Diretto da Pierluigi Montalbano

Ogni giorno un nuovo articolo divulgativo, a fondo pagina i 10 più visitati e la liberatoria per testi e immagini.

Directed by Pierluigi Montalbano
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giovedì 18 dicembre 2014

Gli antichi giochi delle nostre tradizioni popolari.

Gli antichi giochi delle nostre tradizioni popolari.
Chissà quanti di voi hanno preso parte almeno una volta da ragazzi a questi antichi giochi:


CHIE T'HAT PUNTU?
Questo gioco si faceva in gruppo e si svolgeva così: uno si sedeva su una sedia e tappava gli occhi ad un altro. Uno del gruppo Io pizzicavo e tornava al suo posto. Quello che era seduto chiedeva: "Chie t'ha puntu?" e l'altro rispondeva: "s'alza" "Puite?" "Po ti sanare" "Attindela po ti curare".
Quello che era inchinato andava in mezzo al gruppo e ne sceglieva

MUSCONE

Anche questo era un gioco di gruppo. Uno appoggiava una mano sul viso e l'altra sotto la spalla. Uno del gruppo, stando dietro, dava un colpo alla mano nascosta sotto l'ascella; siccome il protagonista doveva indovinare da chi aveva ricevuto il colpo, quelli del gruppo gli giravano attorno e con l'indice sollevato facevano il moscone. Se indovinava chi era stato, si scambiavano i ruoli, diversamente restava ancora lui nell'angolo con la faccia coperta.

GARIGI

A garigi si giocava con "sas laddarasa" (la pallina poteva essere di vetro o di terracotta fatta appositamente), e si svolgeva così: si faceva un buco nella terra. A turno si lanciava una pallina cercando di farla entrare nel buco; se uno ci riusciva guadagnava tre punti. Dopo passava la mano al compagno, il quale cercava di avvicinare la pallina all'altra "ceddare". Se c'erano tre palmi di differenza si guadagnavano altri

mercoledì 17 dicembre 2014

Videocorso di archeologia, quarta lezione: Dalla pietra al rame, la cultura del vaso campaniforme

Videocorso di archeologia, quarta lezione: Dalla pietra al rame, la cultura del vaso campaniforme



Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano

Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito.
I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche.
Se qualcuno fosse interessato a collaborare, ad esempio inserendo i sottotitoli in inglese, sarebbe il benvenuto. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sul link sotto.
Buon ascolto e buona visione.

2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali

3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo

4° Lezione: Dall'età della pietra all'età dei metalli

martedì 16 dicembre 2014

Gesù sposò Maddalena: non è Dan Brown, ma un codice del 570 d.C. Scritto in siriaco su pergamena sarà presentato domani alla British Library.

Gesù sposò Maddalena: non è Dan Brown, ma un codice del 570 d.C.
Scritto in siriaco su pergamena sarà presentato domani alla British Library
di Vittorio Sabadin

Un altro tassello fortifica la ancora traballante tesi che Maria Maddalena fosse la moglie di Gesù e la madre dei suoi figli. Un libro scritto nel 570 in siriaco su pergamena, e ora custodito alla British Library, racconta una storia diversa da quella dei quattro Vangeli canonici, molto più vicina - come si è affrettata a ironizzare la Chiesa d’Inghilterra - al Codice da Vinci di Dan Brown. Ma il numero di antichi documenti che conferma questa tesi continua a crescere, e decine di seri studiosi vi si stanno dedicando senza pregiudizi. Domani la stessa British Library terrà una conferenza stampa, e si conosceranno altri dettagli.  
Il libro proviene da un monastero egizio ed era stato acquistato nel 1847 dal British Museum. Probabilmente si tratta di una traduzione dall’aramaico di un testo più antico. Redatto in 29 capitoli, racconta la storia di Joseph, un giovane molto noto all’epoca, conosciuto dall’imperatore Tiberio e dal faraone d’Egitto (forse Natakamani), che lo considerava figlio di Dio. A 20 anni Joseph va in sposo ad Aseneth, che gli dà due figli: Manasseh ed Ephraim. Simcha Jacobovici, giornalista investigativo israeliano che scrive anche sul New York Times, e Barrie Wilson, professore di ricerche religiose a Toronto, hanno studiato per sei anni il manoscritto e raccolto le loro deduzioni nel libro The Lost Gospel, il vangelo perduto.  
In una delle prime pagine dell’antico testo il misterioso

Convegni e dibattiti. Archeoastronomia in Sardegna.

Convegni e dibattiti. Archeoastronomia in Sardegna.


Cagliari, Biblioteca Universitaria, Giovedì 18 Dicembre, ore 09.30
Archeoastronomia e turismo culturale.
Relatori: Paolo Littarru, Mauro Peppino Zedda, Franco Laner, Augusto Mulas, Nicola Manca, Armando Serri, Daniele Congiu

Meana Sardo, Salone San Bartolomeo, Venerdì 19 Dicembre ore 17.00
Nuraghi, icona del cosmo. 
Relatori: Paolo Littarru, Mauro Peppino Zedda, Franco Laner, Augusto Mulas

Thiesi, sala Aligi Sassu, sabato 20 Dicembre, ore 17.00
Ore 17.10 Paolo Littarru: Handbook of Archaeoastronomy and Ethnoastronomy
Ore 17,30 A.Mulas e M. Sanna: Analisi della disposizione del Santu Antine e dei nuraghi circonvicini
Ore 17.50 Mauro Peppino Zedda: Il significato astronomico del nuraghe Santu Antine
Ore 18.10 Franco Laner: Funzione, simbolo e costruzione dei nuraghi


Isili, Centro sociale, Domenica 21 Dicembre, ore 09.20
Astronomia nuragica
Relatore: Efisio Santi
                                     

lunedì 15 dicembre 2014

Dieci bufale della storia da sfatare.

Dieci bufale della storia da sfatare.
di  Stefano Borroni, Giulio Garlaschi, Giulia Battistotti e Nicole Manfredda


Il mondo, come sappiamo, è pieno di luoghi comuni ed anche la storia presenta credenze errate frutto spesso di messaggi veicolati dagli stessi organi d’informazione e dalle scuole. Scopriamo insieme le principali bufale.

1- Nel Medioevo si credeva che la terra fosse piatta. FALSO
I primi studi sulla sfericità della terra risalgono addirittura all’epoca dell’antica Grecia;  Eratostene già nel III secolo a.C. si avvalse di questo concetto per misurare la circonferenza della Terra (con un approssimazione sorprendente per quei tempi!).Tale concezione rimase data per assodata sia nell’epoca dell’impero romano e del medioevo. Anche sant’Agostino, seppure rifiutasse l’idea che l’altra parte del globo fosse abitata, accettava l’idea di sfericità. Solo pochi intellettuali negavano tale concezione credendola contraria alle sacre scritture. L’idea che i medievali credessero nella terra piatta si deve al libro di Washington Irving “La vita ed i viaggi di Cristoforo Colombo” in cui l’autore sostenne questa tesi entrata poi nell’immaginario collettivo.

2 – le statue e i templi dei greci e degli antichi romani erano bianche – FALSO
L’idea che i monumenti dell’epoca antica fossero bianchi deriva dal Rinascimento. Durante la riscoperta delle opere classiche infatti, gli artisti non poterono osservare i colori che migliaia di anni prima ornavano le strutture e le statue antiche. Per questo riprodussero copie bianche, quando in realtà greci e romani usavano colori spesso molto sgargianti e vivaci. Rosso, giallo, ma anche tonalità molto più vive e che oggi potremmo definire “Kitsch”. Gli studi effettuati fino ad oggi hanno permesso in alcuni casi infatti di risalire alla colorazione orginaria dei monumenti e di ricostruire la loro originaria bellezza.

3- Einstein non eccelleva a scuola – FALSO
Vi è una tendenza diffusa a credere che Albert Einstein non brillasse negli studi; in realtà non è così. Il futuro scienziato erano considerato il primo della classe e si distinse molto presto per la sua capacità nel risolvere problemi di matematica. Fu bocciato

domenica 14 dicembre 2014

Archeologia, video della terza lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo

Videocorso di archeologia, terza lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo

Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano

Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito.
I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche.
Se qualcuno fosse interessato a collaborare, ad esempio inserendo i sottotitoli in inglese, sarebbe il benvenuto. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sul link sotto.
Buon ascolto.

2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali

3° Lezione: Le prime civiltà del Mediterraneo

sabato 13 dicembre 2014

La Luna e lo schema dell’anno, il numero sette e la Menorah

La Luna e lo schema dell’anno, il numero sette e la Menorah
di Donatello Orgiu

Preambolo
Il numero sette e la Menorah ebraica, elementi simbolo nella Bibbia, hanno suscitato infiniti studi di specialisti. Lo scienziato Ivan Panin, ha dedicato l’intera vita a studiare la presenza del “sette” nella Bibbia. Dopo 50 anni di meticolosi calcoli lo studioso russo segnalò una straordinaria struttura matematica nascosta sia nel testo greco del Nuovo Testamento sia in quello ebraico dell’Antico Testamento. Sorprendente nel suo studio fu la costatazione della frequenza con cui il numero sette e i suoi multipli ricorrono nella Bibbia: solo nell’Apocalisse di Giovanni il numero è citato decine di volte. Com’è noto, questo numero ha una particolare valenza sacrale in numerose culture e non è detto che all’origine di una tale sacralità del numero ci sia la medesima motivazione. Anzi, è probabile che elementi diversi, accomunati da questo numero, abbiano contribuito a costituire quello che è considerato il numero sacro per eccellenza.
Per esempio, il cosmo babilonese è concepito da sette cieli (le orbite-sfere su cui “si muovono” il Sole, la Luna e i cinque pianeti allora conosciuti); anche la ben nota costellazione del Gran Carro è composta da sette stelle.
In una recente pubblicazione1 ho ipotizzato che l’utilizzo del numero sette in ambito mito- logico e religioso risieda nella rappresentazione dell’anno, inteso quale periodo di rinnovo della natura, misurato con la Luna. Ciò spiegherebbe sia la grande importanza e diffusione avuta dal numero, sia i contesti in cui è presente.
Nella Preistoria sarda il ricorso al numero sette è testimoniato in tempi che precedono le speculazioni mesopotamiche sui sette cieli planetari.

Rimando al fatto che in diverse domus de janas è presente la riproduzione del tetto a due falde “strutturato” spesso con sette travetti per falda. Certo, non si può essere certi dell’intenzionalità, ma l’alta frequenza della casistica sostiene l’ipotesi. Se ciò fosse assodato, avremmo un utilizzo cultuale del numero “sette contrapposto” fin dal Neolitico finale. Come accennato sopra, la Bibbia attribuisce una straordinaria importanza a questo numero e credo che la spiegazione di tanta importanza sia la Bibbia stessa a suggerirla: Dio disse:
«Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secon- do giorno.” (Genesi 1, 6.8)
Al quarto giorno:14 Disse poi Dio: «Si facciano dei luminari nel firmamento celeste, e dividano il giorno dalla notte e contrassegnino le stagioni, e i giorni e gli anni 15 sicché risplendano nel firmamento celeste, e illuminino la terra». Così fu fatto 16 E fece Dio due luminari grandi: il luminare più grande, che presiedesse al giorno, e il luminare più piccolo, che presiedesse la notte; e le stelle. 17 E le pose nel firmamento celeste, perché lucessero sopra, 18presiedessero al giorno e alla notte, e dividessero la luce dalle tenebre. (Genesi 1, 14.18)
Per gli autori della Bibbia il Sole è dunque un grande luminare, mentre la Luna è invece un piccolo luminare: è su questa ultima definizione della Luna che vorrei proporre

venerdì 12 dicembre 2014

Archeologia. Video della seconda lezione: Metodologia della ricerca archeologica

Videocorso di archeologia, seconda lezione: metodologia della ricerca archeologica

Università di Quartu Sant'Elena
Riprese di Fabrizio Cannas
Relatore Pierluigi Montalbano

Il corso dell'anno accademico 2014/2015 si svolge nell'aula magna dell'Università di Quartu Sant'Elena, in Viale Colombo 169.
Con la collaborazione dell'istituto, del videomaker Fabrizio Cannas e del docente, Pierluigi Montalbano, saranno offerte sul canale Youtube tutte le lezioni di archeologia previste nel programma. L'accesso è libero e gratuito. I lettori sono invitati a proporre suggerimenti per migliorare la fruibilità o altre caratteristiche. Per visionare le lezioni è sufficiente cliccare sul link sotto.
Buon ascolto.

2° Lezione: scavo, stratigrafia, fonti e materiali.








giovedì 11 dicembre 2014

Le chiese antiche, e quelle moderne, non sono tutte orientate a est

Le chiese antiche, e quelle moderne, non sono tutte orientate a est
di Angelo Saba


Il 22 ottobre 2014, sul sito Quotidiano di storia e archeologia diretto da Pierluigi Montalbano, è stato pubblicato l’articolo Perché le Chiese più antiche sono orientate astronomicamente verso est?”, redatto dallo stesso Pierluigi Montalbano.
L’articolo tratta un argomento di grande interesse per l’opportunità che offre di poter indagare su uno degli aspetti più significativi dei monumenti del passato, fortemente inferente con la cultura delle genti che li hanno costruiti. Personalmente conduco da anni studi e ricerche sull’architettura e l’arte quale espressione di una specifica civiltà o popolo o gruppo umano, e i collegamenti con la “cultura” che li sottende (intesa quali modelli articolati su idee, simboli, azioni), in particolare attraverso la chiave di lettura propria delle rappresentazioni simboliche.
In tale ricerca trova spazio anche l’orientamento dei monumenti, compresi gli edifici di culto o comunque sacri, e così vorrei riprendere l’argomento citato estendendo i riferimenti temporali dal periodo Paleocristiano sino all’era moderna, ricomprendendo lo stesso contesto medioevale già affrontato da Pierluigi Montalbano. Per l’occasione fornire anche degli indirizzi sulle metodologie d’indagine finalizzate alla definizione degli orientamenti, a beneficio di chi volesse intraprendere autonomamente simili ricerche.

L’orientamento degli edifici di culto: genesi.
Nella maggior parte delle religioni, la posizione che si assume nella preghiera e nell’orientamento dei luoghi sacri è determinata da una “direzione sacra”.
La direzione sacra dell’ebraismo era verso Gerusalemme o, più precisamente

mercoledì 10 dicembre 2014

Conferenza a Selargius: "Shardana e i popoli del mare".

Conferenza a Selargius: "Shardana e i popoli del mare".


Nell'ambito del progetto Atlantide 2015, siamo lieti di invitarvi alla conferenza "Shardana e i popoli del mare" che si svolgerà Giovedì 11 Dicembre 2014, alle ore 18, a Selargius, in Via Parigi nei locali di "Il Giardino Incantato". Relatori saranno Pierluigi Montalbano e Riccardo Laria. L'ingresso è libero e al termine si potrà cenare a prezzo convenzionato.
Atlantide Project è un progetto che dal 2013 coinvolge diverse associazioni ed organizzazioni del panorama culturale della Sardegna, spaziando dall'organizzazione di medi e grandi eventi alla promozione e divulgazione culturale.
L'obiettivo di Atlantide Project è quello di contribuire a divulgare consapevolezza e conoscenza del patrimonio culturale, archeologico ed ancestrale dell'Isola, specialmente tra i giovani, avvicinandoli a tali tematiche tramite l'azione dell'Eduteinment, ossia mixando Education (educazione) ed Enterteinment (Intrattenimento, spettacolarizzazione).
Atlantide Project non intende sostenere nessuna tesi e nessun ricercatore in particolare.
Vuole stimolare, avvicinare, coinvolgere attraverso eventi dedicati a tutti coloro che amano la Sardegna e vogliono vivere da vicino la Storia e il Mito che l'hanno contraddistinta fin dalle origini.
L'edizione 2015 prevede una serie di eventi tematici, appuntamenti culturali, aperitivi in musica, conferenze e dibattiti sul patrimonio storico/archeologico della Sardegna.
Siamo quindi lieti di invitarvi ad 8 appuntamenti che in Dicembre si svolgeranno nella provincia di Cagliari, coinvolgendo Pro Loco, (Barumini, Dolianova, Quartucciu, Selargius e Serrenti) associazioni culturali e strutture di accoglienza e ricettività turistica, esperti e rinomati relatori tra cui il dott. Riccardo Laria, Mauro Atzei (esponente di Nurnet), l'archeologo Carlo Tronchetti, l'ingegnere Gaetano Ranieri, l'autore Mauro Peppino Zedda e il dott. Pierluigi Montalbano.