato il DNA dei Kurgan.
Ricordo che il mtDNA è un elemento genomico indipendente dal genoma del nucleo, che risiede nei mitocondri, piccoli organi cellulari simili a batteri che presiedono soprattutto alle funzioni energetiche. Nell’uomo, il mtDNA viene trasmesso per via materna. L’interesse degli antropologi molecolari nel mtDNA si focalizza nella tipizzazione di determinate combinazioni di mutazioni, presunte neutre, dette aplotipi o aplogruppi (i due termini non sono equivalenti) che possono essere visti concettualmente come dei codici a barre con i quali si possono tracciare le origini e le migrazioni delle popolazioni. Analisi simili vengono eseguite (quando possibile) sul cromosoma Y, che determina il sesso maschile.
In questo studio, il sesso dei reperti è stato stabilito con un test genetico, ed il cromosoma Y è stato tipizzato nei soggetti risultati di sesso maschile (i reperti erano costituiti da frammenti ossei, ed ogni altra analisi morfologica sarebbe stata impossibile). Inoltre, su tutti i reperti sono state eseguite altre analisi genetiche avanzate, in grado di stabilire il colore degli occhi, della pelle e dei capelli.
Il risultato finale è stato che i Kurgan erano una popolazione europea,ed il 90% dei maschi appartenevano ad un solo aplogruppo del cromosoma Y (R1a1) suddiviso in 5 aplotipi. Per analogia si può pensare a un codice a barre unico differenziato da 5 indicativi diversi. Questo significa che i Kurgan erano i discendenti di piccoli gruppi omogenei. Il mtDNA è risultato piu’ variabile, come normalmente si osserva, ma in gran parte presentava marcatori genetici originari dell’Eurasia occidentale, e solo una minoranza, appartenente agli individui più recenti presentava marcatori originari dell’Asia orientale, per un probabile apporto di donne asiatiche. Il 65% degli individui erano portatori della mutazione per gli occhi azzurri (scoperta solo recentemente e finora sorprendentemente unica) ed il 90% dei reperti erano portatori di mutazioni per i capelli biondi e pelle chiara (quest’ultima analisi è stata possibile solo in circa la metà del totale dei reperti).

Questi risultati indicano che il popolo della cultura Kurgan era di tipo europeo, geneticamente omogeneo attraverso un intervallo temporaneo abbastanza largo e collegato con le attuali popolazioni della Europa dell’Est, Russia centrale e Siberia, dove tutt’ora l’aplogruppo R1a1 presenta frequenze molto elevate.
In uno studio analogo (2), ricercatori cinesi dell’Università di Jilin, Changchun,Cina hanno analizzato il mtDNA ed il cromosoma Y di reperti umani rinvenuti nella necropoli di Xiaohe, nel bacino del Tarim (Cina occidentale), datati a circa 4000 anni fa (Bronzo antico). Anche in questo caso il cromosoma Y di tutti i maschi analizzati è risultato appartenere all’aplogruppo R1a1, mentre il mtDNA è risultato avere marcatori genetici caratteristici dell’Europa o dell’Asia orientale, suggerendo la presenza di una popolazione mista di Europei e Asiatici. Il bacino del Tarim è famoso per la scoperta di antichi corpi naturalmente mummificati con sembianze simili ai Nord-Europei.
Il quadro che emerge da questi studi indica la colonizzazione dell’Asia centrale fino alla Cina occidentale di popoli europei ,attestati almeno durante la più antica Età del Bronzo. Questi popoli, geneticamente collegati con gli attuali abitanti dell’Europa dell’Est e della Russia sollevano la questione della loro possibile relazione con la diffusione delle lingue indoeuropee. L’aplogruppo R1a1 ha anche un’alta frequenza nell’India settentrionale, tuttavia occorrono studi genetici molto più dettagliati per chiarire il periodo di separazione tra questi gruppi umani.

Note:
1) Keyser C et al. Hum Genet (2009) 126:395–410
2) Li et al. BMC Biology 2010, 8:15


4 commenti:

  1. Gabriele Maestri.
    mi permetto alcune chiarificazioni: Il cromosoma Y viene trasmesso dal padre al figlio, nel testo questo non è chiaro, si presta ad un altra interpretazione. Lo voglio sottolineare per una ragione. Seguitemi:
    L'aplogruppio I è ritenuto il più antico europeo. Nella fase di avvanzata dei ghiacci (wurm) i cacciatori, pescatori e raccoglitori si sono ritirati dalle zone settentrionali per rifugiarsi nelle terre dell'odierna Spagna, Ucraina e Balcani. Non casualmente queste terre sono a maggior presenza dell'aplogruppo I. Auccessivamente con il ritiro lento dei ghiacci queste popolazioni si sono ripresi le loro terre nel settentrine europeo. Ma siccome la maggio mobilità è stata principalmente maschile, seguendo le vie marittime e fluviali, il cromosoma Y è diventato il marcatore di questi spostamenti. Così abbiamo l'aplopgruppoI e R1a che ha seguito la via dal Ucraina e dai Balcani verso il nord raggiungendo le zone lacustri e marine attorno al Mar Bianco e al lago Ladoga (petroglifi con scene di caccia a balena del 7000 a.C.), mentre l'aplogruppo I e R1b si è spostato per riprendersi le terre prima abbandonate lungo la fascia atlantica e la scandinavia fin oltrte il circolo polare (petroglifi norvegesi con scene di caccia e pesca di 8000 a.C.). Questi spostamenti prevalentemente a carico del cromosoma maschile Y legatosi successivamente alle femmine cromagnon delle zone polari ha dato l'inizio alle popolazioni che successivamente troviamo nelle culture finniche/uraliche e scandinave/ertebolle preindoeuropee.
    C'è ancora molto da lavorare su questi indicatori...

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    1. Molto interessante, vorrei poter approfondire questi studi ma sono un principiante.
      Potresti per cortesia suggerirmi dei testi e magari postare qualche altro commento chiarificatore? Grazie in anticipo.
      Marco.

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  2. Prova a questo link Marco: http://ita.anarchopedia.org/Marija_Gimbutas_su_Dea_Madre,_Indo-Europei,_nascita_e_sviluppo_del_patriarcato

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  3. Circa 40000 anni fa l'homo Sapiens è arrivato in Europa attraverso lo Stretto di Gibilterra, nei territori della Spagna, Francia meridionale e Italia nord ocidentale si è evoluto convivendo con i Neanderthal che già vi abitavano, bloccati dai ghiacci "Wurm" sono rimasti in questi territori per circa 30000 anni, e si sono evoluti nei Cro-Magnon, Sapiens+Neanderthal= Cro-magnon, alla fine della Glaciazione di Wurm, i ghiacci ritirandosi hanno aperto un corridoio permettendo ai Cro-magnon=Liguri di avanzare verso est, sino a raggiungere la Russia Ukraina ecc., una parte seguendo le renne, i bisonti, sono migrate sino in America "tribù Dakota), ricordo che il centro dell'Europa a causa della mancanza di vegetazione e allagata dallo scioglimento dei ghiacci, per lungo tempo non fu abitabile, ecco il DNA univoco, lo stesso che si troverà nei Celti, popolazioni derivate dai Kurgan, popolazioni migrate verso ovest a causa di carestie e invasioni di popoli asiatici, quindi, non Indoeuropee, ma Europee al 90%

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