mercoledì 28 maggio 2014

I Sumeri

I Sumeri 
di Pierluigi Montalbano



E’ sconosciuta l’origine di questa antica popolazione della Mesopotamia meridionale che  nelle iscrizioni cuneiformi sono definiti Sag-gi (teste nere). Non autoctoni, si insediano nella regione già nel V millennio a.C., originando le culture di Eridu e Obeid, caratterizzate da ceramica lavorata a tornio.
La loro presenza è più documentata nel periodo storico di Uruk con la comparsa delle prime città, di un nucleo statale e della scrittura cuneiforme, che li pone come artefici della rivoluzione urbana. Erano organizzati in città-Stato, governate da un principe con poteri assoluti. Le più importanti furono Uruk, Lagash, Kish, Nippur, Isin e Larsa. I rinvenimenti epigrafici raccontano la struttura statale, le istituzioni, il mondo intellettuale e la diffusione della loro cultura in tutto il Vicino Oriente.
Il più importante sovrano fu Sargon il Grande, con il quale si affermò la dinastia semitica. Dopo il crollo e la cacciata di questa dinastia a opera dei Gutei, iniziò la seconda fase della storia sumerica (2050 a.C.), un rinascimento operato dalla III dinastia di Ur. Dai testi emerge la figura di Gudea, principe pacificatore e costruttore di templi. Nell’ultima fase della storia sumerica, che inizia dal 1950 a.C., presero definitivamente il potere in tutta la Mesopotamia le dinastie degli Amorrei.


La religione dei Sumeri è caratterizzata da un politeismo legato alla natura: dei immortali che riflettono forze naturali. Ogni città ha una divinità principale. Tra queste emergono una triade di dei cosmici: il dio del cielo (An), dell’aria (Enlil), dell’acqua (Enki); e la triade astrale: Nanna, Utu, Inanna, personificazioni della Luna, del Sole e della stella Venere, la Terra Madre. Sotto agli dei, i demoni sono spiriti negativi, contro i quali un sacerdozio specializzato pratica arti magiche. Scopo di base del culto è il benessere nella vita terrena.
Il sumerico è una complessa lingua di tipo agglutinante, diversa da ogni altra dell’Oriente anteriore antico. Vi si distinguono due fasi, corrispondenti a due periodi storici, e due principali dialetti, l’eme-ku e l’eme-sal espressi con una scrittura eseguita con stili di canna su tavolette di argilla. È la scrittura più antica conosciuta, in origine di carattere pittografico, poi ideografica (schematizzazione dei disegni), e in seguito fonetica, che ha valori sillabici e non alfabetici.
L’arte è di tipo ufficiale, volta alla celebrazione della religione e del potere. Già in età preistorica l’architettura si esprime in grandi templi urbani e mura costruite con mattoni di argilla. Il tempio, inizialmente costituito da un solo vano, si allarga in seguito con un sistema di stanze e cortili circondato da un recinto sacro. A fronte delle statue di piccole dimensioni, soprattutto ex voto, quelle dei principi e degli dei sono più grandi, in atteggiamento ieratico e solenne. Il rilievo è molto diffuso: i visi sono raffigurati di profilo, con gli occhi e il corpo di fronte.

Nelle immagini:
in alto, statuette sumere
in basso, lo stendardo di Ur

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