La birra, un liquido divino
Articolo di Pierluigi Montalbano
La storia della birra è antichissima e si perde nelle nebbie dei tempi, con testimonianze provenienti da molte culture diverse. Iscrizioni sumere, papiri egizi e tradizioni azteche e cinesi indicano che questa bevanda veniva prodotta già migliaia di anni fa, spesso a partire da cereali come orzo, mais e riso. In Mesopotamia, una stele di circa 6000 anni fa descrive diverse varietà di birra e attribuisce la sua invenzione alla dea Ninkasi, celebrata in uno dei più antichi inni conosciuti. La birra aveva un ruolo centrale anche nel codice di Hammurabi, dove si regolamentava il commercio, e nelle cerimonie funebri, dove era offerta in onore dei defunti, rafforzando il legame tra questa bevanda e le divinità. Anche gli egizi consideravano la birra un dono delle divinità Iside e Osiride, utilizzandola non solo nei
rituali religiosi, ma anche come medicinale e alimento quotidiano, addirittura somministrata ai bambini e alle gestanti per le sue proprietà nutrizionali e curative. Nel mondo romano, la birra, chiamata cerevisia, era associata a Cerere, dea delle messi, e si diffuse durante le feste agricole, anche se il vino rimaneva la bevanda predominante.Le leggende e le tradizioni antiche spesso collegano la
birra a figure femminili come simbolo di fertilità: si narra che una donna,
dimenticandosi di cereali fuori dalla porta, abbia dato origine alla
fermentazione naturale, e in alcune storie nordiche Odino usò la saliva come
lievito per la produzione della birra, conferendole un potere esoterico. In
Scandinavia e nelle repubbliche baltiche, la birra era legata a riti di
fertilità e a figure femminili, come Osmotar nel poema finlandese Kalevala o le
donne che offrivano birra al dio Waizganthos in Lituania. Tuttavia, anche le
streghe erano considerate influenzatrici negative sulla fermentazione, e si
credeva che durante certi giorni del ciclo femminile il lievito potesse essere
ostacolato.
D’altro canto, in Europa settentrionale, la birra era anche
associata a miti maschili e a figure leggendarie come il re Gambrinus, Radigost
e Charlie Mopps, che la attribuivano a inventori come re vichingo o divinità
slave. Tacito racconta che tra i Germani si beveva birra nelle assemblee per
favorire il contatto con gli dei e i defunti, e Odino raccomandava ai guerrieri
di berla per aumentare la forza in battaglia, proteggendosi con corni incisi
con rune sacre. Nelle leggende nordiche, spiriti maligni e spiritelli si
nascondevano nei locali di produzione, e si esorcizzavano con spruzzi di mosto
e birra, mentre i gatti di casa vigilavano di notte contro i malefici.
In molte culture celtiche, la birra era considerata sacra e
veniva usata in rituali, come nei calderoni di Gunderstrup o nelle storie di
divinità come Cernunno e Goibniu. La leggenda di Mag Meld narra di un eroe che
scoprì il segreto della produzione della birra dai Fomori, mostri mitici che
dominavano l’isola prima dell’arrivo degli uomini, e che grazie a questa
scoperta persero il loro potere e furono scacciati dall'isola. Proprio da
questo eroe prese nome la mitica terra dell'Oltremondo del folklore irlandese,
chiamata anche Avalon, una terra sotterranea, dove non esistono né morte né
malattie e dove l'esistenza è sempre piacevole e dolce, comparabile a un'eterna
primavera.
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