Diretto da Pierluigi Montalbano

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venerdì 17 settembre 2021

Archeologia della Sardegna. L’architettura nuragica nel contesto mediterraneo. Articolo di Giovanni Ugas

 Archeologia della Sardegna. L’architettura nuragica nel contesto mediterraneo

Articolo di Giovanni Ugas

Sul piano formale e funzionale, l’architettura delle residenze fortificate nuragiche è in pieno accordo con i coevi talajots delle Baleari, soprattutto quelli della vicina Nura (Minorca), e ancor più con le torri della Corsica meridionale. Nella penisola iberica diverse fortezze portoghesi come San Pedro e Zambujal con torri a pianta circolare e verosimilmente coperte a tholos sono riferite già alla cultura del vaso campaniforme, ma sono palesemente fuori dalla linea di sviluppo ben documentato, durante il Bronzo Medio e Recente, nelle Baleari, Corsica e Sardegna dai nuraghi, talaiots e torri che si sviluppano gradualmente in forme evolute. I protonuraghi, i più antichi talajots e torri hanno un’unica origine e potrebbero essere scambiati tra loro tanto sono simili. In ambito edilizio, la parentela con le

mercoledì 8 settembre 2021

Archeologia. Il posto della Sardegna nelle rotte commerciali arcaiche del Mediterraneo. Articolo di Carlo Tronchetti

Archeologia. Il posto della Sardegna nelle rotte commerciali arcaiche del Mediterraneo, 

Articolo di Carlo Tronchetti (Pubblicato su L’Africa Romana 14) 

Come è noto ed evidente, la Sardegna occupa geograficamente un posto centrale nel Mediterraneo occidentale, e questa sua situazione topografica privilegiata la pone come un punto chiave dei traffici che si sono svolti tra le terre che si affacciano su questi mari. Di tali argomenti si sono occupati diversi Autori, e non è certo qui il caso di ripercorrere le strade da loro già battute. Mi limiterò, dunque, ad accennare ad alcuni dati di fatto per meglio collocare il discorso più specifico cui mi voglio attenere in questa sede, e che concerne specificamente l’età arcaica propriamente detta, quella che corre dal 625 al 475 a.C. circa. Di questo periodo, in relazione anche all’isola, ho già trattato altre volte in altre sedi, e vorrei, adesso, appuntare la mia attenzione su alcuni problemi di dettaglio che altrove non ho avuto modo di approfondire appieno. Per meglio inquadrare il periodo di cui parlerò conviene ricordare che i contatti tra la Sardegna e l’area etrusca sono ben conosciuti sino dall’età del

martedì 7 settembre 2021

Archeologia. Ipotesi surreale, immaginifica e metamorfica di un’Isola nell’Isola, al centro dell’Oceano “Mediterraneo”, lungo l'asse del 40° parallelo, che taglia esattamente a metà la Sardegna, e Sorgono ne è il suo perno Centrale, Terracqueo e Simbolico. Articolo di Cesare Crobu

Archeologia. Ipotesi surreale, immaginifica e metamorfica di un’Isola nell’Isola, al centro dell’Oceano “Mediterraneo”, lungo l'asse del 40° parallelo, che taglia esattamente a metà la Sardegna, e Sorgono ne è il suo perno Centrale, Terracqueo e Simbolico.

Articolo di Cesare Crobu

Mi rivolgo principalmente a coloro che amano fantasticare, un po' sognando e un po' frugando nel proprio “IO” memoriale, immaginare, cosa poteva aver vissuto, se fosse stato in un tempo indefinito, forse anche prima dei nostri antenati Nuragici, e se poteva esserci stata, una civiltà diversa, da quelle finora conosciuta, come potenzialmente, si sarebbe comportato.

Premetto: i denigratori, della prima, possibile, “Civiltà” del mondo Latino,  in cui, potessero essere individuati negli antichi popoli Sardi, o meglio dire, i Nuragici, o Shardana, Sherdana o ancora, Popoli del Mare, come sono chiamati in diverse sfumature, ma che dovrebbero essere le stesse persone; a loro, chiedo di leggere attentamente, magari chiedere chiarimenti, perché il dubbio, non solo è lecito, ma indicativo d’interesse, chiedo anche collaborazione, a coloro che

martedì 31 agosto 2021

Terapie magiche in Sardegna: malocchio, brebus e altri rituali.

Terapie magiche in Sardegna: malocchio, brebus e altri rituali.

Articolo di Nando Cossu

Occhi che si incontrano, pupille contro pupille, chi ha il sangue “più forte” colpisce inevitabilmente il più debole. Lo scatenarsi della crisi è un atto istantaneo e immediato e, quindi, impossibile da controllare. L’aggressione dell’occhio può essere inconsapevole e involontaria e chiunque, potenzialmente, può causarla. Può essere dovuta anche al troppo affetto, al troppo amore ed allora diventa ancora più difficile da guarire. I sintomi che la rivelano sono improvvisi e tra essi vi sono spossatezza e forte mal di testa, ma anche nausea, inappetenza, febbre alta e malinconia.
Secondo importanti studi di antropologia medica ("A luna calante", Nando Cossu, ed. Argo), in Sardegna sono oltre 36.000 le persone che si recano dai guaritori per curare questi segnali, poiché si

domenica 15 agosto 2021

Archeologia e storia. Trattati Roma-Cartagine: quanti e quali furono? Gli storiografi moderni commettono un errore imperdonabile? Articolo di Rolando Berretta

Archeologia e storia. Trattati Roma-Cartagine: quanti e quali furono? Gli storiografi moderni commettono un errore imperdonabile?

Articolo di Rolando Berretta



Questo è ciò che scrive Gian Domenico Mozzacato a proposito di Tito Livio - VII (nota 40) Classici Latini-Newton.

La datazione e l’effettiva portata dei trattati tra Roma e Cartagine costituisce da sempre motivo di dibattito tra gli storici. Secondo Polibio il trattato (del 348 a.C.) sarebbe il secondo e il primo risalirebbe al 509/508. Il primo, secondo lo storico greco, risale all’inizio della Repubblica ma di questo primo trattato Tito Livio non fa cenno. Occorre dire che quando ci sarà quello del 306 a.C., Livio lo citerà come terzo. In altre parole, la narrazione Liviana registra un buco, maldestramente corretto nel libro IX. Venendo al trattato del 348 a.C. esso ci viene diffusamente riferito da Polibio che in III 22 riferisce il testo di tutti e tre i trattati. In sostanza il trattato del 348 sanciva la supremazia di Roma nell’Italia Centrale e la supremazia per mare di Cartagine che non voleva nessuna ingerenza nel Mediterraneo Occidentale (Sardegna e Libia comprese). Interessante il discorso sulla Sicilia che chiude il trattato: “Nella parte della Sicilia soggetta ai Cartaginesi e in Cartagine stessa ogni Romano può agire e commerciare liberamente, con parità di diritti coi cittadini. Lo stesso valga per un

mercoledì 11 agosto 2021

Archeologia. L'alba della navigazione, quando e come iniziò la grande avventura dell'uomo nel mare? Articolo di Aldo Cherini

Archeologia. L'alba della navigazione, quando e come iniziò la grande avventura dell'uomo nel mare?

Articolo di Aldo Cherini


Il mare è costellato da un immenso arcipelago di imbarcazioni di tutte le dimensioni e forme, che si contano a migliaia, senza confini, tramandate grazie a ferree tradizioni tribali tanto da giungere fino ai nostri tempi, o per meglio dire  all’epoca della fotografia, che ha assicurato una buona base documentaria agli studi dell’etnografia nautica. Quando l’uomo primitivo, uscendo finalmente dallo stato di sedentarietà, prese ad uscire dalla grotta e dal limitrofo ambiente per portarsi sempre più lontano spinto dalla sete di appropriazione e dalla curiosità, dovette fronteggiare ostacoli, difficoltà e pericoli d’ogni genere, ma bastavano a fermarlo un corso d’acqua un po’profonda, lo specchio d’acqua d’un lago pur tranquillo, un braccio di mare anche poco ondoso. Però quell’essere era pur sempre un uomo che non mancava di intelligenza, di spirito di osservazione, di capacità di adattamento.
L’acqua portava non di rado fortuiti ammassi sradicati di vegetali e di tronchi d’albero, di carogne gonfie di animali e chissà cosa ancora, che suggerivano l’idea della galleggiabilità senza contare il fatto che un bel momento l’uomo stesso, ad imitazione di molti animali, aveva imparato a

martedì 10 agosto 2021

Archeologia. I Sardi nella guerra di Troia. Riflessioni di Carlo D'Adamo

Archeologia. I Sardi nella guerra di Troia

Riflessioni di Carlo D'Adamo


La storiografia greca ha elaborato nel ciclo dell’epopea troiana il processo di crisi del sistema miceneo, mentre la storiografia egizia ha narrato parte dello stesso processo sotto il tema dell’invasione degli “Abitanti delle Isole del Grande Verde” che ordivano una “congiura” contro l’Egitto assalendo le sue coste e tentando un’invasione.
La sostanziale autoreferenzialità delle due tradizioni storiografiche impedì a Platone, al quale la tradizione egizia era giunta di seconda o di terza mano, di riconoscere nel racconto di Crizia (che egli riporta nel Timeo) gli stessi avvenimenti che i greci avevano già elaborato nei miti di Teseo e del ritorno degli Eraclidi e nella grande epopea della guerra di Troia.
Ma se noi ci misuriamo direttamente con Medinet Habu ed evitiamo il bypass “sacerdoti egiziani-Solone-Crizia-Platone” per accedere direttamente alle fonti che parlano degli Abitanti delle Isole del

lunedì 9 agosto 2021

Archeologia. Una tavoletta babilonese riscrive la storia della matematica, è il più antico esempio di geometria applicata, a fini catastali.

Archeologia.

Una tavoletta babilonese riscrive la storia della matematica, è il più antico esempio di geometria applicata, a fini catastali.

 

E’ impresso su un’antica tavoletta d’argilla babilonese di 3.700 anni fa, il più antico esempio di geometria applicata del mondo: si tratta di un documento catastale stilato da un perito per risolvere una disputa relativa alla divisione di un terreno, in cui gli angoli retti sono stati disegnati usando il sistema delle terne pitagoriche oltre mille anni prima che venisse formulato dai Greci. La scoperta del significato del reperto, conservato al Museo archeologico di Instabul, si deve a Daniel Mansfield, un matematico dell’Università del Nuovo Galles del Sud in Australia, che pubblica i risultati dello studio sulla rivista Foundations of Science. La tavoletta d’argilla, rinvenuta in Iraq nel 1894 e indicata con la sigla Si.427, “è l’unico esempio noto di documento catastale dell’antico periodo babilonese: in questo caso ci racconta i dettagli legali e geometrici di un campo che è stato diviso dopo la vendita di una sua

domenica 1 agosto 2021

Archeologia. Tiscali, un villaggio nuragico sul Supramonte, nel cuore della Sardegna. Riflessioni di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Tiscali, un villaggio nuragico sul Supramonte, nel cuore della Sardegna. 

Riflessioni di Pierluigi Montalbano


Nel cuore della Sardegna, sul Supramonte, al confine tra Oliena e Dorgali, sulla cima del Monte Tiscali, a 500 metri sul livello del mare, a destra del Rio Sa Oche nella Valle di Lanaittu, a pochi km da Sa Sedda e Sos Carros, in seguito al crollo della volta dell’ampia sala di una grotta, in epoca nuragica si sviluppò un insediamento unico nel suo genere: Tiscali. Il sito fu studiato nel 1910 da Ettore Pais e nel 1927 dal Taramelli, da ambedue interpretato come rifugio dei Sardi durante la conquista romana della Sardegna. L’insediamento civile è costituito da strutture abitative, magazzini e recinti per custodire gli animali, legato allo sfruttamento agro-pastorale del territorio, costruito in un

sabato 24 luglio 2021

Archeologia della Sardegna. La Tomba di Giganti S'Ena 'e Thomes di Dorgali. Interpretazione tratta dal Dizionario Etimologico Dorgalese di Andrea Deplano

Archeologia della Sardegna. La Tomba di Giganti S'Ena 'e Thomes di Dorgali. 

Interpretazione tratta dal Dizionario Etimologico Dorgalese di Andrea Deplano



Tomba di Giganti di Dorgali "Sena e Thomes" (Sa Ena ’e Tomes)

Viene così indicato un monumento archeologico dell’età del bronzo, datato al periodo nuragico, classificato come tomba dei giganti, per dire di una sepoltura dolmenica costituita da una allée couverte con pietre infisse nel terreno e copertura a piattabanda, sovrastata da una stele verticale del peso stimato di circa 7 tonnellate. Si trova a 4 km dal bivio Lula-Dorgali sulla 131 d.c.n. in direzione Dorgali sul lato