martedì 22 febbraio 2022

Archeologia. Le ceramiche nuragiche nella Penisola Iberica e le relazioni tra la Sardegna e la Penisola Iberica nei primi secoli del I millennio a.C. Articolo di Giovanna Fundoni

Archeologia. Le ceramiche nuragiche nella Penisola Iberica e le relazioni tra la Sardegna e la Penisola Iberica nei primi secoli del I millennio a.C.

Articolo di Giovanna Fundoni

I recenti ritrovamenti di ceramica nuragica in diverse località della Spagna hanno attratto ancora una volta l’attenzione del mondo scientifico verso le testimonianze nuragiche fuori dalla Sardegna, aprendo la via allo studio delle relazioni tra l’isola e la Penisola Iberica in epoca protostorica. Si tratta di un discreto numero di vasi, di varia tipologia, in parte trovati e pubblicati di recente, in parte pubblicati in passato come di provenienza incerta e riconosciuti come nuragici solo negli ultimi anni, in parte ancora inediti o in corso di studio. La loro presenza nella Penisola Iberica testimonia l’esistenza di relazioni tra

sabato 19 febbraio 2022

Atlantide, è realmente esistita? Fu un'invenzione di Platone o possiamo trovare elementi di verità? Riflessioni di Pierluigi Montalbano.

Atlantide, è realmente esistita? 

Fu un'invenzione di Platone o possiamo trovare elementi di verità?

Riflessioni di Pierluigi Montalbano.


Sotto: videoconferenza youtube con lo studioso Gerolamo Exana che offre alcuni spunti di riflessione sulla reale esistenza di Atlantide. A seguire, un articolo con le mie considerazioni sulla questione.



Atlantide era un gran bel posto, con abitanti gentili, creativi e intelligenti che fondarono la più bella società che il mondo avesse mai conosciuto. Le città erano luoghi splendidi, dove torri che si erigevano verso il cielo s’intrecciavano con canali dalle acque cristalline. Dai suoi porti salpavano imbarcazioni che veleggiavano per rifornirsi dei materiali necessari agli artigiani e donando in cambio la civiltà. Tutte le meravigliose conquiste del mondo antico e le culture più evolute, dall'antico Egitto fino all’Oriente, furono originate da questa fonte di civiltà. Ma una immane tragedia, un cataclisma di proporzioni giganti, cancellò per sempre dalla geografia questo paradiso terrestre. Terremoti, eruzioni vulcaniche e maremoti, fecero crollare le torri, affondarono le imbarcazioni e provocarono un olocausto di incalcolabili dimensioni. Tutto ciò che

venerdì 18 febbraio 2022

Archeologia: legami fra Eraclidi e Sardegna. Articolo di Valeria Putzu.

Archeologia: legami fra Eraclidi e Sardegna.

Articolo di Valeria Putzu.

Nella conferenza tenuta lo scorso Venerdí 11 Febbraio 2022 per il circolo Honebu con il Professor Montalbano, mi sono soffermata particolarmente sulla stele di Almadén de la Plata, che raffigura due persone, un guerriero con spada, scudo tondo e elmo cornuto e un secondo personaggio con copricapo piumato. Secondo lo studioso locale Sanjuan, questa stele sarebbe una rappresentazione dei “gemelli divini”. Questa interpretazione é per me molto importante, soprattutto perché troviamo associata la figura dei gemelli divini (uno dei piú famosi era Eracle) con un personaggio che porta il copricapo tradizionalmente attribuito al figlio di Eracle.

I gemelli divini sono una figura mitologica che si trova in una grandissima parte delle mitologie antiche di diversi paesi. Si tratta di due gemelli eterozigoti di una madre umana, e padri diversi: un ovulo sarebbe stato fecondato dal marito di questa, mentre l’altro ovulo sarebbe stato fecondato da una divinità tramite un intervento miracoloso che avrebbe comportato una trasformazione (in pioggia dorata, in cigno, in aquila, in toro, ecc.). Dei due fratelli, quello mortale avrebbe perso la vita in seguito a un tradimento e quello divino, gli avrebbe in qualche modo ceduto una parte della sua immortalità facendolo diventare una divinità dell’oltretomba, lunare, mentre il gemello divino sarebbe diventato una

sabato 12 febbraio 2022

Archeologia. Valori ponderali nei ripostigli dei lingotti ox-hide in Sardegna. Articolo di Fabio Serchisu

 Archeologia. Valori ponderali nei ripostigli dei lingotti ox-hide in Sardegna.

Articolo di Fabio Serchisu


Gli studi sui lingotti ox-hide hanno una lunga tradizione. Diversi tipi di indagine sono stati svolti su di essi da quelle sull’origine e diffusione, a quelle di tipo tecnologico ed archeometallurgico, alla ricostruzione delle relazioni di scambio nel mondo antico. A questo tipo di lingotto pare potersi attribuire precise unità di misura a seconda dell’area di provenienza e/o d’uso. Da un’analisi dei dati ponderali effettuati su una serie di ripostigli di metallo nuragici contenenti anche ox-hide integri o frammentari, pare possibile evidenziare la costante presenza di una unità di misura di g 5,5, tipica della realtà preistorica della Sardegna. La ricerca sugli ox-hide ingots vanta una rilevante tradizione scientifica che risale al 1857, anno in cui il canonico Spano pubblicò il primo rinvenimento, effettuato nelle campagne di Nuragus, di quelli che solo in seguito alle successive scoperte in ambito egeo e

mercoledì 2 febbraio 2022

Archeologia della Sardegna. La circolazione del rame: i lingotti ox-hide. Articolo di Fabio Serchisu

Archeologia della Sardegna. La circolazione del rame: i lingotti ox-hide

Articolo di Fabio Serchisu

I primi lingotti a pelle di bue furono scoperti da G.Spano nel 1857 col rinvenimento di Serra Ilixi–Nuragus (NU), in Sardegna, e, tuttora grazie alle continue scoperte e all’evoluzione dei metodi di ricerca continua il loro studio. La ricerca si è concentrata soprattutto sull’origine, sui luoghi e sui metodi di produzione, sulla loro diffusione nel tempo e nello spazio. Per ottenere tali risposte ci si è adoperati, soprattutto negli ultimi decenni, con le analisi chimico fisiche e agli isotopi sul metallo. In particolare, queste ultime possono definire la miniera di provenienza del metallo usato. Tuttavia una serie di dati di diversa natura forniscono un panorama più ampio, le cui risposte possono risultare tutt’altro che scontate.
La categoria dei reperti noti come lingotti a pelle di bue, ormai può vantare una lunga tradizione di studi. Nel 1857 avvenne la prima scoperta, ad opera di G. Spano, nel territorio comunale di Nuragus, in località di Serra Ilixi (Spano 1857, p. 94; 1858, p. 12). Quel ritrovamento constava di ben 5 lingotti, dei quali solo tre si salvarono grazie all’intervento dello studioso. Nel corso del tempo i ritrovamenti si sono moltiplicati e, soprattutto nel bacino del Mediterraneo orientale, sono divenuti numerosissimi; in questa sede, per non dilungarmi troppo, citerò alcune delle scoperte più notevoli, quali i ripostigli cretesi, in particolare quelli di Haghia Triada, i vari rinvenimenti ciprioti, e gli