Archeologia. Altare di Monte d'Accoddi, monumento preistorico dedicato alle nozze degli dei e alla loro unione sessuale.
Articolo di Mauro Atzei.
Storia dei popoli: seminiamo il seme della cultura nei nostri figli perché il futuro è ancora da costruire.
Archeologia. Altare di Monte d'Accoddi, monumento preistorico dedicato alle nozze degli dei e alla loro unione sessuale.
Articolo di Mauro Atzei.
ma…siete davvero incazzati!
Articolo di Felice Di Maro
Fig.1, Mario Macciocchi, anni Novanta.
Archeologia e Società. Certo oggi abbiamo la Rete e l’informazione sui ritrovamenti archeologici in generale è in tempo reale e con i vari siti grazie proprio alla Rete di Internet sono disponibili immagini degli scavi archeologici e dei reperti a volte con video, anche non pubblicati oppure pubblicati ma in opere spesso poco accessibili o per costi assurdi oppure disponibili alla visione solo in biblioteche specializzate, ma all’inizio degli anni Settanta non era così ed era quasi impossibile conoscere in tempo reale le scoperte archeologiche e per gli approfondimenti neanche a parlarne, e chi si avvicinava all’archeologia oltre alle associazioni, e dove erano operative, s’intende, davvero non c’era quasi nulla a parte qualche rivista e conoscere e gestire poi, per cercare di approfondire le
Cartografia Nautica.
Le antiche carte per navigare erano opera dei romani.
Articolo di Rolando Berretta.
Quando si invecchia, si sente il bisogno di lasciare qualcosa a quelli che verranno dopo, per non farli ripartire da zero, quindi farò un veloce riassunto della situazione che ho trovato sulle vecchie carte.
Abbiamo visto Cesare Ottaviano Augusto ordinare, per volere del SENATO, il CENSIMENTO di tutte le terre; come ricorda P.Orosio in un pezzo andato perduto ma ricordato nel Mappamondo di HEREFORD. I Romani avevano le navi adatte? Si, avevano gli scafi rivestiti con fogli di piombo. A riguardo vedere le navi rinvenute nel Lago di Nepi. Ho collocato Roma al centro di una carta moderna e
Archeologia. Neapolis e l'Asklepieion di Κῶ
Abstract
Κῶς. We are in 242 BC, and in front of the Asklepion an opistograph stele is displayed in which the decree of the asylìa of Neapolis is presented which recognizes his immunity. The epigraph names, and highlights, the archons and not the demarcos as magistrate of Neapolis mentioned by Strabo (V 246). The topic has always been in the attention of scholars, but a question arises: why did Neapolis accept the asylìa, i.e., the immunity for the temple of Asclepius, proposed by Κῶ?
It is a
crucial question for the history of Neapolis and this article presents some
motivations and investigates the questions of the formation of the Hellenistic
economy and the importance of the cult of Asclepius in Pompeii with the
archaeological and historiographical documentation available.
Asclepius,
Greek divinity, god of medicine, in the III century. BC, it is also documented
in Pompeii, and, with Rome where there was a temple on the Tiber Island, and,
with Velia where there was an important medical school, it is theorized that
even in Neapolis there could be active health services with doctors such as
Gaius Stertinio Xenophon active between Neapolis, Rome and the Flegrea area in
the 1st century AD. Christ.
Il decreto dell’asylìa di Neapolis del 242 a.C., fig.1, approvato dagli archontes, dal consiglio e cioè dalla σύνκλητος, e dalla δεσμός (assemblea popolare) che è stato inciso con quelli di Elea (Velia) e di Pella su una stele, opistografa, che è stata ritrovata da Rudolf Herzog, fig. 2, il 14 ottobre del 1902 davanti all’Asclepieion di Κῶ insieme ad altre stele recanti copia dei decreti delle città greche e dei Re ellenistici, è stato ottimamente analizzato al riguardo della citazione nel testo della presenza dell’arconte1 come magistrato della città di Neapolis indicando che in quella fase, III secolo a.C., la
Archeologia e storia della Sardegna. Il Castello di Burgos.
Articolo di Daniele Vacca.
Il castello di Burgos fu costruito dal nuovo sovrano Gonnario II nel 1130 grazie all’aiuto del suocero, Ugo di Pagano Ebriaci, e dei cognati che l’avevano scortato al suo rientro nell’Isola. Gonnario II, infatti, aveva deciso di lasciare la sua residenza fortificata di Ardara, capoluogo del Regno, per trasferirsi nella solida fortezza che egli aveva progettato e fatto realizzare perché non si sentiva più al sicuro dai propri nemici, soprattutto dalla potente famiglia degli Athen che lo riteneva un usurpatore e che era già in forte contrasto con il sovrano defunto. L’imponente struttura fortificata si erge sulla sommità di un aspro colle roccioso situato alla base del versante sud-occidentale del monte Rasu. L’importanza strategica di questo territorio era dovuta al fatto che, essendo la curadoria posta al
La meravigliosa terra di Sardegna che ebbi occasione di conoscere, ammirare e amare è ricchissima di monumenti megalitici: tombe di giganti, nuraghi, pozzi sacri, dolmen, menhir e, come unicum nell’Europa occidentale, una torre a gradoni assai similare alla famosa ziqqurratu mesopotamica. Tra tutti questi prevalgono in maniera netta i nuraghi. Dopo aver presentato i messaggi che i nomi parlanti “Domus de Janas/Bajanas” e “Monte d’Accodi” rivelano, in questo studio intendo indagare sull’etimologia del termine archeologico nuraghe.
Il nuraghe è una imponente costruzione in pietra, evidentemente megalitica, realizzata in muratura a secco di forma tronco conica della civiltà nuraghica del II mill. a.C. Il nuraghe costituisce effettivamente l’emblema della Sardegna. Secondo il parere della maggioranza degli studiosi il termine sardo nuraghe/nuraghes con le
Archeologia. La tomba dei bronzetti sardi a Cavalupo di Vulci.
Articolo di Maria Letizia Arancio, Anna Maria Moretti Sgubini, Enrico Pellegrini
A oltre mezzo secolo dalla scoperta nella necropoli di Cavalupo, il contributo che può offrire la Tomba dei Bronzetti sardi resta un punto di riferimento per gli studi sull’età del ferro di Vulci, e non solo. La rilettura dei contesti villanoviani provenienti dal grande centro protourbano, conservati per la maggior parte nei depositi della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, come pure la revisione dei dati d’archivio e di quelli bibliografici, oggi notevolmente accresciuti, permette di avanzare nuove osservazioni su questo famoso contesto, come anche sui culti e sui rituali funerari relativi a sepolture femminili di rango.Nel 2008, avevamo dato notizia dei primi risultati del lavoro di riordinamento dei contesti e dei ritrovamenti sporadici della prima età del ferro di Vulci, lavoro che ha permesso di recuperare, come già per i materiali di età storica, una serie di dati utili a colmare, almeno in parte, le lacune di una documentazione notoriamente assai frammentaria . In quella stessa occasione si era ribadito come, in assenza di nuovi scavi sistematici , le uniche informazioni relative all’assetto topografico dei
Sardegna, Oliena, Sa Sedda 'e Sos Carros, un edificio sacro per i rituali di 3000 anni fa.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Oggi affrontiamo un monumento dotato di un sofisticato sistema idraulico che garantiva la fuoriuscita d'acqua da bocche realizzate lavorando a rilievo dei blocchi di pietra a forma di testa d'ariete. La vasca al centro è forata per consentire all'acqua di defluire verso i piedi di chi aveva il privilegio di partecipare ai rituali. Fu costruito tra il bronzo finale e il Primo Ferro, circa 3000 anni fa.
Rassegna di archeologia organizzata dall'Associazione Honebu
Una rassegna di storia e archeologia della Sardegna, con i massimi esperti che si avvicenderanno in una lezione settimanale in diretta sui social. L’Associazione Culturale Honebu, vero motore identitario dell’Isola guidato dai cagliaritani Pierluigi e Rita Montalbano, presenta la sua nuova stagione culturale: inizierà venerdì 7 ottobre e vedrà la partecipazione di archeologi, storici e ricercatori che racconteranno i loro studi sui beni del patrimonio culturale sardo. “La divulgazione della cultura conta un pubblico sempre più interessato a conoscere il passato, e deve avvenire attraverso canali che seguono percorsi affidabili, nel solco degli insegnamenti universitari e del metodo scientifico. Saranno incontri tematici dedicati ai monumenti (nuraghi, tombe di giganti, pozzi e fonti, templi a megaron), all’arte sacra (bronzetti e statuaria) e al mondo economico antico (viaggi, relazioni, mercati, materie prime). Gli incontri saranno tutti in diretta, ogni venerdì alle ore 19 su Facebook, Youtube e sulla piattaforma Streamyard, e vedranno la presenza di uno studioso per ogni puntata. L’obiettivo è accompagnare gli ascoltatori in un percorso scientifico verso la comprensione dei nostri preziosi beni archeologici”, è scritto in una nota dell’associazione.La rivolta delle janas curdo-iraniane.
Articolo di Andrea Deplano.
Le nostre attività in presenza si svolgono nella sala conferenze Honebu, in Via Fratelli Bandiera 100, e in modalità registrata per consentire a tutti i soci che non possono raggiungere la sala conferenze di seguire le serate che organizziamo ogni venerdì alle ore 19, sulla pagina facebook:
https://www.facebook.com/pierluigi.montalbano
Il nostro programma prevede conferenze su temi di storia, archeologia, antropologia e presentazione libri con gli autori in presenza. Organizza l'associazione culturale HonebuVenerdì 10 Aprile 2026, Pierluigi Montalbano è relatore su : "Pozzi Sacri, monumenti della Sardegna in epoca nuragica". Organizza l'associazione culturale Honebu Venerdì 17 Aprile, Bartolomeo Porcheddu presenta: "Divinità mitologiche in Sardegna". Organizza l'associazione culturale Honebu Venerdì 24 Aprile 2026, Stefania Cuccu presenta il suo ultimo libro: "Desaparecidos sardi in Argentina". Organizza l'associazione culturale Honebu Le serate Honebu riprenderanno Venerdì 18 Settembre con un evento legato allo sciamanesimo Le serate culturali sono in corso, ogni venerdì alle 19.00. Organizza l'associazione culturale Honebu Le attività sociali Honebu sono affiancate da lezioni sul campo, passeggiate culturali, visite ai musei, serate conviviali in pizzeria e ristorante Le iscrizioni all'Associazione Honebu si ricevono tutti i giorni con mail a pierlu.mont@tiscali.it o telefonando in segreteria al 3382070515, o direttamente in sala durante le conferenze.
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Conferenza: La Navigazione nella Preistoria
Conferenza: I Giganti di Mont'e Prama
Conferenza: Bronzetti Sardi Nuragici
Conferenza: Sardegna, L'età della Pietra
Conferenza: Sardegna, L'età del Rame
Conferenza: Sardegna, L'età del Bronzo
Gobekli Tepe: il tempio più antico del mondo
Le città più antiche del mondo: Gerico, Catal Hoyuk, Coreli Navi e Cayonu
Videoconferenza: I Nuraghi, nascita ed evoluzione
Videoconferenza: Civiltà nuragica e Nuraghi 1.
Videoconferenza: Civiltà nuragica e Nuraghi 2.
CORSO DI ARCHEOLOGIA :
Video 3° lezione Le prime civiltà
Video 4° lezione Dal Neolitico all'età del Rame
Video 5° lezione Domus de janas
Video 6° lezione L'alba della civiltà nuragica
Video 7° lezione Nuraghi a corridoio e Sistema Onnis
Video 8° lezione: Le Tombe di Giganti
Video 9° lezione: I nuraghi a tholos
Video 10° lezione: Le antiche ceramiche sarde
Video 11° lezione: La Civiltà Minoica e la talassocrazia
Video 12° lezione: I Micenei nel Mediterraneo
Video 13° lezione: Le guerre dei Popoli del Mare
Video 14° lezione: Dai nuraghi ai villaggi
Video 15° lezione: Le capanne delle riunioni
Video 16° lezione: I Pozzi Sacri
Video 17° lezione: L'antica metallurgia in Sardegna
Video 18° lezione: I Bronzetti Nuragici
Video 19° lezione: Le navicelle nuragiche
Video 20° lezione: I Giganti di Monte Prama
Video 21° lezione: L'età fenicia nel Vicino Oriente
Video 22° lezione: Fenici in Sardegna