martedì 8 agosto 2017

Archeologia della Sardegna. Le spade Sant'Iroxi, l'alba della Civiltà Nuragica. Riflessioni di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Le spade Sant'Iroxi, l'alba della Civiltà Nuragica.
Riflessioni di Pierluigi Montalbano
Nel XVII a.C. l’utilizzo della lega denominata rame arsenicato era ben conosciuta dai sardi che, allo stesso tempo, edificavano i grandi edifici senza torri che conosciamo con il nome di nuraghi a corridoio. Sono strutture primordiali che non presentano ancora le slanciate tholos ogivali ma possiedono già il concetto di camere cupolate con ingressi derivati dalla concezione di architrave poggiata su pietre posate a formare stipiti paralleli. La forma tronco ogivale arriverà il secolo successivo, intorno al 1500 a.C. La lega arsenicata, più dura del rame, era utilizzata quando si volevano ottenere armi efficaci nel combattimento, con una superiore soglia di resistenza a carichi di
rottura. Occorre osservare che il rame arsenicato precede, tecnologicamente, la lega di bronzo,quindi possiamo affermare con una certa sicurezza che l’età del Bronzo inizia in Sardegna alla fine del XVII a.C. Dalla tomba di Sant’Iroxi di Decimoputzu arrivano alcune spade dalla forma triangolare, di notevole interesse archeologico, militare prima che artistico, che richiamano gli antichi pugnali in rame, conosciuti anche attraverso i rilievi rappresentati in alcuni menhir. E’ evidente che i sardi nuragici non fossero estranei a conflitti legati a fenomeni di abigeato o piccole scaramucce tra clan rivali, ma realizzare spade così sofisticate implica un’organizzazione che pone l’addestramento alla guerra come elemento vitale per garantire la sicurezza delle comunità. La forma triangolare di queste spade ricorda assai quella dei guerrieri Shardana impegnati nelle guerre in Egitto dalla fine del XIV a.C. e raffigurati nei templi dei faraoni ramessidi fino alla metà del XII a.C. In Sardegna, invece, non si documentano conflitti che portano al crollo della civiltà nuragica, a guerre che segnano la fine di un’epoca d’oro, combattute contro grandi eserciti arrivati da chissà dove.  Essendo circondata dal mare, per i potenti clan sardi dell’epoca era sufficiente controllare le coste laddove era consentito approdare e intervenire in caso di minaccia di sbarco nemico.

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