sabato 20 luglio 2013

Archeologia. Scoperta in Sardegna l'antica città di Othoca

Scoperta l'antica città di Othoca.
Gli scavi rivelano le mura di età fenicia


“Abbiamo ritrovato Othoca”, dicono gli studiosi. La ripresa delle antiche ricerche avviate negli anni Ottanta ha fatto emergere una struttura, in blocchi di basalto e arenaria, per una lunghezza di cinque metri, e uno spessore di 60 centimetri. E’ il primo elemento murario, appartenente probabilmente a un edificio pubblico dell’antica città fenicia.
Lo scavo testimonia in sostanza il processo di formazione urbana di Othoca, con fenici e sardi che danno luogo alla costruzione di una città che commercia con l’Etruria, con Cartagine, con la Grecia. Rapporti testimoniati dai ritrovamenti effettuati dagli studenti provenienti da cinque diverse regioni italiane e anche dalla Spagna, precisamente dalla Scuola di specializzazione in beni archeologici Nesiotikà attivata dall'Ateneo di Sassari presso la sede universitaria del Consorzio Uno di Oristano.
Il futuro degli scavi non si presenta facile. L’area dei ritrovamenti è in pieno centro urbano. Verranno fatte indagini mirate, con georadar e carotaggi. Con l’obiettivo di far convivere l’attuale Santa Giusta con le sue importanti emergenze archeologiche.
Tuttavia, i bambini del paese rischiano di perdere il parco giochi, perché i resti dell'antica città, Othoca stanno proprio due metri sotto il parco giochi di Is Olionis, un quartiere residenziale nato negli anni Ottanta.
La piccola area scavata dietro lo scivolo del parco, ha rivelato una struttura di blocchi di basalto e arenaria che, secondo gli archeologi, apparteneva a un edificio pubblico monumentale di grandi dimensioni databile più o meno all'VIII a.C. e a un insediamento punico che in qualche modo si sovrappose a una preesistente comunità sarda.
L'attenzione degli archeologi, guidati da Paolo Bernardini e da Raimondo Zucca, non si è concentrata a caso su quella zona. Le antiche carte e anche rilievi più recenti consentiti dalle nuove tecnologie posizionano infatti proprio da quelle parti l'antico porto di Othoca e già nel 1985, durante i lavori di urbanizzazione dell'area, era venuta alla luce una struttura simile poi ricoperta senza tanti complimenti. E saranno proprio le nuove tecnologie a consentire di rilevare il resto dell'antica struttura ancora nascosta sotto il prato, sono infatti in corso di definizione gli accordi per una indagine col Georadar che permetterà di ricostruire in tre dimensioni la pianta dell'antico monumento di Othoca.

3 commenti:

  1. Avrei aggiustato il tiro in varie problematiche. Parlerei di strutture di età fenicia, riutilizzo del basalto (elemento peculiare utilizzato per gli edifici di età nuragica); andrei cauto sull'utilizzo pubblico (o almeno specificherei quale indirizzo sarebbe). Soprattutto, avrei evitato di ipotizzare un processo di formazione urbana di Othoca, con fenici e sardi che costruirono una città che commerciava con l’Etruria, con Cartagine, con la Grecia. I commerci erano fittissimi, e avvenivano in porti e mercati già esistenti in età fenicia. A meno che gli studiosi non dimostrino che l'età fenicia inizia almeno 300 anni prima.

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  3. Per carità otoca non ha basi fenice a basi shardan poi manipolata da altri?

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