Diretto da Pierluigi Montalbano

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mercoledì 28 gennaio 2026

L’acqua nella civiltà nuragica della Sardegna. Articolo di Pierluigi Montalbano

 L’acqua nella civiltà nuragica della Sardegna

Articolo di Pierluigi Montalbano


L’acqua, elemento essenziale per la vita, ha sempre rivestito un ruolo centrale nei culti religiosi delle antiche civiltà. Anche il cristianesimo ha ereditato questa tradizione: l’uso dell’acqua benedetta all’ingresso delle chiese, ad esempio, richiama direttamente l’antico uso dei bacili di trachite posti all’ingresso dei templi, dei nuraghi e dei pozzi sacri della Sardegna nuragica.

Uno dei luoghi più significativi in questo contesto è il santuario nuragico di Serri. Durante gli scavi, l’archeologo Antonio Taramelli documentò con precisione la presenza di un bacile in trachite collocato subito dopo l’ingresso della curia, o capanna delle riunioni, sul lato sinistro. Accanto a questo, furono rinvenuti altri oggetti di evidente valore cerimoniale e religioso: una piccola ara, un cippo e un secondo bacile rettangolare incastrato nel muro. Nel vestibolo del primo pozzo sacro di Matzanni fu ritrovato inoltre un altarino finemente lavorato, a testimonianza del carattere sacro di questa struttura. Un altarino simile fu rinvenuto anche nel terzo pozzo e oggi è conservato presso il Museo Sacro di Villacidro, situato di fronte alla chiesa di Santa Barbara.

Il culto dell’acqua era chiaramente al centro di questi luoghi. In Sardegna sono ancora visibili numerosi pozzi sacri risalenti al periodo nuragico, alcuni dei quali ben conservati. Nella località di Matzanni, tra

lunedì 26 gennaio 2026

Cos’è un nuraghe? 7 domande che agitano il mondo degli studiosi Articolo di Pierluigi Montalbano

 Cos’è un nuraghe? 7 domande che agitano il mondo degli studiosi

Articolo di Pierluigi Montalbano


Intorno all’inizio del secondo millennio a.C., in Sardegna compaiono le torri nuragiche. Si tratta di edifici caratterizzati da ambienti interni e da un ballatoio alla sommità, generalmente accessibile tramite una scala interna. Gli spazi interni sono realizzati con la tecnica della falsa cupola, sovrapponendo a secco conci sbozzati. Attualmente si contano circa 8.000 nuraghi, inclusi i protonuraghi (quelli senza torri), ma si stima che il numero totale possa avvicinarsi ai 10.000 edifici. Di seguito alcune domande alle quali rispondo con dati oggettivi provenienti dalle stratigrafie:

1.La comparsa delle torri corrisponde all’arrivo di importanti apporti culturali esterni?

No: si osserva una graduale e certificabile evoluzione delle tecniche costruttive precedenti, come muraglie e recinti megalitici.

2.L’edificazione avviene in un breve arco di tempo?

No: si registra un processo di progressiva occupazione territoriale, con attività edilizia distribuita su

sabato 24 gennaio 2026

Il Pozzo sacro nuragico di San Salvatore di Cabras. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Il Pozzo sacro nuragico di San Salvatore di Cabras

Articolo di Pierluigi Montalbano


L'edificio si trova nella penisola del Sinis, sulla costa occidentale della Sardegna, vicino alle rovine di Tharros e in una suggestiva pianura lagunare. Il nome deriva da una piccola chiesa circondata da casupole, che ogni settembre attira pellegrini come pastori, pescatori e contadini dei territori vicini in occasione della festa del Santo. Dal pavimento della chiesetta una scalinata scende in un antico ipogeo con tre ambienti, raggruppati intorno a un atrio rotondo. L’edificio è scavato nella roccia nella parte inferiore, mentre sopra è costruito con filari di mattoni alternati a blocchetti di arenaria. Il corridoio e la cella hanno volta a botte, mentre l’atrio circolare è sormontato da una cupola bassa, con un pozzo al centro, elemento centrale della struttura. Le pareti e i soffitti sono decorati con graffiti e disegni di epoche diverse. Queste caratteristiche suggeriscono che si

martedì 20 gennaio 2026

Risorse e attività nella Sardegna preistorica. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Risorse e attività nella Sardegna preistorica

Articolo di Pierluigi Montalbano


L'antica Sardegna era caratterizzata da un'abbondanza di risorse e da un clima mite, elementi che gli scrittori classici descrivevano come fondamentali per la vita sull'isola. Le fonti letterarie dedicate alla divinità protosarda Aristeo narrano che, ai tempi dei nuraghi, la Sardegna era ricca di olio, latte e miele, oltre a una vasta gamma di alberi da frutta presenti nelle campagne, nei boschi e nella macchia mediterranea.

Per quanto riguarda la viticoltura, ci sono attestazioni di vinificazione già dal I Ferro, ma già nel Bronzo Recente circolavano brocchette per il vino, e forse da allora si faceva uso di bevande inebrianti. Gli abitanti dell’isola potevano contare anche su un vasto patrimonio di animali da allevamento e su una

sabato 17 gennaio 2026

Trapanazione del cranio: un’antica pratica di chirurgia e rituale. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Trapanazione del cranio: un’antica pratica di chirurgia e rituale

Articolo di Pierluigi Montalbano



Al Museo Sanna di Sassari è esposto uno dei reperti che mostrano fori nella calotta cranica, risalenti a migliaia di anni fa. In Sardegna, le tracce di trapanazioni craniche su persone vive risalgono a studi sui resti umani trovati nella tomba di Scaba e Sarriu di Siddi, datati tra il Neolitico e l’Età del Rame.

Precedentemente, questa pratica si riferiva alla cultura Bonnannaro e poteva essere semplice o multipla, con l’asportazione di rondelle ossee. In un caso, un cranio mostra che l’individuo ha subito quattro interventi in vita, riuscendo a sopravvivere anche dopo i primi tre. La formazione di un callo osseo attorno ai fori dimostra che queste operazioni chirurgiche erano eseguite con notevole abilità, e che le

sabato 10 gennaio 2026

Ossidiana, la preziosa roccia nera di Monte Arci. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Ossidiana, la preziosa roccia nera di Monte Arci

Articolo di Pierluigi Montalbano


Nella Sardegna centro-occidentale si erge il massiccio vulcanico del Monte Arci, alto 800 m, sotto i cui boschi di lecci, roverelle e corbezzoli  e tra la macchia di lentisco, erica e cisto, troviamo un giacimento di ossidiana datata 3 milioni di anni fa, uno dei maggiori fattori di attrazione per le prime comunità neolitiche. Questo vetro vulcanico scuro e lucente si forma per il raffreddamento rapido di lave acide e fu utilizzata per la realizzazione di strumenti come punte di freccia, lame, perforatori, raschiatoi, e come pietra preziosa per gioielli e ornamenti. Verso la fine dell’età della pietra, circa 6000 anni fa, le reti commerciali navali distribuirono questa risorsa attraversando notevoli distanze, superando il problema della sua reperibilità visto che l’ossidiana si trova solo a Lipari, Palmarola e Pantelleria, oltre all’isola di

venerdì 9 gennaio 2026

Le chiese bizantine e romaniche al tempo dei Giudicati. Articolo di Pierluigi Montalbano

 Le chiese bizantine e romaniche al tempo dei Giudicati.

Articolo di Pierluigi Montalbano



I luoghi di culto rappresentano una delle testimonianze più significative del periodo che precedette l’epoca dei Giudicati, una delle fasi più importanti della storia sarda. I Giudicati erano delle realtà politiche avanzate per il loro tempo: le loro corti potevano essere paragonate, per livello culturale e istituzionale, a quelle dei contemporanei regni europei.

Col tempo, i Giudicati si trasformarono in veri e propri regni, ciascuno retto da un sovrano chiamato Judike. Il territorio era suddiviso in curatorie, e i villaggi (biddas) erano amministrati da un Maiore. Il potere era esercitato collettivamente attraverso assemblee chiamate Corona de Logu, che includevano il

giovedì 8 gennaio 2026

L’acqua nella civiltà nuragica: un elemento sacro. Articolo di Pierluigi Montalbano

 L’acqua nella civiltà nuragica: un elemento sacro

Articolo di Pierluigi Montalbano



Fin dalla preistoria, l’acqua ha rappresentato per l’uomo molto più di una semplice risorsa naturale: essa è stata simbolo di vita, strumento di purificazione, veicolo del sacro. Nella civiltà nuragica l’acqua assunse un ruolo centrale nei riti religiosi, assumendo un significato magico e spirituale che la rese protagonista di culti e cerimonie. Le cosiddette “acque lustrali”, considerate sacre, erano parte integrante di pratiche terapeutiche e rituali, e la loro sacralità si riflette ancora oggi nella continuità di alcune tradizioni cristiane: basti pensare alle acquasantiere poste all’ingresso delle chiese, che

mercoledì 7 gennaio 2026

Atlantide: è mai esistita davvero? È stata solo un'invenzione di Platone o possiamo trovare elementi di verità nella sua storia? Articolo di Pierluigi Montalbano

 Atlantide: è mai esistita davvero? È stata solo un'invenzione di Platone o possiamo trovare elementi di verità nella sua storia? 

Articolo di Pierluigi Montalbano


Secondo le descrizioni, Atlantide era un luogo incantevole, abitato da persone gentili, creative e intelligenti, che diedero vita a una delle società più straordinarie che il mondo avesse mai conosciuto. Le sue città erano meraviglie architettoniche, con torri che si innalzavano verso il cielo, collegate da canali di acque cristalline. Dai suoi porti partivano navi che solcavano gli oceani per rifornire gli artigiani, scambiando beni e cultura. Le straordinarie conquiste del mondo antico e le civiltà più avanzate, dall'antico Egitto all'Oriente, trassero ispirazione da questa fonte di civiltà. Tuttavia, un'immensa tragedia, un cataclisma di proporzioni colossali, cancellò per sempre questo paradiso dalla geografia. Terremoti, eruzioni vulcaniche e maremoti distrussero le torri, affondarono le navi e

domenica 4 gennaio 2026

Gli Shardana, i guerrieri dal cuore ribelle. Articolo di Pierluigi Montalbano

Gli Shardana, i guerrieri dal cuore ribelle

Articolo di Pierluigi Montalbano



Le prime tracce degli Shardana (SRDN) risalgono al XV secolo a.C. nel Vicino Oriente, dove sono raffigurati nelle tombe dei visir egizi Senmut, Useramon e Rekhmire a Tebe, durante la loro missione diplomatica presso i faraoni Hatshepsut, Thutmosis III e Amenhotep II. L’obiettivo di questa missione era ottenere il permesso di continuare i commerci verso le coste asiatiche, mantenendo al contempo l’indipendenza amministrativa dall'Egitto. Questi ambasciatori delle "Isole nel cuore del Grande Verde" appaiono in processione accanto ai principi di Kephtiu, con la pelle di un caratteristico colorito rosso-bruno, indossando abiti eleganti e trasportando pesanti lingotti di rame in forma di bue. La loro