Diretto da Pierluigi Montalbano

Ogni giorno un nuovo articolo divulgativo, a fondo pagina i 10 più visitati e la liberatoria per testi e immagini.

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mercoledì 17 aprile 2019

Cartografia Nautica. Toscanelli, Cristoforo Colombo, Marino di Tiro e Tolomeo. Articolo di Rolando Berretta


Cartografia Nautica. Toscanelli, Cristoforo Colombo, Marino di Tiro e Tolomeo.
Articolo di Rolando Berretta



Nell’isola di Madera c’è la città di Porto Santo situata nel sud-est dell'isola, dove visse tra il 1481 e il 1483 Cristoforo Colombo, la cui dimora è ancora presente e visitabile; sull'isola nacque anche il figlio Diego; Cristoforo si era sposato nel 1480. E che fa Colombo in quel periodo? Riceve una risposta dal Toscanelli;  ma era la copia di una lettera scritta nel lontano 1474. (Da considerare come viaggiava la posta nel periodo)
Paolo dal Pozzo Toscanelli nacque il 21 aprile del 1397 e morì il 10 maggio del 1482 (sempre a

lunedì 15 aprile 2019

Archeologia. La brocca piriforme di Sedilo? Uno strumento liturgico del IX secolo avanti Cristo. Articolo di Gustavo Bernardino


Archeologia. La brocca piriforme di Sedilo? Uno strumento liturgico del IX secolo avanti Cristo.
Articolo di Gustavo Bernardino


Un post di Pierluigi Montalbano del 9 aprile su Facebook mi permette di proporre una tesi interpretativa di un simbolo che caratterizza un reperto archeologico rinvenuto a Sedilo riprodotto nella immagine. Come avviene sovente sui social, in cui si propongono argomenti interessanti, anche in questo caso il post di Pierluigi ha avuto un certo numero di interventi di persone che hanno esposto le proprie tesi. La più “gettonata” (stando ad una personale statistica fatta sulla base degli interventi) mi è sembrata quella proposta da Andrea Loddo che ritiene il simbolo in questione ” Y” uno strumento da rabdomante. Io non condivido questa tesi e mi permetto suggerire una lettura diversa cercando di spiegare i motivi del mio dissenso.
Prima di tutto è necessario fare una considerazione di carattere generale e ricordare che esiste un principio metodologico enunciato da un monaco inglese Guglielmo di Occam (Rasoio di Occam) secondo il quale “a parità di elementi la soluzione di un problema è quella più semplice e ragionevole”. In funzione di tale principio mi sembrerebbe logico ritenere che tale manufatto (di splendida fattezza), considerando che è stato

sabato 13 aprile 2019

Archeologia. La prima marina militare dell'impero romano nasce in Sardegna, a Cagliari, istituita da Cesare Ottaviano Augusto. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. La  prima marina militare dell'impero romano nasce in Sardegna, a Cagliari, istituita da Cesare Ottaviano Augusto.
Articolo di Pierluigi Montalbano


Sarei felice di poter raccontare le vicende di qualche marinaio nuragico, ma le fonti storiche sono avare di dati. Vista la tecnologia navale del tempo e l’invariabilità di tempo, venti e correnti, si navigava solo nella buona stagione e i coraggiosi equipaggi consentivano a genti lontane di conoscersi e commerciare. Il preconcetto di alcuni studiosi che vede i sardi provare repulsione verso il mare è oggi da scartare perché le testimonianze archeologiche mostrano una frequentazione stabile almeno da 8000 anni. E’ sciocco proporre i sardi impauriti dal mare e abbarbicati sul Gennargentu e il

lunedì 8 aprile 2019

Archeologia. Dall'Egitto all'Ogliastra: Selene e Scerì, due personaggi da conoscere meglio. Articolo di Gustavo Bernardino


Archeologia. Dall'Egitto all'Ogliastra: Selene e Scerì, due personaggi da conoscere meglio.
Articolo di Gustavo Bernardino

Sono certo che qualche lettore storcerà il naso durante la lettura di quest’ articolo. E' di tutta evidenza la difficoltà ad accettare certe tesi in mancanza di prove certe. Però in una materia come l'archeoinvestigazione, è indispensabile avere del coraggio e presentare le proprie considerazioni anche in presenza di indizi fragili. Davanti a delle semplici intuizioni nate nel corso della lettura di testi specifici dove la storia antica è trattata da studiosi di grande spessore, è bene tentare di costruire delle tesi che potrebbero stimolare l'approfondimento e l'arricchimento dell'argomento individuato, centrando quindi un duplice obiettivo: interessare il lettore e invitarlo a contribuire con le sue conoscenze ad allargare il campo della ricerca. 
Data per acquisita la rispondenza degli Shardana con la popolazione presente in forma maggioritaria in Sardegna (G. Ugas- Shardana e Sardegna, Edizioni della Torre, 2016), in relazione alla dimensione del

giovedì 4 aprile 2019

Archeologia. Antenati e “defunti illustri” nella Sardegna di età punica. Il caso del Sulcis. Articolo di Giuseppe Garbati

Archeologia. Antenati e “defunti illustri” nella Sardegna di età punica. Il caso del Sulcis
Articolo di Giuseppe Garbati

La ricostruzione delle ideologie funerarie nel mondo fenicio e punico è uno dei campi di studio più stimolanti. Una delle regioni in cui l’apporto dell’archeologia si è dimostrato ricco di nuove suggestioni è la Sardegna, sia in relazione ai contesti e ai corredi funerari appartenenti alle fasi arcaiche della presenza fenicia, sia in riferimento alle molteplici testimonianze di età punica. In merito a questa seconda epoca, alcuni elementi interessanti sono stati restituiti di recente dai rinvenimenti nella necropoli punica di Sulcis. Bernardini ha scoperto un ricco sepolcro che consente di esprimere alcune considerazioni. La tomba 7 della necropoli punica di Sulcis, datata grazie al corredo ceramico entro la seconda metà del V a.C., è composta da un’unica grande camera a pianta trapezoidale, cui si accede da un ampio corridoio gradinato, provvista al centro di un pilastro (fig. 1). L’interno della cella, lungo la parte superiore delle pareti, presenta larghe fasce dipinte in rosso che

lunedì 1 aprile 2019

Archeologia. Scoperto in Sardegna, sul Supramonte, un complesso cultuale del Bronzo Recente, ricco di scene scolpite in rilievi con figure divine in processione. E’ presente anche una spettacolare Tomba di Giganti con centinaia di figure scolpite. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Scoperto in Sardegna, sul Supramonte, un complesso cultuale del Bronzo Recente, ricco di scene scolpite in rilievi con figure divine in processione. E’ presente anche una spettacolare Tomba di Giganti con centinaia di figure scolpite.
Articolo di Pierluigi Montalbano

Si tratta di un recesso naturale tra le rocce, composto di due camere decorate da bassorilievi (la principale ampia circa m 18 × 11, la minore 17 × 4) in comunicazione tra loro per mezzo di uno stretto passaggio. La parte prospiciente alle due camere fu bloccata fin dall'inizio da una serie di edifici: si sono riconosciute 3 fasi principali. Tutto è stato realizzato in prossimità di una Tomba di Giganti elegantemente costruita con grandi blocchi isodomi scolpiti che riportano simboli e figure da interpretare. All'inizio il complesso cultuale era costituito prevalentemente dalle scene sulle pareti; un muro ampio circa 1,20 chiudeva l'accesso alle due camere ed era insieme cinta e terrazzamento per lo spiazzo libero. All'interno del recinto non vi era che una piccola casa a una sola stanza. Nella fase successiva si procedette alla costruzione di un vero e proprio complesso templare, simile per impianto ai

giovedì 28 marzo 2019

Archeologia. Cosa significa il simbolo del Capovolto rappresentato dei menhir della Sardegna?

Archeologia. Cosa significa il simbolo del Capovolto rappresentato dei menhir della Sardegna?


I menhir antropomorfi della Sardegna centrale sono tanto affascinanti da commuovere. Sarà che sono nostri, però mi sono sempre sembrati i più belli del mondo. Di certo sono i più enigmatici.
Una visita al museo di Laconi, dove sono stati raccolti i più rappresentativi, anche per evitare che vengano rubati (sic!), restituisce le immagini di figure e categorie espressive lontane nel tempo e però, data la consuetudine con l’arte della prima metà del secolo scorso, geometria, essenzialità, simbolismo, ci sembra di sentirli particolarmente vicini.
A sentire i più, le statue-steli (o steli-menhir), diffuse in un ampio territorio che abbraccia gran parte dell’Europa occidentale, sarebbero falli di pietra, figure essenziali alle quali, a cavallo dell’eneolitico e dentro il primo bronzo, si cominciano ad aggiungere fattezze umane schematiche. Qualche tratto per il volto, talvolta due seni, le braccia, spesso oggetti simbolici indice di posizione sociale: armi (pugnali, accette, spade, archi) abiti splendidamente lavorati, ornamenti, alabarde, animali.
Se si tralascia per il momento il caso sardo, tutti i dettagli delle statue-steli ritrovate in

lunedì 18 marzo 2019

Cartografia Nautica. Le carte di Marino di Tiro, dovremo riabilitare Toscanelli. Articolo di Rolando Berretta


Cartografia  Nautica. Le carte di Marino di Tiro, dovremo riabilitare Toscanelli.
Articolo  di  Rolando  Berretta

Nel mappamondo di Hereford…  Paolo Orosio ci ricorda una storia poco nota.


I Romani avevano sentito la necessità di sapere come era fatto il Mondo che

venerdì 15 marzo 2019

Archeologia della Sardegna. Benatzu: mezzo secolo per capire? Articolo di Gustavo Bernardino


Archeologia della Sardegna. Benatzu: mezzo secolo per capire?
Articolo di Gustavo Bernardino

La ricorrenza del ritrovamento del “Tesoro” nella grotta di Benatzu (Santadi) avvenuto il 24 giugno 1968 per opera di un gruppo di speleologi appartenenti alla Associazione Speleologica Iglesiente (ASI), ripropone in termini indifferibili, considerato il tempo trascorso, la necessità di dare un significato plausibile al così detto “Tesoro” e sopratutto proporre una soluzione credibile in merito alla titolarità del destinatario di tale ricchezza.
La scoperta, è straordinariamente importante perché consente, al pari della “Stele di Rosetta”, di interpretare con più facilità, altri reperti rinvenuti nell'area e riscrivere con maggiore chiarezza i reali rapporti esistenti tra

lunedì 4 marzo 2019

Archeologia. Attività e risorse nella Sardegna nuragica all'epoca dei Giganti di Mont'e Prama. Articolo di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Attività e risorse nella Sardegna nuragica all'epoca dei Giganti di Mont'e Prama.
Articolo di Pierluigi Montalbano

Nella lettura del contributo di Giovanni Ugas intitolato "la stagione delle artistocrazie", all'interno del libro "I giganti di pietra", ho rilevato una minuziosa descrizione del modo di vivere dei sardi del Primo Ferro e ho deciso di pubblicare un articolo che riassume le tante notizie fornite dall'archeologo su vari aspetti della vita quotidiana dei nuragici.
Intorno al X a.C., abbandonati i nuraghi, gli abitati si ridussero di numero ma aumentarono in dimensioni, alcuni a spese di altri che rimasero piccoli villaggi rurali. Le case furono realizzate direttamente a ridosso delle torri, trasformate in luoghi di culto, e sopra le rovine della precedente cinta muraria. Le capanne erano a isolati circolari, con più ambienti disposti intorno a una piazzetta centrale. Erano case dotate di laboratori, magazzini e altre infrastrutture. Il sistema urbanistico vede un miglioramento delle architetture dei pozzi, con canali di