Dieci bufale della storia da sfatare.
di Stefano Borroni, Giulio Garlaschi, Giulia
Battistotti e Nicole Manfredda
Il mondo, come sappiamo, è pieno di luoghi
comuni ed anche la storia presenta credenze errate frutto spesso di
messaggi veicolati dagli stessi organi d’informazione e dalle scuole. Scopriamo
insieme le principali bufale.
1- Nel Medioevo si credeva che la terra fosse
piatta. FALSO
I primi studi sulla sfericità della terra risalgono
addirittura all’epoca dell’antica Grecia; Eratostene già nel
III secolo a.C. si avvalse di questo concetto per misurare la
circonferenza della Terra (con un approssimazione sorprendente per quei
tempi!).Tale concezione rimase data per assodata sia nell’epoca dell’impero
romano e del medioevo. Anche sant’Agostino, seppure rifiutasse l’idea che
l’altra parte del globo fosse abitata, accettava l’idea di sfericità. Solo
pochi intellettuali negavano tale concezione credendola contraria alle
sacre scritture. L’idea che i medievali credessero nella terra piatta si deve
al libro di Washington Irving “La vita ed i viaggi di Cristoforo
Colombo” in cui l’autore sostenne questa tesi entrata poi
nell’immaginario collettivo.
2 – le statue e i templi dei greci e degli antichi
romani erano bianche – FALSO
L’idea che i monumenti dell’epoca antica fossero
bianchi deriva dal Rinascimento. Durante la riscoperta delle opere classiche
infatti, gli artisti non poterono osservare i colori che migliaia di anni prima
ornavano le strutture e le statue antiche. Per questo riprodussero copie
bianche, quando in realtà greci e romani usavano colori spesso molto sgargianti
e vivaci. Rosso, giallo, ma anche tonalità molto più vive e che oggi potremmo
definire “Kitsch”. Gli studi effettuati fino ad oggi hanno permesso in alcuni
casi infatti di risalire alla colorazione orginaria dei monumenti e di
ricostruire la loro originaria bellezza.
3- Einstein non eccelleva a scuola – FALSO
Vi è una tendenza diffusa a credere che Albert
Einstein non brillasse negli studi; in realtà non è così. Il futuro scienziato
erano considerato il primo della classe e si distinse molto presto per la sua
capacità nel risolvere problemi di matematica. Fu bocciato
ad un esame di
ammissione in una scuola, ma solo perchè si era presentato con un’età prevista
inferiore a quella richiesta e non passò la parte relativa alle materie
umanistiche. Sin dall’adolescenza mostrò capacità non comuni, tanto che a 14
anni, fattosi prestare un libro di matematica da un amico, ne risolse tutti i
problemi e criticò alcune dimostrazioni.
4- Maria Antonietta pronunciò le parole “se non hanno
più pane, che mangino brioche” riferendosi ai cittadini affamati – FALSO
La frase “se non hanno più pane, che mangino brioche!”
viene tradizionalmente (ed erroneamente) attribuita a Maria Antonietta
d’Asburgo-Lorena, che l’avrebbe pronunciata riferendosi al popolo affamato,
durante una rivolta per mancanza di pane.
La frase è invece citata nelle Confessioni di J.J. Rousseau (VI libro), dove
racconta il seguente aneddoto: «…infine mi ricordai il ripiego suggerito da una
grande principessa a cui avevano detto che i contadini non avevano pane e che
rispose: che mangino brioche. Comprai brioche.»
L’opera fu pubblicata nel 1741, Maria Antonietta arrivò a Versailles solo nel
1770; gli storici hanno identificato altri possibili “colpevoli”, come il
generale Joseph François Foullon (che esclamò: “…se questa canaglia non ha
pane, che mangi fieno!”), la moglie di Luigi XIV Maria Teresa, lo stesso
Rousseau o addirittura un imperatore cinese.
5 – Cristoforo Colombo fu il primo a scoprire
l’America – Falso
Il continente americano fu scoperto ben prima della
spedizione del 1492 operata da Cristoforo Colombo sotto il patrocinato dei Re
Cattolici di Spagna: già nella seconda metà del X secolo alcuni marinai
vichinghi avvistarono le coste di Terranova (attuale Canada orientale).
Leif Erikson, figlio del leggendario Erik il Rosso (colonizzatore della
Groenlandia tra 985 e 988), si avventurò nel 1009 nell’esplorazione di quella
che definiva “Vinland” (terra delle viti).
Qualche anno più tardi, il fratello Thorvald si trovò coinvolto in degli
scontri con i nativi (nella zona del fiume S.Lorenzo), nei quali perse la vita.
6) Il Medioevo è l’età dei feudi e della
piramide feudale – FALSO
Il termine “feudalesimo” non compare mai nelle fonti
coeve: si tratta infatti di una definizione Settecentesca, inventata in un
periodo di forti fermenti contro la schiavitù legata alla terra.
Si svilupparono piuttosto dei legami di tipo signorile, vassallatico –
beneficiari secondo alcuni storici, che consistevano nella concessione
patrimoniale che il signore faceva al vassallo in cambio
di un certo servizio reso (aiuto militare o incarico funzionariale, per esempio
l’amministrazione di una contea e l’esercizio della giustizia per conto del
re).
Questi legami non rimasero immutati per tutto il Medioevo, ma si può
individuare una cesura tra l’età carolingia e quella successiva.
Carlo Magno concesse molte terre e molti poteri ai suoi feudatari,
utilizzandoli principalmente come funzionari e suoi rappresentanti in
determinati luoghi, ma riservandosi sempre il diritto di rimuoverli se
necessario. Con la morte di Carlo Magno le cose cambiarono, quando il vuoto di
potere creato dalla dipartita del sovrano determinò un aumento del potere
dei signori locali.
7) I castelli medievali erano tutti fatti in pietra – FALSO
La letteratura, ma soprattutto il cinema, hanno
contribuito a creare uno stereotipo dei castelli medievali che, col passare
degli anni, è entrato nell’immaginario comune.
Castelli da fiaba, in pietra, diroccati su una collina in modo da poter
controllare il territorio circostante, fortezze quasi sempre inespugnabili.
In realtà, i castelli medievali non erano delle piccole Camelot e, almeno fino
al XIII secolo, erano costruiti in legno, circondati da mura dello stesso
materiale: la pietra era infatti molto costosa e difficile da trasportare,
mentre il bosco era la principale fonte di sostentamento
8) I feudatari potevano giacere con le spose
dei loro sudditi durante la loro prima notte di nozze – FALSO
Ius primae noctis.
Letteralmente “diritto della prima notte”, ovvero la legge che, secondo la
credenza popolare, permetteva ai feudatari di poter trascorrere la prima notte
di nozze con le mogli dei sudditi, sostituendosi ai mariti.
La storicità di questa credenza, alimentata da molti film (primo tra tutti
Braveheart), risulta essere improbabile. È molto difficile credere che in una
società in cui la Chiesa e il cristianesimo avevano un controllo così diffuso e
una profonda influenza sulla famiglia e sul comportamento delle persone,
venisse accettata un usanza così umiliante per i sudditi e contradditoria
rispetto al valore dato alla verginità e alla purezza femminile.
9) per decretare la morte del gladiatore
perdente, l’imperatore o il committente dei giochi mostrava alla folla il pugno
con i pollice rivolto in basso. – FALSO
Secondo la tradizione cinematografica e popolare, per
decretare la morte del gladiatore perdente, l’imperatore o il committente dei
giochi mostrava alla folla il pugno con i pollice rivolto in basso.
Tale convinzione viene sfata dal fatto che un gesto di tale importanza doveva
essere ben evidente a tutto il pubblico seduto nell’anfiteatro e pertanto
difficilmente un pollice sarebbe stato notato dagli spalti più lontani.
Sembrerebbe essere accertato che il segno della grazia fosse il pugno chiuso
con il pollice serrato all’interno della mano, mentre su quello per la morte
esistono ancora varie ipotesi. Alcuni credono che fosse il pollice verso
l’alto, a simboleggiare una spada sguainata, altri, in un ipotesi più
probabile, sostengono che il gesto venisse fatto stendendo il braccio verso il
basso con la mano aperta, usando quindi un sistema di mano aperta/chiusa più
evidente al pubblico.
10) Prima di partire per le crociate, i soldati
facevano indossare alla moglie la cintura di castità. – FALSO
L’oggetto di costrizione fisica che, secondo la
credenza, veniva fatto indossare alle mogli dei crociati prima che questi
partissero per la terra santa, o in senso più lato degli uomini del medioevo
per assicurarsi la fedeltà delle loro consorti è solo una leggenda.
In realtà non esistono cinture di castità risalenti al medioevo: la prima
rappresentazione grafica di tale strumento deriva da un manoscritto
quattrocentesco che a scopo satirico spiegava come i fiorentini obbligassero le
loro donne a farne uso, mentre le uniche cinture materiali conosciute risalgono
al 1800 quando venivano usate per collezionismo e mostrate come curiosità,
attribuendole falsamente all’epoca medievale.
Fonte: https://amantidellastoria.wordpress.com
scrive RoBer
RispondiEliminaFacciamo un po’ di chiarezza:
L’America. Diverse testimonianze archeologiche suggeriscono che in Egitto e a Roma si commerciassero tabacco e ananas. Fu Amerigo Vespucci a certificare la presenza di un Nuovo Continente dopo averne esplorato un bel tratto e avendo notato che flora, fauna e popoli non erano sicuramente quelli dell’Asia.
Terra sferica. Che la Terra fosse divisa in due emisferi, con le stagioni contrapposte, era cosa nota ai sacerdoti di Menfi. Quello che si ignorava era la forza centrifuga e come i corpi venissero attratti.
Era difficile, per i Greci, comprendere perché le acque del Nilo potessero salire, da sotto, a sopra; la legge dei vasi comunicanti creò un po’ di confusione nelle menti di diversi studiosi.
per gli antichi greci non era la terra ad essere sferica ma il cosmo diviso in questo modo : sopra c'erano gli astri e i pianeti, in mezzo c'era la terra abitata e in basso la parte umida, cioè il mare. Leggere: Meteorologia di Aristotele. E' in questa visione che bisogna leggere la misura di Eratostene, perché anche per lui la terra abitata era piatta.
EliminaMagari era "difficile" per te immaginare una forza centripetra (non centrifuga), non certamente per i greci, classici e tantomeno per quelli ellenistici, i primi a parlare di forza di attrazione tra corpi celesti. Riguardo ai vasi comunicanti, studiati le fontane di Erone, mediante le quali Rousseau sbarcava il lunario nelle corti d'Europa del '700...
RispondiEliminaSempre RoBer
RispondiEliminamagari sarebbe da spiegarlo a Diodoro Siculo che non era tanto ignorante.