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domenica 17 aprile 2016

Archeologia. Studiosi a convegno sulla Sardegna nuragica: «Nessuna Atlantide e nessuno tsunami»

Archeologia. Studiosi a convegno sulla Sardegna nuragica: «Nessuna Atlantide e nessuno tsunami»



La Sardegna può essere identificata con la mitica Atlantide di Platone?
E la fine della civiltà nuragica può addebitarsi a un catastrofico maremoto che avrebbe invaso le pianure del Campidano e della Marmilla?
Entrambi i quesiti sono fermamente respinti con argomentazioni e ricerche scientifiche da archeologi, geologi e antropologi. E quanto emerge dal convegno “Atlantide e i nuraghi” svoltosi nella sala convegni al Parco di Monte Claro, organizzato dalla Biblioteca Provinciale di Cagliari e curato da Pierluigi Montalbano.

Un tema che suscita dibattiti e ricerche e divide gli esperti. Alcuni favorevoli, altri, come quelli riuniti a Cagliari, assolutamente contrari.
Il geologo Antonio Ulzega esordisce: «La Marmilla è composta di sedimenti marini a strati risalenti a centinaia di migliaia di anni fa, per questo si trovano ancora resti di
conchiglie e altri fossili. E la gigantesca onda marina che provocò morte e distruzione sino ad arrivare alla barriera dell'altipiano della Giara di Gesturi ponendo fine alla civiltà nuragica? In Sardegna non ci sono segni che giustificano un tsunami di quelle proporzioni. I nuraghi ricoperti e semidistrutti sono dovuti a modificazioni legate al tempo, al vento, pioggia, clima, e altri eventi. Nessun cataclisma marino stravolse il Campidano e l'Oristanese, ma un periodo ciclico, continuo, a strati, che ha fatto il proprio corso".

"Atlantide in Sardegna? No grazie", sottolinea l'archeologo Alfonso Stiglitz. "Le colonne d'Ercole citate da Platone sono i segni che indicano il passaggio tra l'aldilà e l'aldiqua. Sono la parte del sole che scende in occidente e rinasce in oriente. Colonne che possono essere collocate a Malta, in Sicilia, Spagna e così via".

L'archeologo Paolo Bernardini tuona: «Atlantide è una nobile menzogna, è un'invenzione, e non appartiene alla storia degli eventi, ma solo all'immaginazione di Platone che l'ha sognata e tramandata alle successive civiltà. Il mito di Atlantide risalente al 480 a.C. appartiene al filosofo greco Platone, che fa uso di racconti fantastici, facendoli risultare utili e nobili per il suo popolo».

L'antropologo Giulio Angioni aggiunge: "I miti sono racconti necessari per spiegare chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. Sono creati ad arte ma non riescono a dare risposte convincenti. I racconti contengono sempre riferimenti a luoghi, personaggi e storie, ma nel caso dell'antica isola sarda non è serio inventare bugie per aumentarne artificiosamente il prestigio così da vendere ai turisti un'idea di Sardegna mitica".

L'archeologo Alessandro Usai afferma : "Oggi abbiamo diversi riscontri scientifici per dimostrare il contrario della fantasia di qualche giornalista o studioso che sostengono Atlantide nella terra sarda e la fine della civiltà nuragica dovuta a un maremoto. Quando mancano risposte scientifiche, si ricorre a ipotesi come un meteorite caduto nel Mediterraneo che avrebbe provocato il maremoto. E allora come mai lo stesso tsunami che distrussee parte della Sardegna non lasciò tracce in altre zone costiere dello stesso mare?". Lo studioso illustra una relazione che prende in esame le stratigrafie di scavo di vari nuraghi dimostrando che i sedimenti sono depositati gradualmente, senza improvvisi sconvolgimenti che sarebbero indizi di violenti fenomeni naturali.

L'archeologo Mauro Perra, direttore del museo Genna Maria, conclude la serata con una relazione su "grano, granai e alimentazione nella Sardegna del XV-XIII a.C." mostrando le analisi eseguite su pollini, funghi, semini carbonizzati di grano, orzo, lenticchie, piselli, vite coltivata e altre derrate alimentari dell'epoca. I nuragici disboscavano i terreni per coltivarli, tutti gli indizi mostrano una società che conservava la produzione agricola nei silos dei nuraghe, all'interno di grandi vasi. La redistribuzione delle risorse mostra un popolo capace di programmare la stagionalità dei raccolti.

Il folto pubblico ha seguito con estrema attenzione le varie teorie che smontano il mito di Atlantide legato alla Sardegna, con la delusione di alcuni che credevano in Platone.

22 commenti:

  1. Completamente d`accordo sul fatto che nessun maremoto o tzunami abbia investito la Sardegna.Le piogge sabbiose e venti desrtici hanno nell1`arco di millenni ricoperto molti siti .

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  2. ricordo quel convegno e ricordo quando il dr alfonso stiglitz disse che le colonne d'ercole rappresentavano l'aldilà. dice erodoto: i celti che abitano oltre le le colonne d'ercole, sono vicini dei cinesii che sono gli ultimi abitanti dell'europa verso occidente. quindi per il dr stiglitz, i celti e i cinesii abitavano nell'adilà. forse il dr stiglitz si confonde con quando le colonne d'ercole si chiamavano colonne di briareo (diceva aristotele), ma si chiamavano di briareo e non d'ercole ed è tutt'altra storia.
    antonio

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  3. Proprio oggi che diventa pubblico www.colonnedercole.info! Un po' sospetto come tempismo. Buona battaglia è che vinca la teoria migliore
    Donato Pulacchini

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    1. che tempismo? e come mai se digiti quel sito non esce niente?

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  4. Il punto esclamativo ovviamente va tolto. Penso che le battaglie intellettuali vadano svolte in forma dialettica e non "ecco il convegno dei pro" ed "ecco il convegno dei contro". Se Ramses III ha vinto veramente la guerra contro gli invasori è difficile dirlo proprio perché ne ha scritto solo lui!
    Donato Pulacchini (non anonimo)

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    1. scusa Donato ma quelle foto non dimostrano che la sardegna era atlantide; dimostrano che sotto ci sono nuraghi. vorrei farti una domanda: hai mai fatto ricerche su quanto Sergio Frau afferma? se si mi devi spiegare cosa ci fa un promontorio libico di nome solunte dopo attraversate le colonne d'ercole (erodoto IV libro par 43) che per Frau si trovano nel canale di sicilia a malta? Perché strabone dice che eratostene divide il mondo tra nord e sud mentre Frau dice invece che lo divide tra ovest ed est?

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    2. Gentile anonimo, non ho certezze ma dubbi che alimentano dubbi? Solunte=Soloeis? Cercando i dubbi aumentano
      http://www.sardolog.com/perso/cerne/index.htm

      Ma che mondi nuovi appaiono!

      DonatoPulacchini

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    3. solunte =soloeis? si mio caro Donato. se invece di leggere solo la traduzione in italiano avessi letto anche il testo in greco, ti saresti accorto che solunte è la traduzione in italiano di soloeis. per quanto riguarda sardolog, sicuramente ti riferisci all'articolo su cerne di mariolu. vedi, caro donato, prima di scrivere certe cose bisognerebbe sapere almeno le cose elementari, come per esempio che un antico non avrebbe mai potuto confondere il nord col sud o il sud col nord. primo perché per lui nord e sud non esistevano come li intendiamo noi. per lui esisteva solo borea (quello che noi oggi chiamiamo nord),noto (il sud di oggi), levante (est) e ponente(ovest). per capirci: quando un greco navigava(o camminava) da levante verso ponente e il vento gli veniva dalla sua destra, allora era il vento di borea; se invece gli veniva dalla sua sinistra allora era il vento di noto. lo stesso vale per ovest ed est (sono termini moderni). quindi gli antichi non potevano sbagliarsi. un altro errore lo riporto da quello stesso scritto: Gli egiziani interpretavano la loro geografia in modo diverso da come lo facciamo noi oggi: "ponevano il delta del Nilo a sud (basso Egitto) e le sorgenti del nilo a Nord (Alto Egitto)". errore il sud per i greci era l'alto egitto e il nord era il basso. ed altre cose...
      antonio (ma guarda che potrebbe essere un nome falso)

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    4. Falso Antonio,
      Il librone di Frau a pag. 163 ha un bel capitolo dedicato al tema con i mille dubbi di Frau. Confido in una risposta alla luce delle due granitiche certezze
      Donato Pulacchini
      Ps il libro non trasmette l'atlantidite

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    5. caro Donato, hai ragione nel dire che Frau è pieno di dubbi. tutto il suo libro è un suo dubbio. non ha nemmeno capito che quando erodoto cita soloeis, lo trascrive in libico(soloeis infatti è un nome libico non greco) perché sta riportando una storia che raccontavano i cartaginesi. mentre quando parla di soloentos, lo riporta in greco. infatti soloeis e soloentos sono lo stesso promontorio (e ti invito a leggere il libro di Antonio Usai dove è spiegato molto bene e se non erro, mi sembra che ci sia anche qui nel sito di Pierluigi). per quanto riguarda le mie granitiche certezze (se per caso ti riferisci a Mariolu e alla sua cerne), non sono certezze ma realtà dei fatti. non potevano confondersi gli antichi con nord-sud-ovest ed est
      falso Antonio

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    6. rileggendo ilmio post del 23 alle ore 00,49, ho notato un mio sbaglio di battitura; ho scritto: " il sud per i greci era l'alto egitto e il nord era il basso", anzicchè :. il sud per gli egizi era l'alto egitto e il nord era il basso".
      f. A.

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  5. Ullallà, che fuoco di fila. Ci mancava solo lo scrittore Sergio Abis e poi erano quasi al completo. Quasi. Manca anche l'archeologo con le palle, quello dei nuraghi sotto i viadotti e dei reperti ellenici esposti all'aeroporto. E ce l'hanno ancora con Frau! Non ci dormono la notte. Continua a rodergli o che? Lo tzunami sarà pure una fesseria, anzi lo è, almeno in quelle proporzioni, ma quanta sicumera e presunzione nell'asserire che Atlantide sia tutta una fantasia di Platone. Nessuno può sapere se il racconto platonico sia del tutto inventato o se invece sia modellato su un fondo di realtà storica. Nessuno. Né Aristotele, né Bernardini, né Frau. Quanto all'Atlantide sarda forse bisognerebbe chiedere a un archeologo come Ugas cosa ne pensa. Ho letto da qualche parte che lui ventilò quest'ipotesi ben prima di Frau. E' così? Lei Montalbano ne sa qualcosa?

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    1. Il Prof. Ugas ha scritto un articolo sul tema, aspettiamo che sia pubblico e poi ne discuteremo. Comunque la sua proposta è interessante e condivisibile.

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    2. uno dei primi sardi a supporre che atlantide poteva essere stata la sardegna è stato l'abate Floris nel 1800 e passa.

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    3. Mi sbaglierò, ma non vedo motivi (se non idiosincrasie di vario genere) per escludere che il mito di Atlantide veli una trama storica. Non vedo perché dovrebbe fare eccezione. Possono le vicende mitiche di Teseo e del Minotauro richiamare, rispecchiare, la fine della civiltà minoica e l'inizio dell'egemonia di quella micenea? E' davvero così antistorico immaginare nell'età del bronzo, o in quella del ferro, una coalizione di popoli che dalla Grecia muove guerra alla città che controlla l'accesso al mar Nero? Si può obiettare sul fatto che nel IX secolo un uomo potesse andare sulla luna come fa Astolfo, ma c'è qualcuno che può escludere che in quell'epoca esistesse una forte contrapposizione tra gli arabi e il regno dei franchi, tra l'islam e la cristianità? Riguardo ad Atlantide: se (sempre se) la narrazione rievoca antiche e reali vicende allora credo non vi sia molta scelta nell'individuare dove fosse e quale realmente fosse qualla civiltà. Dovendola cercare a occidente di Grecia ed Egitto in un epoca precedente a quella di Platone non c'è proprio scelta se ci si limità alle civiltà note, scoperte. Una ce n'è e basta. Dobbiamo considerarla indegna? Altra cosa è pensare a qualche civiltà ad oggi del tutto sconosciuta, a quel punto tutto è possibile, anche che i suoi resti si trovino sul fondo dell'Atlantico a 1000 metri di profondità. O su Marte.

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    4. quell'indegna si riferisce alla Sardegna?

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    5. Sì. Alla Sardegna nuragica.

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    6. non è una questione di essere indegno dire che la sardegna era atlantide, è semplicemente sbagliato ma non perché non c'è stato nessun tzunami(chi se ne frega se c'è stato o no), ma perché lo si capisce dal timeo stesso che gli egizi stanno parlando dello stretto di gibilterra. Lo spiega bene (ed è l'unico che ho sentito finora che attacca Frau con dati alla mano) Usai Antonio nel suo libro, che a quanto pare si trova nelle università di Oxford, Harvard, Chicago ed altre (l'ho appurato digitando the pillars of hercules in aristotle's ecumene e cliccando su google book). Tutte le altre persone(studiosi compresi) attaccano Frau, non con dati ma parlando di questo tzunami. Non si possono fare convegni su tzunami.

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    7. Ancora contro Frau?!? Sono passati 16 anni ed ancora si organizzano convegni contro Frau..
      Questo dimostra anche, come le tesi "contro" siano supposizioni esattamente come Frau sostiene sia solo una supposizione la sua.
      Alcuni archeologi hanno la laurea in "Fraulogia", spesso, senza averne mai letto il libro. A parer mio, molti di loro dovrebbero ringraziarlo per essere diventati noti in Sardegna grazie a lui ed alle sue idee: i convegni su Atlantide e Sardegna abbondano ed attirano pubblico. Questo è positivo perchè permette poi di parlare di vera archeologia nuragica ed è un grimaldello per attirare, sardi e non sardi, alla conoscenza della propria storia (anche se la cosa partisse da una ipotesi iniziale errata). Io non credo allo tsunami, ma ringrazio Frau perchè grazie a lui ho scoperto la civiltà nuragica (anche se non fosse Atlantide!)

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  6. E quanto l'avranno menata con le false carte d'Arborea. Come se li sentissi. Che cosa provinciale e ridicola. Potessero, direbbero che Eleonora d'Arborea è tutta una fantasia di Platone, anzi, di Cosimo Manca da Pattada.

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  7. Il mito di Atlantide segue un filo logico ben preciso, ossia testimoniare l'esistenza di genti organizzate socialmente e militarmente, in grado di governare un territorio ricco e vasto. A mio parere fu mescolato il meglio di una serie di realtà del passato, vicende tramandate oralmente che contenevano le gesta di personaggi leggendari. Un fantasy ben orchestrato dalla sapiente mano di Platone, lo Stanley Kubrick di 2500 anni fa.

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  8. scrive RoBer

    CAPITOLO III.
    Dichiarazione di Diodoro sul modo con cui intende procedere nell' esporre la storia dei vari popoli e perchè incominci dagli Egizj.
    Ora porrem mano a scrivere dei fatti ne'paesi della terra cognita accaduti anticamente, e dei quali è a noi giunta memoria. Noi nè vogliamo asserire chi fossero i primi re, nè adottare quanto ne dicono quelli che credon saperlo. Imperciocchè non siamo di opinione, che sia possibile che l'immagine delle lettere cadesse nella stessa età, nella quale sorsero i re. La quale cosa quand'anche alcuno concedesse, certo è però, che assai più di recente sorsero gli storici conservatori delle memorie. Ma checchè sia di queste, i più non solo dei Greci, ma eziandio de'barbari, ignorano, o almeno dubitano di quanto appartiene all'antichità di ciascheduna nazione e non è che pura jattanza quella di coloro, i quali dicono essere indigeni, e i primi tra tutti gli uomini ad aver trovati i comodi della vita, e tali fatti essere presso loro accaduti, ed essere essi benemeriti dell'avere dai remotissimi secoli avuto i monumenti delle lettere. Laonde noi non istabiliremo niente di sicuro intorno all'antichità dei particolari popoli nè diremo quali nazioni sieno state di tempo prima delle altre, e di che numero d'anni. Bensì porremo in vari capi, come l'oggetto vero che ci siamo prefissi, le cose, che presso ogni popolo diconsi, e della sua antichità, e delle imprese da esso una volta fatte....

    Dell'Atlantide di Platone non ne fa cenno.
    Ognuno intenda quello che meglio crede.

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