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martedì 25 maggio 2010

Pausania

Ricevo e pubblico volentieri il seguente testo.

Pausania (II d.C )...nel suo Hellados Periegesis
Traduce Professor Gianni Ragona
Pausania : 10. 17 - Echecràtide , un cittadino di Larissa ( Grecia ), caricò sulla sua nave una piccola statua di Apollo e questa , dicono i Delfi , fu la prima di tutte le offerte votive poste (nel tempio). Fra gli stranieri che verso occidente occuparono la Sardegna alcuni mandarono una statuetta bronzea (di Sardo) da cui essi traevano il nome.
La Sardegna, per la grandezza e per la sua prosperità, è simile a quelle (isole) che vengono lodate moltissimo. Io non so quale fosse il nome originario che gli abitanti del luogo le avessero dato, ma i Greci che navigavano per motivi commerciali la chiamarono Ichnussa , soprattutto per il fatto che l’isola ha la forma di un’orma di piede umano. La sua lunghezza è di 1120 stadi, la larghezza va oltre i 420 stadi. (nota: 1 stadio=177,6 m. E fu stabilito da Ercole con 600 dei suoi piedini). Si dice che i primi a navigare verso l’isola furono i Libi; ai Libi era capo Sardo (figlio) di Maceride , soprannominato Eracle da Egizi e Libi. Vi furono segni molto chiari che indicarono allo stesso Maceride il viaggio verso Delfi. L’autorità di Sardo sui Libi si estese fino ad Ichnussa. (Oppure: il potere dei Libi per Sardo si accrebbe verso Ichnussa) e proprio da Sardo l’isola mutò il suo nome. La spedizione militare dei Libi, tuttavia, non cacciò via gli abitanti del posto, i quali, essendo diventati coabitanti, li accettarono per la forza più che per benevolenza. Inoltre nè i Libi nè le tribù originarie seppero fondare città. Ma abitarono sparsi qua e là nelle capanne e nelle grotte, così come a ciascun gruppo capitava per caso. Alcuni anni dopo (l’arrivo) dei Libici arrivarono nell’isola dalla Grecia quelli al seguito di Aristeo. Si dice pure che Aristeo fosse figlio di Apollo e di Cirene. Raccontano che (Aristeo) durante il suo regno avesse sofferto oltre misura a causa delle sventure (capitate a suo figlio) Atteone e che, sentendosi oppresso per queste cose dai Beoti e da tutti i Greci, venne a stabilirsi in Sardegna. Alcuni ritengono che, allora, Dedalo fosse fuggito da Inico (Sicilia) a causa dell’aggressione dei Cretesi e si fosse unito ad Aristeo nella trasmigrazione verso la Sardegna. Ma potrebbe non essere vera la notizia che al tempo in cui Autònoe (madre di Atteone) era unita in matrimonio con Aristeo, Dedalo avesse preso parte alla trasmigrazione (in Sardegna) o a qualche avvenimento del genere. Questi (Dedalo) visse al tempo in cui Edipo regnava a Tebe. [il ciclo tebano è coevo rispetto a quello troiano] Ma neppure costoro fondarono alcuna città poichè per numero e per forze militari mi sembra che fossero troppo deboli rispetto a chi potesse fondare una colonia.
Dopo Aristeo, gli Iberi attraversarono il mare verso la Sardegna, sotto la guida di Norace che comandava la spedizione e fu fondata la città di Nora. Ricordiamo che questa città fu la prima ad essere fondata nell’isola. Dicono che Norace, fosse figlio di Ermes e figlio di Eritea, la quale era figlia di Gerione [decima fatica di Ercole]. Come quarta parte (gruppo) approdò in Sardegna il gruppo di Tespiesi di Iolao con una spedizione militare dall’Attica e fondano la città di Olbia mentre gli Ateniesi fondarono Ogrile, lasciando il nome di qualche luogo, pur abitandoci e lo stesso Ogrile prese parte alla spedizione. Sicuramente, secondo me, c’è ancora in Sardegna la regione di Iola e Iolao riceve onori tra quei coloni. Quando fu distrutta Ilio, altri troiani e (oltre) quelli che si erano salvati con Enea, fuggirono via. Una parte di loro spinta (a caso) dai venti verso la Sardegna si unirono ai greci che già ci abitavano. Egli [il soggetto sembrerebbe Enea] impedì che gli stranieri (che già erano in Sardegna) portassero guerra ai Greci e ai Troiani; infatti in tutti i mezzi di guerra (armamenti) erano pari e il fiume Torso (Tyrso) scorrendo nella parte centrale della regione con diritto perfettamente uguale per loro, offre ad entrambi motivo di temere gli attraversamenti. Tuttavia molti anni dopo i Libici furono spinti di nuovo verso l’isola con una flotta più grande e capeggiarono una guerra contro i Greci. Ma i Greci impedirono che fossero annientati del tutto. E dopo questo fatto tralascio le cose di piccola importanza. I troiani si rifugiarono sull’alture dell’isola avendo occupati i monti resi inaccessibili da palizzate e gli Iliesi conservano ancora il nome delle terre basse (pendii) secondo me , ed essi hanno senza dubbio lineamenti, foggia delle armi e ogni usanza simili ai libici. Vi è un’isola che non è molto lontano dalla Sardegna chiamata Cyrno dai Greci, Corsica dai Libici che vi abitano. Una parte di questa, essendo stata circondata, per la sua posizione non molto piccola arrivò fino alla Sardegna e coloro che restarono separata da questa regione seguitarono ad abitare sui suoi monti . Sicuramente i Corsi sono chiamati con questo nome da quelli che abitano in Sardegna.
Quando i Cartaginesi divennero molto più abili nell’arte del navigare , sottomisero anche tutti quelli della Sardegna tranne gli Iliesi e i Corsi, ai quali fu di aiuto la sicurezza dei monti per non cadere in schiavitù. Ed essi fondarono colonie nell’isola e proprio i Cartaginesi fondarono Cagliari e Sulci. Libici e Iberi essendo giunti, con l’aiuto cartaginese, ad una contesa per il bottino, quando l’ottennero, ritiratisi dalla contesa si stabilirono sull’alture dell’isola. Balari è il loro nome secondo la lingua dei Corsi; essi infatti chiamano balari gli esuli. Anche queste tribù che si sono stabilite in Sardegna si chiamano così. I monti dell’isola, verso nord e verso il continente, di fronte l’Italia sono inaccessibili riuniti insieme gli uni accanto agli altri. Se tu la volessi circumnavigare l’isola per questo motivo non offre ancoraggi alle navi, i venti sono irregolari e gli alti promontori dei monti rimandano indietro verso il mare. Nella sua parte centrale vi sono altri monti più bassi. L’aria in questi luoghi è generalmente malsana (densa di vapori) e insalubre. La causa di ciò è la salsedine che si attacca e il vento del sud è greve e fastidioso e opprimente. I venti del nord , a causa dell’altezza dei monti prospicienti l’Italia, impediscono con i loro soffi che le stagioni primaverili rinfreschino l’aria e la sua terra. Alcuni dicono che la Corsica sia separata dalla Sardegna da un tratto di mare di non più di otto stadi e che la Corsica montuosa presenti alture per tutta la sua estensione. I Corsi dunque credono che Zefiro e Borea impediscano di giungere fino alla Sardegna. Non sono nati nè cresciuti serpenti che creassero sventura per gli uomini nè altre specie innocue nè lupi. I montoni non sono più grandi di quelli (che vivono) in altri posti ma hanno un aspetto simile ad un caprone selvatico che avrebbe potuto scolpire un artista di Egina. Ma essi , tutt’intorno al petto, sono ricoperti di peli più di quanto la scultura di Egina potrebbe raffigurarli. Hanno corna contorte sopra la testa ma crescono accanto alle orecchie quasi subito. Tutti gli animali selvatici saltano con rapidità. Se si esclude una sola specie di pianta, l’isola non presenta piante velenose che procurano la morte. C’è un’erba velenosa simile al prezzemolo, dicono che per coloro che la mangiano la morte sopraggiunga con una smorfia di sorriso. Per questo Omero e poi altre persone chiamarono Sardanio quel sorriso senza vivacità. L’erba velenosa cresce rigogliosa presso le sorgenti ma essa non trasmette il veleno all’acqua. Riportiamo poi queste notizie sulla Focide, che riguardano anche la Sardegna, ossia i Greci intorno a quest’isola non avevano affatto notizie. Dicono che il Cavallo, che si diffuse insieme all’immagine della Sardegna, lo avesse portato l’ateniese Callia (discendente) della famiglia di Lisimaco, avendo accumulato delle ricchezze in seguito alla guerra contro i Persiani.

Confrontate i vari storici.

10 commenti:

  1. Grazia Pintore28 maggio 2010 05:29

    Ripeto,sono vissuta fin'ora all'età della pietra,dovevo andare in pensione per scoprire questa affascinante storia della Sardegna,meno male che,grazie a voi studiosi,sto facendo delle scoperte stupefacenti.

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  2. Scrive mikkelj tzoroddu.
    Mi piacerebbe entrare nel merito di questo contributo del nostro ospite Montalbano. Sarebbe interessante sapere per quale via e per quale tramite personale sia quì giunta questa versione del XVII capitolo (con in più un cappello appartenente al XVI ed una conclusione che è presa dal XVIII) del viaggio in Focide. Sarebbe interessante sapere da dove l'abbia ricavata il traduttore Gianni Ragona, la cui fonte è certo dissimile da quella da me usata in un capitolo del mio primo libro.
    Grazie, mikkelj.

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  3. Ciao Mikkelj,
    inoltrerò la tua richiesta al Prof. Ragona.

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  4. Caro Mikkelj, ti ho inviato il file pdf del testo tradotto qualche anno fa dal Prof. Ragona.
    Lo troverai come allegato nella tua casella di posta.
    Saluti

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  5. Caro Pierluigi,
    ripeto la mia richiesta:
    - sarebbe interessante sapere da dove abbia ricavato, il traduttore Gianni Ragona, questa versione del viaggio in Focide.
    Entrando nel merito, aggiungo che vorrei sapere quale sia il codice cui il traduttore si riferisce.
    Grazie, mikkelj.

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  6. Gianni Ragona è un ottimo professore di greco. Gli hanno dato un testo e lui l'ha tradotto.

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  7. Scrive mikkelj tzoroddu
    Pierluigi,
    ove tu stia, doverosamente, tenendo conto delle mie ripetute richieste e quel «gli hanno dato un testo e lui l’ha tradotto» è stato suggerito dal Ragona, ebbene, esso mi trova esageratamente basito. Nel caso quella frase sia frutto di una tua supposizione, ti prego di contattare il Ragona come promesso (inoltrerò la tua richiesta al Prof. Ragona), oppure ti prego di fornirmene i riferimenti, in modo che io lo faccia direttamente. In tal caso terrò informati i frequentatori del blog, sugli sviluppi del tema in questione.
    Grazie, mikkelj.

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  8. Caro Mikkelj,
    ti ho fornito per mail il testo pdf in greco, corredato di note. E' la libera traduzione di un valido professore di greco e ciò è ben oltre i parametri richiesti per l'inserimento in un blog. Quali sono gli elementi che ritieni differenti da ciò che hai espresso nel tuo libro? In che ti lascia perplessa la traduzione?

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  9. Risponde mikkelj tzoroddu

    Stimato Pierluigi,
    ti ho, di già, posto le giuste domande alle quali non hai dato risposta. Esse infatti andavano indirizzate al Ragona, cosa che tu non hai ritenuto di fare: ma egli e solo egli, avrebbe dato la risposta che aspettavo, dando la stura a tutta una serie di considerazioni che, certo, avrebbero arricchito la vita del blog.
    In relazione al testo in greco inviatomi, io non ho affatto aperto: in primo luogo perchè ho ritenuto di mantenere sul blog la intera discussione, poi perchè aprire quel testo avrebbe significato per me perdere circa 75 minuti del mio tempo per un'operazione che non ritenevo fondamentale.
    Grazie, mikkelj.

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  10. Per mantenere aperta la discussione, sempre che qualcuno decida di intervenire, bisogna entrare nel merito dell'argomento e, fino ad ora, non ho letto nulla che riguardasse il testo tradotto. In sostanza non c'è alcuna discussione, leggo solo una richiesta di codici.
    Esiste un testo in greco corredato di note, esiste una traduzione fatta da un professore ed esiste la possibilità che qualcuno decida di interessarsi all'oggetto dell'argomento inserito.
    Le osservazioni che mi hai fatto non sono "domande" ma richieste che esulano dall'oggetto proposto per la discussione.
    Se Ragona deciderà di intervenire potrà soddisfare ciò che chiedi, in alternativa dovremo accontentarci del materiale che ho prodotto.

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