Diretto da Pierluigi Montalbano

Ogni giorno un nuovo articolo divulgativo, a fondo pagina i 10 più visitati e la liberatoria per testi e immagini.

Directed by Pierluigi Montalbano
Every day a new article at the bottom of the 10 most visited and disclaimer for text and graphics.
History Archaeology Art Literature Events

Storia Archeologia Arte Letteratura Eventi

Associazione Culturale Honebu

Translate - Traduzione - Select Language

giovedì 21 settembre 2017

Archeologia. Il culto dell’acqua nella Sardegna Nuragica. Riflessioni di Alessandro Usai

Archeologia. Il culto dell’acqua nella Sardegna Nuragica
Riflessioni di Alessandro Usai


La civiltà nuragica è la principale espressione culturale della Sardegna protostorica, che occupa tutto l’arco temporale compreso tra la Media Età del Bronzo (apparentemente a partire da un momento non iniziale di tale periodo, intorno al 1600-1500 a.C.) e la fine della Prima Età del Ferro(circa 700 a.C.). La sua parabola evolutiva attraversò momenti di formazione, maturità, trasformazione e degenerazione, e naturalmente fu condizionata sia dai fili di continuità che dai fattori di cambiamento. La sua identità, compatta e nello stesso tempo cangiante nel tempo e nello spazio come un mosaico dai mille colori, sta proprio nel rapporto dialettico tra continuità e cambiamento. Semplificando in modo anche troppo schematico, la civiltà nuragica ci appare come un ciclo storico unitario, che interessa tutta la Sardegna e le sue isole minori e che si può suddividere in due grandi periodi: il primo è quello che vede la costruzione dei nuraghi, delle tombe collettive e dei primi insediamenti; il secondo è quello che, pur nella continuità dell’utilizzo dei nuraghi esistenti come centri di aggregazione del popolamento, vede la fine della loro elaborazione, e soprattutto vede la

martedì 19 settembre 2017

Archeologia e storia della Sardegna. L'occupazione romana della Sardegna. Riflessioni di Attilio Mastino

Archeologia e storia della Sardegna. L'occupazione romana della Sardegna
Riflessioni di Attilio Mastino


Il basso impero. 
Con Diocleziano e poi con Costantino il sistema dei governi provinciali fu radicalmente trasformato e subì forse un impoverimento, a causa del progressivo accentramento burocratico: il potere imperiale fu attribuito a due Augusti e a due Cesari, secondo il sistema della Tetrarchia; furono allora costituite quattro prefetture del pretorio (Oriente con capitale Nicomedia, Balcani con capitale Sirmio, Italia con capitale Milano, Gallia con capitale Treviri), con tredici diocesi affidate a vicari dei prefetti del pretorio; le province furono divise, ridotte come territorio con oscillazioni di confini e con suddivisioni successive e collocate sotto la responsabilità di presidi equestri o di funzionari senatori; la penisola italiana rientrò nell'organizzazione provinciale. Al di là degli aspetti di dettaglio, la riforma dioclezianea segnò una svolta profondissima, creando una sorta di piramide ed una catena di comando al cui vertice erano gli imperatori ed i loro prefetti del pretorio. Le province diventarono uno snodo periferico del governo imperiale ma, aumentate di numero, persero quella configurazione "nazionale" storicamente radicata nelle tradizioni locali che le aveva caratterizzate fin dalla loro prima costituzione. Infine le città provinciali, collocate alla base della

domenica 17 settembre 2017

Archeologia. La Geografia della Sardegna antica. Riflessioni di Attilio Mastino

Archeologia. La Geografia della Sardegna antica. 
Riflessioni di Attilio Mastino


In tre occasioni Erodoto ricorda la Sardegna come l'isola più grande del mondo: la notizia - ha messo in rilievo recentemente il Rowland - è da considerarsi ovviamente erronea se le dimensioni dell'isola, in rapporto alle altre isole del Mediterraneo, vanno calcolate in termini di superficie, dato che la Sardegna, con i suoi 23.812 km quadrati viene superata dalla Sicilia, con 25.426 km quadrati. In passato, il presunto errore di Erodoto, variamente ripreso dagli scrittori antichi, in particolare da Timeo e quindi da Pausania, era stato considerato come una prova per dimostrare la scarsa conoscenza che dell'isola avevano i Greci, esclusi alla fine del VI secolo a.C. dalle rotte occidentali dalla vincente talassocrazia cartaginese all'indomani della battaglia navale combattuta nel Mare Sardo per il controllo di Alalia, della Corsica e della Sardegna. Una tale interpretazione va comunque rettificata e va rilevato che il calcolo di Erodoto è stato effettuato non in termini di superficie ma di

sabato 16 settembre 2017

Archeologia. La Bastida, in Spagna, una cittadella fortificata che ricorda Troia. La Civiltà Minoica sbarcò nel territorio iberico?

Archeologia. La Bastida, in Spagna, una cittadella fortificata che ricorda Troia. La Civiltà Minoica sbarcò nel territorio iberico?













Un complesso fortificato unico nel suo genere in tutta l'Europa continentale, è stato disotterrato a La Bastida de Totana, in Spagna. Risalirebbe a 4200 anni fa ed ha caratteristiche simili a quelle osservate in altre costruzioni dell'Età del Bronzo: mura spesse tre metri, torri quadrate di sette metri, un ingresso monumentale ed una porta ad arco ogivale.
Il muro proteggeva una città di quattro ettari di estensione, situata su una collina ed è stato costruito sicuramente da genti che avevano un'esperienza nelle fortificazioni militari e che, probabilmente, venivano dall'Oriente. Il modello del muro è tipico delle civiltà mediterranee e ricorda molto la

giovedì 14 settembre 2017

Archeologia, miti e leggende. Il Diluvio Universale e l'Arca di Noè Riflessioni di Alessandro Giovanni Paolo Rugolo

Archeologia, miti e leggende. Il Diluvio Universale e l'Arca di Noè
Riflessioni di Alessandro Giovanni Paolo Rugolo


Quando si parla di “arca” viene spontaneo pensare all’arca di Noè, ma esistono altre tradizioni, forse anche più antiche dei racconti della Genesi biblica, che annoverano l’arca tra le cose strane…
Ma andiamo con ordine.
Con il termine arca s’intende comunemente una grande imbarcazione utilizzata per salvare le specie viventi dall’estinzione dovuta al diluvio inviato da Dio. Autore del salvataggio, il mitico Noè. Dio, resosi conto della malvagità dell’Uomo, decide di sterminare la specie umana e con essa tutti gli esseri viventi. Qui entra in gioco Noè che, considerato uomo giusto, viene invitato a salvarsi unitamente alla propria famiglia e agli esseri viventi, costruendo un’arca. Vediamo cosa ci dice la Bibbia:
[Genesi, 6,14]
“Fatti un’arca di legno di Cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. Farai nell’arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.”
Il resto, al momento, non ci interessa.
Ciò che sappiamo sull’arca di Noè, si può riassumere in poche informazioni: é costruita in legno di Cipresso, è compartimentata, è impermeabilizzata per mezzo del bitume, ha un tetto e una porta. In merito alle dimensioni, in linea di massima possiamo considerare un cubito circa cinquanta centimetri, per cui siamo di fronte ad una nave di 150x25x15 metri, un vero mostro per quei tempi.
In apertura ho parlato di altre tradizioni che ci riportano di un’arca, vediamone una, il racconto del diluvio della saga di Gilgamesh. Il testo ci dice che in quei giorni il mondo pullulava di persone e il loro rumore era tale che il grande Dio, fu destato e unitamente agli altri dei fu deciso di

martedì 12 settembre 2017

Archeologia. La Prostituzione Sacra: un antico rito praticato nei templi. Riflessioni di Pierluigi Montalbano

Archeologia. La Prostituzione Sacra: un antico rito praticato nei templi.
Riflessioni di Pierluigi Montalbano




Le origini della pratica della prostituzione sacra ci portano nella Mesopotamia del III millennio a.C. Annualmente era praticata la ierogamia, un'usanza cultuale che consisteva nell’unione sacra tra il sovrano, che impersonava il dio Dumuzi, e una prostituta, nelle vesti della dea Inanna (l’accadica Ishtar). Questo matrimonio sacro, avveniva nel tempio e aveva il compito di assicurare la fecondità della terra, degli armenti e la prosperità del paese e del popolo. La prostituzione sacra è attestata anche in Siria, Fenicia e Cipro. Le notizie giungono dalle fonti classiche: Luciano (in De Dea Syria) descrive le cerimonie della prostituzione sacra a Biblo in onore del dio Adone; Sant’Agostino narra della prostituzione sacra che si svolgeva nel tempio di Baalbek per la dea Venere e Virgilio spiega la pratica svoltasi a Cipro in onore della divinità Astarte per la fondazione di Cartagine.
In Mesopotamia il luogo della prostituta era il tempio dedicato alla dea della fertilità, la dea Ishtar. Vi erano alloggi e terreni coltivati per sostenere una gerarchia femminile prestigiosa. I complesso era strutturato in un sistema gerarchico piramidale al cui vertice era posta l’alta sacerdotessa, spesso la figlia del sovrano che personificava la dea Ishtar. Sotto di lei c’erano due gradi di sacerdotesse, le prostitute del tempio, distinte in sacre prostitute e ragazze di commercio che

domenica 10 settembre 2017

Archeologia della Sardegna. Intervista a Pierluigi Montalbano su navigazione antica, Civiltà Nuragica e Shardana. A cura di Mauro Atzei

Archeologia della Sardegna. Intervista a Pierluigi Montalbano su navigazione antica, Civiltà Nuragica e Shardana.
A cura di Mauro Atzei  mauro.atzei @comune.cagliari.it

Scrittore, studioso di Archeologia e direttore, da cinque anni, del “Quotidiano on-line di storia e archeologia”, venerdì 29 Settembre, alle 19, presenterai il tuo lavoro sul tema "Nuragici e Fenici, due mondi a confronto" nella sala conferenze Honebu in Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari/Pirri, già raccontato lo scorso 3 Settembre a Domus de Maria, nell'ambito della settima edizione della rassegna di archeologia "Note di Settembre", della quale sono visibili nel canale You Tube i video registrati nelle due serate da Ferdinando Atzori ai link:

Sabato 2 Settembre https://www.youtube.com/watch?feature=share&v=UkUY1jwZWfY&app=desktop  

Domenica 3 Settembre https://www.youtube.com/watch?v=VViOFTNpnvg&feature=share 

Negli ultimi due anni, l'associazione culturale cagliaritana Honebu, di cui sei fondatore, ha ospitato e patrocinato una serie di pregevoli iniziative culturali sulla storia antica della Sardegna. Vorrei, con te, approfondire alcuni aspetti degli argomenti che più hanno suscitato interesse negli ultimi anni.

D: Nell'immaginario popolare si pensa che gli antichi sardi non navigassero invece, come hai ampiamente dimostrato, addirittura frequentavano con le loro imbarcazioni le acque del Mare Mediterraneo, già dal neolitico. Quali dati archeologici disponiamo a proposito?

“La ricerca archeologica, soprattutto negli ultimi anni, ha sviluppato una serie di strumenti con i quali si è riusciti ad analizzare l’ossidiana sarda e a ricostruire la via seguita per diffondere questo pregiato materiale. Gli studi su aree e tecniche di estrazione dell’ossidiana nel Neolitico, forniscono una quantità impressionante di informazioni: quali erano le rotte di spostamento delle popolazioni neolitiche, con che velocità si diffondevano tecniche e materiali, quali reti di scambio esistevano, quali professioni specializzate, ad esempio gli intagliatori, in che epoca si sono

giovedì 7 settembre 2017

Archeologia della Sardegna. Nuraghi, tombe di giganti, pozzi sacri, templi a megaron e altri edifici fanno parte del nostro paesaggio ma sappiamo riconoscere un edificio sacro da uno profano? Riflessioni di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. Nuraghi, tombe di giganti, pozzi sacri, templi a megaron e altri edifici fanno parte del nostro paesaggio ma sappiamo riconoscere un edificio sacro da uno profano?
Riflessioni di Pierluigi Montalbano

La Sardegna è costellata di strutture edificate migliaia di anni fa dalle genti che occupavano i territori costieri e dell'interno. Le dinamiche di insediamento sono note e ben studiate: individuare l'acqua, realizzare dei sentieri che collegano questa risorsa con zone coltivabili, mettere in sicurezza l'area, proteggere i confini, realizzare il villaggio. Ogni insediamento ha, quindi, una sua storia ben precisa, e le genti che partecipavano alle varie fasi lasciavano tracce che oggi gli archeologi possono studiare per determinare i periodi di frequentazione, le attività locali, la religiosità, l'ideologia politica, il sistema di vita. Un passaggio fondamentale per ogni studioso è quello di individuare gli edifici sacri, quelli in cui è più facile trovare tracce significative. Nella nostra isola abbiamo un paesaggio con

martedì 5 settembre 2017

Archeologia, miti e riti segreti. Il potere della musica sull'animo umano e il valore dei simboli. Riflessioni di Pierluigi Montalbano

Archeologia, miti e riti segreti.  Il potere della musica sull'animo umano e il valore dei simboli.
Riflessioni di Pierluigi Montalbano


I Misteri e la musica.
Nei Misteri interviene una purificazione per mezzo della musica perché essa influenza la parte inferiore dell’anima umana. Galeno scrive che con il suono del flauto si possono condizionare le passioni e gli istinti irrazionali. Aristide Quntiliano spiega che vi sono due specie di anima, quella ragionevole e quella istintiva, e ci sono due specie di istruzioni. La prima cerca di conservare la parte ragionevole in uno stato di naturale libertà esercitandola nell’arte logica, l’altra cura e guarisce la parte irragionevole, soggetta a un’agitazione continua, come un animale selvatico, non consentendole di giungere a certi eccessi, né di abbattersi completamente. Il capo di chi adotta la prima è la filosofia; alla testa di chi adotta la seconda è la musica. Plotino scrive che l’azione della musica è

lunedì 4 settembre 2017

Archeologia. Sardegna e Atlantide Riflessioni di Matteo Riccò

Archeologia. Sardegna e Atlantide
Riflessioni di Matteo Riccò

Nel parlare di Atlantide bisogna fare alcune considerazioni, prima ancora di partire in quarta e pensare "Atlantide potrebbe essere questo posto, quello..."
Punto primo. I testi di Platone. Che non sono documenti storici (nemmeno l'Apologia di Socrate lo è, e ringraziamo Senofonte per aver svelato gli altarini platonici), ma hanno una loro storia.
E come tali possono essere sottoposti ad una analisi critica, basata sulla valutazione della coerenza interna e della coerenza esterna.
In breve:
a) non esistono fonti parallele che parlino di Atlantide; se Platone fosse andato perduto, di Atlantide non sapremmo nulla; questo non significa automaticamente che abbiamo a che fare con delle fanfaluche, ma deve far pensare: possibile che Erodoto, Pausania e Strabone, cioè i grandi grafomani storico-artistici del mondo antico non accennino MAI ad Atlantide, nemmeno per errore?
b) veniamo al testo: Platone parla di un'isola grande come la Libia e l'Asia messe insieme, sita oltre le