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mercoledì 1 aprile 2026

Cagliari, scoperta sensazionale a Monte Urpinu: individuata una possibile “Tomba dei Giganti” nuragica

Cagliari, scoperta sensazionale a Monte Urpinu: individuata una possibile “Tomba dei Giganti” nuragica



CAGLIARI – Una scoperta archeologica inattesa potrebbe riscrivere, almeno in parte, la mappa della civiltà nuragica nel sud della Sardegna. Durante alcuni lavori di manutenzione del verde nell’area di Monte Urpinu, un’équipe di tecnici comunali avrebbe individuato strutture litiche riconducibili, secondo le prime ipotesi, a una “Tomba dei Giganti”, tipologia funeraria collettiva tipica dell’età del Bronzo sardo.

L’anomalia sarebbe emersa a seguito di un cedimento superficiale del terreno lungo un

sentiero secondario del parco. Sotto pochi decimetri di suolo, sarebbero affiorati grandi blocchi di pietra calcarea disposti in forma semicircolare, una configurazione che richiama immediatamente le esedre monumentali delle tombe nuragiche.



Le prime analisi sul campo

Secondo fonti vicine agli operatori coinvolti, un primo sopralluogo informale avrebbe evidenziato la presenza di elementi architettonici compatibili con una struttura funeraria collettiva: ortostati verticali infissi nel terreno, tracce di corridoio sepolcrale e una possibile stele centrale, attualmente parzialmente interrata.

Un archeologo contattato in via preliminare – che ha chiesto di rimanere anonimo in attesa di verifiche ufficiali – ha dichiarato:

“Se confermata, si tratterebbe di un ritrovamento eccezionale. Le Tombe dei Giganti sono diffuse soprattutto nella Sardegna centro-settentrionale; la loro presenza così vicina al centro urbano di Cagliari sarebbe altamente inusuale.”

Le tombe di questo tipo, risalenti generalmente tra il 1800 e il 1200 a.C., sono associate alla civiltà nuragica e testimoniano pratiche funerarie collettive, probabilmente legate a culti ancestrali e alla venerazione degli antenati.



Un’area già sensibile dal punto di vista storico

Il colle di Monte Urpinu non è nuovo a segnalazioni di interesse archeologico, sebbene finora non siano mai emerse strutture monumentali di questa portata. La sua posizione strategica, dominante sul golfo degli Angeli, lo rende un sito potenzialmente frequentato sin dalla preistoria.

La scoperta potrebbe quindi suggerire una presenza più articolata e diffusa delle comunità nuragiche nell’area di Cagliari, ben oltre quanto documentato finora dai ritrovamenti ufficiali.



Intervento delle autorità competenti

Fonti non confermate indicano che la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari sarebbe già stata informata e starebbe predisponendo un sopralluogo ufficiale per valutare l’autenticità e l’estensione del sito.

Nel frattempo, l’area sarebbe stata temporaneamente delimitata per evitare accessi non autorizzati e possibili danneggiamenti.



Prospettive e implicazioni

Se le ipotesi venissero confermate, il ritrovamento aprirebbe nuove prospettive sulla distribuzione geografica delle tombe monumentali nuragiche e sul ruolo del sud dell’isola nei sistemi culturali dell’età del Bronzo.

Ulteriori indagini stratigrafiche, rilievi geofisici e analisi dei materiali saranno fondamentali per stabilire la cronologia e la funzione esatta della struttura.

Per ora, il sito resta avvolto nel mistero, in attesa di verifiche ufficiali che potrebbero trasformare una semplice anomalia del terreno in una delle scoperte archeologiche più rilevanti degli ultimi anni in Sardegna.

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