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venerdì 30 gennaio 2026

Cartografia nautica. Chiedete scusa a Toscanelli Articolo di Rolando Berretta

Cartografia nautica. Chiedete scusa a Toscanelli

Articolo di Rolando Berretta

 


Ignoro se c’è qualcuno che segue i miei articoli sulle Carte Antiche. Per capire di cosa sto parlando consiglio di vedere l’articolo: “le antiche carte per navigare erano opera dei romani. 6 dic. 2022”

Spiego che, i Romani, avevano diviso la Terra in settori di meridiano da 4,5 gradi. Anche i paralleli. Quindi avevano disegnato un griglia da 80 x 40 sin dai tempi di Marino di Tiro. Contro questo metodo di raffigurare la Terra si scagliò Tolomeo che stimò quei 4,5 gradi in settori da 5 gradi. Detto semplicemente: mentre Marino di Tiro misurava con 4,5 e 9 gradi … Ptolomeo gli rifaceva i conti, di quei settori, prendendoli per settori da 5 e 10 gradi. Se avete messo, bene, a fuoco questo aspetto del

problema posso andare avanti tranquillamente. Da sempre ho difeso, a spada tratta, i settori da 250 miglia romane del Toscanelli. Molta gente ha spiegato l’errore di Toscanelli citando le misure dei Greci e degli Arabi. All’elenco hanno saltato Ramsete II o Seti I: grave errore!

Adesso andiamo tra gli Agrimensori Romani. Andiamo tra quei signori che misuravano il terreno in maniera maniacale. Dovevano centuriare il terreno dove dovevano sorgere città, costruire ponti, strade e acquedotti. Sempre misurando accuratamente, il tutto, in base ai quattro punti cardinali Nord/Sud e Est/Ovest. Il nord geografico era la prima cosa che dovevano trovare con la massima precisione. Tra i vari strumenti usati c’era la PERTICA (296 cm). Avete presente il geroglifo che raffigura un braccio piegato e termina con una manina? Sembra raffigurare un gomito ( il cubito dei Romani). In Egitto c’era anche il Cubito Sacro. In questo caso specifico sto parlando del REMEN (37 cm). In una pertica c’entravano 8 (otto) Remen giusti giusti. I tenditori di corde, con il Remen, ci misuravano tutto l’Egitto…da sempre. Sospendiamo questa parte del discorso … per ora.


Quante volte, insieme agli schemi, ho presentato un goniometro (da 90 gradi) che mi permetteva di semplificare i calcoli sulla sfera solamente mettendo il valore interessato sulla base. Poi, con l’ausilio di una squadretta, o tracciando la perpendicolare, ottenevo il valore interessato sui 90 gradi! Siccome sono sicuro di averlo scoperto IO … l’ho battezzata -Proiezione RoBer- da abbinare allo schema RoBer, quello da 34 unità (da 4,5 gradi a settore) con giro di compasso da 26 unità.  Parliamo adesso della Proiezione RoBer.

 

Parliamo di una proiezione Ortogonale; con la quale, facendo scorrere una perpendicolare dalla base verso l’arco del goniometro, non facciamo altro che misurare il coseno dell’angolo (in questo caso la latitudine) in modo fisico. La lunghezza del segmento orizzontale che resta “sotto” la squadretta dà istantaneamente la misura del parallelo a quella determinata latitudine.

Se calcolo la misura dell’Equatore in 40.075,017 Km pari a 27.080 miglia romane (un miglio romano da 1480 metri precisi) e lo divido in 80 parti …. ottengo il valore di 338,5 a settore. Questo valore lo riporto sulla base del goniometro. Se cerco il valore  del mitico settore da 250 miglia, facendo scorrere la squadretta, sfioro il 42 parallelo. Datosi che Roma si trova 41°53’ posso affermare che gli 80 settori da 250 miglia sono la misura esatta del parallelo che passa su Roma.

Chi chiederà scusa a Toscanelli?

 Non sto cambiando argomento! Polibio morì nel 214.  Se andiamo al suo III libro, ai cap. dal 36 al 39, leggiamo l’importanza della conoscenza della Geografia da porte degli storici. Ci spiega come era fatta la Terra conosciuta. Ci ricorda (siamo al tempo che Annibale inizia la sua avventura) quali erano i possedimenti cartaginesi, quali erano le terre dei Galli etc etc, tutto misurato a Stadi. E termina con un: adesso tutti questi luoghi sono misurati a “Passi” dai Romani e ogni mille passi, pongono una pietra che corrisponde a 8 (otto) stadi. Dov’è il problema?

Siamo nell’anno 213; un anno dopo: Consoli  Quinto Cecilio Metello Balearico  e Tito Quinto Flaminio. Il Tribuno della Plebe Gaio Sempronio Gracco fece approvare la LEX Sempronia Viaria dove si parla del Passus e della pietra da mettere ogni mille passi. E’ lampante che qualcuno ha aggiunto una parte al testo di Polibio. Non solo: Roma ha ufficializzato la mezza pertica da 1,48 metri ovvero da 4 Remen. E’ con la legge Sempronia che vede la luce il mitico Passus. Quindi possiamo aggiungere, tra gli strumenti degli Agrimensori, il Goniometro. Ricorderei che a Roma c’era il Catasto. Chi sapeva centuriate un Campo sapeva centuriate tutta la Terra. Immaginate tutta la sfera della Terra suddivisa in una scacchiera da 4,5 gradi invece dei soliti 10 o 15 gradi odierni. Immaginate la prima proiezione della Terra in piano. Con i meridiani e i paralleli tutti dritti e uguali tra di loro come facevano Marino di Tiro e i suoi contemporanei.



Osservare bene l’immagine del Planisfero di Fano. Dalla punta di Cuba al Golfo del Bengala sono 180° gradi reali. Basta disegnare lo schema Rober a base 34 unità con tanto di giro di compasso da 26 unità. Con l’aggiunta di 3 settori a destra e a sinistra ottengo i mitici 40 settori da 4,5°.

Dell’inclinazione sbagliata, di una quarta di vento ne parlerò tra poco. Utilizzerò la Pisana.

A questo punto andiamo su Eratostene di Cirene. Andiamo sul suo Egitto, tutto misurato con i Remen, andiamo a vedere come calcolò la misura dell’Equatore. Ha usato le ombre e piantava paletti. Cos’è uno scherzo? E tutto il mondo accademico ci spiega l’intuizione del Genio. Amen!


Tutto questo per dire che qualche Agromensore romano, parlando con i Tenditori di Corde, si fece spiegare come funzionava la questione in Egitto. Di sicuro era un tipo molto sveglio. Non c’entra niente ma, tra Roma e Alessandria, ci sono 4 settori da 4.5 gradi che corrispondono a 18 gradi (per capire le mie cartine su Mercatore). Io uso il meridiano centrale su Alessandria ma sfioro pure Roma prima di finire sulla Raya … che è posta a 17 settori, da 4,5 gradi da Alessandria.

Credo che si passò su Alessandria perché dopo la Penisola Iberica c’era il mare. Dopo Alessandria

c’erano tante altre terre da misurare.


Parliamo della Pisana e dell’inclinazione sbagliata.

Tutte le carte presentano lo stesso errore. Su di una carta moderna si capisce meglio.

Partiamo dell’arrivo dei Pisani a Cagliari … quando fece la sua comparsa la mitica Carta Pisana.

Memorizzato che usano settori da 4,5°? Ok! Se si parte dalla costa siriana si nota che la linea che attraversa il centro dei due giri di compasso parte da 37° nord. Poi passa a 38, poi 39, poi 40 poi

all’altezza delle Baleari, dopo 4,5° trovo la Penisola Iberica nella giusta scala. Questo significa che hanno sbagliato …. il settore da 4,5° che riguarda il Mediterraneo. Questo errore è in tutte le carte del 1300. Tutte! Dall’Atlante Catalano a Opicino, Da Dulcert a Grazioso Benincasa. Chiaro l’errore? (Colombo dava la colpa alla Bussola. Quelli che hanno studiato…giù con le spiegazioni sul Polo Magnetico! Esagerati!) Anche la Carta di Pietro Vesconte, quella del 1318, quella centrata su Gennargentu, quella che riporta il golfo di Utica, quella che ho presentato mille volte, presenta l’inclinazione sbagliata di una quarta di vento. Questo errore è durato qualche secolo.

Dai miei articoli si è capito che tifo per Amerigo Vespucci? Si è capito che Cristoforo Colombo lo rileggo con più attenzione?

Vi racconto l’ultima, poi, chiudo. Avete presente la Lettera Rarissima data alla stampe al rientro di Colombo dal Primo Viaggio? Quella che scrisse durante la burrasca davanti alle Azzorre? Quella lettera che affidò alle onde dentro una botticella? Quella che ricopiò e mise dentro un’altra botticella legata alla nave? Con quel mare descritto, per me, era umanamente impossibile … trovare le due botticelle vuote, e asciutte, da riempire e sigillare. Il tempo di arrivare in Portogallo …  copia della lettera  era già stampata in Spagna e a Roma. Si annunciava, a mezzo stampa, della grande scoperta degli Spagnoli. E tutti a suonare le campane. Leggi e rileggi… alla fine della lettera c’è la località del rientro. Non dice Azzorre; dice Canarie! Mi è venuto un sospetto: non sarà che quella Lettera era già pronta in Tipografia? (visto anche il contenuto?) da quando ho letto del miracolo delle tre alte cime riguardanti l’isola di Trinidad … ci vado cauto con le fonti spagnole. Meglio il Colombo di Michele da Cuneo; riguardo il Secondo Viaggio. Qui si capisce chi era, veramente, Colombo.




 A questo punto … io ricontrollerei, con un occhio diverso, il Planisfero di Pesaro.

Quelli non sono i soliti pezzi asiatici. Quelle sono le vere isole caraibiche. C’è anche la penisola dello Yucatan … scoperta da Cortez nel 1517.

 Vi ricordate quando Matteo Madao scrisse – dissertazioni storiche apologetiche critiche delle Sarde Antichità- ? dove rivendicava le origini cagliaritane di un tale QUINTO ENNIO ? Secondo Voi … perché Giuseppe Manno, con un tono … che non mi è piaciuto, provò a contestargli l’argomento?

Secondo me lo fece, solo, per difendere il punto di vista Accademico.

In quel periodo … capii che la parola RUDINO non indicava la provenienza geografica ma indicava un particolare stato sociale. Prima Rudino (servizio militare) poi Romano (cittadinanza).

Quanti ricordi!       Torniamo alle cose importanti (sic!)

Quando provai a spiegare gli schemi … l’unica risposta che ottenevo era: - Ma l’ha letto il Motzo? Ma l’ha letto il Wagner? Questo lo capisco.

Quello che non ho mai capito, quando contattai un grande cartografo portoghese moderno, che mi rispose … - per capire le Carte Antiche … bisogna conoscere la lingua INGLESE.

 

 

 

 

 

 

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