sabato 20 novembre 2010

Bronze Age - El Argar ultima parte

di Claudia Pau
1. 5. Differenziazione sociale
La società argarica mantiene una rigida struttura gerarchica. “La posizione di ogni individuo nella società viene fissato a partire dall’infanzia, e viene espresso ritualmente nel momento che riceverà sepoltura. I meccanismi per la trasmissione ereditaria della proprietà assicuravano, la differenza tra le classi sociali” (Contreras et alii, 1997).

Le élites aristocratiche utilizzavano simboli di potere che ne giustificavano la posizione sociale: elementi in metallo come armi (alabarde e spade) e gioielli (diademi e ornamenti in metalli preziosi); vasi e coppe in ceramica di lusso o decorata; la possessione di capi di bestiame e di servi; ricchi corredi funebri con oggetti di lusso, esotici e ossa di cavallo, (queste ultime assenti nelle altre sepolture prodotti di banchetti o feste legate alle classi dominanti)
Esisteva inoltre una classe media formata da sudditi con pieni diritti sociali all’interno della comunità, che le garantivano una buona condizione di vita. I membri di questo gruppo si occupavano delle attività produttive, e difensive. Le sepolture degli uomini contengono pugnali e asce, quelle delle donne, coltelli e punteruoli, in entrambi possiamo trovare gioielli ma mai in materiale prezioso, e ceramiche di uso quotidiano.
Il gradino più basso nella società argarica era occupato dai servi, individui senza diritti sociali. Le loro sepolture appaiono associate alle case dei padroni; sono solitamente prive di corredo e offerte funebri, e quando si trovano sono molto semplici (Contreras et alii, 1995; Camara et alii, 1996; Contreras, 2001; Contreras, Camara, 2002; .

2. Confronti con la Sardegna

Cronologicamente la cultura argarica nel periodo di massimo splendore coincide, secondo la cronologia proposta da Giovanni Ugas (Ugas, 2005), al periodo compreso tra il Bronzo Antico III e le prime due facies del Bronzo medio sardo.
Scarsi sono gli elementi strutturali o materiali in comune fra le culture sarde e le spagnole durante questo arco temporale.
Possiamo riscontrare una certa similitudine fra i punteruoli a sezione circolare di Sant’Iroxi Decimoputzu e i punteruoli argarici.
Alcuni studiosi hanno sottolineato la analogia tra le forme 5 e forse 8 del Siret con alcuni elementi ceramici riscontrati in Sardegna (Lo Schiavo, 1991).

2.1. Le spade

Tra le spade sarde, possiamo relazionare con elementi della cultura spagnola di El Argar le spade lunghe e medie della tomba di Sant’Iroxi Decimoputzu (Ugas, 1990), e la spada di Maracalagonis (Lo Schiavo 1991).
Forti analogie si riscontrano nelle dimensioni, e nella morfologia di queste armi, con lama priva di nervatura centrale, base semplice, e fori per i chiodini disposti a semicerchio (Lo Schiavo, 1991).

Un’analisi dettagliato delle spade mostra contemporaneamente sostanziali differenze come: il restringimento nel terzio superiore o alla base della lama, la disposizione quasi a ferro di cavallo dei fori con i due elementi laterali più piccoli, il profilo a doppio arco del limite inferiore dell’immanicatura, tutti elementi che compaiono in spade argariche ma che sono assenti nelle spade sarde; o ancora il gradino delimitante il taglio che compare negli esemplari sardi ma no negli iberici, e per concludere il maggiore spessore delle armi spagnole (Lo Schiavo, 1991).

3. Conclusioni

Dopo aver confrontato le armi delle due zone del Mediterraneo, abbiamo analizzato il flusso delle possibili relazioni, tra la Sardegna e il sud – est spagnolo, arrivando ad avvalorare una serie di ipotesi, alcune delle quali già esposte da altri ricercatori: le spade sarde si possono ricondurre a un modello argarico ma sono di fattura locale; importazione delle spade argariche in Sardegna; derivazione delle spade argariche da quelle sarde; evoluzione parallela partendo da premesse comuni, da ricercarsi nell’eredità campaniforme; armi simboliche scambiate fra le élites aristocratiche sarde e spagnole.
Tutte queste ipotesi dimostrano che nel periodo compreso tra il Bronzo Antico e Medio, vi erano contatti e relazioni fra i popoli sardi e i popoli del Sud Est spagnolo.

Bibliografia
CÁMARA SERRANO, J.A.: El ritual funerario en la Prehistoria Reciente del sur de la Península Ibérica, British Archaeological Reports. International Series 913, Oxford, 2001
CONTRERAS, F.; CÁMARA, J.A.; LIZCANO, R.; PEREZ, C.; ROBLEDO, B. y TRANCHO, G.: Enterramientos y diferenciación social I. El registro funerario del yacimiento de la edad del Bronce de Peñalosa (Baños de la Encina, Jaén), Trabajos de Prehistoria 52,1, pp. 87-108, Madrid 1995.
.A. CÁMARA, F. CONTRERAS, C. PÉREZ y R. LIZCANO: Enterramientos y diferenciación social II. La problematica de la Edad del Bronce en el Alto Guadalquivir, Trabajos de Prehistoria 53, 1:91-108, Madrid 1996.
CONTRERAS CORTES, F., RODRIGUEZ ARIZA, Mº.O., CÁMARA SERRANO, J.A. y MORENO ONORATO, A.: Hace 4000 años...Vida y muerte en dos poblados de la Alta Andalucía, Junta de Andalucía, Granada, 1997
CONTRERAS CORTES, F. (Coord..): Análisis histórico de las comunidades de la Edad del Bronce del Piedemonte meridional de Sierra Morena y Depresión Linares-Bailén. Proyecto Peñalosa, Arqueología. Monografías 10, Dirección General de Bienes Culturales, Sevilla, 2000
CONTRERAS, F. y CÁMARA, J. A.: Arqueología interna de los asentamientos: el caso de Peñalosa, La Edad del Bronce, ¿Primera Edad de Oro de España? Sociedad, economía e ideología (Mª.L. Ruiz-Gálvez Priego, Coord.), Crítica, Barcelona, 2001, pp. 217-255.
CONTRERAS, F.: El mundo de la muerte en la Edad del Bronce. Una aproximación desde la cultura argárica. En M. Hernández (coord..): Y acumularon tesoros. 1000 años de historia en nuestras tierras, pp. 67-86, Caja de Ahorros del Mediterráneo, Alicante, 2001.
CONTRERAS CORTÉS, F. Y CÁMARA SERRANO, J.A.: La jerarquización en la Edad del Bronce del Alto Guadalquivir (España). El poblado de Peñalosa (Baños de la Encina, Jaén), British Archaeological Series 1025, Oxford, 2002.
LULL V.: La Cultura di El Argar. Un modelo para el estudio de las formaciones económico-sociales prehistóricas, Akal Editor, Madrid 1983
LO SCHIAVO F.: Note a margine delle spade argariche trovate in Sardegna, QSACO 8, pp. 69-85, 1991
MONTERO RUIZ I.: Estudio arqueometalurgico en el sudeste de la Península Ibérica, Editorial de la Universidad Complutense de Madrid, Madrid 1992
PEÑA CHOCARRO, L.: Avance preliminar sobre los restos vegetales del yacimiento de la Edad del Bronce de Peñalosa (Baños de la Encina, Jaén), Trabalhos de Antropologia e Etnologia, vol. 35 (1), pp. 1159-168, Porto 1995.
UGAS G.: La tomba dei guerrieri di Decimoputzu, Ed. de la Torre, Cagliari 1990
UGAS G.: L’alba dei nuraghi, Fabula, Cagliari 2005

Questa relazione è tratta dal convegno di Barumini "Viaggio nella Storia" del 7.11.2010 e farà parte degli atti dei convegni della rassegna.


La fonte dell'immagine 1 è visibile all'interno della foto.
L'immagine 2 è del museo archeologico di Valencia.

Nessun commento:

Posta un commento