Archeologia e storia. Trattati Roma-Cartagine: quanti e quali furono? Gli storiografi moderni commettono un errore imperdonabile?
Articolo di Rolando Berretta
Questo è ciò che scrive Gian Domenico Mozzacato a proposito di Tito Livio - VII (nota 40) Classici Latini-Newton.
La datazione e l’effettiva portata dei trattati tra Roma e Cartagine costituisce da sempre motivo di dibattito tra gli storici. Secondo Polibio il trattato (del 348 a.C.) sarebbe il secondo e il primo risalirebbe al 509/508. Il primo, secondo lo storico greco, risale all’inizio della Repubblica ma di questo primo trattato Tito Livio non fa cenno. Occorre dire che quando ci sarà quello del 306 a.C., Livio lo citerà come terzo. In altre parole, la narrazione Liviana registra un buco, maldestramente corretto nel libro IX. Venendo al trattato del 348 a.C. esso ci viene diffusamente riferito da Polibio che in III 22 riferisce il testo di tutti e tre i trattati. In sostanza il trattato del 348 sanciva la supremazia di Roma nell’Italia Centrale e la supremazia per mare di Cartagine che non voleva nessuna ingerenza nel Mediterraneo Occidentale (Sardegna e Libia comprese). Interessante il discorso sulla Sicilia che chiude il trattato: “Nella parte della Sicilia soggetta ai Cartaginesi e in Cartagine stessa ogni Romano può agire e commerciare liberamente, con parità di diritti coi cittadini. Lo stesso valga per un









