Il Bronzo finale in particolare è stato suddiviso in tre fasi che sembrano corrispondere alla distinzione che contemporaneamente si è operata sulla base dei ripostigli di bronzi (figg. 1 e 2) . Le tre fasi BF1-BF2 BF3/PF1A sono state identificate e si fondano su diversi contesti sicuri e sulla base di un sistema incrociato di dati relativi a un buon numero di siti.
venerdì 10 maggio 2019
Archeologia in Sardegna: Dall'età del Bronzo all'età del Ferro. Riflessioni di Franco Campus, Valentina Leonelli, Fulvia Lo Schiavo
Archeologia in Sardegna: Dall'età del Bronzo all'età del Ferro.
Riflessioni di Franco Campus, Valentina Leonelli, Fulvia Lo Schiavo
La transizione culturale dall'età del bronzo all'età del ferro nella Sardegna nuragica in relazione con l'Italia tirrenica.
Il Bronzo finale in particolare è stato suddiviso in tre fasi che sembrano corrispondere alla distinzione che contemporaneamente si è operata sulla base dei ripostigli di bronzi (figg. 1 e 2) . Le tre fasi BF1-BF2 BF3/PF1A sono state identificate e si fondano su diversi contesti sicuri e sulla base di un sistema incrociato di dati relativi a un buon numero di siti.
Il Bronzo finale in particolare è stato suddiviso in tre fasi che sembrano corrispondere alla distinzione che contemporaneamente si è operata sulla base dei ripostigli di bronzi (figg. 1 e 2) . Le tre fasi BF1-BF2 BF3/PF1A sono state identificate e si fondano su diversi contesti sicuri e sulla base di un sistema incrociato di dati relativi a un buon numero di siti.
Allo stato attuale delle conoscenze, è ingiustificato negare che la fine dell’età del Bronzo rappresenti l’epilogo di una crisi di vasta portata nel sistema socio-economico e politico nuragico, le cui ragioni vanno ricercate entro l’età del Bronzo, molto prima dell’inizio dell’età del Ferro . Non potendo in questa sede affrontare in modo esaustivo e sistematico tutte le ultime acquisizioni recenti si è deciso di focalizzare l’attenzione su alcuni siti oggetto di indagini recenti da parte dei relatori e che ci è sembrato possano costituire un’utile trama per affrontare le diverse tematiche oggetto del contributo (fig. 3). Se la seconda fase del BR e gli inizi del BF si caratterizzano per un evidente boom demografico, capanne sempre più ampie e i villaggi sempre più vasti, nell’ultima delle fasi del Bronzo finale moltissimi nuraghi sono abbandonati, in quasi tutto il territorio isolano, probabilmente a causa di cedimenti strutturali delle parti sommitali.
I tre nuraghi complessi presi in considerazione il Santu Antine di Torralba , l’Alvu di Pozzomaggiore e l’Adoni di Villanovatulo , ma si potrebbe aggiungere anche l’Arrubiu di Orroli (fig. 4), mostrano labili tracce della fase BF3/PF1A. Nel caso del nuraghe Santu Antine con l’abbandono avviene anche una sorta di sacralizzazione del pozzo-cisterna all’interno della torre nord messo in luce negli scavi 2005 (figg. 5-6). Sul fondo della struttura, profonda oltre 5 metri, fu deposto un
giovedì 9 maggio 2019
Archeologia. Un bando assai discutibile per l’assunzione di assistenti turistici a Barumini. Una rappresentanza di partecipanti alla selezione ha inviato alla nostra redazione una lettera di denuncia per segnalare l’uso di alcune procedure anomale durante le prove d’esame, come si può leggere nel testo. Pubblichiamo integralmente la lettera mettendoci a disposizione della Fondazione Barumini per eventuali smentite o correzioni o risposte, con impegno a pubblicare integralmente il contenuto.
Archeologia.
Un bando assai discutibile per l’assunzione di assistenti turistici a Barumini.
Una rappresentanza
di partecipanti alla selezione ha inviato alla nostra redazione una lettera di
denuncia per segnalare l’uso di alcune
procedure anomale durante le prove d’esame, come si può leggere nel testo.
Pubblichiamo integralmente la
lettera mettendoci a disposizione della Fondazione Barumini per eventuali smentite o correzioni o risposte,
con impegno a pubblicare integralmente il contenuto.
“Questa lettera ha lo
scopo di portare in evidenza una situazione incresciosa e poco trasparente
relativa ad una selezione pubblica per “Assistente turistico Livello B1” presso
la Fondazione Barumini. Siamo una decina di partecipanti, stufi di constatare
qua e là che certe selezioni non sono
lunedì 6 maggio 2019
Archeologia. Neith di Sais illuminata dall'Accademia. Articolo di Gustavo Bernardino
Archeologia. Neith di Sais illuminata
dall'Accademia.
Articolo di Gustavo
Bernardino
Per me che sono un fanatico
sostenitore della presenza di Neith in Sardegna, leggere le considerazioni e le
lucide argomentazioni di uno dei massimi esponenti del mondo accademico
rappresentato da Giovanni Ugas, provoca un sentimento di grande soddisfazione e
ne spiego le ragioni. Innanzi tutto chi è Neith e
cosa rappresenta. E' una divinità nilotica che nasce a Sais, importante città
del delta del Nilo, molto frequentata dai commercianti provenienti da oriente per
rifornire il mercato egizio del lapislazzuli, il minerale molto amato dai
faraoni. In Sardegna e precisamente nel Sulcis, a Benatzu (Grotta Pirosu),
nell'altare ipogeico, si celebrava la
mercoledì 1 maggio 2019
Archeologia. I rapporti fra la Sardegna e Cipro nell'età del Bronzo: i lingotti ox-hide. Articolo di Davide Schirru tratto dalla sua tesi di laurea
Archeologia. I rapporti fra la Sardegna e Cipro nell'età del Bronzo: i lingotti ox-hide
Articolo di Davide Schirru tratto dalla sua tesi di laurea
Molti autori riconoscono il ruolo di Cipro nello sviluppo delle tecniche metallurgiche in Sardegna, ma i contrasti nascono nel momento in cui si tratta di datare queste influenze, interpretabili come fenomeni di "acculturazione", visto che l'idea di una civiltà nuragica passivamente recettiva degli stimoli provenienti dall'oriente può dirsi definitivamente tramontata, sulla base dei ritrovamenti di manufatti nuragici nel Mediterraneo centrale avvenuti negli ultimi trent'anni. I materiali di origine cipriota presenti in Sardegna sono per lo più manufatti metallici, mentre i reperti ceramici si riducono a due soli frammenti, provenienti dal Nuraghe Antigori di Sarroch: un frammento di ansa wishbone handle della classe ceramica Base-ring II ware (Tardo Cipriota II) e un frammento di un pithos, del tipo utilizzato per il trasporto di olio. La selettività con la quale i materiali ciprioti vengono recepiti in
mercoledì 17 aprile 2019
Cartografia Nautica. Toscanelli, Cristoforo Colombo, Marino di Tiro e Tolomeo. Articolo di Rolando Berretta
Cartografia
Nautica. Toscanelli, Cristoforo Colombo, Marino di Tiro e Tolomeo.
Articolo
di Rolando Berretta
Nell’isola
di Madera c’è la città di Porto Santo situata
nel sud-est dell'isola, dove visse tra il 1481 e il 1483 Cristoforo Colombo, la cui dimora è ancora presente e visitabile;
sull'isola nacque anche il figlio Diego; Cristoforo si era sposato nel
1480. E che fa Colombo in quel periodo? Riceve una risposta dal Toscanelli; ma era la copia di una lettera scritta nel lontano
1474. (Da considerare come viaggiava la
posta nel periodo)
Paolo
dal Pozzo Toscanelli nacque il 21 aprile del 1397 e morì il 10 maggio del 1482
(sempre a
lunedì 15 aprile 2019
Archeologia. La brocca piriforme di Sedilo? Uno strumento liturgico del IX secolo avanti Cristo. Articolo di Gustavo Bernardino
Archeologia.
La brocca piriforme di Sedilo? Uno strumento liturgico del IX secolo avanti Cristo.
Articolo di Gustavo Bernardino
Un post di Pierluigi
Montalbano del 9 aprile su Facebook mi permette di proporre una tesi
interpretativa di un simbolo che caratterizza un reperto archeologico rinvenuto
a Sedilo riprodotto nella immagine. Come avviene sovente sui social, in cui si
propongono argomenti interessanti, anche in questo caso il post di Pierluigi ha
avuto un certo numero di interventi di persone che hanno esposto le proprie
tesi. La più “gettonata” (stando ad una personale statistica fatta sulla base
degli interventi) mi è sembrata quella proposta da Andrea Loddo che ritiene il
simbolo in questione ” Y” uno strumento da rabdomante. Io non condivido
questa tesi e mi permetto suggerire una lettura diversa cercando di spiegare i
motivi del mio dissenso.
Prima di tutto è necessario
fare una considerazione di carattere generale e ricordare che esiste un
principio metodologico enunciato da un monaco inglese Guglielmo di Occam
(Rasoio di Occam) secondo il quale “a parità di elementi la soluzione di un
problema è quella più semplice e ragionevole”. In funzione di tale principio mi
sembrerebbe logico ritenere che tale manufatto (di splendida fattezza),
considerando che è stato
sabato 13 aprile 2019
Archeologia. La prima marina militare dell'impero romano nasce in Sardegna, a Cagliari, istituita da Cesare Ottaviano Augusto. Articolo di Pierluigi Montalbano
Archeologia. La prima marina militare dell'impero romano nasce in Sardegna, a Cagliari, istituita da Cesare Ottaviano Augusto.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Sarei felice di poter raccontare le vicende di qualche marinaio nuragico, ma le fonti storiche sono avare di dati. Vista la tecnologia navale del tempo e l’invariabilità di tempo, venti e correnti, si navigava solo nella buona stagione e i coraggiosi equipaggi consentivano a genti lontane di conoscersi e commerciare. Il preconcetto di alcuni studiosi che vede i sardi provare repulsione verso il mare è oggi da scartare perché le testimonianze archeologiche mostrano una frequentazione stabile almeno da 8000 anni. E’ sciocco proporre i sardi impauriti dal mare e abbarbicati sul Gennargentu e il
lunedì 8 aprile 2019
Archeologia. Dall'Egitto all'Ogliastra: Selene e Scerì, due personaggi da conoscere meglio. Articolo di Gustavo Bernardino
Archeologia. Dall'Egitto
all'Ogliastra: Selene e Scerì, due personaggi da conoscere meglio.
Articolo di Gustavo
Bernardino
Sono certo che qualche
lettore storcerà il naso durante la lettura di quest’ articolo. E' di tutta
evidenza la difficoltà ad accettare certe tesi in mancanza di prove certe. Però
in una materia come l'archeoinvestigazione, è indispensabile avere del coraggio
e presentare le proprie considerazioni anche in presenza di indizi fragili.
Davanti a delle semplici intuizioni nate nel corso della lettura di testi
specifici dove la storia antica è trattata da studiosi di grande spessore, è
bene tentare di costruire delle tesi che potrebbero stimolare l'approfondimento
e l'arricchimento dell'argomento individuato, centrando quindi un duplice obiettivo:
interessare il lettore e invitarlo a contribuire con le sue conoscenze ad
allargare il campo della ricerca.
Data per acquisita la
rispondenza degli Shardana con la popolazione presente in forma maggioritaria
in Sardegna (G. Ugas- Shardana e Sardegna, Edizioni della Torre, 2016), in
relazione alla dimensione del
giovedì 4 aprile 2019
Archeologia. Antenati e “defunti illustri” nella Sardegna di età punica. Il caso del Sulcis. Articolo di Giuseppe Garbati
Archeologia. Antenati e “defunti illustri” nella Sardegna di età punica. Il caso del Sulcis
Articolo di Giuseppe Garbati
Articolo di Giuseppe Garbati
La ricostruzione delle ideologie funerarie nel mondo fenicio e punico è uno dei campi di studio più stimolanti. Una delle regioni in cui l’apporto dell’archeologia si è dimostrato ricco di nuove suggestioni è la Sardegna, sia in relazione ai contesti e ai corredi funerari appartenenti alle fasi arcaiche della presenza fenicia, sia in riferimento alle molteplici testimonianze di età punica. In merito a questa seconda epoca, alcuni elementi interessanti sono stati restituiti di recente dai rinvenimenti nella necropoli punica di Sulcis. Bernardini ha scoperto un ricco sepolcro che consente di esprimere alcune considerazioni. La tomba 7 della necropoli punica di Sulcis, datata grazie al corredo ceramico entro la seconda metà del V a.C., è composta da un’unica grande camera a pianta trapezoidale, cui si accede da un ampio corridoio gradinato, provvista al centro di un pilastro (fig. 1). L’interno della cella, lungo la parte superiore delle pareti, presenta larghe fasce dipinte in rosso che
lunedì 1 aprile 2019
Archeologia. Scoperto in Sardegna, sul Supramonte, un complesso cultuale del Bronzo Recente, ricco di scene scolpite in rilievi con figure divine in processione. E’ presente anche una spettacolare Tomba di Giganti con centinaia di figure scolpite. Articolo di Pierluigi Montalbano
Archeologia. Scoperto in Sardegna, sul Supramonte, un complesso cultuale del Bronzo Recente, ricco di scene scolpite in rilievi con figure divine in processione. E’ presente anche una spettacolare Tomba di Giganti con centinaia di figure scolpite.
Articolo di Pierluigi Montalbano
Si tratta di un recesso naturale tra le rocce, composto di due camere decorate da bassorilievi (la principale ampia circa m 18 × 11, la minore 17 × 4) in comunicazione tra loro per mezzo di uno stretto passaggio. La parte prospiciente alle due camere fu bloccata fin dall'inizio da una serie di edifici: si sono riconosciute 3 fasi principali. Tutto è stato realizzato in prossimità di una Tomba di Giganti elegantemente costruita con grandi blocchi isodomi scolpiti che riportano simboli e figure da interpretare. All'inizio il complesso cultuale era costituito prevalentemente dalle scene sulle pareti; un muro ampio circa 1,20 chiudeva l'accesso alle due camere ed era insieme cinta e terrazzamento per lo spiazzo libero. All'interno del recinto non vi era che una piccola casa a una sola stanza. Nella fase successiva si procedette alla costruzione di un vero e proprio complesso templare, simile per impianto ai
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