domenica 1 maggio 2016

Archeologia. Sunghir, un sito che ospita la sepoltura di uno degli uomini più antichi del mondo.

Archeologia. Sunghir, un sito che ospita la sepoltura di uno degli uomini più antichi del mondo.
di Diana Civitillo


Sunghir (o Sungir) è un sito molto grande del Paleolitico Superiore che si trova nella periferia della città di Vladimir, a 192 km da Mosca. Il sito appartiene al periodo Gravettiano medio e mostra un accumulo di reperti sulla riva sinistra del fiume Kliazma, che venne esplorato e scavato in più stagioni di scavo, fra il 1957 e il 1964.
La prima sepoltura (Sungir 1) fu portata alla luce nel 1964 e vi venne ritrovato il corpo di un uomo adulto in posizione supina, con la testa orientata a nord-est e le mani posizionate sulla zona pubica.
Le analisi al carbonio 14 propongono una datazione compresa fra i 20.000 e i 29.000 anni fa. Gli archeologi credono che si tratti di un sito visitato regolarmente dalle genti preistoriche per due-trecento anni.
L’area insediata comprendeva cinque sepolture:
uomo adulto di circa 60 anni di età; un ragazzo di 13 anni; una bambina dai 7 ai 9 anni; uno scheletro senza testa, forse maschile; un cranio femminile adulto.
Le sepolture 1 e 2 vengono descritte come le più spettacolari del periodo Gravettiano in Europa.
Tutte le persone sepolte a
 Sunghir erano adorne di oggetti rituali che comprendevano gioielli in
avorio, abiti e lance; sono state ritrovate più di 13.000 perline. L’ocra rossa – dal forte significato rituale – ricopriva le sepolture.
Ognuno dei tre individui intatti era decorato con migliaia di perline d’avorio accuratamente disposte in decine di fili, probabilmente originariamente inserite negli abiti dei defunti. Sebbene sia quasi certo che costoro fossero membri dello stesso gruppo sociale, ci sono notevoli differenze fra loro nei dettagli della decorazione del corpo e nelle offerte funerarie: l’uomo è stato adornato con 2.936 perline e altri frammenti sono stati rinvenuti in ciocche su tutte le parti del suo corpo tra cui la testa, che a quanto pare era stata coperta da un “cappuccio” o copricapo di perline a cui erano aggiunti denti di volpe.
Le braccia dell’uomo erano decorate con serie di bracciali di lucido avorio di mammut (25 in tutto), alcune delle quali mostrano delle tracce di vernice nera: erano strisce sottili e piatte di avorio, tagliate longitudinalmente lungo la zanna; erano forate alle estremità, alcune con un foro (altre con due) apparentemente per mantenere piegato l’avorio in un cerchio. Intorno al collo, l’uomo portava un piccolo e piatto pendente di scisto dipinto di rosso ma con un piccolo puntino nero su un lato.
Il sito di Sunghir sottolinea l’antichità delle pratiche religiose e “cerimoniali” relative alla sepoltura dei morti: la posizione dei corpi, gli oggetti trovati all’interno delle tombe e altri fattori, sottolineano l’importanza che, già in quel periodo, veniva attribuita alle sepolture.
I reperti sono oggi conservati all’Istituto di Etnologia e Antropologia di Mosca, dove sono anche stati pubblicati un paio di libri sui ritrovamenti.

Fonte: http://www.thehistorytemple.com/


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