venerdì 24 novembre 2017
Archeologia. “L’apertura della Zecca a Marciana, nell'Isola d'Elba, è stata davvero una brutta sorpresa. Intervista alla Prof.ssa Lucia Travaini dell’Università degli Studi di Milano sulle zecche inventate
Archeologia. “L’apertura della Zecca a Marciana, nell'Isola d'Elba, è stata davvero una brutta sorpresa. Intervista
alla Prof.ssa Lucia Travaini dell’Università degli Studi di Milano sulle zecche
inventate
La
Prof.ssa Travaini è attualmente docente di Numismatica presso il dipartimento
di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano. Ma è nota e stimata
anche all’ estero per la sua vasta cultura professionale tanto da essere stata insignita a Londra
della prestigiosa medaglia della Royal Numismatic Society ed essere anche
la prima studiosa italiana nominata tra
i 10 membri onorari
di una delle più antiche e autorevoli società del settore, ossia la Société Royale de Numismatique de
Belgique.
Presentare
la Prof.ssa Travaini non è soltanto un atto doveroso nei confronti di una
studiosa nel settore della numismatica, riconosciuta per il suo prestigio anche
all’estero, ma per quanto più possa riguardare i lettori, un rafforzativo che
il parere espresso sull’argomento trattato sia difficilmente confutabile, proprio in virtù delle sue
intrinseche qualità professionali.
In altri
termini si vorrebbe esprimere con questa intervista un giudizio informato ai
massimi livelli sulla travagliata vicenda della zecca di Marciana, ritenuta
tale dal Comune anche se non si
mercoledì 22 novembre 2017
Archeologia. Eccezionale scoperta in Inghilterra: la tomba di una giovane donna dell'età del Bronzo con un corredo ricco di ambra, stagno e gioielli.
Archeologia. Eccezionale scoperta in Inghilterra: la tomba di una giovane donna dell'età del Bronzo con un corredo ricco di ambra, stagno e gioielli.

Una sepoltura di 4000 anni fa potrebbe riscrivere la storia dell'Età del Bronzo britannica. In questa sepolture vennero deposti i resti, cremati, di una giovane donna con quanto rimaneva del legno utilizzato nel rogo e con il corredo della giovane accuratamente avvolto in una pelliccia. L'involto era stato, a sua volta, deposto in una piccola scatola di pietra.
Fra gli oggetti scoperti vi sono 34 borchie di stagno, che costituiscono la prima prova della lavorazione del metallo nel sudovest dell'Inghilterra, una cintura in fibra d'ortica con una frangia in

Una sepoltura di 4000 anni fa potrebbe riscrivere la storia dell'Età del Bronzo britannica. In questa sepolture vennero deposti i resti, cremati, di una giovane donna con quanto rimaneva del legno utilizzato nel rogo e con il corredo della giovane accuratamente avvolto in una pelliccia. L'involto era stato, a sua volta, deposto in una piccola scatola di pietra.
Fra gli oggetti scoperti vi sono 34 borchie di stagno, che costituiscono la prima prova della lavorazione del metallo nel sudovest dell'Inghilterra, una cintura in fibra d'ortica con una frangia in
lunedì 20 novembre 2017
Archeologia. Quando l’imperatore di Spagna Carlo V sbarcò a Cagliari. Riflessioni di Maurizio Corona
Archeologia. Quando l’imperatore di Spagna Carlo V sbarcò a Cagliari.
Riflessioni di Maurizio Corona
“Sabato 12 giugno dell’anno del Signore 1535.
Per la città di Cagliari è un giorno speciale. Quasi tutti i suoi abitanti si sono assiepati vocianti sulle banchine del porto e lungo il Carrer de Barselona nel quartiere di Lapola. Vogliono vedere, magari soltanto scorgere, l’imperatore Carlo V, che, accolto dalle più alte cariche cittadine, è appena sbarcato in città con il suo sfarzoso seguito di grandi personaggi.
Nelle acque del Golfo degli Angeli si è radunata l’imponente flotta cristiana, giunta da ogni parte del Mediterraneo occidentale. L’Imperatore spagnolo ha dato ordine ai suoi alleati di fare vela su Cáller, «que es la cabeça deste reyno», come lui la definisce in una lettera scritta alla moglie Isabella di Portogallo quello stesso 12 giugno dopo essere risalito a bordo della sontuosa bastarda dell’ammiraglio genovese Andrea Doria, che gliela mise a disposizione per l’intera durata della campagna militare.
Immaginiamo quale stupore e quale impressione destò nei Cagliaritani lo spettacolo che si presentò ai loro occhi in quei giorni: il golfo era punteggiato dai mille colori delle navi dei Regni di Spagna e di
Riflessioni di Maurizio Corona
“Sabato 12 giugno dell’anno del Signore 1535.
Per la città di Cagliari è un giorno speciale. Quasi tutti i suoi abitanti si sono assiepati vocianti sulle banchine del porto e lungo il Carrer de Barselona nel quartiere di Lapola. Vogliono vedere, magari soltanto scorgere, l’imperatore Carlo V, che, accolto dalle più alte cariche cittadine, è appena sbarcato in città con il suo sfarzoso seguito di grandi personaggi.
Nelle acque del Golfo degli Angeli si è radunata l’imponente flotta cristiana, giunta da ogni parte del Mediterraneo occidentale. L’Imperatore spagnolo ha dato ordine ai suoi alleati di fare vela su Cáller, «que es la cabeça deste reyno», come lui la definisce in una lettera scritta alla moglie Isabella di Portogallo quello stesso 12 giugno dopo essere risalito a bordo della sontuosa bastarda dell’ammiraglio genovese Andrea Doria, che gliela mise a disposizione per l’intera durata della campagna militare.
Immaginiamo quale stupore e quale impressione destò nei Cagliaritani lo spettacolo che si presentò ai loro occhi in quei giorni: il golfo era punteggiato dai mille colori delle navi dei Regni di Spagna e di
sabato 18 novembre 2017
Archeologia. "Sardegna, l'alba di una civiltà"- Capone Editore - Lecce. E' uscito il nuovo libro di Pierluigi Montalbano.
Archeologia. "Sardegna, l'alba di una civiltà" - Capone Editore - Lecce. E' uscito il nuovo libro di Pierluigi Montalbano.
Pubblicato! Dalla prossima settimana inizierà il tour per presentarlo al pubblico. Sarà disponibile nei siti archeologici Nuraghe Losa, Nuraghe Santu Antine, Pozzo Santa Cristina e, a Cagliari, nella Libreria Succa. Naturalmente anche presso l'editore o posso spedirlo io richiedendolo con una mail a pierlu.mont@libero.it Il costo è 18 Euro.
Invito tutti gli amici a sensibilizzare le associazioni e le amministrazioni per organizzare conferenze. Prometto di rispondere a tutti.
Sardegna.
L’alba di una civiltà
IL LIBRO Dopo l’invenzione della scrittura, l’uomo ci ha lasciato tantissimi documenti, le cosiddette fonti letterarie, leggerli significa ascoltare le parole che vengono da un passato piuttosto recente se rapportato a quanto abbiamo “ereditato”, invece, dagli uomini che per primi abitarono la terra. Di essi, della loro civiltà, abbiamo soprattutto fonti iconografiche – pitture o incisioni in grotta, statuine della Dea Madre, vasellame decorato, graffiti su ciottoli – ma anche resti di pasti, utensili e stoviglie, ruderi dei primi ricoveri in pietra, corredi funerari, relitti affondati lungo le coste e tanto, tanto altro. Con tutte queste fonti, ogni
Pubblicato! Dalla prossima settimana inizierà il tour per presentarlo al pubblico. Sarà disponibile nei siti archeologici Nuraghe Losa, Nuraghe Santu Antine, Pozzo Santa Cristina e, a Cagliari, nella Libreria Succa. Naturalmente anche presso l'editore o posso spedirlo io richiedendolo con una mail a pierlu.mont@libero.it Il costo è 18 Euro.
Invito tutti gli amici a sensibilizzare le associazioni e le amministrazioni per organizzare conferenze. Prometto di rispondere a tutti.
Sardegna.
L’alba di una civiltà
IL LIBRO Dopo l’invenzione della scrittura, l’uomo ci ha lasciato tantissimi documenti, le cosiddette fonti letterarie, leggerli significa ascoltare le parole che vengono da un passato piuttosto recente se rapportato a quanto abbiamo “ereditato”, invece, dagli uomini che per primi abitarono la terra. Di essi, della loro civiltà, abbiamo soprattutto fonti iconografiche – pitture o incisioni in grotta, statuine della Dea Madre, vasellame decorato, graffiti su ciottoli – ma anche resti di pasti, utensili e stoviglie, ruderi dei primi ricoveri in pietra, corredi funerari, relitti affondati lungo le coste e tanto, tanto altro. Con tutte queste fonti, ogni
venerdì 17 novembre 2017
Linguistica. Alfabeto greco e alfabeto fenicio. Perché l’alfabeto greco finisce così? Riflessioni di Fabio Copani
Linguistica. Alfabeto greco e alfabeto fenicio. Perché
l’alfabeto greco finisce così?
Riflessioni di Fabio
Copani
L’alfabeto greco è lì, con i
suoi ventiquattro segni riprodotti sui libri di testo e sui siti internet.
Alfa, beta, gamma, delta, epsilon… Quando s’inizia a studiare una lingua
generalmente non ci si pone molte domande su ciò che si sta apprendendo.
L’insegnante dice che l’alfabeto è quello, dunque s’impara così e basta.
In questo articolo:
L’alfabeto greco non nasce
come lo conosciamo oggi, ma ha una lunga storia
Derivazione dell’alfabeto
greco da quello fenicio
Le ultime cinque lettere
dell’alfabeto sono un’aggiunta dei Greci
Distinzione tra u vocalica e
semivocalica
L’introduzione dei segni
complementari: importante spia storica
L’ultima esigenza: distinguere
vari tipi di o
In realtà ogni lettera
dell’alfabeto greco, prima di essere incasellata nelle griglie che conosciamo,
ha alle spalle una storia lunga anche secoli. Lo stesso segno è stato usato per
suoni diversi, con un
mercoledì 15 novembre 2017
Archeologia. S’Arcu ‘e Is Forros, un sito fra i monti della Sardegna dove si incontravano nuragici, filistei e fenici. Articolo di Maria Ausilia Fadda.
Archeologia. S’Arcu ‘e Is Forros, un sito fra i monti della Sardegna dove si incontravano nuragici, filistei e fenici.
Articolo di Maria Ausilia Fadda.
(fonte: Archeologia Viva)
L’antico villaggio alle falde del Gennargentu ha restituito una grande quantità di oggetti di bronzo e di ferro che lo attestano come il centro metallurgico più importante della Sardegna nuragica, in stretto rapporto di scambi con l’Etruria e il Levante tanto da riservarci la straordinaria scoperta di un’iscrizione in caratteri filistei e fenici graffita su un’anfora arrivata nell’isola insieme ad altri prodotti dell’Oriente mediterraneo.
Nel villaggio santuario di S’Arcu ‘e is Forros (Villanova Strisàili), risorge il più grande centro metallurgico della Sardegna nuragica, gestito da principi sacerdoti che coniugavano autorità religiosa, tecnologia e potere economico. Il sito era già noto dal 1986, e la campagna di scavo del 2010 si concluse con l’esplorazione di un tempio a megaron con altare interno e di un ambiente con forno per
Articolo di Maria Ausilia Fadda.
(fonte: Archeologia Viva)
L’antico villaggio alle falde del Gennargentu ha restituito una grande quantità di oggetti di bronzo e di ferro che lo attestano come il centro metallurgico più importante della Sardegna nuragica, in stretto rapporto di scambi con l’Etruria e il Levante tanto da riservarci la straordinaria scoperta di un’iscrizione in caratteri filistei e fenici graffita su un’anfora arrivata nell’isola insieme ad altri prodotti dell’Oriente mediterraneo.
Nel villaggio santuario di S’Arcu ‘e is Forros (Villanova Strisàili), risorge il più grande centro metallurgico della Sardegna nuragica, gestito da principi sacerdoti che coniugavano autorità religiosa, tecnologia e potere economico. Il sito era già noto dal 1986, e la campagna di scavo del 2010 si concluse con l’esplorazione di un tempio a megaron con altare interno e di un ambiente con forno per
lunedì 13 novembre 2017
Archeologia della Sardegna. Bosa nel contesto del Giudicato di Arborea. Riflessioni di Attilio Mastino
Archeologia
della Sardegna. Bosa nel contesto del Giudicato di Arborea.
Riflessioni
di Attilio Mastino
Con
la morte di Adelasia avvenuta nel castello di Burgos (a. 1259) e il crollo del
Giudicato di Logudoro, i Malaspina della Lunigiana finalmente costituirono uno
“stato signorile” a Bosa ed in Planargia, includendovi l’antica curatoria di
Frussia: gli studiosi ritengono che solo allora fu costruito il castello
fortificato sul colle di Serravalle (le date del 1112-21 proposte da Giovanni
Francesco Fara non sono considerate credibili), a protezione dell’antico
approdo fluviale, dei fondaci e del borgo che rapidamente finì per raccogliere
l’eredità della Bosa Manna (la città romana e bizantina), dove
attorno al 1065 secondo una fonte iberica più tarda era nata Marcusa de Gunale,
figlia di Gonario di Lacon, moglie del giudice di Torres Costantino.
Ad
epoca malaspiniana si datano gli Statuti della villa di Bosa, scritti in
volgare italiano, di cui rimangono solo alcuni capitoli sopravvissuti al
“Vespro antipisano” del 17 aprile 1323: i territori di
sabato 11 novembre 2017
Archeologia. Bronzetti nuragici, pregiate sculture in bronzo che il mondo ci invidia. Riflessioni di Pierluigi Montalbano
Archeologia.
Bronzetti nuragici, pregiate sculture in bronzo che il mondo ci invidia.
Riflessioni di Pierluigi Montalbano
Fra i personaggi sacri del mondo nuragico, spicca per
bellezza e importanza “l’acquaiolo”, un bronzetto sardo
(n° 60 del libro di Lilliu “Sculture della Sardegna Nuragica”) che saluta con
la mano destra, e nella sinistra impugna una fune da cui pende un vaso del tipo
di quello in terracotta inciso trovato a Sant’Anastasia di Sardara. Anch’esso
proviene da Serri ed è conservato al Museo di Cagliari. Il legame con la
religiosità è testimoniato dai tre elementi che sono sempre presenti nella
sfera sacra: eleganza, relazione con l’acqua e dono votivo. Il recipiente ha il
corpo ovale col fondo stretto e piano. Il colletto è alto e rovescio ed è
diviso dal corpo con una profonda gola. Sul ventre presenta un colatoio per
versare il liquido. La tunica, con l’orlo inferiore prolungato a coda, è priva
di maniche. Il pugnale a elsa gammata, sospeso nella fascia a tracolla,
costituisce l’arma, simbolo di prestigio e potere, del personaggio. Un cordone
con nodo sul davanti chiude il vestito all’altezza della vita. Occhi a
giovedì 9 novembre 2017
Archeologia e Astronomia, il parere di un esperto. L’archeoastronomo Mauro Peppino Zedda: “L’archeologia ufficiale? Oscurantista e arrogante”
Archeologia e Astronomia, il
parere di un esperto.
L’archeoastronomo Mauro
Peppino Zedda: “L’archeologia ufficiale? Oscurantista e arrogante”
Intervista di Francesca Mulas
per www.sardiniapost.it
Archeologi sardi contro iI
Fantarcheosardismo: non è una novità che gli accademici, quelli che occupano le
poltrone di Università e Soprintendenza o che da anni lavorano e studiano in
ambito archeologico prendano posizione contro gli appassionati di antichità,
‘colpevoli’ di inquinare un serio dibattito scientifico attorno al nostro
passato con teorie più o meno credibili. L’archeologo Rubens D’Oriano, funzionario della Soprintendenza Archeologica si è
espresso duramente contro gli improvvisati dell’archeologia etichettandoli come
‘Fantarcheosardisti’. Tra le discipline guardate con diffidenza
dagli accademici c’è anche l’archeoastronomia: secondo questa teoria i
monumenti antichi della Sardegna avrebbero un orientamento che segue
il sole e la luna. Mauro Peppino Zedda, archeoastronomo isolano, è
citato nelle riviste di tutta Europa ma non ha lo stesso successo in terra
sarda. 52 anni, contadino e laureando in Beni Culturali, ha pubblicato le sue
osservazioni in riviste internazionali e ha dato alle stampe diverse monografie
sul tema. L’ultima, ‘Archeoastronomia nella
lunedì 6 novembre 2017
Archeologia subacquea. Il lingotto di stagno di Porto Ferro (Sassari). Articolo di Mario Galasso
Archeologia subacquea. Il lingotto di stagno di Porto Ferro (Sassari)
Articolo di Mario Galasso

La Nuova Sardegna ha riportato il 23 giugno 2010 la notizia del ritrovamento di un lingotto di stagno di circa 10 kg, dal fondale di Porto Ferro (Nurra, NO. Sardegna), da parte di un gruppo di subacquei dell’ass. sportiva Corallo sub di Alghero. Il loro istruttore Alberto Sechi fortunatamente non ha confuso il lingotto con uno zinco di quelli che si usano contro le correnti galvaniche sotto le chiglie delle barche e dopo averlo fotografato sia in situ, sia durante il recupero che fuori dall’acqua lo ha consegnato ai CC di S. Maria La Palma, per il successivo inoltro alla Soprintendenza Archeologica di Sassari. In un primo momento il fortunato rinvenitore si è convinto di aver trovato un lingotto di epoca punica per la somiglianza della forma dello stesso con quello a tutti familiare del simbolo della
Articolo di Mario Galasso

La Nuova Sardegna ha riportato il 23 giugno 2010 la notizia del ritrovamento di un lingotto di stagno di circa 10 kg, dal fondale di Porto Ferro (Nurra, NO. Sardegna), da parte di un gruppo di subacquei dell’ass. sportiva Corallo sub di Alghero. Il loro istruttore Alberto Sechi fortunatamente non ha confuso il lingotto con uno zinco di quelli che si usano contro le correnti galvaniche sotto le chiglie delle barche e dopo averlo fotografato sia in situ, sia durante il recupero che fuori dall’acqua lo ha consegnato ai CC di S. Maria La Palma, per il successivo inoltro alla Soprintendenza Archeologica di Sassari. In un primo momento il fortunato rinvenitore si è convinto di aver trovato un lingotto di epoca punica per la somiglianza della forma dello stesso con quello a tutti familiare del simbolo della
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