Diretto da Pierluigi Montalbano

Ogni giorno un nuovo articolo divulgativo, a fondo pagina i 10 più visitati e la liberatoria per testi e immagini.

Directed by Pierluigi Montalbano
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Associazione Culturale Honebu

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giovedì 14 novembre 2019

Archeologia. Shardana e altri Popoli del Mare sbarcano a Monserrato.

Archeologia. Shardana e altri Popoli del Mare sbarcano a Monserrato.

La geografia del mare non è una semplice tavola blu. Da millenni, nessun impero è rimasto solido se ha trascurato l’esplorazione e il governo dei mari, e senza prevalere sulle onde non si può ambire all’egemonia sulle terre. Essendo inabitabile, chi riesce a controllarne i nodi strategici, ossia gli stretti, laddove le acque si restringono e le coste si avvicinano, disegna la supremazia del potere marittimo. Chi controlla i punti di strangolamento, così sono chiamati questi luoghi, può decidere di chiudere o aprire le arterie dell’economia. Chi occupa postazioni determinanti può dissuadere o colpire il nemico. Nell’età del

martedì 12 novembre 2019

Archeologia. Le città in Sardegna fra tardoantico ed alto medioevo. Articolo di Rossana Martorelli


Archeologia. Le città in Sardegna fra tardoantico ed alto medioevo. 
Articolo di Rossana Martorelli
Le recenti ricerche storiche ed archeologiche stanno incrementando le conoscenze sulle città sarde, fornendo una nuova base per delinearne l’assetto raggiunto in epoca postclassica attraverso dinamiche di continuità o trasformazione. Sia le fonti scritte – sebbene scarse e relativamente più abbondanti su Cagliari – sia l’archeologia confermano una sostanziale persistenza nel medesimo sito degli insediamenti urbani, sino a che un insieme di eventi ne causò il progressivo abbandono in favore di nuovi centri agli inizi del medioevo. Impedisce di disegnare bene l’urbanistica e la fisionomia delle città sarde in questo periodo il fatto che i livelli archeologici relativi a tali secoli sono stati asportati durante esplorazioni “archeologiche” condotte in passato per riportare in luce le

venerdì 8 novembre 2019

Archeologia. Ossidiana: l’oro nero che veniva dal mare. Articolo di di Felicia Corsale e Franco Foresta Martin

Archeologia. Ossidiana: l’oro nero che veniva dal mare.
Articolo di di Felicia Corsale e Franco Foresta Martin

L’ossidiana alimentò la prima, grande rete di scambi commerciali e culturali su lunga distanza realizzata dall’uomo in età Neolitica, circa 6000 anni prima di Cristo. Questa rete di scambi ebbe nella Sicilia uno dei nodi più importanti dell’intero bacino mediterraneo. Oggi la ricerca scientifica mette a disposizione analisi fisiche e chimiche che da un minuscolo frammento di ossidiana permettono di risalire al giacimento geologico di provenienza e di definire l’età in cui questo vetro di origine vulcanica fu lavorato, fino ad assumere la funzione di utensile. L’ossidiana è un vetro naturale di origine vulcanica, un materiale amorfo, privo di quell’ordine strutturale tipico dei minerali. L’ossidiana di solito ha un aspetto nero-lucente e una tendenza a rompersi generando una superficie concoide, cioè curva come il guscio di una conchiglia. Si forma quando colate di lava molto ricche in

domenica 3 novembre 2019

A proposito della Stele di Nora e del nome Sardegna. Riflessioni di Salvatore Dedola, linguista e glottologo.


A proposito della Stele di Nora e del nome Sardegna. 
Riflessioni di Salvatore Dedola, linguista e glottologo.

SARDIGNA.
Siamo cortesemente invitati a deporre i dubbi sul vero nome dell’antichissima Sardegna perché l’isola si chiamava SARDIGNA esattamente come oggi. Se gli Italiani mutano la fonetica in Sardegna, sarebbe da rispondergli: “affare vostro!”. Purtroppo sappiamo che la toponomastica e la coronomastica attuali non si possono cambiare a piacere in quanto sancite in legge. Tant’è vero che nell’isola tutti i municipi hanno deciso di usare anche il nome sardo del proprio villaggio (le nuove leggi lo consentono), salvo però l’affiancamento del granitico nome italiano: quindi Puttu Majore - Pozzomaggiore. Fastidioso, vero?
Gli Italiani però non avevano deciso a capriccio il nome dell’Isola, avendolo scimmiottato dagli Spagnoli, che nei secoli passati ebbero mire, pretese e forze imperiali, ed infatti possedevano mezza

giovedì 31 ottobre 2019

Archeologia in Sardegna. Gli insediamenti della Civiltà Nuragica nel Sinis Riflessioni di Alessandro Usai

Archeologia in Sardegna. Gli insediamenti della Civiltà Nuragica nel Sinis.
Riflessioni di Alessandro  Usai

Gli insediamenti nuragici del Sinis accompagnano il periodo d’oro dei nuraghi, corrispondente alla fase di maturità sopra descritta (Bronzo Medio 3 e Bronzo Recente), e caratterizzano primariamente il periodo che seguì l’interruzione dei nuraghi, cioè le fasi di trasformazione, crisi e degenerazione-dissoluzione (Bronzo Finale e Primo Ferro). In questo campo d’indagine si può disporre di dati apprezzabili, grazie agli scavi  nell’abitato di Su Murru Mannu sotto il tofet di Tharros e grazie alle ricerche territoriali sistematiche. Inoltre informazioni utili vengono dai primi studi sull’insediamento di Sa Osa – Cabras, situato in prossimità della sponda destra del Tirso e quindi al di fuori dell’area geografica del Sinis. Secondo i miei conti, nel Sinis si conservano i resti di almeno 71 insediamenti nuragici grandi e piccoli, con una densità complessiva di quasi 0,6 insediamenti per chilometro quadrato. Tuttavia le conoscenze sono assai lacunose e  l’impressione che se ne ricava è probabilmente molto riduttiva. La vegetazione sull’altopiano basaltico ostacola la visibilità delle

mercoledì 23 ottobre 2019

Archeologia in Sardegna. Le sculture di Mont’e Prama: Contesto, scavi e materiali. Alle origini del fenomeno Mont'e Prama. La Civiltà Nuragica nel Sinis. Riflessioni di Alessandro Usai


Archeologia in Sardegna. Le sculture di Mont’e Prama: Contesto, scavi e materiali.
Alle origini del fenomeno Mont'e Prama. La Civiltà Nuragica nel Sinis.
Riflessioni di Alessandro  Usai

Il complesso di Mont’e Prama è un fenomeno archeologico senza confronti nell’Oristanese e nell’intera Sardegna. La sua unicità potrebbe essere il sintomo di una reazione o risposta locale delle comunità tardo-nuragiche del Sinis a condizioni particolari dovute a fattori interni o esterni, nell’ambito del processo di generale trasformazione culturale che investe l’intera Sardegna tra il Bronzo Finale e il Primo Ferro. Pertanto la presentazione del quadro complessivo del Sinis nuragico costituisce un tentativo rivolto non solo a ricomporre lo scenario su cui si staglia il fenomeno di Mont’e Prama, ma anche a individuare le peculiarità di uno specifico contesto culturale, peculiarità che potrebbero avere un rapporto con la singolarità della risposta ipotizzata. Il Sinis sembra aver interpretato a proprio modo la parabola della civiltà nuragica; anzi, sembra aver espresso le stesse tendenze generali che appaiono nel resto dell’Isola,ma con manifestazioni distinte per quantità o qualità, che richiedono  un’interpretazione adeguata. Nel Sinis si esprimono in modo ancora più marcato che nel resto della Sardegna quegli aspetti contraddittori che generalmente distinguono le

lunedì 21 ottobre 2019

Arte. Analisi semiotica COMPARATIVA di un quadro “in cerca di autore” (probabile André Derain). Riflessioni di Alberto Zei


Arte. Analisi semiotica COMPARATIVA di un quadro “in cerca di autore”
(probabile André Derain).
Riflessioni di Alberto Zei

Qualche tempo fa, fu pubblicato un articolo riguardante il ritrovamento di un quadro nella Roma romantica, attribuibile ad Andrè Derain sulla base di iniziali apprezzamenti dei tratti pittorici tipici di questo autore. Derain infatti, come noto, aveva abbracciato all’inizio del secolo scorso, l’ emergente stile detto delle “Fauves” ossia, delle bestie feroci. Questo termine attribuito allo stile di tipici rappresentanti di una nuova moda della pittura realizzata con colori randomici quanto cromaticamente violenti, da dare allo stile l’appellativo di “belve.  Si trattava di un quadro acquistato diversi decenni fa a Londra da un appassionato d’arte che trovava nello stile del contenuto e nella dedica al Presidente americano Delano Roosevelt nel retro quadro un interesse artistico e storico di

martedì 15 ottobre 2019

Archeologia. Il Primo Ferro nuragico nella Sardegna centro-occidentale. Articolo di Alessandro Usai


Archeologia. Il Primo Ferro nuragico nella Sardegna  centro-occidentale
Articolo di Alessandro Usai


Riassunto: La Prima Età del Ferro è documen­tata nell’Oristanese e nelle zone adiacenti da contesti materiali presenti in nuraghi, insediamenti, santuari, ripostigli e se­polture. L’analisi tipologica delle ceramiche rivela una distinta facies centro-occidentale con scarsa decorazione geometrica, a cui si aggiungono manufatti metallici e ornamenti. Gli insediamenti sono spesso caratterizzati da muraglie perimetrali, forse tipiche del periodo di transizione tra le età del Bronzo e del Ferro.

Il presente contributo si concentra sulla diffusa fa­cies oristanese del Bronzo Finale terminale-Primo Ferro iniziale e sui documenti più episodici della fase recente del Primo Ferro. Entrambi i momenti sono caratterizzati da contesti ceramici con scar­sissima decorazione geometrica e pertanto sono stati erroneamente riversati nel calderone “pregeo­metrico” del Bronzo Finale; ma le recenti edizioni di importanti contesti consentono di restituire la giusta collocazione alla documentazione materiale del

giovedì 3 ottobre 2019

Archeologia. Il Bronzo medio della Sardegna. Articolo di Anna Depalmas


Archeologia. Il Bronzo medio della Sardegna
Articolo di Anna Depalmas 

ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA, ATTI DELLA XLIV RIUNIONE SCIENTIFICA. LA PREISTORIA E LA PROTOSTORIA DELLA SARDEGNA

Cagliari, Barumini, Sassari 23-28 novembre 2009 - Volume I - Relazioni generali

Il lungo periodo (secoli XVIII-XIV) appare caratterizzato da uno sviluppo culturale di cui sembra possibile definire solo parte dei processi mentre prive di sufficiente dettaglio risultano le articolazioni interne in due o tre fasi. Nell’intento di sincronizzare le sequenze con quelle peninsulari, si tende a distinguere tre fasi: gli aspetti Sa Turricola (BM 1), San Cosimo (BM 2) e “a pettine” (BM 3) (Lo Schiavo 2002, p. 52); oppure: Sa Turricola, “con associazioni tipologiche rinnovate” e “a pettine” (Usai 1998, p. 129); o ancora: Sa Turricola, Monti Mannu e San Cosimo (Ugas 2005); tali scansioni non sembrano però del tutto chiare. Recenti organizzazioni dei dati in tabelle di associazioni (Depalmas 2005, Tanda et alii 2003) hanno consentito l’ipotesi di almeno tre fasi, due delle quali ben distinte: BM I-facies Sa Turricola, caratterizzata da un limitato numero di elementi; BM II di più lunga durata contraddistinta dalla progressiva introduzione di elementi vascolari che preannunciano il Bronzo recente. Piuttosto difficile invece enucleare la fase BM III, in cui pur permanendo elementi tipici del BM come le decorazioni plastiche e l’olla a tesa interna, compare la decorazione “a pettine” ma forse non ancora con il repertorio completo di sintassi decorative che caratterizzerà il Bronzo recente. Il Bronzo medio della Sardegna appare comunque un periodo caratterizzato da articolazioni

mercoledì 25 settembre 2019

Archeologia. I Popoli del Mare, di Pierluigi Montalbano

Archeologia. I Popoli del Mare.
di Pierluigi Montalbano.

E' nato il mio ultimo lavoro editoriale, pubblicato da Capone - Lecce.
E' dedicato ai Popoli del Mare, alle loro origini, alle loro vicende, alla spinta evolutiva che diedero alle grandi civiltà del passato.
Lo presenterò in anteprima sabato 28 Settembre, alle ore 18, nella sala conferenze Honebu, a Cagliari / Pirri, in Via Fratelli Bandiera 100. Vi aspetto.

"Il Mare Mediterraneo è la culla di tutte le grandi Civiltà del passato. Roma, Cartagine, Atene e altre città costiere si sono alternate nel dominio sulle acque. Prima di loro, altri imperi si avventurarono fra le onde per consolidare il potere e imporre il controllo delle vie commerciali navali. Gli studiosi indagano da anni i fondali alla ricerca di tracce che chiariscano le vicende dell'età del Bronzo, quando egizi, minoici, micenei e naviganti occidentali, fra cui i sardi, frequentarono le autostrade del "mare nostrum" trasportando uomini, tecnologie, idee, cibo e merci di ogni genere. La ricerca dei metalli, soprattutto rame, stagno e argento, fornì la spinta decisiva verso la prima globalizzazione culturale della storia".

"La geografia del mare non è una semplice tavola blu. Da millenni, nessun impero è rimasto solido se ha trascurato l’esplorazione e il governo dei mari, e senza prevalere sulle onde non si può ambire all’egemonia sulle terre. Essendo inabitabile, chi riesce a controllarne i nodi strategici, ossia gli stretti, laddove le acque si restringono e le coste si avvicinano, disegna la supremazia del potere marittimo. Chi controlla i punti di strangolamento, così sono chiamati questi luoghi, può decidere di chiudere o aprire le arterie dell’economia. Chi occupa postazioni determinanti può dissuadere o colpire il nemico. Nell’età del Bronzo, le grandi potenze imperiali cercarono in tutti i modi di amministrare gli approdi in prossimità degli

martedì 17 settembre 2019

Honebu, il salotto della cultura, appuntamenti d'Autunno.

Honebu, il salotto della cultura. Appuntamenti d'autunno

Buongiorno, 
sono lieto di invitarvi ai prossimi eventi dell'Associazione Culturale Honebu. Tutti gli incontri del Venerdì si svolgeranno alle ore 19.00 nella Sala Conferenze in Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari / Pirri. Suggerisco di parcheggiare nell'ampio piazzale alla fine di Via Cuoco, a 20 metri dalla sala.
  
13 Settembre 2019, ore 19, Luigi  Sanciu: "Antropocene, l'era della plastica"

20 Settembre 2019, ore 19, Carlo Tronchetti: "Metodologia dello scavo archeologico"

27 Settembre 2019, ore 19, Fioraldo Cocco: "Dai Sumeri a Su Meri"  

4 Ottobre 2019, ore 19, Pierpaolo Piras: "La birra, storia, cosa è, come si degusta" 

11 Ottobre 2019, ore 19, Stefano Piroddi: "Sandahlia, la saga, i due volti dell'anima"

18 Ottobre 2019, ore 19, Maria Teresa Casu: "Passava in bicicletta sotto la mia finestra"  

25 Ottobre 2019, ore 19, Alfredo Sirianni e Milvia Petta: "Fotografia artistica e di viaggio" 

8 Novembre 2019, ore 19, Nicola Castangia: "Domus de Janas"

15 Novembre 2019, ore 19, Paolo Littarru: "Archeoastronomia"  

22 Novembre 2019, ore 19, Stefano Salvatici: "Il potere della mente" 

29 Novembre 2019, ore 19, Salvatore Dedola: "Dizionario etimologico della lingua sarda"

6 Dicembre 2019, ore 19, Massimo Gatto: "I pozzi sacri"  

13 Dicembre 2019, ore 19, Umberto Oppus: "La spada e la gloria"  

20 Dicembre 2019, ore 19, Pierluigi Montalbano: "Archeologia della Sardegna" 

Un caro saluto a tutti,
Pierluigi Montalbano

martedì 3 settembre 2019

Archeologia. I Popoli del Mare,un nuovo libro in uscita accende nuove ipotesi. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. I Popoli del Mare, un nuovo libro in uscita accende nuove ipotesi.
Articolo di Pierluigi Montalbano

La geografia del mare non è una semplice tavola blu. Da millenni, nessun impero è rimasto solido se ha trascurato l’esplorazione e il governo dei mari, e senza prevalere sulle onde non si può ambire all’egemonia sulle terre. Essendo inabitabile, chi riesce a controllarne i nodi strategici, ossia gli stretti, laddove le acque si restringono e le coste si avvicinano, disegna la supremazia del potere marittimo. Chi controlla i punti di strangolamento, così sono chiamati questi luoghi, può decidere di chiudere o aprire le arterie dell’economia. Chi occupa postazioni determinanti può dissuadere o colpire il nemico. Nell’età del Bronzo, le grandi potenze imperiali cercarono in tutti i modi di amministrare gli approdi in prossimità degli stretti: la città di Troia, la splendida Ugarit, Gibilterra e i canali di collegamento che uniscono il Mediterraneo all’Oceano Indiano. E poi le ferrovie liquide: il Nilo, l’Eufrate, il Tigri, l’Indo. 

Tutte le grandi Civiltà hanno l’acqua come elemento essenziale. Le gerarchie politiche, economiche e militari, ancora oggi, sono segnate dalla supremazia sul mare, la talassocrazia. Ma come si conquistano le onde? Non è sufficiente vincere i duelli nave contro nave, si devono proteggere le coste, tracciare rotte verso zone ricche di materie prime, installare strutture artificiali, conoscere venti e correnti, acquisire capacità tecnologiche, studiare il movimento degli astri. In questo testo è raccontata l’alba della globalizzazione di merci e idee, sono esposte le vicende che coinvolsero i grandi popoli del passato, alla ricerca del governo dei mari. Intorno al 1200 a.C. il mondo si fermò, l'organizzazione politica ed economica, ossia il vecchio "sistema di palazzo", fu annientato dalle imprese di bellicosi popoli che unirono le capacità di navigazione alle tecniche di combattimento, e misero a ferro e fuoco tutte le grandi città marittime dell'epoca.

giovedì 29 agosto 2019

Archeologia della Sardegna. I giganti di Mont ‘e Prama: Pugilatori, arcieri e guerrieri. Riflessioni di Luisanna Usai

Archeologia della Sardegna. I giganti di Mont ‘e Prama: Pugilatori, arcieri e guerrieri.
Riflessioni di Luisanna Usai

Quando nel 1981 furono pubblicati per la prima volta i dati dello scavo effettuato da Carlo Tronchetti nel sito di Mont’e Prama, fu evidenziata soprattutto la presenza di statue in arenaria che riproducevano, in grandezza superiore al vero, due figure: quella del così detto pugilatore, già nota, seppure in soli due esemplari, nella piccola plastica in bronzo di produzione nuragica, e quella del guerriero con arco sulla spalla sinistra, quest’ultima ben rappresentata nella bronzistica. Sulla base dei dati di scavo sono anche state ricostruite graficamente le due figure, poi riprese in diverse pubblicazioni. Il restauro e la verifica di tutti i frammenti restituiti dall’indagine archeologica hanno non solo aumentato il numero delle figure rappresentate, ma anche fornito numerose precisazioni sui particolari evidenziati in ciascun tipo e sulle differenze nelle diverse rappresentazioni dei singoli personaggi pur nell’omogeneità dei tipi fondamentali. Alcune statue sono sufficientemente complete, tanto da far capire facilmente come doveva essere la figura intera al momento della realizzazione. In altri casi è la ripetitività delle immagini che ci aiuta a ricostruire, almeno virtualmente, le statue; in altri casi ancora è la possibile pertinenza dei frammenti non ricomponibili a consentirci di delineare il quadro complessivo. La figura più rappresentata è quella del così detto “pugilatore”, termine già usato da Giovanni Lilliu per definire il personaggio rappresentato su un bronzetto rinvenuto nel territorio di Dorgali. Sono ben sedici le raffigurazioni di “pugilatore”, anche se non tutte in

mercoledì 28 agosto 2019

Archeologia. Nuovo libro sui Popoli del Mare. Un lavoro di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Nuovo libro sui Popoli del Mare
di Pierluigi Montalbano

Con immenso piacere comunico a tutti gli amici che è in stampa il mio ultimo lavoro. 
Due anni di ricerche, 160 pagine a colori, tante immagini. Un testo dedicato agli intrepidi naviganti che nell'antichità attraversarono i mari e i fiumi per conoscere nuove terre e nuovi popoli. 
Commercianti, guerrieri, sovrani e artisti intrecciarono le loro vicende e svilupparono tecnologie che spinsero l'umanità verso la prima globalizzazione mondiale. Un viaggio che unisce la Mesopotamia e il Mediterraneo. 
Capone Editore. 
A fine settembre programmero' le presentazioni.

giovedì 22 agosto 2019

Cagliari, una città dalle origini antichissime. Articolo di Pierluigi Montalbano

Cagliari, una città dalle origini antichissime.
Articolo di Pierluigi Montalbano



I primi insediamenti nella zona sud della Sardegna risalgono al VI Millennio a.C. a Capo Sant'Elia, nella Sella del Diavolo ma restringiamo il campo al I Millennio a.C. per ottenere un quadro sintetico delle vicende più significative dello sviluppo urbano della città.
Quando parliamo di golfi con storia millenaria, dobbiamo tenere presente la percezione antica. Oggi abbiamo un occhio diverso, inoltre la linea di costa si è modificata. Ragionare con le tecniche di navigazione attuali ci porterebbe a fare macroscopici errori di valutazione.
I confini medievali del Golfo di Cagliari sono descritti nel più antico portolano conosciuto, il “compasso da navigare” del XIII secolo d.C., e vanno da Capo Carbonara a Capoterra, ma oggi giungono fino a Capo Spartivento. Tolomeo, autore di epoca romana, nella sua “Geografia” pone il Golfo dopo il promontorio di Cagliari, ossia da Capo Sant’Elia a Capo Carbonara. In ogni epoca, dunque, si ha una percezione del golfo differente.
Cagliari si affaccia sul Canale di Sardegna, una sorta di gigantesco fiume che attraversa

martedì 20 agosto 2019

Archeologia, arte, guerra e pace.

Archeologia, arte, guerra e pace.

C'è un tempo per tutto, e nell'arte siamo comete che vagano nell'universo. 
Ciclicamente, quando il creatore illumina gli artisti e l'uomo rinnega le guerre, nasce una corrente che lascia un segno indelebile. 

Poi, inesorabilmente, i vizi prendono il sopravvento, l'intelletto è sopraffatto dalle bassezze umane...e la creatività si spegne e muore. I nostri antichi avi ci osservano e tacciono, nell'attesa di un nostro risveglio, di un'illuminazione capace di invertire la rotta cieca che abbiamo intrapreso.

I Giganti di Mont'e Prama, ammutoliti, ci guardano e, sbarrando gli occhi, non provano tenerezza per la nostra tragedia.

martedì 13 agosto 2019

Storia e archeologia della Sardegna. La Chiesa di Santa Gilla. Articolo di Cinzia Arrais. Redattore Luca Fiscariello.


Storia e archeologia della Sardegna. La Chiesa di Santa Gilla
Articolo di Cinzia Arrais  
Redattore Luca Fiscariello



Sepolta per decenni, sotto una montagna di polvere e documenti, la mappa che indica la chiesa di S. Gilla è finalmente riemersa dal buio dell’oblio.
Tutto ha avuto inizio nel 2015.
Il corso per guide ambientali, da me sostenuto, richiedeva una tesi finale. Il responsabile Roberto Copparoni, a tal scopo, mi ha affidato una ricerca sul villaggio "fantasma" di S. Maria Maddalena, nell’attuale Comune di Capoterra. Era un villaggio medievale, certamente di grande interesse, purtroppo scomparso.
Il materiale bibliografico relativo all’argomento era piuttosto scarno, pertanto la decisione di iscrivermi all'Archivio di Stato di Cagliari e, successivamente, all'Archivio Diocesano è stata una necessaria conseguenza. In questi istituti ho trovato degli atti che indicano l'ubicazione esatta della chiesa di S. Maria Maddalena, che si credeva scomparsa, ma della quale resistono ancora le vestigia nella località di Maramura. In seguito ho rinvenuto anche dei documenti che citano la chiesa di S. Giorgio, costruita, in epoca sabauda, nella zona dell’attuale “Residenza del Sole”. Altri ancora hanno rivelato nuove e importanti notizie sull'antica storia di Giorgino. Infine, come un regalo inatteso, mi sono imbattuta nella mappa che indica la chiesa di S. Gilla. Ho pensato immediatamente fosse un documento di gran valore, in quanto non l’avevo mai visto in

sabato 10 agosto 2019

Conferenza sui Nuraghi. Relatore Pierluigi Montalbano.

Buongiorno, per chi non avesse avuto l'opportunità di partecipare alla conferenza al Nuraghe Nastasi, ho caricato un video youtube con il mio intervento. 
L'oscurità non ha consentito inquadrature del tavolo dei relatori. Buon ascolto e visione. 
Ringrazio tutti i partecipanti alla serata e gli organizzatori della Consulta Giovanile di Tertenia.




giovedì 8 agosto 2019

Archeologia. Chi erano e in quale periodo della storia del Mediterraneo e dell’antico Egitto, appaiono gli Shardana? Riflessioni di Luisanna Usai e Piero Bartoloni

Archeologia. Chi erano e in quale periodo della storia del Mediterraneo e dell’antico Egitto, appaiono gli Shardana?
Riflessioni di Luisanna Usai e Piero Bartoloni

Chi erano, dunque, questi cosiddetti Shardana? Erano veramente provenienti dalla Sardegna e al servizio dei faraoni, come ritengono alcuni, oppure, come ritengono altri, dopo una sosta in Egitto, giunsero nell’isola per dare vita a una nuova civiltà? Oppure, in realtà, non hanno alcun rapporto con la Sardegna e tutto ciò che sappiamo è il frutto di pure coincidenze?Nell’ambito dei cosiddetti "Popoli del Mare" abbiamo visto menzionati più volte come protagonisti gli S˘erden, vocalizzati come Sherdana, Si potrà ritenere che la citazione di questo popolo, nella forma che appare, sia errata, mentre invece la versione corretta è proprio quella di S˘erdana e non

lunedì 5 agosto 2019

Archeologia. La civiltà nuragica, dai nuraghi a Mont’e Prama. Articolo di Alessandro Usai

Archeologia. La civiltà nuragica, dai nuraghi a Mont’e Prama
Articolo di  Alessandro Usai


Quando ai piedi della collina di Mont’e Prama si componevano la necropoli e il complesso di sculture, e nell’intera Sardegna templi e santuari si riempivano di bronzi e di ambre, i nuraghi erano già vecchi. Nuraghi e “tombe dei giganti” da una parte, templi, bronzetti e statue dall’altra sono certamente opera dello stesso popolo, inteso come ceppo etnico radicato in Sardegna già da millenni che sviluppò nel tempo una propria tradizione culturale; non sono però opera della stessa gente, bensì di diverse generazioni portatrici di esigenze materiali, ideali e sociali diverse, pur nella continuità della stessa tradizione culturale. Parlare oggi della civiltà nuragica impone a tutti uno sforzo per liberarla dall’immagine astratta di mitico eden isolano; costringe tutti ad accettare una difficilissima sfida, riportare nel concreto dei tempi, dei luoghi e delle azioni non solo i monumenti e i manufatti ma soprattutto quella umanità che fu protagonista di una singolare esperienza storica, che segnò la

mercoledì 31 luglio 2019

Archeologia in Sardegna. L'edificio sacro di Monte d'Accoddi, una struttura di 5000 anni fa costruita con altari a terrazza. Articolo di Alberto Moravetti

Archeologia in Sardegna. L'edificio sacro di Monte d'Accoddi, una struttura di 5000 anni fa costruita con altari a terrazza. 
Articolo di Alberto Moravetti

Il complesso dell'età del Rame ospitava un santuario e un villaggio che non trova riscontri in Europa e nell’intera area del Mediterraneo. La scoperta di Monte d’Accoddi risale ai primi anni Cinquanta del secolo scorso, quando il professor Antonio Segni, insigne studioso di diritto ma anche appassionato di archeologia, si era persuaso che una misteriosa collinetta che sorgeva in un terreno adiacente a una sua proprietà, a una decina di chilometri da Sassari, altro non fosse che un tumulo etrusco o qualcosa di simile, e per questo ne aveva caldeggiato lo scavo e facilitato il finanziamento. Per realizzare questa impresa occorreva tuttavia un archeologo, cosa non semplice in quegli anni in

domenica 28 luglio 2019

Archeologia. Pozzi Sacri in Sardegna, come erano costruiti? Articolo di Ercole Contu

Archeologia. Pozzi Sacri in Sardegna, come erano costruiti?
Articolo di Ercole Contu



Già dal 1974 mi ero posto il problema della ricostruzione grafica dei pozzi sacri (o "templi a pozzo") della Sardegna nuragica; ma solo nel 1980 avevo tradotto graficamente la mia l'ipotesi in un disegno (fig.l,f) - che per gran parte qui riconfermo nella sua relativa validità - concernente la struttura generale originaria di questa categoria di monumenti. Tutto ciò riguardava anche le fonti sacre, che, per essere l'acqua sorgiva più facilmente accessibile rispetto a quella che viene da falda freatica, e perciò necessitando - quand'anche essa ci sia - di una scala molto breve, risultano essere, per dir così, dei pozzi sacri in miniatura. Nella mia ricostruzione grafica, sia passata sia presente, del pozzo sacro di Santa Vittoria di Serri-NU (figg. 1,f; 2,b ) mi sono limitato agli elementi principali dell'architettura, trascurando persino, volutamente, sia il recinto o temenos ellittico che racchiude l'edificio - data la sua modesta rilevanza architettonica e perché deve trattarsi di un'aggiunta successiva, piuttosto recente - sia il problema della sistemazione originaria di altri elementi non direttamente riferibili all'edificio: quali i betili-torre, o modellini in

venerdì 26 luglio 2019

Archeologia. Il problema degli Shardana. Riflessioni di Ercole Contu.

Archeologia. Il problema degli Shardana 
Riflessioni di Ercole Contu.


«La questione, che tocca vari aspetti dei problemi sin qui trattati ed altri specifici ne include, è stata ripresa di recente, con una certa attenzione, in alcuni articoli su un giornale, dal linguista Massimo Pittau e dallo storico  Giovanni Dejana. In essi si avanza di nuovo la domanda se i Shardana (Shrdn) debbano essere identificati o no con i Sardi Nuragici; domanda alla quale io ritengo che debba essere data risposta negativa. 
Infatti, nonostante l'entusiasmo e i buoni propositi che manifesta, mi ha lasciato del tutto indifferente il volume di Leonardo Melis, su questo specifico argomento; nonché quello, già di livello più elevato ma pur sempre giornalistico e più documentato (ma con bibliografia insufficiente) di S. FRAU sulle
 Colonne d'Ercole. 

E altrettanto dico del più recente volume di un vero archeologo come Giovanni Ugas. Conclusioni negative che avevo già espresso in un congresso della Tafts University- Medford-Boston, pubblicato nel 1998.  Ora è

mercoledì 24 luglio 2019

Archeologia. Fonni: i misteri di Gremanu. Articolo di Gustavo Bernardino

Archeologia. Fonni: i misteri di Gremanu
Articolo di Gustavo Bernardino


L'ultimo articolo di Pierluigi Montalbano, apparso il 23 luglio 2019 sulla rivista Honebu, consente di fare una ulteriore riflessione in merito al sito archeologico di Gremanu.
Questo luogo magico e misterioso che si trova vicino a Fonni custodisce nel suo ventre antiche e arcane costruzioni cultuali, all'interno delle quali si svolgevano riti probabilmente legati alla ierogamia o prostituzione sacra. Qui, forse, giocavano un ruolo fondamentale, le maschere de sos Boes e sos Merdùles oggi usate (a Ottana) come elementi caratteristici del folclore sardo capaci di catturare l'interesse del turista. Maschere che purtroppo sono cariche d’incrostazioni deformanti che col tempo hanno modificato il probabile originale significato di natura religiosa. Quindi forse è più realistico pensare ad un loro uso cerimoniale in cui l'uomo, mascherato da animale (Merdùle) ritenuto sacro (lo dimostrerebbe il simbolo ancora in uso presente nelle maschere che rappresenta il dio-creatore Šamaš “dio del sole” dei Sumero/accadici) mentre pascolava la mandria de (sos Boes), si accoppiava con la vedova (donna vestita di nero chiamata Filonzana) la quale aveva

martedì 23 luglio 2019

Archeologia. Tomba di Giganti Madau a Fonni. Una particolarità archeologica che scatena la curiosità: c'è un guerriero simile ai giganti di Mont'e Prama impresso sullo sfondo o è un effetto ottico? Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Tomba di Giganti Madau a Fonni. Una particolarità archeologica che scatena la curiosità: c'è un guerriero simile ai giganti di Mont'e Prama impresso sullo sfondo o è un effetto ottico?
Articolo di Pierluigi Montalbano


Qualche giorno fa, in occasione del solstizio d’estate, ho accompagnato un gruppo di escursionisti in una visita guidata nel territorio di Fonni. Mete obbligate sono state le Tombe di Giganti Madau e il santuario fertilistico nuragico di Gremanu. Vorrei soffermarmi sulle 4 sepolture monumentali, realizzate con una perfezione tale da suscitare fra i partecipanti una serie di riflessioni, fra le quali la più gettonate è stata: “Le pietre sono lavorate una ad una?”. Ebbene sì, un lavoro certosino che certamente ha coinvolto i migliori specialisti dell’arte scultorea isolana di

lunedì 15 luglio 2019

Archeologia. In Sardegna, 4000 anni fa, coibentavano le capanne dei villaggi e conficcavano spade nella roccia. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. In Sardegna, 4000 anni fa, coibentavano le capanne dei villaggi e conficcavano spade nella roccia. 
Articolo di Pierluigi Montalbano


Nel territorio di Teti, un piccolo centro della Barbagia, oltre ai tanti bronzetti d’inestimabile valore trovati verso la metà dell’Ottocento e oggi esposti al Museo di Cagliari, sono stati individuati diversi menhir protoantropomorfi in granito, asce in pietra, cuspidi di freccia in ossidiana, grattatoi, raschiatoi e schegge di lavorazione del Neolitico. Un reperto particolare è una statuetta femminile rossiccia ben levigata, in roccia vulcanica, con forma di Dea Madre obesa, probabile rappresentazione di donna in gravidanza avanzata. Molti oggetti provengono dai

domenica 14 luglio 2019

Archeologia. Oliena, Sardegna. Un edificio sacro per i rituali di 3000 anni fa.

Archeologia. Oliena, Sardegna. Un edificio sacro per i rituali di 3000 anni fa.

Oliena, Sa Sedda 'e Sos Carros. 

Un edificio sacro dotato di un sofisticato sistema idraulico che garantiva la fuoriuscita d'acqua da bocche realizzate lavorando a rilievo dei blocchi di pietra a forma di testa d'ariete. La vasca al centro è forata per consentire all'acqua di defluire verso i piedi di chi aveva il privilegio di partecipare ai rituali. Epoca: bronzo finale/Primo Ferro.
Nel settembre 1977 gli archeologi iniziarono lo scavo nel complesso nuragico di Sa Sedda 'e Sos Carros, nel cuore della valle del Lanaittu, vicino alla grotta di Sa Oche, in territorio di Oliena. Per arrivarci bisogna prendere la S.S.129 per Orosei, svoltare per Oliena, e girare poi per Dorgali. Dopo poco meno di 6 km si svolta per le sorgenti de Su Gologone e si giunge nel piazzale delle sorgenti. Da quì si va a destra in una strada in cemento per la Valle di Lanaittu e si prosegue per 6.6 km fino al

giovedì 11 luglio 2019

Arte. Sensazionale scoperta di un quadro attribuibile a Derain. Spesso le cose più difficili da vedere sono quelle che sono davanti agli occhi. Articolo di Alberto Zei


Arte. Sensazionale scoperta di un quadro attribuibile a Derain. Spesso le cose più difficili da vedere sono quelle che sono davanti agli occhi. 
Articolo di Alberto Zei


Il ritrovamento
Come quasi sempre avviene, ancora una volta è stato un caso che per una serie di strane circostanze sicuramente irripetibili, è uscito allo scoperto un quadro apparentemente insignificante e abbandonato. Si tratta di una pittura  rinvenuta nel centro di Roma ,  considerata probabilmente di scarsa importanza, anche, come si dirà, per la contraddizione temporale  che lo stile del dipinto esprime. Non era infatti, verosimile  ritenere che quel  quadro fosse invece, un’ autentica opera d’arte. Ma a volte, sono proprio le incongruenze di questo tipo, le contraddizioni e le apparenze di prima approssimazione che dopo affrettati giudizi a carattere generalizzato, ad un’analisi più

martedì 9 luglio 2019

Archeologia. Come funzionavano le navi antiche? Dalle barche dell'età del Bronzo alle grandi navi romane. Articolo di Marco Bonino

Archeologia. Come funzionavano le navi antiche? Dalle barche dell'età del Bronzo alle grandi navi romane.
Articolo di Marco Bonino




Negli ultimi decenni, gli archeologi hanno portato alla luce alcuni relitti che permettono di inquadrare una serie di aspetti tecnici delle imbarcazioni che hanno solcato il Mare Mediterraneo negli ultimi millenni. Gli scafi arcaici, fin dal Bronzo, erano costruiti a partire dal guscio di fasciame, che era realizzato mediante tavole sagomate e piegate, cucite con legature. Solo dopo avere ottenuto la forma del guscio, si inserivano le strutture interne per garantire la forma e la consistenza dello scafo. A partire dal XIV a.C. le legature fatte di funicelle cominciarono ad essere sostituite da linguette di legno fermate da cavicchi: un miglioramento del

martedì 2 luglio 2019

Archeologia. Otzi, la mummia del Similaun. Lettera aperta all’EURAC di Bolzano circa la mummificazione di Ötzi - 1 luglio 2019. Articolo di Gianluigi Carancini


Archeologia. Otzi, la mummia del Similaun.
Lettera aperta all’EURAC di Bolzano circa la mummificazione di Ötzi - 1 luglio 2019
Articolo di Gianluigi Carancini

Ho riletto in questi giorni la versione in italiano del libro di K. Spindler su Ötzi, e mi ha colpito un brano, che sembrerebbe poter dare ragione alla mia ricostruzione riguardo alla natura funeraria del rinvenimento (v. Gian Luigi Carancini, Aspetti dell’iconografia delle statue-stele e dei massi incisi in Europa tra Eneolitico ed antica età del bronzo - Confronti e convergenze con altre fonti archeologiche nell’ambito del bacino del Mediterraneo, Preistoria Alpina, 46 II, 2012: 255-265) e, soprattutto, a quanto avevo presupposto circa la possibile mummificazione artificiale del cadavere, che ho sempre ritenuto avvenuta a valle immediatamente dopo il decesso di Ötzi, prima del suo trasporto e della sua tumulazione in alta quota, cioè prima che il tutto venisse sommerso dal ghiaccio (non ci è dato, tuttavia, di sapere quanto tempo dopo, se immediatamente all’indomani della deposizione del cadavere – per altro assai improbabile -, o piuttosto molto tempo dopo, cioè nel lasso di tempo che – secondo la Commissione di Bolzano - avrebbe permesso il processo naturale di

giovedì 27 giugno 2019

Archeologia. La battaglia di Alalia, o del Mare Sardo, combattuta nelle acque a nord della Sardegna, davanti alle Bocche di Bonifacio, fra etruschi, cartaginesi e greci. Articolo di Giovanni Schioppo.

Archeologia. La battaglia di Alalia, o del Mare Sardo, combattuta nelle acque a nord della Sardegna, davanti alle Bocche di Bonifacio, fra etruschi, cartaginesi e greci.
Articolo di Giovanni Schioppo.
Mentre i re etruschi di Roma erano impegnati a costruire la loro città e a fare guerre contro i latini e i sabini, la vicina Caere, in forte competizione con i greci di Marsiglia e di Alalia, era interessata al suo commercio marittimo lungo le coste italiche e con la Sardegna e la Corsica. Secondo molti studiosi la battaglia di Alalia, detta anche “battaglia del mare sardo”, combattuta da etruschi e cartaginesi contro i focei di Alalia fu la prima grande battaglia navale della storia. Le cause più remote che portarono

martedì 25 giugno 2019

Archeologia all’Elba - Uno scheletro e tanti dubbi. Articolo di Alberto Zei

Archeologia all’Elba - Uno scheletro e tanti dubbi.
Articolo di Alberto Zei

A seguito della pubblicazione sul Quotidiano Honebu dell’articolo riguardante il ritrovamento archeologico di uno scheletro umano negli scavi  all’Isola d’Elba, i Professori Mallegni e Zecchini hanno precisato quanto ancora si dovrebbe ottenere dalle osservazioni e dalle analisi dei resti fossili che dovevano seguire il ritrovamento. L’articolo che pubblichiamo oggi verte sul medesimo tema di quello redatto dai due professori perché anche Alberto Zei, autore dell’articolo odierno, ritiene necessaria maggiore chiarezza sulla questione attraverso una salutare rivisitazione delle prime  dichiarazioni dei ricercatori.
L’ Elba esoterica
Sarebbe interessante poter leggere  su riviste di archeologia dedicata  a rilevanti ritrovamenti,  notizie attendibili su reperti rinvenuti all’Elba, isola che, sul piano del patrimonio archeologico, stante la sua plurimillenaria storia,  è sicuramente più ricca di molte altre località italiane. Ancora una volta, invece, si apprende da alcuni giornali elbani on line nonché da riviste di archeologia di livello nazionale, quanto di conflittuale  possa insorgere sulle scoperte archeologiche  che attraverso i

sabato 22 giugno 2019

Archeologia della Sardegna. Anche Limbara profuma d' Oriente. Articolo di Gustavo Bernardino


Archeologia della Sardegna. Anche Limbara profuma d' Oriente.
Articolo di Gustavo Bernardino


Dopo aver individuato la probabile origine del nome del Monte Baranta che si trova in provincia di Sassari, e che, come riportato nell'articolo del 28 giugno 2018 (in questa rivista), riguarda la sfera religiosa e si riferisce ad una divinità appartenente al pantheon sumerico, propongo adesso una ipotesi interpretativa dell'oronimo Limbara. Questo massiccio montuoso di natura granitica, ricco di boschi e  di acqua si presenta come elemento naturale di separazione delle due regioni confinanti: la Gallura a nord e il Logudoro a sud.
Le sue cime più alte sono state brutalmente offese da installazioni militari e civili finalizzate all'utilizzo delle

sabato 15 giugno 2019

Archeologia. Santuari, culti e ideologia del potere nella Sardegna nuragica della Prima età del Ferro. Articolo di Paolo Bernardini

Archeologia. Santuari, culti e ideologia del potere nella Sardegna nuragica della Prima età del Ferro.
Articolo di Paolo Bernardini

tratto da “Corpora delle antichità della Sardegna, LA SARDEGNA NURAGICA, Storia e monumenti”

«Possiamo immaginare che, intorno al perimetro del recinto di Santa Vittoria di Serri, davanti al porticato, alle loggette dei mercanti, alle capanne dei capi, da dove la folla assisteva alle manifestazioni, si componesse, a circoli concentrici, il ballo tondo, al suono dell’aulete dal mezzo soffiante a piene gote sul triplice flauto di canne […] con accompagnamento di canti e di urla frenetiche. Saliva un’orgia corale mimico-musicale, un misto barbarico di religione e di erotismo che nella notte si consumava, senza veli, pronubi il bosco e gli astri. La piazza si trasformava anche in “ginnasio” […] e i giovani atleti convenuti al santuario, vi scendevano a difendere il prestigio e l’onore della tribù di appartenenza e a cogliere il premio della vittoria […] questo quadro umano che

giovedì 13 giugno 2019

Archeologia. I Fenici. Relatore Pierluigi Montalbano. Registrata nella sala conferenze Honebu in Giugno 2019

Archeologia. I Fenici

Relatore Pierluigi Montalbano
Registrata nella sala conferenze Honebu in Giugno 2019
Buona Visione

Con piacere vi offro il video della mia conferenza a Cagliari, da Honebu, sull'Universo dei Fenici. Chi erano, che attività svolgevano, in che case abitavano quali divinità pregavano, che manufatti hanno lasciato. Buona visione.
Video a cura di Ferdinando Atzori.

mercoledì 5 giugno 2019

Antropologia. Lo scheletro di San Giovanni (Isola d’Elba): perplessità sulle ipotesi avanzate circa l’età della morte, il sesso e la datazione. Articolo di Francesco Mallegni e Michelangelo Zecchini


Antropologia. Lo scheletro di San Giovanni (Isola d’Elba): perplessità sulle ipotesi avanzate circa l’età della morte, il sesso e la datazione.
Articolo di Francesco Mallegni e Michelangelo Zecchini


Il ritrovamento di uno scheletro umano durante la campagna di scavi 2017 nella fattoria romana di S. Giovanni (Portoferraio) suscitò un certo interesse. Se ne occupò diffusamente la stampa  la quale, trascrivendo evidentemente le convinzioni dei responsabili dello scavo (Franco Cambi e Laura Pagliantini dell’Università di Siena), riportò che “si trattava di un individuo giovane, un ventenne, come sembrano indicare i denti e lo stato di formazione delle ossa”. Oggi i risultati degli esami antropologici su quello scheletro vengono pubblicati su un supplemento agli Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa a cura di Franco Cambi,  Laura Pagliantini e Collaboratori. Vi si afferma, fra l’altro, che le analisi sono state condizionate in negativo dallo stato di

lunedì 3 giugno 2019

Archeologia. Il Vino, la Vita e la Morte nella Sardegna Punica. Articolo di Carlo Tronchetti


Archeologia. Il Vino, la Vita e la Morte nella Sardegna Punica.
Articolo di Carlo Tronchetti

Il consumo del vino ed il valore conferito alla bevanda in Sardegna durante il periodo punico differisce totalmente da quello che aveva nel precedente mondo fenicio, e che è stato ben illustrato da Paolo Bernardini, in linea con quello che possiamo chiamare il Mediterraneo delle aristocrazie.
Si va a perdere il valore sacrale che accompagnava l’assunzione della bevanda, con il suo rituale di strumenti particolari, quali il piccolo tripode per triturare le essenze che aromatizzavano il liquido.
Il vino mantiene sempre la sua valenza di bevanda peculiare, che unisce in sè l’aspetto edonistico e quello più oscuro che deriva dall’inebriamento provocato dalla smodatezza nel bere, ma il suo uso diviene generalizzato. Il dettagliato e fondamentale esame del materiale anforico di Cartagine compiuto da B.Bechtold, in particolare, per quel che ci riguarda, per i suoi periodi Middle Punic I e II, mostra chiaramente l’importanza e la mole del traffico di anfore vinarie verso la metropoli africana; la sua veloce disamina della situazione sarda, basata sui materiali editi e notizie ancora inedite, unitamente ad altre recenti pubblicazioni, conferma anche per la Sardegna, sia pure in

giovedì 30 maggio 2019

I riti con il fuoco nelle tradizioni popolari della Sardegna

I riti con il fuoco nelle tradizioni popolari della Sardegna




Il calendario sardo è disseminato di sagre e feste in tutti i mesi dell’anno. Diminuiscono negli ultimi giorni di carnevale e durante la Quaresima ma con i riti della Settimana Santa riacquistano nuovo impulso.
Le sagre sono ottime occasioni per dare risalto al folclore poiché, oltre a svolgersi nel loro ambiente naturale, assicurano la presenza di gruppi in costume che possono così esibirsi nel modo più autentico, favorendo una affascinante presa di contatto con le tradizioni dell’isola.
L’essenza principale di queste sagre è di natura religiosa e a motivarle sono stati voti di singole persone per grazia ricevuta e voti comunitari per la cessazione di pestilenze, carestie, inondazioni, invasioni di cavallette, ma a volte sono state ispirate dal ritrovamento, spesso leggendario, di simulacri. Il loro svolgimento vede sempre un accavallarsi di riti cristiani e componenti pagane che attestano come la religiosità dei sardi, pur essendo profondamente radicata, non sia aliena da reminiscenze di culti primitivi.
Notevole importanza ha il legame tra i miti e le vicende dell’agricoltura, che hanno sempre condizionato l’isola. Questo spiega anche certi riti propiziatori di un buon raccolto, ottenibile da una