Cos’è un nuraghe? 7 domande che agitano il mondo degli studiosi
Articolo di Pierluigi Montalbano
Intorno all’inizio del secondo millennio a.C., in Sardegna compaiono le torri nuragiche. Si tratta di edifici caratterizzati da ambienti interni e da un ballatoio alla sommità, generalmente accessibile tramite una scala interna. Gli spazi interni sono realizzati con la tecnica della falsa cupola, sovrapponendo a secco conci sbozzati. Attualmente si contano circa 8.000 nuraghi, inclusi i protonuraghi (quelli senza torri), ma si stima che il numero totale possa avvicinarsi ai 10.000 edifici. Di seguito alcune domande alle quali rispondo con dati oggettivi provenienti dalle stratigrafie:
1.La comparsa delle torri corrisponde all’arrivo di
importanti apporti culturali esterni?
No: si osserva una graduale e certificabile evoluzione delle
tecniche costruttive precedenti, come muraglie e recinti megalitici.
2.L’edificazione avviene in un breve arco di tempo?
No: si registra un processo di progressiva occupazione territoriale, con attività edilizia distribuita su
tutto il Bronzo Medio.3.La cessazione dell’attività edilizia intorno al X secolo
a.C. corrisponde all’arrivo di popolazioni straniere o a catastrofi?
No: anche questa fase rappresenta una transizione priva di
eventi catastrofici. Le strutture con torri continuano a essere utilizzate per
funzioni sacre e altri scopi. Le torri sono espressione di un’evoluzione
culturale radicata da millenni sul territorio, che si adatta a nuove esigenze,
soprattutto di carattere commerciale e di conservazione della produzione
agroalimentare.
4.Perché i sardi costruirono tutte queste torri?
Nessuno decise mai di costruire diecimila torri: nessuna
tribù, capo o popolazione prese questa decisione. È l’insieme di tutte queste
strutture, viste oggi, che può sembrare un piano globale, ma in realtà ogni
torre è il risultato di un’attività edificatoria singola, sviluppata nel tempo,
senza un progetto unico e centralizzato.
5.Perché ci fu qualcuno che
costruì la prima torre?
Poiché i dati stratigrafici non indicano l’arrivo di
costruttori specializzati, si può supporre che l’evoluzione della società portò
a esigenze che furono soddisfatte con la costruzione di una torre, come
risposta a nuove necessità sociali o funzionali.
6.Perché le torri si diffusero?
La diffusione si spiega con il fatto che questa esigenza si
sentiva in vaste aree dell’isola. La prima torre rappresentò una soluzione
efficace, e la sua presenza in un’area stimolò i vicini a adottare la stessa
soluzione. In altre parole, la necessità di costruire torri emerse da un
mutamento sociale diffuso in tutta la Sardegna.
7.Esistono altri esempi di società che hanno sentito questa
necessità?
La risposta è sorprendente: tutte le società umane, in ogni
epoca e con ogni organizzazione sociale, hanno costruito torri. Escluse le
società primitive di cacciatori-raccoglitori, prevalentemente nomadi, la torre
accompagna la storia dell’uomo fin dal Neolitico: dalla torre di Gerico ai
campanili delle chiese, dai minareti alle torri in acciaio e cristallo che oggi
ammiriamo in tutto il pianeta. Cosa volevano realizzare coloro che per primi edificarono
una torre nuragica non lo sappiamo. Il significato globale di una costruzione,
anche la più semplice, è un fatto culturale profondo racchiuso nel concetto
sociale dell'individuo, assimilabile esclusivamente con una partecipazione
totale alla società stessa. Tuttavia, disponiamo delle stratigrafie, della
storia di altri popoli che edificarono torri e degli studi etnologici di
popolazioni contemporanee alla civiltà nuragica.
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