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lunedì 18 marzo 2024

Elezioni Politiche in Abruzzo. Ed ora, pedalare! Articolo di Felice di Maro

Elezioni Politiche in Abruzzo. Ed ora, pedalare!

Articolo di Felice di Maro


Grande attesa per il Campo largo, ma ha vinto la Destra con un risultato netto. Marco Marsilio si riconferma governatore dell’Abruzzo. In quest’articolo si tratta dell’opposizione alla

Destra, del significato politico di queste elezioni e di come costruire un’alternativa alla Destra. 

 

Per visionare il link evidenziato collegarsi alla rete con il link:

https://www.lacittafutura.it/interni/ed-ora,-pedalare

 

Marco Marsilio si riconferma governatore dell’Abruzzo con 327.660 voti, pari al 53,50% dei votanti, contro Luciano D’Amico, 284.748 voti, pari al 46,50% dei votanti. I  partecipanti al voto sono stati 630.207, ovvero il 52,19%, mentre nel 2019 erano stati 643.287, ovvero il 53,11%. L’affluenza è quindi diminuita dello 0,92%, seguendo una tendenza, che tuttavia si è rallentata poiché nel 2019 si ebbe calo più netto rispetto alle consultazioni precedenti, quelle del 2014. In quell’occasione andò a votare il 61,56% degli aventi diritto, mentre alle politiche del 2022 partecipò il 63,99%. Nel 2019 Marsilio ottenne il 48,03% dei voti e la sua coalizione il 49,20%. In quelle elezioni il candidato del centrosinistra, Giovanni Legnini, raggiunse il 31,29%, e la sua coalizione, con 7 liste, arrivò al 30,64%; tuttavia in quell’occasione il M5S presentò un proprio candidato, Sara Marcozzi, che ottenne il 20,20%, mentre il quarto candidato, Stefano Flajani, candidato di CasaPound, ottenne il 0,48%.

A queste elezioni gli aventi diritto al voto sono stati 1.208.276, di cui 592.041 uomini e 616.235 donne, che rappresentano la maggioranza su una popolazione censita di 1.275.950, divisa in 305 comuni. I 1.634 seggi elettorali, di cui 13 sono ospedalieri, sono divisi nelle circoscrizioni di Chieti, 460 seggi, l’Aquila, 405 seggi, Pescara, 396 seggi, e Teramo, 373 seggi. L’Abruzzo ha una legge elettorale diversa dalla Sardegna, l’elettore può votare un candidato Presidente, ma il voto non si estende alle liste ad esso collegate, oppure votare una lista, e il voto in questo caso si estende anche al candidato Presidente ad essa collegato, e infine anche votare un candidato Presidente e una delle liste ad esso collegate. L’elettore può esprimere una o due preferenze per i candidati a consigliere della lista prescelta. Non è consentito il voto disgiunto; infatti viene considerata nulla la scheda con il voto espresso per un candidato Presidente e per una lista diversa da quelle a lui collegate.

I risultati elettorali ci dicono che la Destra con la riconferma di Marsilio ha aumentato i consensi del 7%. In campagna elettorale Marsilio era stato fortemente criticato per la gestione della sanità e per altre problematiche che non sono state dibattute o sono state oscurate. Ad esempio, alla chiusura della campagna elettorale, almeno seguendo il Tg3 dell’Abruzzo di venerdì 8 marzo delle ore 19:30, i temi caldi non sono stati citati. 

L’opposizione, che in Consiglio regionale sarà diretta dallo sfidante Luciano D’Amico, dovrà contrastare i provvedimenti della Destra sia relativi alla sanità sia relativi all’ambiente. Questi ultimi, molto ombreggiati dai media, hanno visto l’importante taglio della riserva del Borsacchio, che è stato davvero un atto vergognoso poiché realizzato con un vero e proprio colpo di mano. L’atto è stato fatto passare senza coinvolgere gli enti locali mediante un emendamento alla legge regionale di bilancio, presentato alle 2:30 di notte del 29 dicembre 2023 dai consiglieri Emiliano Di Matteo e Mauro Febbo di Forza Italia, Simona Cardinali e Federica Rompicapo della Lega e Umberto D’Annuntiis di Fratelli d’Italia. Questo emendamento ha praticamente  cancellato una delle tre riserve naturali regionali della provincia di Teramo. Ora il perimetro della Riserva naturale del Borsacchio è passato da circa 1.000 ettari ad appena 24 ettari; tuttavia recentemente è stata annunciata una bocciatura del ministero della Cultura che potrebbe aprire una revisione di questo atto. 

L’opposizione sarà molto impegnata a contrastare le tendenze in atto della Destra, e Luciano D’Amico nella conferenza stampa ha dichiarato: “Faremo 5 anni di opposizione molto seria e ferma e utilizzeremo questi 5 anni per costruire l’alternativa al governo delle destre. Nonostante il risultato sia molto chiaro e netto, i punti (sono 7 in percentuale dei voti) che ci separano sono relativamente pochi”.

Un altro tema davvero importante è la mobilità, in particolare il raddoppio della tratta ferroviaria Roma-Pescara, che riguarda anche le tratte dell’Interporto d’Abruzzo-Manopello e Manopello-Scafa. Il 29 febbraio il Cipess, ex-CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), ha dato il via libera alla copertura finanziaria mediante il Fondo per lo Sviluppo e Coesione per 720 milioni di euro. Un finanziamento annunciato in campagna elettorale da Giorgia Meloni per un’opera che il governo aveva precedentemente stralciato dai progetti PNRR: “Il Cipess delibererà un finanziamento complessivo di 720 milioni di euro, che si aggiungono ai 231 milioni di euro che sono a carico del Fondo opere indifferibili, a fronte di un costo complessivo di 951 milioni di euro per i lotti 1 e 2 della linea Roma-Pescara”.

Il Consiglio regionale dell’Abruzzo come previsto dalla L.R. n. 9/2013 è composto da 31 membri, di cui sette consiglieri per ciascuna circoscrizione dell'Aquila, di Teramo e di Pescara, e otto consiglieri per quella di Chieti.

Il Campo largo, che, come si pensa, sarà guidato in Consiglio da Luciano D’Amico, sarà l’unica opposizione; tuttavia, per poter avere forza politica sarà necessario che i partiti facciano delle scelte che complessivamente rappresentino un’alternativa alla Destra. L’antifascismo dovrà essere certamente la base della coalizione, ma obiettivo prioritario dovrà essere anche il programma politico, con non potrà non prevedere un netto rifiuto della privatizzazione della sanità insieme al rilancio della scuola pubblica e a una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, per prevenire le sempre più frequenti morti dei lavoratori. Un altro tema che non potrà essere ignorato è l’anticomunismo, che sta diventando davvero istituzionale con il governo di Destra; infatti, come abbiamo ascoltato anche perché ampiamente diffuso dai media, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha con vigore e determinatezza agitato lo spettro del comunismo nel suo intervento al comizio finale di Marsilio, dove ha dichiarato:   ”L’Abruzzo non può tornare ai comunisti, basta con la sinistra gauche caviar”.

Premesso che i comunisti, a parte le fasi del centrosinistra dove non erano etichettati Pci, non hanno governato l’Abruzzo. Semmai questa regione è stata per anni invece governata dalla Democrazia Cristiana, che in queste elezioni, con un simbolo ben visibile, è stata una delle sei liste della destra. Diversamente dal Pci, la Democrazia Cristiana, come sappiamo, non è stata mai sciolta. Il ministro della Cultura coglie tensioni anticomuniste odierne che sono però presenti e anche ben visibili nei circoli del Centrosinistra. Si pone quindi un tema che in sintesi si può esprimere così: questo Campo largo costituito dal Pd, M5S e Centrosinistra è chiuso ai comunisti? Non è che in sé sia davvero importante avere delle risposte al riguardo, ma è diffuso tra Marche e Abruzzo che coloro che sono e si dichiarano comunisti in generale non vanno a votare, in quanto non ci sono liste comuniste. Al di là delle dichiarazioni del ministro Sangiuliano, i comunisti in Italia non hanno agibilità politica e visibilità da parte dei media anche perché sono di fatto in diaspora e l’ideologia comunista, quella che si richiama a Marx, non si traduce mai in progetti politici e di governo. Di conseguenza i progetti liberisti, chiaramente, non hanno ostacoli.

Le elezioni regionali in Abruzzo rendono evidenti i problemi che abbiamo già esaminato in altre occasioni:  si riconferma l’astensione quale aspetto decisivo che mostra per un verso la scarsa credibilità nella democrazia borghese ma anche mancanza di un progetto alternativo capace di trasformare questa rassegnazione in una forza attiva e consapevole per la costruzione di  un’altra idea di Paese. La destra governa il paese e governa 14 regioni e come comunisti non possiamo soltanto stare a guardare, fare le anime belle, perchè da spettatori  certamente non possiamo attenderci che le cose cambino naturalmente da sole nella direzione sperata.


16/03/2024 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.


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