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sabato 2 marzo 2024

Cartografia nautica, Juan De la Cosa. Articolo di Rolando Berretta

 Cartografia nautica, Juan De la Cosa.

Articolo di Rolando Berretta



Questa volta sono andato a controllare, sulla Wikipedia, la celebre Mappa di Juan De la Cosa.

Le cose, per De la Cosa, non vanno affatto bene. Anzi…

Come è risaputo, da sempre, Juan De la Cosa accompagnò Cristoforo Colombo nei primi due viaggi. Figura tra i firmatari del famoso documento dove si certificava che l’Isola di Giovanna (leggasi CUBA) parzialmente misurata in un solo lato, sarebbe risultata più grande dell’Isola di Giava Major … la più

grande isola del mondo. Quindi era, sicuramente, terra ferma.

Poi, nel 1500, ci ha propinato una Carta con tanto di isola di CUBA con la sua classica forma a CUBITUS (leggasi GOMITO). E’ risaputo, da sempre, che Diego Colombo fece circumnavigare l’Isola nel 1508. Finalmente si stabilì che era un’isola. Però…

Se l’Isola fosse stata, già, circumnavigata e cartografata (come afferma una nuova corrente di pensiero) che senso aveva rimandare, nel 1508, Sebastiano de Ocampo a verificare?

Questa me la debbono spiegare! Non basta che l’Isola di Cuba figuri in questa carta del 1500.

C’è qualcosa che non quadra. Juan De La Cosa ci ha disegnato un bel Golfo del Bengala, completamente fuori scala, che viene scambiato per tutta l’America.


Come è potuto accadere?


Andiamo avanti con calma. Provo a spiegarlo.

Nel 1525, nell’Atlante Castiglioni, vediamo l’insula IVCATAN. Se si osserva bene si scopre che il Golfo del Bengala è stato spostato di 180° esatti. Questo piccolo errore lo ritroviamo, anche, nella carta di Juan de la Cosa.  Ho sempre affermato che l’Atlante Castiglioni è opera di Giovanni Vespucci. Juan de la Cosa è stato in contatto con Amerigo Vespucci? Dicono di si.

Però, sono certo, che il suo Golfo del Bengala l’ha scopiazzato da Amerigo. Non ci ha capito molto, però lo ha copiato. La scala, purtroppo, dimostra le sue conoscenze della materia.



Passiamo agli schemi, me la cavo meglio, lascio ad altri la Questione Vespucciana.

Torniamo allo schema RoBer da 34 unità, con primario da 26 unità e secondario da 13.



Questa volta, però, ne presento 2 (due) di giri di compasso da 26 unità, affiancati.

 

Sono due giri di compasso da 26 unità.  Ci sono, evidenziati, 3(tre) secondari da 13 unità.



Ho evidenziato il mitico parallelo di Alessandria. I cinque settori che separarono l’Equatore dal Tropico dicono che la scala è quella giusta. Possiamo misurare i gradi…

 

..ma, Juan De la Cosa, anche con gli schemi, se la cava malissimo. Ha sovrapposto gli schemi al centro dell’Africa.  Poi ha copiato il Golfo del Bengala ignorando completamente cosa fosse.

E’ celebrato, in tutto il mondo, per la sua prima raffigurazione del continente americano … sicuramente.

Contenti loro, storici, cartografi e paleografi, contenti tutti ! Pazienza.

Ho cercato di riportare il Golfo del Bengala nella sua giusta scala e per mettere Cuba sotto il Tropico



Si nota l’errore del pezzetto di schema sovrapposto?

Ricorderei che, quando il parallelo di Capo Verde incrociava il parallelo di Alessandria, si toccava terra. Si era, con i loro settori da 5 gradi, a 75° a ovest della Grande Canaria e a 16° nord.

Dimenticavo: per Juan de la Cosa ogni settore vale 6 (sei) gradi. Ho controllato la sua scala.

Va bene che si poteva raggiungere l’Oriente andando ad Occidente….

 

Erodoto riporta che (si raccontava)  se si andava a Oriente ( vedi Ercole e la mandria di Gerione) si finiva di nuovo in Spagna, prima nell’isola di Erizia e poi a Tartesso. Ma non ci credeva perché, per lui, la Terra era un disco piatto.       Torniamo alle cose serie.

 


 

Colombo, e gli altri piloti, avevano, già davanti agli occhi, Carte con questa grande isola, Giovanna.  Per Caveri, Cantino (etc) esisteva una Grande Isola modello Isabella; isola fatta con i pezzi del Giappone. Per i Vespucci c’era il Golfo del Bengala.

Queste Carte erano in loro possesso. C’era solo da controllare e… correggere.

Adesso: da un mio “copia e incolla” del 2017.

Marco Polo ci ricorda che l’isola di Giava, a detta dei buoni marinai pratici di queste cose,

è la maggiore isola del mondo. Ha un circuito superiore alle 3.000 miglia (750 leghe) .

Se Marco Polo aveva detto che Giava era la maggiore… poteva l’isola di Cuba, o Giovanna, essere più grande ? No di sicuro. Un solo lato, inesplorato era già di 335 leghe. Quella era terraferma. Quindi Colombo potè dimostrare, con il documento del notaio Fernando Perez de Luna, di aver toccato la terraferma del Catai in data 12 VI 1494 e… tanti saluti a Zuane Cabotto

Passiamo al  II viaggio di Colombo.

Il 12 giugno 1494 il notaio reale Fernando Perez de Luna andò a bordo di ogni caravella, assistito da Diego Tristan e Francesco Morales, ambedue residenti a Siviglia, Pedro de Terreros, maestro di

casa, e Lopes de Zuniga, scudiero scalco, ambedue ufficiali domestici del “signor Ammiraglio” compilò il suo atto a bordo della “Santa Clara” questo processo verbale prova che gli Indiani hanno dichiarato che la costa si stende ad oltre venti giornate, senza che si sappia dove finisca; che gli uomini di mare, piloti e marinai, avendo consultato le loro carte, e riflettuto prima di rispondere, hanno tutti affermato, sotto giuramento, che non avevano mai né veduto, né sentito dire che un’isola potesse offrire 335 leghe di coste, dall’occidente al levante, senza che si vedesse la fine, e che essi giudicano essere terraferma. Erano nelle caravelle cinquanta uomini di mare, fra i quali piloti rinomati e maestri in cosmografia. Nessuno emise intorno a ciò il minimo dubbio.
L’originale è depositato nell’Archivio delle Indie di Siviglia: leg 5° de patronato real- Documentos diplomaticos num LXXVI.  Tra i firmatari figura Juan de la Cosa: il comandante della santa Clara.

         Notizie su Juan de la Cosa dalla wikipedia:

1492 Fu il pilota di Cristoforo Colombo nel famoso viaggio del 1492. Era il proprietario della nave Santa Maria, che fece naufragio durante la spedizione. Per questa perdita ricevette un indennizzo.

1493: Partecipò come pilota al secondo viaggio di Colombo, era al comando della nave Santa Clara.  (n.d. - firmò il famoso documento dove si afferma che “CUBA” era terraferma!)

1497: Partecipò al viaggio con Amerigo Vespucci del 1497. Il comandante di questa spedizione era probabilmente Juan Díaz de Solís. In questo viaggio i tre esploratori toccarono le terre della penisola della Guajira in Colombia, poi individuarono l'attuale lago di Maracaibo, qui Vespucci notò le palafitte incontrate in riva al lago e disse che sembravano una "Piccola Venezia", che in spagnolo si pronuncia Venezuela. La spedizione proseguì costeggiando le coste centroamericane e rientrò nel Mare Oceano passando tra l'isola di Cuba e la penisola della Florida.

1499: Viaggiò nella spedizione di Alonso de Ojeda e Amerigo Vespucci. Al ritorno da questo viaggio Juan de la Cosa redasse il famoso mappamondo.

 

Però, a leggere le lettere di Vespucci, c’è scritto altro. Per dipanare la matassa, oggi, ci sono nuovi specialisti.  Si afferma che l’isola di Cuba era stata circumnavigata, e cartografata, prima del 1500 (data riportata sulla carta di Juan De la Cosa). Non spiegano, però, la presenza di alcune bandierine inglesi presenti in questa carta.

 

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