Diretto da Pierluigi Montalbano

Ogni giorno un nuovo articolo divulgativo, a fondo pagina i 10 più visitati e la liberatoria per testi e immagini.

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venerdì 9 gennaio 2026

Le chiese bizantine e romaniche al tempo dei Giudicati. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Le chiese bizantine e romaniche al tempo dei Giudicati.

Articolo di Pierluigi Montalbano



I luoghi di culto rappresentano una delle testimonianze più significative del periodo che precedette l’epoca dei Giudicati, una delle fasi più importanti della storia sarda. I Giudicati erano delle realtà politiche avanzate per il loro tempo: le loro corti potevano essere paragonate, per livello culturale e istituzionale, a quelle dei contemporanei regni europei.

Col tempo, i Giudicati si trasformarono in veri e propri regni, ciascuno retto da un sovrano chiamato Judike. Il territorio era suddiviso in curatorie, e i villaggi (biddas) erano amministrati da un Maiore. Il potere era esercitato collettivamente attraverso assemblee chiamate Corona de Logu, che includevano il

giovedì 8 gennaio 2026

L’acqua nella civiltà nuragica: un elemento sacro. Articolo di Pierluigi Montalbano

 L’acqua nella civiltà nuragica: un elemento sacro

Articolo di Pierluigi Montalbano



Fin dalla preistoria, l’acqua ha rappresentato per l’uomo molto più di una semplice risorsa naturale: essa è stata simbolo di vita, strumento di purificazione, veicolo del sacro. Nella civiltà nuragica l’acqua assunse un ruolo centrale nei riti religiosi, assumendo un significato magico e spirituale che la rese protagonista di culti e cerimonie. Le cosiddette “acque lustrali”, considerate sacre, erano parte integrante di pratiche terapeutiche e rituali, e la loro sacralità si riflette ancora oggi nella continuità di alcune tradizioni cristiane: basti pensare alle acquasantiere poste all’ingresso delle chiese, che

mercoledì 7 gennaio 2026

Atlantide: è mai esistita davvero? È stata solo un'invenzione di Platone o possiamo trovare elementi di verità nella sua storia? Articolo di Pierluigi Montalbano

 Atlantide: è mai esistita davvero? È stata solo un'invenzione di Platone o possiamo trovare elementi di verità nella sua storia? 

Articolo di Pierluigi Montalbano


Secondo le descrizioni, Atlantide era un luogo incantevole, abitato da persone gentili, creative e intelligenti, che diedero vita a una delle società più straordinarie che il mondo avesse mai conosciuto. Le sue città erano meraviglie architettoniche, con torri che si innalzavano verso il cielo, collegate da canali di acque cristalline. Dai suoi porti partivano navi che solcavano gli oceani per rifornire gli artigiani, scambiando beni e cultura. Le straordinarie conquiste del mondo antico e le civiltà più avanzate, dall'antico Egitto all'Oriente, trassero ispirazione da questa fonte di civiltà. Tuttavia, un'immensa tragedia, un cataclisma di proporzioni colossali, cancellò per sempre questo paradiso dalla geografia. Terremoti, eruzioni vulcaniche e maremoti distrussero le torri, affondarono le navi e

domenica 4 gennaio 2026

Gli Shardana, i guerrieri dal cuore ribelle. Articolo di Pierluigi Montalbano

Gli Shardana, i guerrieri dal cuore ribelle

Articolo di Pierluigi Montalbano



Le prime tracce degli Shardana (SRDN) risalgono al XV secolo a.C. nel Vicino Oriente, dove sono raffigurati nelle tombe dei visir egizi Senmut, Useramon e Rekhmire a Tebe, durante la loro missione diplomatica presso i faraoni Hatshepsut, Thutmosis III e Amenhotep II. L’obiettivo di questa missione era ottenere il permesso di continuare i commerci verso le coste asiatiche, mantenendo al contempo l’indipendenza amministrativa dall'Egitto. Questi ambasciatori delle "Isole nel cuore del Grande Verde" appaiono in processione accanto ai principi di Kephtiu, con la pelle di un caratteristico colorito rosso-bruno, indossando abiti eleganti e trasportando pesanti lingotti di rame in forma di bue. La loro

martedì 30 dicembre 2025

Archeologia. Costruiamo un nuraghe da noi in otto mesi…senza colla e cemento. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Archeologia. Costruiamo un nuraghe da noi in otto mesi…senza colla e cemento

Articolo di Pierluigi Montalbano




Cari amici, abbiamo un po’ di tempo libero e uno spazio nell’orto? E allora dai…facciamoci un nuraghe e rinverdiamo i fasti dei nostri avi costruttori.

Cosa ci vuole e quanto tempo? Seguite le istruzioni e lo saprete: buon divertimento!

Un’ultima cosa: diversamente da Art Attack non servono i cilindri di cartone della carta igienica né la colla vinilica.

Individuate un’area libera di 12x12 mq nel vostro orto; assicuratevi che sia facilmente raggiungibile dal cancello e che disponga di un’area adiacente (il parcheggio dietro il supermarket accanto a casa andrà benissimo) in cui stoccare gli ingredienti per il gioco;

Prendete una corda intrecciata con fibre vegetali (le foglie di asfodelo vanno benissimo) lunga una decina di braccia; Piantate un piolo nel terreno al centro dell’area individuate e legateci la corda; Tagliate un ramo alla lunghezza di un braccio; Misurate otto braccia sulla corda partendo dal piolo e fate un nodo; Tracciate un cerchio in corrispondenza del nodo; Ripetete la

lunedì 17 novembre 2025

PROPOSTA DI REVISIONE DELLA CARTOGRAFIA GEO-MITOLOGICA DEL MEDITERRANEO: UNA RIANALISI DEL PARADIGMA SARDO-CORSO, di Luigi Usai

PROPOSTA DI REVISIONE DELLA CARTOGRAFIA GEO-MITOLOGICA DEL  MEDITERRANEO: UNA RIANALISI DEL PARADIGMA SARDO-CORSO

Luigi Usai, 

Tel.3465878684



A: COMUNITÀ SCIENTIFICA, DIPARTIMENTI DI ARCHEOLOGIA, FILOLOGIA  CLASSICA E GEOGRAFIA STORICA



 OGGETTO: Necessità di una riconsiderazione critica dei toponimi classici (Libia, Asia, Atlante, Mauretania) alla luce del paradigma  sardo-corso-atlantideo[1] [1].



 1. PREMESSA: LANOMALIA SARDO-CORSA

 Per secoli, la communis opinio storiografica ha stabilito una corrispondenza diretta tra i toponimi delle fonti primarie (Erodoto, Diodoro Siculo, Plinio) e la geografia moderna: la Libia (Λιβύη) è ‘l’Africa, l’Atlante (Ἄτλας) è la catena del Marocco, e la Mauretania è la provincia nordafricana.

 Tuttavia, questo modello consolidato costringe a interpretare numerose descrizioni di Erodoto come "problematiche" o

mercoledì 25 giugno 2025

Romani in Sardegna

Romani in Sardegna

Articolo di Rolando Berretta


Non riuscivo a capire perché, in Sardegna, quando si parla dei Romani, ci sono delle considerazioni molto (esageratamente) negative. Poi sono passato nelle stanze del Palazzo Viceregio e capii. Quanti Sardi hanno messo gli occhi sul quadro del perugino? (
il Bruschi è di Perugia)

Inizio con  una novità: sulla Wikipedia, alla voce Trattati Roma Cartagine, segnalano che il mitico trattato del 509 (ricordato da Polibio) non va bene.

Veniamo a Tito Manlio Torquato che fu due volte Console, fu Censore e sottomise la Sardegna durante il suo consolato. Il suo primo consolato avvenne nell’anno 235, un anno particolare perché fu chiuso il

martedì 8 aprile 2025

Il malocchio nelle tradizioni popolari. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Il malocchio nelle tradizioni popolari

Articolo di Pierluigi Montalbano


Il Malocchio è una pratica malefica le cui origini risalgono a tempi antichissimi. Come suggerisce il nome, la sua trasmissione avviene attraverso lo sguardo, poiché si crede che gli occhi possano rivelare e trasferire all’esterno le forze nascoste nel corpo. Nella mitologia il Malocchio è presente in diverse forme: lo sguardo furioso delle donne dell’Illiria era temuto per la sua capacità di uccidere, il gigante Balor delle leggende celtiche poteva trasformare il suo unico occhio in un’arma letale, e Medusa era in

venerdì 14 febbraio 2025

Cartografia Nautica. Da Dante Alighieri a Cristoforo Colombo. Articolo di Rolando Berretta

Cartografia Nautica.  Da Dante Alighieri a  Cristoforo Colombo

Articolo di Rolando Berretta


Dante, a proposito di Ulisse e della montagna del Purgatorio, scrisse:

 "…ma misi me per l'alto mare aperto sol con un legno e con quella compagna picciola da la qual non fui diserto. L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi, e l'altre che quel mare intorno bagna. Io e ' compagni eravam vecchi e tardi quando venimmo a quella foce stretta dov'Ercule segnò li suoi riguardi, acciò che l'uom più oltre non si metta: da la man destra mi lasciai Sibilia, da l'altra già m'avea lasciata Setta. "O frati", dissi "che per cento milia perigli siete giunti a l'occidente, a questa tanto picciola vigilia d'i nostri sensi ch'è del rimanente, non vogliate negar l'esperienza, di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Li miei compagni fec'io sì aguti, con questa orazion picciola, al cammino, che a

giovedì 2 gennaio 2025

La Natività.

La Natività.

I bronzetti sardi che raffigurano la "Madre con bambino" sono fra i più affascinanti e mi hanno sempre fatto pensare alla Natività.



Questa rappresentazione ha origini antiche che risalgono a tradizioni precedenti il cristianesimo. Nell'antico Egitto, a Heliopolis, il 25 dicembre veniva celebrata la nascita di Horus, il Dio Sole Bambino, raffigurato mentre veniva allattato dalla madre Iside e indossava una corona solare. Nel corso dei secoli, Horus assunse diversi nomi, tra cui Ra, Aton, Osiride e Horus stesso. Il nome "Serapide" apparve nel III secolo a.C. sotto il regno dei Tolomei, e fu successivamente associato anche ad alcuni imperatori romani.
Il culto di Aton, il Dio Sole introdotto da Amenofi IV nel 1350 a.C. (sposo di Nefertiti e padre di Tutankhamon), rappresentò uno dei primi esempi di monoteismo nella storia, sebbene venne successivamente abolito dalla resistenza dei sacerdoti politeisti. Anche il Colosso di Rodi, una delle