Archeologia della Sardegna. Un elmo di tipo miceneo portato alla luce in un sepolcro del Sinis, a poca distanza da Mont'e Prama. In una tomba vicina c'era il corpo di una donna e nel corredo un particolare bruciatore di incenso poiché reca tre motivi solari che combaciano con dell’arte rupestre
Articolo di Pierluigi Montalbano
Un elmo di tipo “miceneo” è stato recuperato nella tomba di un guerriero greco nella penisola del Sinis, a nord del sito di Mont’e Prama, nella Sardegna centro occidentale. Si trovava in una vasta necropoli del VIII secolo a.C., non lontana dall’antica città di Tharros. Realizzati in bronzo, gli elmi micenei coprivano completamente la testa e proteggevano il collo; le uniche fessure erano per gli occhi e la bocca, mentre l’interno era imbottito con tessuto o cuoio. Quello trovato è corroso e frammentato, ma la sua scoperta è estremamente importante dal punto di vista storico. È l’unico elmo miceneo scoperto nella zona. Tradizionalmente, questi elmi apparvero intorno al VII secolo a.C. e sono uno dei simboli dell’antica Grecia. La dea Atena e Pericle sono solitamente raffigurati mentre li indossano. Alla morte di un guerriero, i suoi elmi venivano seppelliti accanto al corpo. Secondo Roman Mimohod, direttore degli scavi per conto dell’Istituto di archeologia dell’Accademia orientale delle scienze (IA RAS), “l’elmo della penisola del Sinis risalirebbe al primo quarto dell’VIII secolo a.C.”. Sin dal Bronzo Recente, i micenei frequentarono l’isola nelle zone di Antigori (Sarroch), Arrubiu (Orroli) partecipando con i locali alla fondazione di importanti villaggi per lo sfruttamento delle risorse minerarie locali, mantenendo solidi legami culturali e commerciali con le popolazioni nuragiche. Nei pressi della tomba del guerriero è stata portata alla luce anche la tomba di una nobile donna guerriera nella quale è stato


