Diretto da Pierluigi Montalbano

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Associazione Culturale Honebu

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giovedì 15 dicembre 2022

Archeologia. Altare di Monte d'Accoddi, monumento preistorico dedicato alle nozze degli dei e alla loro unione sessuale. Articolo di Mauro Atzei.

Archeologia. Altare di Monte d'Accoddi, monumento preistorico dedicato alle nozze degli dei e alla loro unione sessuale.

Articolo di Mauro Atzei.


Questo è l'altare prenuragico di Monte d'Accoddi, non lontano dalla città di Porto Torres. E' stato costruito tra il 4000 e il 3650 a.C. e poi riadattato nel corso dei secoli.

La nostra ipocrisia, tipica dell'uomo moderno, non ci fa dire esattamente cosa fosse, cioè il motivo per cui fu realizzato dai nostri predecessori.
Eppure il motivo è semplice, e gli antichi ce lo direbbero se potessero parlare e, anzi, ce lo dicono chiaramente grazie ai loro lasciti culturali: è un tempio della ierogamia, oppure anche detta "teogamia" Che cos'è la ierogamia, o teogamia?
E' l’unione sessuale sacra, le nozze celebrate dagli dei, e viene definita “hieros gamos” nei miti greci.
Sappiamo che la festa veniva celebrata con l'accoppiamento sessuale dello ierofante e della ierofante, o se volete possiamo parlare di sacerdote e di sacerdotessa, anche se non è esattamente la stessa cosa, e prevedeva l’offerta di un maialetto al Dio maschile (il Dio fertilizzante del Toro, forse già chiamato il luminoso Sardus Pater o qualcosa di analogo) e una serie di banchetti, mentre si

lunedì 12 dicembre 2022

Archeologia e Società. "ma…siete davvero incazzati!" Ricordi sull'artista ferrarese Mario Macciocchi

 ma…siete davvero incazzati!

Articolo di Felice Di Maro


Fig.1, Mario Macciocchi, anni Novanta.


Archeologia e Società. Certo oggi abbiamo la Rete e l’informazione sui ritrovamenti archeologici in generale è in tempo reale e con i vari siti grazie proprio alla Rete di Internet sono disponibili immagini degli scavi archeologici e dei reperti a volte con video, anche non pubblicati oppure pubblicati ma in opere spesso poco accessibili o per costi assurdi oppure disponibili alla visione solo in biblioteche specializzate, ma all’inizio degli anni Settanta non era così ed era quasi impossibile conoscere in tempo reale le scoperte archeologiche e per gli approfondimenti neanche a parlarne, e chi si avvicinava all’archeologia oltre alle associazioni, e dove erano operative, s’intende, davvero non c’era quasi nulla a parte qualche rivista e conoscere e gestire poi, per cercare di approfondire le

martedì 6 dicembre 2022

Cartografia Nautica. Le antiche carte per navigare erano opera dei romani. Articolo di Rolando Berretta.

Cartografia Nautica.

Le antiche carte per navigare erano opera dei romani.

Articolo di Rolando Berretta.

Quando si invecchia, si sente il bisogno di lasciare qualcosa a quelli che verranno dopo, per non farli ripartire da zero, quindi farò un veloce riassunto della situazione che ho trovato sulle vecchie carte.

Abbiamo visto Cesare Ottaviano Augusto ordinare, per volere del SENATO, il CENSIMENTO di tutte le terre; come ricorda P.Orosio in un pezzo andato perduto ma ricordato nel Mappamondo di HEREFORD. I Romani avevano le navi adatte? Si, avevano gli scafi rivestiti con fogli di piombo.  A riguardo vedere le navi rinvenute nel Lago di Nepi. Ho collocato Roma al centro di una carta moderna e

lunedì 5 dicembre 2022

Archeologia. Neapolis e l'Asklepieion di Κῶ

Archeologia. Neapolis  e l'Asklepieion di Κῶ

Articolo di Felice di Maro.

Abstract

Κῶς. We are in 242 BC, and in front of the Asklepion an opistograph stele is displayed in which the decree of the asylìa of Neapolis is presented which recognizes his immunity. The epigraph names, and highlights, the archons and not the demarcos as magistrate of Neapolis mentioned by Strabo (V 246). The topic has always been in the attention of scholars, but a question arises: why did Neapolis accept the asylìa, i.e., the immunity for the temple of Asclepius, proposed by Κῶ?

It is a crucial question for the history of Neapolis and this article presents some motivations and investigates the questions of the formation of the Hellenistic economy and the importance of the cult of Asclepius in Pompeii with the archaeological and historiographical documentation available.

Asclepius, Greek divinity, god of medicine, in the III century. BC, it is also documented in Pompeii, and, with Rome where there was a temple on the Tiber Island, and, with Velia where there was an important medical school, it is theorized that even in Neapolis there could be active health services with doctors such as Gaius Stertinio Xenophon active between Neapolis, Rome and the Flegrea area in the 1st century AD. Christ.


Fig. 1: Decreto Asyla di Neapolis, Lato B della stele esposta nella Sala Sud - Collezione Epigrafica di Kῶς -
ritrovata il 14 ottobre 1902 davanti al tempio di Asclepio (da Herzog-Klaffenbach 1952 p.20 ). Per gentile
concessione (YYPOA 16/08/2022 - AP: 392184) Hellenic Republic «Eforato delle Antichità del Dodecaneso
- Copyright Ministero della Cultura e dello Sport (N.4858/2021) "designazione del monumento" - Iscrizione
onoraria. Collezione epigrafica di Asklepiion di Kos, Sala Sud n.3».

Neapolis  e l’Asklepion di Κῶ

Il decreto dell’asylìa di Neapolis  del 242 a.C., fig.1, approvato dagli archontes, dal consiglio e cioè dalla σύνκλητος, e dalla δεσμός (assemblea popolare) che è stato inciso con quelli di Elea (Velia) e di Pella su una stele, opistografa, che è stata ritrovata da Rudolf Herzog, fig. 2, il 14 ottobre del 1902 davanti all’Asclepieion di Κῶ insieme ad altre stele recanti copia dei decreti delle città greche e dei Re ellenistici, è stato ottimamente analizzato al riguardo della citazione nel testo della presenza dell’arconte1 come magistrato della città di Neapolis  indicando che in quella fase, III secolo a.C., la

venerdì 2 dicembre 2022

Archeologia e storia della Sardegna. Il Castello di Burgos. Articolo di Daniele Vacca.

Archeologia e storia della Sardegna. Il Castello di Burgos.

Articolo di Daniele Vacca.

Il castello di Burgos fu costruito dal nuovo sovrano Gonnario II nel 1130 grazie all’aiuto del suocero, Ugo di Pagano Ebriaci, e dei cognati che l’avevano scortato al suo rientro nell’Isola. Gonnario II, infatti, aveva deciso di lasciare la sua residenza fortificata di Ardara, capoluogo del Regno, per trasferirsi nella solida fortezza che egli aveva progettato e fatto realizzare perché non si sentiva più al sicuro dai propri nemici, soprattutto dalla potente famiglia degli Athen che lo riteneva un usurpatore e che era già in forte contrasto con il sovrano defunto. L’imponente struttura fortificata si erge sulla sommità di un aspro colle roccioso situato alla base del versante sud-occidentale del monte Rasu. L’importanza strategica di questo territorio era dovuta al fatto che, essendo la curadoria posta al

lunedì 21 novembre 2022

I segreti dell’etimologia del termine Nuraghe. Articolo di Zoltan Ludwig Kruse

 I segreti dell’etimologia del termine Nuraghe
Articolo di Zoltan Ludwig Kruse

 


La meravigliosa terra di Sardegna che ebbi occasione di conoscere, ammirare e amare è ricchissima di monumenti megalitici: tombe di giganti, nuraghi, pozzi sacri, dolmen, menhir e, come unicum nell’Europa occidentale, una torre a gradoni assai similare alla famosa ziqqurratu mesopotamica. Tra tutti questi prevalgono in maniera netta i nuraghi. Dopo aver presentato i messaggi che i nomi parlanti “Domus de Janas/Bajanas” e “Monte d’Accodi” rivelano, in questo studio intendo indagare sull’etimologia del termine archeologico nuraghe.

Il nuraghe è una imponente costruzione in pietra, evidentemente megalitica, realizzata in muratura a secco di forma tronco conica della civiltà nuraghica del II mill. a.C. Il nuraghe costituisce effettivamente l’emblema della Sardegna. Secondo il parere della maggioranza degli studiosi il termine sardo nuraghe/nuraghes con le

sabato 19 novembre 2022

Archeologia. La tomba dei bronzetti sardi a Cavalupo di Vulci. Articolo di Maria Letizia Arancio, Anna Maria Moretti Sgubini, Enrico Pellegrini

Archeologia. La tomba dei bronzetti sardi a Cavalupo di Vulci.

Articolo di Maria Letizia Arancio, Anna Maria Moretti Sgubini, Enrico Pellegrini 

A oltre mezzo secolo dalla scoperta nella necropoli di Cavalupo, il contributo che può offrire la Tomba dei Bronzetti sardi resta un punto di riferimento per gli studi sull’età del ferro di Vulci, e non solo. La rilettura dei contesti villanoviani provenienti dal grande centro protourbano, conservati per la maggior parte nei depositi della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, come pure la revisione dei dati d’archivio e di quelli bibliografici, oggi notevolmente accresciuti, permette di avanzare nuove osservazioni su questo famoso contesto, come anche sui culti e sui rituali funerari relativi a sepolture femminili di rango.

Nel 2008, avevamo dato notizia dei primi risultati del lavoro di riordinamento dei contesti e dei ritrovamenti sporadici della prima età del ferro di Vulci, lavoro che ha permesso di recuperare, come già per i materiali di età storica, una serie di dati utili a colmare, almeno in parte, le lacune di una documentazione notoriamente assai frammentaria . In quella stessa occasione si era ribadito come, in assenza di nuovi scavi sistematici , le uniche informazioni relative all’assetto topografico dei

sabato 5 novembre 2022

Sardegna, Oliena, Sa Sedda 'e Sos Carros, un edificio sacro per i rituali di 3000 anni fa. Articolo di Pierluigi Montalbano

Sardegna, Oliena, Sa Sedda 'e Sos Carros, un edificio sacro per i rituali di 3000 anni fa.

Articolo di Pierluigi Montalbano

Oggi affrontiamo un monumento dotato di un sofisticato sistema idraulico che garantiva la fuoriuscita d'acqua da bocche realizzate lavorando a rilievo dei blocchi di pietra a forma di testa d'ariete. La vasca al centro è forata per consentire all'acqua di defluire verso i piedi di chi aveva il privilegio di partecipare ai rituali. Fu costruito tra il bronzo finale e il Primo Ferro, circa 3000 anni fa.

Nel settembre 1977 gli archeologi iniziarono lo scavo del sito nel cuore della valle del Lanaitho, vicino alla grotta di Sa Oche, in territorio di Oliena. Per arrivarci bisogna prendere la S.S.129 per Orosei, svoltare per Oliena, e girare poi per Dorgali. Dopo poco meno di 6 km si svolta per le sorgenti de Su Gologone e si giunge nel piazzale delle sorgenti. Da qui si va a destra in una strada in cemento per la

martedì 11 ottobre 2022

Rassegna di archeologia organizzata dall'Associazione Honebu

Rassegna di archeologia organizzata dall'Associazione Honebu

Una rassegna di storia e archeologia della Sardegna, con i massimi esperti che si avvicenderanno in una lezione settimanale in diretta sui social. L’Associazione Culturale Honebu, vero motore identitario dell’Isola guidato dai cagliaritani Pierluigi e Rita Montalbano,  presenta la sua nuova stagione culturale: inizierà venerdì 7 ottobre e vedrà la partecipazione di archeologi, storici e ricercatori che racconteranno i loro studi sui beni del patrimonio culturale sardo. “La divulgazione della cultura conta un pubblico sempre più interessato a conoscere il passato, e deve avvenire attraverso canali che seguono percorsi affidabili, nel solco degli insegnamenti universitari e del metodo scientifico. Saranno incontri tematici dedicati ai monumenti (nuraghi, tombe di giganti, pozzi e fonti, templi a megaron), all’arte sacra (bronzetti e statuaria) e al mondo economico antico (viaggi, relazioni, mercati, materie prime). Gli incontri saranno tutti in diretta, ogni venerdì alle ore 19 su Facebook, Youtube e sulla piattaforma Streamyard, e vedranno la presenza di uno studioso per ogni puntata. L’obiettivo è accompagnare gli ascoltatori in un percorso scientifico verso la comprensione dei nostri preziosi beni archeologici”, è scritto in una nota dell’associazione.

Per venerdì 7 ottobre (diretta Facebook e Youtube dalle 18.30) è prevista l’inaugurazione della rassegna. A seguire Gaetano Ranieri racconterà le indagini geofisiche condotte nel sottosuolo della chiesa e dell’ipogeo di San Salvatore di Sinis. Le ricerche di Ranieri fanno chiarezza sui miti e sulle antiche storie che riguardano questo importante monumento sacro.
Per collegarsi cliccare
oppure:
La stagione degli eventi Honebu continuerà, sempre in diretta, sempre il venerdì, sempre alle ore 19, con questo calendario:
Venerdì 14 Ottobre – Gerolamo  Exana
Venerdì 21 Ottobre – Gioele  Sasso
Venerdì 28 Ottobre – Michele Guirguis
Venerdì 4 Novembre – Mario Cabiddu e Antonia Pintori
Venerdì 11 Novembre – Carlo Tronchetti
Venerdì 18 Novembre – Gianfranca Salis
Venerdì 25 Novembre – Chiara Pilo
Venerdì 2 Dicembre – Daniele Vacca
Venerdì 9 Dicembre – Giorgio Murru
Venerdì 16 Dicembre – Natalia Guiso (Naty Guì)
Venerdì 23 Dicembre – Angela Antona
Venerdì 13 Gennaio – Nicola Dessì
Venerdì 20 Gennaio – Valentina Leonelli
Venerdì 27 Gennaio – Valeria Putzu
Venerdì 3 Febbraio – Giovanna Fundoni
Venerdì 10 Febbraio – Augusto Mulas
Venerdì 17 Febbraio – Nadia Canu
Venerdì 24 Febbraio – Ilaria Montis
Venerdi 2 Marzo – Emina Usai
L’iscrizione al canale Youtube è gratuita e consente di ricevere un avviso quando saranno pubblicati altri video Honebu.
Per altre informazioni, per collaborazioni e per partecipare alle attività Honebu è raggiungibile al 3382070515

martedì 4 ottobre 2022

La rivolta delle janas curdo-iraniane. Articolo di Andrea Deplano.

La rivolta delle janas curdo-iraniane.

Articolo di Andrea Deplano.



"L’atroce uccisione della giovane curda Mahsa Jina Amini, in Iran nel mese di settembre 2022, ha imposto all’attenzione del mondo intero la condizione femminile in quel Paese.
Le manifestazioni di migliaia di ragazze e donne, contro un sistema che annulla l’essere femminile negandogli, di fatto, la partecipazione attiva alla vita politica, economica e sociale, suscitano scarsa attenzione fra gli europei.
Lo slogan che incita ‘vita e libertà’ per le zan (donna, moglie) diffonde il termine curdo-persiano zan [’dzan] nel mondo occidentale e si pone come pendant con il sardo jana.
Le basi etimologiche di quella parola si ritrovano nel dizionario di accadico CAD.
L’accadico ḫannāmu [dzan’namu] ‘femme très fertile / donna molto fertile’, indica con tutta evidenza un soggetto di genere femminile giunto all’età della fertilità e perciò in grado di procreare. Nella gran