Diretto da Pierluigi Montalbano

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Associazione Culturale Honebu

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lunedì 8 febbraio 2016

Oggi, lunedì 8 Febbraio, da Honebu, serata letteraria con intrattenimento musicale.

Oggi, lunedì 8 Febbraio, da Honebu, serata letteraria con intrattenimento musicale.

Questa sera, nel salotto della cultura Honebu di Cagliari/Pirri, in Via Fratelli Bandiera 100, alle ore 19, si svolgerà una straordinaria serata letteraria e musicale con la partecipazione dello scrittore Nando Cuccu, della cantante Federica Cabras e del chitarrista Pino Montalbano. 
Sarà presente l'editore Salvatore Fraghi che presenterà il libro: "Il bimbo tra le colline", l'ultima creazione di Nando Cuccu, appena edito da Edizioni del Meriggio.

La storia di un bimbo in vacanza che resta affascinato dai racconti delle zie, che si sente adulto perché gli vengono assegnati dei compiti quale mungere o recarsi con l’asino in un ovile vicino. Quel bimbo, ora adulto cittadino affermato, non dimentica le proprie origini in un mondo che, visti i ritmi e le possibili distrazioni, rischia di farle dimenticare. Il racconto di un'infanzia è sempre un enorme patrimonio da custodire, piacevole da scoprire, perché in essa risiedono le nostre più profonde radici. E questo è il racconto di un'infanzia ricca di esperienze coinvolgenti, di tradizioni indelebili, di scoperte quotidiane, quando i giochi erano davvero qualcosa di molto serio e preparavano alla vita. Quando il luogo più autentico che possa esistere, la natura, la si toccava e si assaporava senza timore di sporcarsi, essa lasciava un segno eterno nelle coscienze. La sorpresa, l'entusiasmo e la sana curiosità di quest' infanzia che l'autore sceglie di condividere col lettore, regalano un sorriso, un momento di pace, alla riscoperta delle cose che davvero contano.
La serata sarà intervallata da poesie, racconti e brani musicali, e si concluderà con un piccolo rinfresco.
Vi aspettiamo numerosi. Ingresso libero.
Sono graditissime le condivisioni.

domenica 7 febbraio 2016

Archeologia e numismatica. Moneta con attestazione bilingue dell’antico nome della città di Lixus, di Roberto Casti

Moneta con attestazione bilingue dell’antico nome della città di Lixus
di Roberto Casti


Rarissima moneta (tre soli esemplari noti) in bronzo con iscrizione neopunica - diametro 28 mm., peso 10,63 gr. - proveniente da Lixus, città di fondazione fenicia della Mauretania, la cui denominazione LKŠ di età  punica richiama l’antica LKŠ (Lachish) della  Palestina,  residenza dei re cananei (v. Movers 1850 p. 540). Seconda metà del I sec. a.C..  Già collezione Patrick Villemur rivenduta all’asta nel 2008.
Descrizione
Al dritto: è rappresentata la testa di personaggio o divinità maschile con copricapo conico a pileo con pendaglio e legenda in scrittura neopunica MP‘L LKŠ a dx.. L’immagine potrebbe rappresentare per alcuni studiosi un dignitario locale o, secondo altri, la raffigurazione di KŠR ovvero Chousor/Kothar/Ptha, il dio artigiano e architetto il cui nome significa ‘esperto’ (v.  Lipinski 1995 pp. 108-109); divinità nota solo indirettamente da iscrizioni puniche e neopuniche del Nord Africa quale componente di nomi teofori del tipo ‘bdkšr = servo di KŠR.  
Al rovescio: naos su basamento ornato e trabeazione con disco solare alato e fila di urei; colonne con

sabato 6 febbraio 2016

Archeologia. Testa Ade tornata ad Enna: presentata in procura, sarà sistemata in museo Aidone

Archeologia. Testa Ade tornata ad Enna: presentata in procura, sarà sistemata in museo Aidone

E' stata presentata a Enna, nell'auditorium della Procura, la "Testa di Ade", detta anche Barbablu, restituita dal "J.P. Getty Museum" di Los Angeles che l'aveva acquistata nel 1985 e collocata presso la "Getty Villa" di Malibù. Il trasporto del prezioso reperto archeologico, che sarà sistemato nel museo di Aidone, è stato fatto dai carabinieri del comando tutela patrimonio culturale. Il reperto era stato trafugato alla fine degli anni Settanta dall'area archeologica di Morgantina, nel territorio di Aidone (En). A tale conclusione si è giunti attraverso l'esame di alcuni reperti in frantumi abbandonati dai tombaroli a seguito di scavi clandestini in quell'area archeologica. Tra questi, vi erano 4 "riccioli" (recuperati tra il 1978 e il 1988) che a distanza di diversi anni, nell'ambito di una collaborazione - avviata dal 2011 - tra il dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana ed il museo californiano sono stati comparati, con esito positivo, con la "testa" custodita presso il "Getty". Il Nucleo CC Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, che ha operato in sinergia con il Dipartimento dei Beni Culturali e su coordinamento della Procura di Enna, ha acquisito i riscontri documentali utili per formalizzare la richiesta di rogatoria internazionale, poi indirizzata alle autorità statunitensi. La piena collaborazione con il dipartimento di Giustizia USA e il "J.P. Getty Museum" ha permesso, dopo l'espletamento delle procedure giudiziarie, l'organizzazione della missione di recupero.


Fonte: ANSA

venerdì 5 febbraio 2016

Archeologia. Sepolture "selettive" del 7000 a.C. in un villaggio preistorico in Giordania, di Grazia Terenzi

Archeologia. Sepolture "selettive" del 7000 a.C. in un villaggio preistorico in Giordania
di Grazia Terenzi


Si tratta di una scoperta davvero insolita: i resti scheletrici di più di 70 persone smembrate, le ossa radunate per tipo e sepolte, successivamente, in ciste di pietra all'interno di abitazioni. I ricercatori pensano possa trattarsi di una pratica volta a mantenere in contatto lo spirito dei defunti con il mondo dei vivi.
La scoperta è stata fatta da n gruppo di archeologi dell'Università di Copenhagen in un villaggio situato a nord di Petra, Shkarat Msaied, risalente a 9000 anni fa. Si tratta di un sito molto ben conservato, dove un tempo viveva una comunità di cacciatori-raccoglitori che abitavano in edifici di forma circolare.
Il National Geographic riferisce che gli archeologi hanno trovato circa 15 fosse comuni, dieci delle quali sono state scavate ancora in epoca moderna. Le sepolture contenevano

giovedì 4 febbraio 2016

Archeologia. Economia di Rodi Ellenistica: le anfore, i commerci e gli scambi con l’Occidente, di Francesca Tomei

Archeologia. Economia di Rodi Ellenistica: le anfore, i commerci e gli scambi con l’Occidente.
di Francesca Tomei   (Tratto dalla tesi di laurea magistrale in archeologia. Università di Pisa)

Le anfore da trasporto rodie costituiscono la principale fonte di informazione sulla produzione di vino; nonostante non sia provato che contenessero tale prodotto, il grappolo d'uva come attributo di molti bolli fa propendere per la veridicità di tale ipotesi, almeno per la maggior parte di esse. Nel 1986 Empereur e Picon riportano i risultati di prospezioni fatte nell'isola di Rodi, che hanno consentito di identificare una ventina di ateliers di produzione di anfore rodie: essi sono generalmente di dimensioni modeste, sparsi nella chora, più frequentemente lungo la costa nei punti di imbarco, oppure nelle zone di accesso al mare delle vigne che si sviluppavano sulle colline. Un'ulteriore ricognizione greco- danese effettuata sull'isola nel 1994 ha consentito la localizzazione, sempre vicino al mare, di un sito con scarti di fornace per anfore nell'area di Kattavia, nella parte meridionale di Rodi, la cui attività si pone principalmente tra I secolo a.C. e I secolo d.C. Gli scarti dei vari ateliers mostrano quasi sempre una continuità di produzione dall'età ellenistica al II secolo d.C. Anche nella Peraia sono attive già dalla fine del IV secolo a.C. officine di produzione di anfore rodie, in particolare nella penisola di Loryma, collegate ai terreni sfruttati già all'inizio del III secolo a.C. dallo Stato rodio per la coltivazione della vite, per poter aumentare la produzione del

mercoledì 3 febbraio 2016

Reperti archeologici sequestrati da Cc. Sono di origine etrusca, magnogreca, romana, picena e precolombiana

Reperti archeologici sequestrati da Cc. Sono di origine etrusca, magnogreca, romana, picena e precolombiana

In tre distinte operazioni di svolte in provincia di Ancona, Ascoli Piceno e Pesaro, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona, in collaborazione con i militari dei comandi locali, hanno recuperato e sequestrato vari reperti archeologici illegalmente detenuti in private abitazioni e raggruppati in tre collezioni.

Il valore complessivo del materiale è di circa 200.000 euro.
All'individuazione e recupero dei beni si è arrivati a seguito di indagini dirette dalle

martedì 2 febbraio 2016

Studi in memoria di Coroneo, la presentazione Sabato 6 Febbraio a Cagliari, nel pomeriggio

Studi in memoria di Coroneo, la presentazione Sabato 6 Febbraio a Cagliari, nel pomeriggio

A quattro anni dalla prematura scomparsa di Roberto Coroneo, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università di Cagliari, escono tre volumi che raccolgono gli studi di colleghi, studiosi, allievi e amici del professore.
L'opera, dal titolo "Itinerando senza confini dalla preistoria ad oggi. Studi in ricordo di Roberto Coroneo", sarà presentata sabato 6 febbraio, alle 17, nella Sala Convegni dell'Hotel Regina Margherita a Cagliari.
Il volume dedicato alla memoria di Coroneo è curato da Rossana Martorelli, attuale presidente della Facoltà di Studi umanistici, ed è edito dalla casa editrice Morlacchi di Perugia.
L’iniziativa è nata nel Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio subito dopo la morte del docente di Storia dell'arte medievale avvenuta l’11 gennaio 2012.
Il volume comprende 91 contributi di 99 autori. Spaziano dalla preistoria ai giorni nostri, riflettendo la personalità eclettica di Coroneo, studioso di fama internazionale.
Il volume sarà presentato al pubblico da Carlo Luglié (docente di Paletnologia del Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio), Anna Maria Oliva (ricercatore del Cnr-Isem) e Carlo Figari (giornalista).


Fonte: http://www.unionesarda.it/

lunedì 1 febbraio 2016

Associazione culturale Honebu, il salotto della cultura. Gli eventi da Febbraio ad Aprile 2016.

Honebu, il salotto della cultura. Prossimi eventi.



L'Associazione Culturale Honebu è lieta di invitarvi ai prossimi eventi che si svolgeranno nella sala conferenze di Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari/Pirri.

5 Febbraio   Massimo Rassu: "Fonti e Pozzi sacri".

8 Febbraio   lunedì letterario e musicale. Nando Cuccu: "Il bimbo fra le colline", con Federica Cabras e Pino Montalbano alla chitarra.

12 Febbraio   Carlo Tronchetti: “La Sardegna nelle rotte commerciali antiche”.

19 Febbraio   Tonino Oppes presenta: "Caller 1535, Carlo V, Cagliari e la crociata contro gli infedeli", di Maurizio Corona.

26 Febbraio   Fabrizio Marchionni: "Il rapporto tra i compositori del '900 e la musica di tradizione orale"

4 Marzo  Antonio Mura: "Storia dei disastri idrogeologici nella Sardegna meridionale".

6 Marzo   Domenica, Escursione a Sedilo con visita guidata al Nuraghe Iloi, alle Tombe di Giganti e al nuraghe Losa.

11 Marzo   Massimo Rassu presenta il libro:" Castelli Medievali in Sardegna".

18 Marzo   Paolo Bernardini: "I rapporti fra nuragici e fenici nel Primo Ferro".

25 Marzo   Nicola Dessì illustra: " La fauna in età nuragica".

1 Aprile   Sandro Mezzolani: "Archeologia Industriale. Ferrovie, mulini idraulici, concerie”.

8 Aprile   Massimo Rassu: "Le fortificazioni di Cagliari".

Le iscrizioni all'Associazione Honebu si ricevono tutti i giorni con mail a associazionehonebu@gmail.com o telefonando in segreteria al 070.2044611, o direttamente in sala durante le conferenze.

Archeologia. Statue stele e statue menhir. Nuove scoperte illustrate in una conferenza al Museo delle stele antropomorfe di Bovino in Puglia

Archeologia. Statue stele e statue menhir. Nuove scoperte illustrate in una conferenza al Museo delle stele antropomorfe di Bovino in Puglia.
di Maria Laura Leone

Fonte: rivista ufficiale dell'Archeo Club Italia

Staute-menhir e statue-stele, entità antropomorfe ancora troppo sconosciute. Poco note al grande pubblico e, nonostante le diverse ipotesi interpretative, fondamentalmente misteriose. Di esse non se ne conosce il reale significato né la vera funzione. La loro stessa distribuzione geografica è insolita: a macchia di leopardo dentro aree circoscritte e lontane fra loro, sparse tra Europa, Asia e nord dell’Africa. E’ chiaro, però, che riflettono un’importante espressione ideologica e segnano un decisivo passaggio tra un mondo religioso che finiva e un altro che iniziava. Sono, infatti, le prime grandi statue dell’umanità, comparse sul finire del Neolitico e il fiorire dei megaliti.
Le più antiche testimonianze, databili tra V e IV millennio a.C., sono rintracciabili nella Bretagna francese in contesto di riutilizzo dei grandi e famosi dolmen (MAILLAND 2000). Prima del loro exploit, avutosi con l’età del Rame, il soggetto umano era ritratto su statuine esclusivamente femminili o riconosciuto su rocce naturali, dove le ondulazioni e le asperità assumevano un aspetto antropomorfo (un paio di occhi, un viso, un busto, elementi sessuali e altri particolari anatomici). L’interpretazione della pietra, spesso fondata sul principio della pareidolia, la tendenza a ricondurre a forme note e oggetti famigliari i profili naturali e casuali, è sempre stata un leitmotiv dell’arte preistorica (LEONE 2009, 2010, 2011). Con l‟avvento dell’età dei Metalli questa attenzione non è venuta meno ma si è concentrata sui quei massi e su quei monoliti che oggi chiamiamo menhir o statue-menhir, in realtà delle protostatue.
L’espansione di tali simulacri si manifestò in due ondate, la prima – più intensa – nell’età del Rame (Eneolitico, Calcolitico), la seconda – più attenuata – nell’età del Ferro. L’età del Bronzo costituì una fase di passaggio, conclusiva per alcuni gruppi di statue-stele, trasmissiva per altri. In Puglia, terra ricca di testimonianze, sono presenti gruppi sia della prima che della seconda ondata (LEONE 2000, 2001). In quelli dell’età del Rame i caratteri sono più comuni, la forma del corpo è tendenzialmente surreale, geometrizzata, senza gambe, senza collo, a busto intero e sempre coperta di precisi attributi simbolici. E’ il caso delle pietre antropomorfe di Sterparo Nuovo (Subappennino Dauno), come di quelle della Lunigiana in Liguria, di Laconi in Sardegna, del Trentino della Valcamonica, Valtellina, Val d’Aosta-Sion, del Midì della Francia, ecc.
In quelle dell’età del Ferro si verifica un’accentuazione del naturalismo, un aumento dell’abbigliamento, dell’integrazione di scene aneddotiche e di decorazioni simboliche. E’ il caso delle stele daunie, di quelle della Lunigiana e di altre ancora. Spesso, semplificando, tutti i monumenti vengono denominati stele o al massimo statue-stele, di fatto, però, la nomenclatura tipologica le distingue in: statue-menhir, massi piuttosto spessi naturalmente antropomorfi o appena lavorati e generalmente più antichi; e statue-stele, pietre lastriformi artificiali e generalmente più recenti. In Valcamonica vi sono anche i massi inamovibili, pietre grandi come case o anche pareti rocciose ricoperte con la stessa tematica simbolica. Le circa trenta pietre di Sterparo Nuovo sono

domenica 31 gennaio 2016

Storia e archeologia di un'antica invenzione: la strada.

La storia delle strade
di Alberto Bucchi


Delle strade si possono dare diverse definizioni. Tuttavia ritengo che la strada propriamente detta nasca, in linea generale, nel momento in cui un gruppo sociale conclude il suo processo di insediamento e di controllo su un certo ambito territoriale. L’avvento dell’”homo sapiens” attorno a 40.000 anni fa accelera la diffusione migratoria e la scoperta del primo mezzo di trasporto: la slitta, trainata da buoi, cani e poi cavalli. Con la slitta non era ancora iniziata la storia della strada, ma la slitta, cominciando la vicenda dei trasporti terrestri, va considerata la progenitrice del carro, nella linea evolutiva culminata con l’invenzione della ruota. La ruota costituisce un salto di civiltà nella storia dell’uomo, realizzando il moto rotatorio. L’applicazione delle ruote alla slitta ha come primo riferimento archeologico il tempio di Inama nella bassa Mesopotamia, dove alcune tavolette, risalenti al 3.200 a.C., ne riportano uno schizzo esplicito. L’evoluzione della ruota dalla forma massiccia alla geometria a raggi, fino al suo svincolarsi dalla solidarietà con l’asse attraverso il mozzo, si sviluppa nel secondo millennio a.C. estendendosi dalla valle dell’Indo all’Egitto. I ritrovamenti nelle tombe dei re e dei notabili di queste regioni ci hanno tramandato interi carri funebri a testimoniare il