mercoledì 9 luglio 2014

Filistei, gli antichi Peleset dei Popoli del Mare.

Filistei, gli antichi Peleset dei Popoli del Mare
di Pierluigi Montalbano

Si tratta di un’antica popolazione, precedentemente conosciuta con il nome di Peleset, che si stabilì sulle coste della Palestina e diede il nome a tutta la regione dopo esservi giunta per mare da Creta nella seconda metà del XIII a.C. come contingente della coalizione dei Popoli del Mare. In quel periodo, ci furono una serie di eventi concomitanti, naturali e non, che causarono desertificazione e conseguenti carestie, e i più intraprendenti si spinsero, per mare e per terra da territori e isole occidentali, nel Vicino Oriente distruggendo e occupando una serie di città greche e turche e mettendo fine all’epoca dei grandi imperi. Micenei, ittiti e popolazioni cananee furono travolti e scomparvero dal panorama economico e sociale, e solo gli egizi riuscirono a fermare questo esodo armato, pur se sconfitti in varie guerre. Il faraone Ramesse III scese a patti con queste genti  e concesse varie provincie costiere pur di mantenere l’indipendenza dell’impero egizio. I filistei si attestarono nella zona costiera del sud della Siria, nei cinque capisaldi della pentapoli filistea: Gaza, Ascalona, Ashdod, Ekron e Geth.
Alla guida di ogni città-Stato era un sovrano autonomo, il seran, ma la pentapoli filistea operava secondo una politica unitaria nelle questioni di comune interesse e nei rapporti con i popoli vicini. I filistei allestirono una potenza militare capace di imporsi come classe dominante anche sulle popolazioni circostanti. Gran parte della popolazione cananea residente nelle città perse i propri caratteri identitari e si fuse con i nuovi arrivati fino a non esserne più distinguibile. L’esercito era basato sull’utilizzazione di carri da guerra e truppe mercenarie, entrambi elementi di derivazione cananea.
Le vicende delle città filistee, per cui non si hanno fonti dirette, sono note in quanto si intrecciano con quelle israelitiche. Il momento di massimo splendore dei filistei è raggiunto intorno al 1000 a.C., prima della fondazione della dinastia davidica, epoca in cui estesero il dominio dalla costa all’interno con la duplice vittoria sulle tribù israelitiche nella piana di Saron. Il controllo della Palestina era esercitato con dislocamento di guarnigioni poste strategicamente in città chiave di confine, e con restrizioni imposte alla popolazione, come la proibizione di forgiare armi. Fu l’epopea di David a sfibrare la potenza dei filistei. Braccio destro del re Saul, David era passato al servizio del re di Geth, ottenendo un feudo in cambio di aiuti militari e alla morte di Saul si fece proclamare re di Giuda e poi di Israele. Raccolte sotto il suo controllo tutte le tribù israelitiche, David in due successive battaglie respinse i filistei nelle loro città costiere, determinando la fine della loro influenza politica in Palestina. In seguito le città filistee furono annesse all’impero assiro di Babilonia segnando la fine della storia autonoma di questo regno.
Nei grandi edifici egizi i filistei sono raffigurati nei rilievi scolpiti, e mostrano l’uso di pesanti armature di bronzo e lunghe aste, elmo crestato e altri elementi che testimoniano una civiltà evoluta di tipo minoico. Delle tre divinità del pantheon filisteo citate nell’Antico Testamento, Dagon, Astarte e Belzebù, le ultime due hanno nome semitico, mentre  dai popoli assoggettati acquisirono Dagon e il suo culto, diffuso nel mondo dell’Asia anteriore fin dal III Millennio a.C.

Immagine di www.fisicamente.net


2 commenti:

  1. Egregio prof.Pierluigi Montalbano vorrei porLe una domanda scaturita da una mia curiosità personale.
    Ho la sensazione che quei Fenici arrivati in Sardegna nell' VIII° sec.a.C. siano i discendenti di due popoli ,rispettivamente i Cananei e gli Sharden , presenti, quest' ultimi nella costa siro-palestinese tra il 1250-1140 a.C.. la domanda che Le pongo è questa, che Lei sappia sono state distrutte alcune città fenicie dall'invasione dei Popoli del mare o queste rimasero inattaccate, e se la risposta fosse affermativa, quali di queste ? e furono ricostruite dai Popoli del mare o furono condannate subito all'oblio ?
    Spero che risponda alla domanda.

    Spero che mi risponda.

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  2. I fenici erano gruppi di commercianti originari di varie città stato, non tutte nel Vicino Oriente. Tiri, gibliti, sidoni, cretesi, ciprioti, aramei, filistei e, fra gli altri, c'erano anche gruppi del Mediterraneo centrale e occidentale: sardi, liguri, corsi, italici, greci, iberici... Le città distrutte dai popoli del mare erano greche, turche, siriane, cananee ed egizie, e non furono abbandonate definitivamente ma occupate e amministrate proprio dalle dinastie di quei re che parteciparono alle ultime vicende dell'invasione, dopo la metà del XII a.C. Da quel momento perdiamo le tracce dell'identità originaria e nel giro di poche generazioni la fusione di queste genti generò le vicende dei fenici. Personalmente non credo che i fenici derivino dai cananei, troppe differenze nelle sepolture, nelle attività, nei manufatti, nelle architetture e nelle divinità. Seguendo il pensiero del matematico Dirac possiamo affermare che se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua a influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce.

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