domenica 31 maggio 2020

Archeologia. Dalla Luna alla Dea Madre, l'altare rupestre di Santo Stefano a Oschiri. Articolo di Antonio D’Agostino


Archeologia. Dalla Luna alla Dea Madre, l'altare rupestre di Santo Stefano a Oschiri.
Articolo di Antonio D’Agostino

Il Patrimonio archeologico sardo ha, nella sua originalità, modelli architettonici che si propongono a noi con la loro complessità ed enigmi propri, a prescindere dal periodo storico o preistorico che lo determinano. Quando approfondisco una serie di documentazioni, o esamino il mio lavoro davanti ad uno scavo archeologico, applico costantemente la mia regola delle 4 R:
Rispetto, Ricerca, Recupero, Riflessione.
Ritengo, infatti, che l’approccio debba essere guidato, prima di tutto, da una posizione di Rispetto, inteso come cautela verso una serie di elementi che attirano l’attenzione, e ogni considerazione deve tenere in conto una certa sensibilità e logica professionale. La curiosità è quella che stimola e spinge

Archeologia della Sardegna. La Sardegna e la Navigazione nella Preistoria. Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. La Sardegna e la Navigazione nella Preistoria
Videoconferenza di Pierluigi Montalbano


Video in diretta registrato nella sala conferenze Honebu il 29 Maggio 2020
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La storia della navigazione antica è legata al trasporto di uomini e materiali attraverso corsi fluviali, laghi e piccolo cabotaggio sotto costa. Le prime esplorazioni avvennero con l’utilizzo di grossi tronchi di quercia svuotati dello spazio utile agli individui per remare. Più tardi

giovedì 28 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. Giganti di Mont'e Prama Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Giganti di Mont'e Prama
Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Giganti di Mont'e Prama.
Video in diretta registrato nella sala conferenze Honebu il 22 Maggio 2020
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Altre videoconferenze registrate nella sala Honebu:

domenica 24 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. Da Lascaux alla civiltà Nuragica Articolo di Antonio d’Agostino

Archeologia della Sardegna. Da Lascaux alla civiltà Nuragica 
Articolo di Antonio d’Agostino

Qualche tempo fa durante una visita a scopo culturale legata al mio lavoro d’archeologo ho avuto l’occasione di visitare la caratteristica Grotta di Lascaux, una caverna frequentata nel paleolitico, molto conosciuta a livello mondiale. Le caratteristiche di questa grotta fanno sì che sia considerata la cappella Sistina del Paleolitico. La visione di questo gioiello ha lasciato in me un ricordo indelebile. Ritengo di essere stato un privilegiato perché ho potuto osservare con i miei occhi la bellezza di questo modello d’arte parietale. Oggi per questioni di conservazione del monumento, le visite sono limitate ai professionisti, anche perché esistono due copie conformi realizzate per permettere ai turisti di contemplare questo capolavoro in tutto il suo splendore, anche se, ammirare l’originale è ben altra

mercoledì 20 maggio 2020

Archeologia. L’Arciere di Teti. Articolo di Antonio D’Agostino


Archeologia. L’Arciere di Teti
Articolo di Antonio D’Agostino

Sono un’archeologo sardo che lavora  a  INRAP (Istituto nazionale di ricerca archeologica preventive) per lo Stato Francese, da oltre 27 anni. risiedo in Francia.
Nonostante la mia esperienza lavorativa realizzata in questo arco di tempo, sia sul territorio nazionale francese sia nei dipartimenti d’oltremare, non sono per questo meno indifferente e curioso rispetto alla realtà archeologica della Sardegna, che seguo, purtroppo, a distanza in modo nostalgico ma forse

lunedì 18 maggio 2020

Archeologia e linguistica. La Stele di Nora, il più antico documento del Mediterraneo. Articolo di Salvatore Dedola


Archeologia e linguistica. La Stele di Nora, il più antico documento del Mediterraneo.

Articolo di Salvatore Dedola

 

Abusando degli strumenti dialettici, sono in troppi ad utilizzare l’ossimoro “silenzio fragoroso” nonché il suo contrario “fragore muto”. Perdonate se proseguo nell’abuso del luogo comune, ma su questa Stele si è sempre prodotto un “fragore muto”, nel senso che si è strimpellato così tanto, da indurre nei vari intellettuali, ancora disposti a comprendere, soltanto sordità e mutezza.
Per essere chiari, in Sardegna ci troviamo nel medesimo fracasso festivo evocato dalla vecchia canzone napoletana, che narra della “banda di Pignataro che suonava il Parsifallo… in mezzo a tutta quella gente, nel finale travolgente, si fumarono a Zazà… Dove sta Zazà, o Madonna mia, dove sta Zazà senza Isaia…”.
Chiunque è in grado di percepire che sono proprio le grandi baldorie popolari a creare l’atmosfera ideale per i delitti. L’assassinio perfetto è perpetrato durante le rumorose affollatissime mascherate carnevalesche, tipo la Ratantìra cagliaritana. Nel buio incombente, tra la scia d’immondezza lasciata

domenica 17 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. I “NoveArchi”, all'ombra dei Nuraghi. Articolo di Gustavo Bernardino


Archeologia della Sardegna. I “NoveArchi”, all'ombra dei Nuraghi
Articolo di Gustavo Bernardino

L'ultimo lavoro di Bartolomeo Porcheddu “ROMA COLONIA SARDA” auto pubblicato, contiene delle assolute “novità” che potrebbero aprire ulteriori nuovi orizzonti alla millenaria storia della nostra terra. Già dal titolo si capisce che la materia trattata è come usare la dinamite in un laboratorio di articoli di cristallo, o come leggere il cartello affisso nei tralicci dell'alta tensione “Chi tocca i fili muore”. Ma Bèrtolu Porcheddu, infischiandosi della pericolosità del tema, entra negli argomenti, li elabora con assoluta padronanza e offre soluzioni innovative e coraggiose. L'autore spadroneggia nell'uso di citazioni di autori classici greci e latini e

venerdì 15 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. Bronzetti Nuragici. Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Bronzetti Nuragici
Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Bronzetti nuragici, video in diretta registrato nella sala conferenze Honebu il 15 Maggio 2020
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mercoledì 13 maggio 2020

Archeologia della Sardegna. Akhet,segno liminale in Sardegna. Articolo di Uliana Schirru ©


Archeologia della Sardegna. Akhet,segno liminale in Sardegna
Articolo di Uliana Schirru ©
Immagini e testo sono di proprietà dell'autore. ©


Le attività costruttive protostoriche  in Sardegna  hanno segnato profondamente il territorio,lasciando tracce che ancora suscitano stupore e ammirazione.
I Nuraghi,grandi cattedrali legate al cielo,hanno dimostrato d'essere meravigliosi laboratori di interazione tra caratteristiche paesaggistiche ed eventi astronomici. Costruiti per eternizzare imponenti ierofanie,questi edifici accompagnano l'umanità sarda fin dalla sua protostoria. Narratori muti di un enigmatico mondo religioso,in quelle strutture si nasconde ancora l'impatto emotivo primordiale che principiò la necessità di un contatto intimo e misterico con la divinità.
Ma per quanto si scavi fra gli strati più profondi dei “relitti”,ancora non possiamo penetrare il significato profondo che ha animato il pensiero dei nostri antichi architetti.
L'architettura è per prima cosa un'opera,come ogni altra opera artistica esprime e manifesta

domenica 3 maggio 2020

Lo chiamavano Giorgino. Perché l'attuale chiesa di Giorgino di proprietà degli eredi Ballero, conosciuta anche questa come la chiesa di S. Giorgio delle saline, riporta lo stesso nome della chiesa S. Giorgio delle saline di Capoterra? Articolo di Cinzia Arrais

Lo chiamavano Giorgino. Perché l'attuale chiesa di Giorgino di proprietà degli eredi Ballero, conosciuta anche questa  come la chiesa di S. Giorgio delle saline, riporta lo stesso nome della chiesa S. Giorgio delle saline di Capoterra? 
Articolo di Cinzia Arrais

Questo elaborato doveva essere proiettato sulla parete della Hall della casa di Maramura, il giorno dell'inaugurazione e la benedizione della cappella in occasione della festa di S. Efisio. La processione quest'anno doveva fare una tappa proprio li, a Maramura, come ai vecchi tempi. La gente non aveva capito perché la processione facesse una sosta anche a Maramura e il motivo si spiegherebbe con l'esistenza dell'antica chiesa proprio in quel punto. Nel 2016 ho contattato personalmente i proprietari del vecchio rudere che si vede nelle foto; il rudere allora era in vendita e i proprietari ( quando hanno saputo che nella loro proprietà un tempo vi sorgeva un'antichissima chiesa) hanno deciso di ripristinarla. Il ripristino è stato curato dalla soprintendenza che ha censito/ riconosciuto la presenza della chiesa di S. Maria Maddalena nello stabile degli eredi Scalas.


Era il 18 gennaio del 1777 quando il console Giorgio Vallacca, noto Giorgino, figlio di Francesco e
originario di Carloforte ottenne dal re Vittorio Amedeo III la concessione per realizzare una salina
artificiale nello stagno nei pressi della Maddalena di Capoterra. Nella Carta Reale si leggeva:
«(...)Sarà facoltativo al progettante e suoi d’occupare nelle sponde ed in attinenza di

venerdì 1 maggio 2020

Archeologia. L'età del Bronzo in Sardegna: Nuraghe a corridoio e a tholos, videoconferenza registrata dal vivo. Relatore Pierluigi Montalbano

Archeologia. L'età del Bronzo in Sardegna:  Nuraghe a corridoio e a tholos, videoconferenza registrata dal vivo.
Relatore Pierluigi Montalbano



Sardegna, l'età del Bronzo.

E' il terzo dei 4 appuntamenti del venerdì con Honebu. 
Seguirà la serata dedicata ai Pozzi Sacri, venerdì 8 maggio,  e l'età del Ferro Venerdì 15 maggio, tutti in diretta alle ore 19.
I video sono caricati su You Tube e su Facebook. Scegliete quello che preferite.



Versione  in  Inglese:



Per vedere su facebook la serata cliccare sotto su "registrazione conferenza"
Sotto troverete anche la conferenza sull'Età della Pietra.
Buona visione.

Registrazione videoconferenza età del Bronzo

Registrazione videoconferenza età del Rame

Registrazione videoconferenza età della Pietra.