Diretto da Pierluigi Montalbano

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Associazione Culturale Honebu

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sabato 4 luglio 2020

Archeologia della Sardegna. Videoconferenza Honebu con gli archeologi Michele Guirguis e Augusto Mulas. Conduce Pierluigi Montalbano.

Archeologia della Sardegna. 
Videoconferenza Honebu con gli archeologi Michele Guirguis e Augusto Mulas. 
Conduce Pierluigi Montalbano.
(Invito i lettori a iscriversi al canale you tube per ricevere gli aggiornamenti dei video).



Prosegue la rassegna archeologica "i venerdi Honebu", organizzata dall'Associazione Culturale Honebu di Cagliari e dedicata alla divulgazione scientifica del patrimonio culturale della Sardegna.
Oggi, Venerdi 3 Luglio, alle ore 19, in diretta facebook, un altro appuntamento con due studiosi:

L'archeologo Michele Guirguis racconta gli scavi che ha diretto gli scorsi mesi nel sito di Cuccureddu, a Villasimius, ed espone l'argomento che riguarda i rapporti tra i sardi di tradizione nuragica e i fenici, con riferimento a Sulky, Monte Sirai e altri siti. Chi erano i fenici? Quando arrivarono in Sardegna? Che relazioni crearono con i sardi di tradizione nuragica? Quale fu il ruolo di Cartagine nello scacchiere politico ed economico del Mediterraneo Occidentale e centrale?

Con l'archeologo Augusto Mulas parliamo del villaggio Santuario Abini, a Teti, dove sono stati trovati la maggior parte dei bronzetti sardi. Oltre all'approfondimento sulla bronzistica e sul ruolo dei Santuari Federali nella Sardegna nuragica approfondiamo la questione "pasti rituali" nei siti nuragici.

Organizza Honebu, nell'ambito della rassegna archeologica "i venerdi Honebu"

E' visibile anche su facebook al link:

https://www.facebook.com/100001666287370/videos/3233549960043848/

Ogni cultura ha delle tradizioni legate ai pasti, e adotta norme per apparecchiare, assegnare il posto ai commensali, disporre l’ordine delle pietanze, presentare i cibi abbinandoli fra loro, o anche ciò che si può

mercoledì 1 luglio 2020

Archeologia. Il nuraghe Domu Beccia di Uras. Articolo di Pierluigi Montalbano


Archeologia. Il nuraghe Domu Beccia di Uras
Articolo di Pierluigi Montalbano

Il Nuraghe Domu Beccia si trova a un km da Uras, nei pressi del cimitero, nella piana del Campidano, alla base di Monte Arci. Il territorio fu frequentato fin dal neolitico per l’ossidiana, come testimoniano un’officina di lavorazione e due menhir vicini al nuraghe. Di epoca nuragica sono alcune tombe di giganti e un villaggio con 150 capanne posto di fronte al nuraghe, al di là di Via Eleonora, la strada asfaltata dove si trova il cancello d’ingresso di Domu Beccia. Nel primo Ferro, come accade nel resto della Sardegna, Uras mostra tracce delle relazioni fra sardi e commercianti fenici che dalle coste si spingono verso l’entroterra. Rilevanti testimonianze di cultura materiale attestano la frequentazione del nuraghe anche in età punica, romana e bizantina. Gli archeologi hanno

sabato 20 giugno 2020

Archeologia. Videoconferenza Honebu con gli archeologi Momo Zucca e Giacomo Paglietti. Conduce Pierluigi Montalbano.

Archeologia. Videoconferenza Honebu con gli archeologi Momo Zucca e Giacomo Paglietti. Conduce Pierluigi Montalbano.
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Arcieri, spadaccini, gladiatori e altre statue di pietra portate alla luce a Mont'e Prama hanno riscritto la storia del Mediterraneo. Con la loro imponenza, le lunghe trecce, il gonnellino a V, le armi e i volti enigmatici, dopo un oblio di 2800 anni, affiorano nell'oristanese decine di guerrieri alti più di due metri. All’inizio dell’età del Ferro i sardi erano ricchi e potenti e realizzarono un monumento funerario legato al culto di uno o più eroi. Nel 1974 gli archeologi trovarono una decina di tombe, scoprirono i primi giganti e individuarono un viale adiacente le statue. Poi gli scavi del 1976 e un lungo restauro hanno restituito la bellezza a 16 guerrieri armati di pugnale e scudo tenuto sulla testa; 6 spadaccini con elmo con le corna e sei arcieri, con l'arco e la faretra in spalla. Dallo scavo emersero anche 13 betili e alcuni modelli di nuraghe. Nel 2014 sono ripresi gli scavi, condotti dell'archeologo Momo Zucca, e sono state scoperte due statue gemelle ben conservate. Alla ricerca, oltre a Gaetano Ranieri con il georadar, ha partecipato uno staff di bioarcheologi, diretto da Salvatore Rubino, che ha esaminato le tracce organiche e ha estratto il DNA dalle ossa e dai denti dei cadaveri. Queste sculture nuragiche a tutto tondo, le più antiche dell'Occidente Mediterraneo, rafforzano l’immagine di un antico popolo sardo detentore di cultura e capace di rappresentare una forte identità. Parliamo di questa scoperta, e di altro, con gli archeologi Momo Zucca e Giacomo Paglietti, in diretta.

Gli altri incontri Honebu del venerdì:

12 Giugno,  Angela Antona e Nicola Dessì

5 Giugno, Giovanna Tanda e Riccardo Cicilloni



giovedì 18 giugno 2020

Archeologia della Sardegna. Mont'e Prama, uno scavo straordinario.

Archeologia della Sardegna. 
Mont'e Prama, uno scavo straordinario.

Arcieri, spadaccini, gladiatori e altre statue di pietra portate alla luce a Mont'e Prama hanno riscritto la storia del Mediterraneo. Con la loro imponenza, le lunghe trecce, il gonnellino a V, le armi e i volti enigmatici, dopo un oblio di 2800 anni, affiorano nell'oristanese decine di guerrieri alti più di due metri. All’inizio dell’età del Ferro i sardi erano ricchi e potenti e realizzarono un monumento funerario legato al culto di uno o più eroi. Nel 1974 gli archeologi trovarono

venerdì 12 giugno 2020

Conferenze di archeologia della Sardegna. In diretta Facebook, parliamo con gli archeologi Angela Antona e Nicola Dessì.

Conferenze di archeologia della Sardegna. In diretta Facebook, parliamo con gli archeologi Angela Antona e Nicola Dessì.


Venerdi 12 giugno, in diretta Facebook, si è svolto il secondo dei 5 appuntamenti programmati: ospiti gli archeologi Angela Antona e Nicola Dessì.
Angela Antona parla del nuraghe Majori di Tempio, del nuraghe La Prisjona di Arzachena, e fa un accenno alle peculiarità neolitiche con la necropoli Li Muri e i dolmen, a fronte dell’assenza delle domus de janas.
Nicola Dessì racconta due siti dei quali ha seguito lo scavo: il sito nuragico di Camboni a Perdaxius e il tempio punico romano di Demetra e Kore a Terraseo.
La rassegna, organizzata dall'Associazione Honebu, è organizzata su 5 serate dedicate alla Sardegna antica.

mercoledì 10 giugno 2020

Archeologia della Sardegna. Modelli insediativi, organizzazione di villaggio ed evoluzione della società nuragica tra il Bronzo Finale e il Primo Ferro alla luce delle ricerche nel villaggio nuragico La Prisgiona, in località Capichera (Arzachena). Articolo di Angela Antona, Maria Dolores Marina Corro, Sara Puggioni

Archeologia della Sardegna. Modelli insediativi, organizzazione di villaggio ed evoluzione della società nuragica tra il Bronzo Finale e il Primo Ferro alla luce delle ricerche nel villaggio nuragico La Prisgiona, in località Capichera (Arzachena)
Articolo di Angela Antona, Maria Dolores Marina Corro, Sara Puggioni

Il superamento del luogo comune che poneva la Gallura in uno stato recesso rispetto al resto della Sardegna sta consentendo la ricomposizione di fasi di sviluppo della civiltà nuragica perfettamente allineate nell’ambito del grande fenomeno isolano. In particolare, gli esiti della ricerca in corso stanno offrendo nuovi elementi di conoscenza in relazione ai modelli insediativi, all’organizzazione del villaggio, all’evoluzione della società tra il Bronzo Finale e il Primo Ferro.
In generale è noto come, durante il Bronzo Recente, l’assetto rigido che caratterizzava l’organizzazione dell’insediamento in tutta l’isola, quasi geometricamente definito per ampi ambiti territoriali, ciascuno dotato di costruzioni poderose, abbia spesso indotto nell’interpretazione in senso militare del modello insediativo. E altresì noto come la dinamicità economica e sociale dei secoli XI-X a. C. abbia portato, in un certo senso, a scardinare l’assetto insediativo suddetto. Sfuggono ancora alla conoscenza gli eventi responsabili di questo cambiamento sostanziale che sembra aver determinato l’esaurirsi dell’istanza marcatamente difensiva e fortificatoria dell’epoca precedente. Di questo importante mutamento è un chiaro indicatore l’abbattimento delle cortine degli antemurali che costituivano una linea di difesa primaria dei nuraghi complessi. Gli scavi in corso nella

venerdì 5 giugno 2020

Conferenze di archeologia della Sardegna. Intervengono Giovanna Tanda e Riccardo Cicilloni.

Conferenze di archeologia della Sardegna.
In diretta Facebook, parliamo con Giovanna Tanda, responsabile dei siti Nuraghe Palmavera e della Necropoli Anghelo Ruju di Alghero, e con l'archeologo e docente di preistoria Riccardo Cicilloni che racconterà i suoi ultimi scavi a Nuxis e Gonnostramatza.


L'Associazione Honebu è lieta di invitarvi a 5 serate dedicate alla Sardegna antica.
Gli appuntamenti sono programmati per 5 venerdì consecutivi, alle ore 19, in diretta Facebook.
Parteciperanno dieci studiosi, due per ogni serata:
Angela Antona, Riccardo Cicilloni, Nicola Dessì, Michele Guirguis, Augusto Mulas, Giacomo Paglietti, Giovanna Tanda, Carlo Tronchetti, Emina Usai, e Raimondo Zucca.

Programma degli eventi:

Venerdì 5 Giugno, ore 19,
Giovanna Tanda e Riccardo Cicilloni.

Venerdì 12 Giugno, ore 19
Nicola Dessi e Angela Antona.

Venerdì 19 Giugno, ore 19
Momo Zucca e Giacomo Paglietti.

Venerdì 26 Giugno, ore 19
Carlo Tronchetti e Emina Usai

Venerdì 3 Luglio, ore 19
Augusto Mulas e Michele Guirguis.


Il nucleo degli interventi sarà la divulgazione.
Ogni archeologo parlerà dei siti nei quali ha scavato.

Altri argomenti di discussione riguarderanno:
- la promozione dei siti archeologici (intesa come tutela e valorizzazione);
- gli elementi di continuità fra età del Rame, del Bronzo e del Ferro;
- la Civiltà Nuragica (dalle origini alla romanizzazione);
- le architetture dei vivi e dei morti;
- i musei (dallo scavo alla musealizzazione);
- i rapporti fra i sardi e i popoli d’oltremare nelle varie epoche;
- i culti e i rituali.

Tutta la rassegna sarà fruibile liberamente collegandosi al profilo facebook di Pierluigi Montalbano, con inizio puntuale ogni Venerdì alle ore 19.

L'appuntamento di questa settimana sarà con l'archeologo Riccardo Cicilloni che racconterà i suoi ultimi scavi a Nuxis e Gonnostramatza, e con Giovanna Tanda, responsabile dei siti Nuraghe Palmavera e Necropoli Anghelo Ruju.

Buona Visione.

mercoledì 3 giugno 2020

Linguistica. L’articolo Latino che ufficialmente non esiste, ma che c’è ed è quello sardo. Riflessioni di Bartolomeo Porcheddu


Linguistica. L’articolo Latino che ufficialmente non esiste, ma che c’è ed è quello sardo.
Riflessioni di Bartolomeo Porcheddu


Se dovessimo consultare un qualsiasi manuale di grammatica latina e andassimo a cercare il capitolo dedicato all’articolo latino, rimarremmo delusi, poiché nell’indice dei libri adottati dalle scuole italiane, nella parte che riguarda la morfologia, non c’è l’articolo e si passa direttamente al nome. Quindi ci viene spontaneo chiedere: che fine ha fatto l’articolo latino?
Nel mio libro “Il latino è lingua dei Sardi” dedico all’articolo latino ben sette pagine, poiché l’articolo in latino esiste, eccome, ma è stato occultato. Come? Lo vedremo tra poco.
I grammatici latini moderni hanno sempre negato l’esistenza dell’articolo latino. Questa loro posizione è dovuta principalmente al fatto che nella lingua latina, strutturata nei morfemi nominali con i “casi”, l’articolo molto spesso non è essenziale al fine della costruzione e comprensione della

domenica 31 maggio 2020

Archeologia. Dalla Luna alla Dea Madre, l'altare rupestre di Santo Stefano a Oschiri. Articolo di Antonio D’Agostino


Archeologia. Dalla Luna alla Dea Madre, l'altare rupestre di Santo Stefano a Oschiri.
Articolo di Antonio D’Agostino

Il Patrimonio archeologico sardo ha, nella sua originalità, modelli architettonici che si propongono a noi con la loro complessità ed enigmi propri, a prescindere dal periodo storico o preistorico che lo determinano. Quando approfondisco una serie di documentazioni, o esamino il mio lavoro davanti ad uno scavo archeologico, applico costantemente la mia regola delle 4 R:
Rispetto, Ricerca, Recupero, Riflessione.
Ritengo, infatti, che l’approccio debba essere guidato, prima di tutto, da una posizione di Rispetto, inteso come cautela verso una serie di elementi che attirano l’attenzione, e ogni considerazione deve tenere in conto una certa sensibilità e logica professionale. La curiosità è quella che stimola e spinge

Archeologia della Sardegna. La Sardegna e la Navigazione nella Preistoria. Videoconferenza di Pierluigi Montalbano

Archeologia della Sardegna. La Sardegna e la Navigazione nella Preistoria
Videoconferenza di Pierluigi Montalbano


Video in diretta registrato nella sala conferenze Honebu il 29 Maggio 2020
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La storia della navigazione antica è legata al trasporto di uomini e materiali attraverso corsi fluviali, laghi e piccolo cabotaggio sotto costa. Le prime esplorazioni avvennero con l’utilizzo di grossi tronchi di quercia svuotati dello spazio utile agli individui per remare. Più tardi