Diretto da Pierluigi Montalbano

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Associazione Culturale Honebu

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giovedì 13 agosto 2020

Archeologia. La civetta: l’iconografia svela un profondo significato simbolico legato al mondo dei defunti. Riflessioni di Giorgia Soncin

Archeologia. La civetta: l’iconografia svela un profondo significato simbolico legato al mondo dei defunti

Riflessioni di Giorgia Soncin 


Atena, la dea greca della sapienza, viene spesso rappresentata con una civetta appollaiata su una spalla, manifestazione simbolica della saggezza. Presso gli Egizi rappresentava la notte e l’oscurità, gli Aztechi l’associavano al dio dell’oltretomba, per i Romani simboleggiava la morte. René Guénon afferma che "la civetta è il simbolo della conoscenza razionale perché essendo un uccello notturno è legato alla luce riflessa, quella lunare, in opposizione alla conoscenza intuitiva, percezione della luce diretta solare, simbolicamente rappresentata dall’aquila". Il nome stesso annuncia la storia e la simbologia, infatti, nei manuali salta all'occhio il suo nome scientifico: Athene noctua, rapace notturno della famiglia degli Strigidae. Viene naturale collegare queste parole direttamente alla divinità greca Atena e alla parola strega, di origine latina. Con i suoi grandi occhi, la civetta è legata alla preveggenza, all'illuminazione e alla conoscenza legata alla dea Atena/ Minerva, portatrice di

venerdì 7 agosto 2020

Libri. Francesca Poretti: Ifigenia, l'innocente sfortunata. Può un dio sottoporre un personaggio mitologico a durissime prove? Recensione di Felice Di Maro

Libri. Francesca Poretti: Ifigenia, l'innocente sfortunata.

Può un dio sottoporre un personaggio mitologico a durissime prove? 

Recensione di Felice Di Maro

Scorpione Editrice 2020, pp. 119 con illustrazioni.


Può un dio sottoporre un personaggio non divino certo, ma mitologico, a durissime prove? L’interrogativo è d’obbligo perché la figura di Ifigenia in qualche modo è tra i miti greci un’eccezione perché subisce sì, una sorte che certamente è tra le più tragiche, ma come la raccontano scrittori dell’epoca antica come Euripide che c’è stata una lotta che ha portato avanti e che non si è fermata mai.

La storia di una donna? Certo ma teniamo conto che nonostante che i processi culturali oggi siano sempre più raffinati perché utilizzano nuove tecniche di comunicazione, e principalmente mi riferisco a quelli che continuamente rilanciano nuove frontiere di ricerca sulla storia dell’umanità, proprio la mitologia classica che umilmente si ripresenta sempre e ogni volta offre occasioni di riflessioni, oggi,

mercoledì 5 agosto 2020

Sardegna. Scoperta la città mai trovata di Tibula. Articolo di Bartolomeo Porcheddu

Sardegna. Scoperta la città mai trovata di Tibula.

Articolo di Bartolomeo Porcheddu 


«Ma bella più di tutte è l’isola non trovata, quella che il Re di Spagna s’ebbe da suo cugino il Re di Portogallo, con firma suggellata e bulla del Pontefice, in gotico latino» canta Francesco Guccini nella sua “Isola non trovata”.

Tra le altre città non trovate, in Sardegna una in particolare ha fatto impazzire gli storici e gli archeologi per la sua misteriosa scomparsa. Si tratta della città di Tibula, situata nei pressi dell’importante crocevia di strade che percorrevano la Sardegna settentrionale. A Tibula, nonostante non si sapesse dove era situati, sono state dedicate

lunedì 3 agosto 2020

Il significato semantico di un quadro di Derain. Articolo di Alberto Zei

Il significato  semantico  di un  quadro di Derain

Articolo di Alberto Zei


Approfondimento dal punto di vista semantico dell’articolo su Derain, precedentemente pubblicato sul questo quotidiano (cliccare qui per aprirlo), con analisi delle motivazioni dell’autore del  quadro incompiuto raffigurante  Delano Roosevelt.

 “Le belve”

Sono stati pubblicati alcuni articoli con i  relativi commenti sul ritrovamento di un quadro del pittore francese André Derain,  uno dei caposcuola della tecnica delle “fauves”  ossia delle “belve”, così come sono stati tacciati pittori di questo stile nato alla fine del XIX  secolo,  per la violenza cromatica dei colori usati in modo quasi casuale, sia nei ritratti delle persone che nei paesaggi delle loro opere. André Derain era stato uno dei promotori di questa tendenza artistica insieme ai colleghi Matisse, Vincent  van Gogh, Henri Manguin, Maurice de Vlaminck, Charles Camoin ed altri ancora.

Questi pittori,  attraverso una sorta di protesta nei confronti della  società adagiata sul vecchio stile, intesero  esprimere con la loro intolleranza alla quiete, un incitamento al cambiamento: cambiamento di

domenica 2 agosto 2020

Archeologia della Sardegna. L’architettura funeraria dell’Età del Bronzo: le Tombe di Giganti. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. L’architettura funeraria dell’Età del Bronzo: le Tombe di Giganti.

Articolo di Pierluigi Montalbano


L’importanza cultuale delle Tombe di Giganti, luoghi nei quali si esprimeva una religiosità legata al culto dei defunti deposti fra le braccia della Madre Terra, è evidente per tutta l’Età del Bronzo in tutti gli angoli della Sardegna. Sono monumenti funerari realizzati in pietra nel corso del II Millennio a.C. e utilizzati come sepolture collettive che differiscono profondamente dalle Domus de Janas utilizzate in precedenza.  Come i nuraghi, queste particolari costruzioni megalitiche non hanno nulla di simile nell’Europa continentale. Presenti in tutta l’isola, questi sepolcri presentano una pianta rettangolare con abside posteriore, e sono edificati sovrapponendo grandi blocchi di pietra. La camera funeraria può superare i 20 metri di lunghezza e 2 di altezza, ed era completamente ricoperta da un tumulo di terra. Differentemente dal corpo funerario, che arriva ad anticipare i primi nuraghi a corridoio del XVIII a.C., la parte frontale della struttura, la facciata, è realizzata all’inizio dell’epoca delle torri nuragiche, intorno al XV a.C.. Essa ha davanti a sé un temenos a esedra, ossia uno spiazzo a semicerchio realizzato con pietre di varia dimensione conficcate a scalare nel terreno partendo dalla imponente lastra centrale, la stele d’ingresso, alta a volte sino a 4 metri d’altezza e sotto la quale si apriva un piccolo portello. 

mercoledì 29 luglio 2020

Archeologia della Sardegna. Il suono degli scudi oblunghi dei guerrieri-sacerdoti di Mont’e Prama. Articolo di Giovanni Ugas


Archeologia della Sardegna. Il suono degli scudi oblunghi dei guerrieri-sacerdoti di Mont’e Prama
Articolo di Giovanni Ugas

Alla ricerca del ruolo dei personaggi col pugno guantato
Nell’ampio panorama dell’arte scultorea sarda del I Ferro un posto rilevante è occupato dalle immagini maschili connotate dallo scudo oblungo, tenuto ora al fianco, ora sopra la testa. Nel suo magistrale catalogo “Le sculture della Sardegna Nuragica del 1966, Giovanni Lilliu definiva pugilatore l’immagine in bronzo con scudo oblungo sulla testa da Cala Gonone di Dorgali (n. 64) che, in precedenza, Doro Levi (1949) aveva riconosciuto in un cuoiaio per via del guanto che proteggeva la mano da una supposta lesina. Il Lilliu, richiamando lo scudo oblungo dei gladiatori Sanniti studiati da S. Ferri (1963) interpretava la figurina di Dorgali come un gladiatore-pugilatore, perché sarebbe caratterizzato dal caestus, cioè il “guantone armato da una “acuta prominenza metallica (di bronzo o di piombo)”, correlato con una fasciatura, una sorta di manicotto a protezione dell’avambraccio (brassard). Allo stesso tempo il Lilliu riteneva problematicamente che fosse un sacerdote-militare la

domenica 26 luglio 2020

Archeologia della Sardegna. Videoconferenza Honebu con l'archeologo Giovanni Ugas.

Archeologia della Sardegna. 
Videoconferenza Honebu con l'archeologo Giovanni Ugas.
Conduce Pierluigi Montalbano.
(Invito i lettori a iscriversi al canale you tube per ricevere gli aggiornamenti dei video)






Prosegue la rassegna archeologica "i venerdi Honebu" dedicata alla divulgazione scientifica del patrimonio culturale della Sardegna.
Venerdi 24 Luglio, in diretta facebook, si è svolto l'ultimo appuntamento:

L'archeologo Giovanni Ugas tratta i temi:

"La cultura San Ciriaco"

"Shardana e Sardegna"

Organizza Honebu, nell'ambito della rassegna archeologica "i venerdi Honebu"

E' visibile anche su facebook al link:

https://www.facebook.com/100001666287370/videos/3291790510886459/

giovedì 23 luglio 2020

Archeologia. Shardana, guerrieri sardi nel Vicino Oriente. Articolo di Gavino Guiso sulla conferenza di Pierluigi Montalbano a Olmedo




Archeologia. Shardana, guerrieri sardi nel Vicino Oriente
Articolo di Gavino Guiso sulla conferenza di Pierluigi Montalbano a Olmedo

Pierluigi Montalbano, nella conferenza tenuta a Olmedo il 24 Ottobre 2019 sul tema Shardana, seguendo il corposo lavoro editoriale dell’archeologo Giovanni Ugas, è stato molto chiaro ed eloquente: un popolo capace di costruire a secco i più grandi edifici megalitici dell’antichità dopo le piramidi, (il Nuraghe Arrubiu di Orroli e il Nuraghe Santu Antine di Torralba) non può essere immaginato come un popolo isolato ed incapace di muoversi. E difatti sta ormai emergendo con prepotenza un ruolo attivo dell’antica civiltà sarda nella storia e nell’economia del Mediterraneo. Con le navi sarde viaggiavano materie prime, utensili e uomini. Le prove di questa dinamica realtà sono riportate nei documenti micenei, siriani ed egizi. La famosa stele di Rosetta, trovata da Napoleone nel

mercoledì 22 luglio 2020

Archeologia, la Cultura San Ciriaco e la nascita delle Domus de Janas. Articolo di Pierluigi Montalbano.

Archeologia, la Cultura San Ciriaco e la nascita delle Domus de Janas.
Articolo di Pierluigi Montalbano.

Verso la metà del V Millennio a.C. iniziò in Sardegna una fase culturale che portò a una serie di innovazioni in campo economico, funerario e manifatturiero. E’ conosciuta come “cultura San Ciriaco”, e prende il nome da una chiesa di Terralba vicino alla quale furono trovate ceramiche simili a quelle di Cuccuru is Arrius di Cabras. A differenza della precedente fase Bonu Ighinu, si nota la scomparsa della decorazione, l’assottigliamento delle pareti dei manufatti e una accurata finitura delle superfici che diventano chiare. Fra le attività c’è un

martedì 21 luglio 2020

Archeologia della Sardegna. Videoconferenza Honebu con l'archeologo Franco Campus e lo storico Attilio Mastino. Conduce Pierluigi Montalbano.

Archeologia della Sardegna. 
Videoconferenza Honebu con l'archeologo Franco Campus e lo storico Attilio Mastino.
Conduce Pierluigi Montalbano.
(Invito i lettori a iscriversi al canale you tube per ricevere gli aggiornamenti dei video)



Prosegue la rassegna archeologica "i venerdi Honebu" dedicata alla divulgazione scientifica del patrimonio culturale della Sardegna.
Venerdi 17 Luglio, in diretta facebook, si è svolto un altro appuntamento con due studiosi:

Lo storico Attilio Mastino tratta il tema:
"I miti greci e latini e le dee della Sardegna isola d'occidente"

L'archeologo Franco Campus parla del Nuraghe Santu Antine e della promozione dei siti archeologici.

Organizza Honebu, nell'ambito della rassegna archeologica "i venerdi Honebu"

E' visibile anche su facebook al link:

https://www.facebook.com/pierluigi.montalbano/videos/3272260552839455/