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lunedì 26 gennaio 2026

Cos’è un nuraghe? 7 domande che agitano il mondo degli studiosi Articolo di Pierluigi Montalbano

 Cos’è un nuraghe? 7 domande che agitano il mondo degli studiosi

Articolo di Pierluigi Montalbano


Intorno all’inizio del secondo millennio a.C., in Sardegna compaiono le torri nuragiche. Si tratta di edifici caratterizzati da ambienti interni e da un ballatoio alla sommità, generalmente accessibile tramite una scala interna. Gli spazi interni sono realizzati con la tecnica della falsa cupola, sovrapponendo a secco conci sbozzati. Attualmente si contano circa 8.000 nuraghi, inclusi i protonuraghi (quelli senza torri), ma si stima che il numero totale possa avvicinarsi ai 10.000 edifici. Di seguito alcune domande alle quali rispondo con dati oggettivi provenienti dalle stratigrafie:

1.La comparsa delle torri corrisponde all’arrivo di importanti apporti culturali esterni?

No: si osserva una graduale e certificabile evoluzione delle tecniche costruttive precedenti, come muraglie e recinti megalitici.

2.L’edificazione avviene in un breve arco di tempo?

No: si registra un processo di progressiva occupazione territoriale, con attività edilizia distribuita su

tutto il Bronzo Medio.

3.La cessazione dell’attività edilizia intorno al X secolo a.C. corrisponde all’arrivo di popolazioni straniere o a catastrofi?

No: anche questa fase rappresenta una transizione priva di eventi catastrofici. Le strutture con torri continuano a essere utilizzate per funzioni sacre e altri scopi. Le torri sono espressione di un’evoluzione culturale radicata da millenni sul territorio, che si adatta a nuove esigenze, soprattutto di carattere commerciale e di conservazione della produzione agroalimentare.

4.Perché i sardi costruirono tutte queste torri?

Nessuno decise mai di costruire diecimila torri: nessuna tribù, capo o popolazione prese questa decisione. È l’insieme di tutte queste strutture, viste oggi, che può sembrare un piano globale, ma in realtà ogni torre è il risultato di un’attività edificatoria singola, sviluppata nel tempo, senza un progetto unico e centralizzato.

5.Perché ci fu qualcuno che costruì la prima torre?                    

Poiché i dati stratigrafici non indicano l’arrivo di costruttori specializzati, si può supporre che l’evoluzione della società portò a esigenze che furono soddisfatte con la costruzione di una torre, come risposta a nuove necessità sociali o funzionali.

6.Perché le torri si diffusero?

La diffusione si spiega con il fatto che questa esigenza si sentiva in vaste aree dell’isola. La prima torre rappresentò una soluzione efficace, e la sua presenza in un’area stimolò i vicini a adottare la stessa soluzione. In altre parole, la necessità di costruire torri emerse da un mutamento sociale diffuso in tutta la Sardegna.

7.Esistono altri esempi di società che hanno sentito questa necessità?

La risposta è sorprendente: tutte le società umane, in ogni epoca e con ogni organizzazione sociale, hanno costruito torri. Escluse le società primitive di cacciatori-raccoglitori, prevalentemente nomadi, la torre accompagna la storia dell’uomo fin dal Neolitico: dalla torre di Gerico ai campanili delle chiese, dai minareti alle torri in acciaio e cristallo che oggi ammiriamo in tutto il pianeta. Cosa volevano realizzare coloro che per primi edificarono una torre nuragica non lo sappiamo. Il significato globale di una costruzione, anche la più semplice, è un fatto culturale profondo racchiuso nel concetto sociale dell'individuo, assimilabile esclusivamente con una partecipazione totale alla società stessa. Tuttavia, disponiamo delle stratigrafie, della storia di altri popoli che edificarono torri e degli studi etnologici di popolazioni contemporanee alla civiltà nuragica.

 

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