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mercoledì 22 dicembre 2010

Popolo Shardana 2° e ultima parte



La Lega dei Popoli del mare.

Relazione di Pierluigi Montalbano sul capitolo 4 del libro di Marcello Cabriolu “Il popolo shardana”, nel convegno di Decimomannu del 18 Dicembre 2010

Dal punto di vista della navigazione, erano frequenti gli atti di pirateria e saccheggio al fine di riequilibrare stagioni commerciali poco favorevoli. Anche l'Egitto subiva continui attacchi da parte dei pirati, e Ramesse II dovette affrontare attraverso interventi straordinari questo grave problema creando una serie di fortezze verso ovest. Gli strascichi della reggenza militare di Seti I, volta ad assicurare i confini imperiali in Siria, stimolarono Ramesse II ad attaccare il regno di Qadesh, controllato dagli Ittiti. Mosse il suo esercitò attraverso la Palestina, verso la valle del fiume Oronte, nel territorio di Canaan. Nel 1275 a.C. i due eserciti si affrontarono nella più grande guerra del secondo millennio a.C. Le rilevanti capacità belliche degli shardana vennero celebrate nella stele di Tanìs, dove i guerrieri corrotti vennero descritti come “ giunti dal mare aperto con le loro navi da guerra e che nessuno era stato in grado di fronteggiare”. La lega dei popoli del mare trasse a proprio vantaggio l'impegno dell'esercito ittita nel fronte meridionale, cogliendo l'occasione per attaccare e cingere d'assedio la città di Troia, che secondo la tradizione letteraria di Omero fu conquistata dopo circa 10 anni di assedio. Nel frattempo tra le due potenze dell’Egitto e Hatti, si stabilì un forte accordo di pace.

La morte del sovrano ittita aprì una crisi dinastica e accese dei contrasti con la vicina Assiria. Il nuovo re assiro Tukulti-Ninurta, erede di Salmanassar, nel 1234 a.C. si stabilì sul Eufrate tagliando la via che collegava Babilonia all'Asia minore, per impedire che i regni di Mitanni e Hatti si congiungessero contro di lui. La situazione politica del Mediterraneo orientale si accese improvvisamente creando migrazioni e movimenti di masse umane originatisi dagli scontri. Alla morte di Ramesse II, il nuovo faraone Meremptha, nel 1213 a.C., inviò aiuti militari e risorse alimentari agli stati anatolici allo scopo di tenere in piedi l'ultimo baluardo armato contro il popoli del Nord e dal mare. La confederazione spietatamente votò per l'invasione e, dopo aver distrutto la capitale Hattusa, scatenò contro l'Egitto la bufera. Il primo esercito confederato provenne dalla Libia, il secondo attraversò la Palestina. La presenza shardana, proveniente dalle coste dell'Asia minore e dalle isole in mezzo al mare, fu riconosciuta nei guerrieri portanti elmi con grandi corna, scudi rotondi e lunghe spade a punta. Il Delta venne travolto e occupato dall'esercito degli invasori, seguito da tutto un popolo di donne, bambini, bestiame e carri diretti a Menfi. L'esercito egizio reagì duramente, tuttavia la minaccia dell'invasione non fu sventata completamente. Il Mediterraneo orientale fu sconvolto da una grave crisi commerciale che si riflette sull'Egitto sia dal punto di vista economico che politico. Le cronache riportano l'offerta di prigionieri di guerra ai templi, richieste di manodopera per la coltivazione della terra, e di uomini d’armi da impiegare nelle milizie dei grandi sacerdoti.

Agli shardana arruolati nell'esercito imperiale venne assicurato lo stipendio e vennero assegnati dei terreni come forma di assistenza, soprattutto nei territori di confine allo scopo di contenere le invasioni. Nel 1202 a.C., alla morte di Meremptah, scoppiò l'anarchia. Intanto 1un secondo contingente della lega dei popoli del mare si mosse verso sud attraverso la Palestina, facendo terra bruciata di regni del Mitanni, Qadesh e Amurru. L'isola di Cipro venne rioccupata, la città di Karkemish e il porto di Arwad (Arado) vennero conquistati come basi terrestri, mentre Ugarit, Tiro e Sidone vennero distrutte. In Palestina, i peleset (filistei) fondarono una pentapoli, e da questa regione si muoveranno gli eserciti per contrastare la nascente potenza d'Israele. Nel 1187 a.C. sale al potere il faraone Ramesse III, che nel quinto anno di governo si scontra violentemente con i popoli del mare sul delta del Nilo.

Le guarnigioni egizie riescono a fermare la campagna militare della lega, e il corpo a corpo tra i natanti, secondo le cronache, ebbe esito positivo per gli egizi. Ramesse III per scongiurare nuove invasioni consentì ai libici e agli shardana di stabilirsi in tutta la fascia occidentale del Delta, e i due popoli di vennero in seguito il difensore dello Stato contro nubiani e siriani. Di seguito alla grande crisi politica del XII a.C. alcune componenti della lega tornarono alle loro antiche sedi. Gli shardana e gli shekelesh rientrarono in Sardegna e Sicilia, ospitando gruppi di vecchi commilitoni senza patria, quali pelesets e akawasha. Una parte dei Tursha e degli Tjekker si stabilì rispettivamente nella costa tirrenica dell'Italia e nell'Anatolia dando origine e regni neo-ittiti. Alcune componenti importanti di shardana, peleset e akawasha rimasero stabili nel Delta del Nilo sino alla Siria, andando ad occupare la valle di Jezreel e la catena di Monte Carmelo. Queste popolazioni sono identificabili anche come i nuovi cananei, eterni avversari di Israele, che ristrutturarono alcune città Stato e diedero origine ai presupposti della navigazione e degli scambi commerciali del I Millennio a.C. La lega dei popoli del mare non lasciò altre tracce, ma diedero un impulso vitale al Mediterraneo occidentale, impostando il sistema cittadino e divenendo in seguito la potenza antagonista di Roma, ovvero Cartagine.

Colgo l'occasione per segnalare che lunedì 27 Dicembre, presso la Biblioteca Comunale di Perdasdefogu, a partire dalle 17, l'autore presenterà il libro, insieme ai relatori: Pierluigi Montalbano, Giuseppe Mura, Paolo Marongiu e Sabrina Sarpante.


Le immagini sono del Museo Archeologico di Cagliari

1 commento:

  1. Mi chiedo se possa esistere un legame tra il nome Akawasa e quello Wasashatta.

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